[Interviste] Matùs Kotry e il suo Alchimisti

 Nelle interviste agli autori dei giochi selezionati per il Goblin Magnifico 2015 non poteva certo mancare lo “Scelto dai Goblin, Alchimisti (CGE/Cranio Creations) vincitore della votazione online. Salutiamo pertanto  Matúš Kotry, che ringrazia la nostra comunità per averlo premiato e per aver dimostrato il suo gioco a Play e alle altre fiere.
 
Passiamo alle domande che ci incuriosiscono!
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Nelle interviste agli autori dei giochi selezionati per il Goblin Magnifico 2015 non poteva certo mancare lo “Scelto dai Goblin”, Alchimisti (CGE/Cranio Creations) vincitore della votazione online. Salutiamo pertanto  Matúš Kotry, che ringrazia la nostra comunità per averlo premiato e per aver dimostrato il suo gioco a Play e alle altre fiere.
 
Passiamo alle domande che ci incuriosiscono!
 
 
1) A cosa giochi di solito? Quali sono i tuoi autori e generi preferiti?
In generale mi classificherei come un eurogamer, ma paradossalmente non sono i giochi considerati da manuale per la scuola euro quelli che veramente mi piacciono. Mi piacciono perlopiù giochi con delle meccaniche uniche, o con un twist non comune. Per questo motivo, per fare un esempio, mi piacciono la maggior parte dei giochi di Vlaada Chvatil: tutti i suoi giochi sono differenti e unici, dai giochi leggeri e party game, come Galaxy trucker o Codenames, agli strategici pesanti, come Through the ages o Dungeon Lords.
Della produzione di altri autori i miei giochi preferiti comprendono Dominion, Splendor, 7 Wonders, Race/Roll for the galaxy, The Resistance: Avalon, Castles of the Mad King Ludwig, Bora Bora, Ticket to Ride e tanti altri...Non posso dire quale sia veramente il migliore tra questi.
Dovrei anche citare Tragedy Looper: ci ho giocato una sola volta, perché l’ho scoperto di recente, ma sono rimasto affascinato da quest’unica sessione di gioco. Innanzitutto (come è ovvio) mi piacciono I giochi di deduzione e anche questo gioco è completamente diverso da tutto quello che ho provato in precedenza! Per questo sarebbe da inserire nella mia lista dei preferiti.
 
2) Dalla scheda di BGG Alchemists compare come prima tua pubblicazione: hai sviluppato altri giochi? Hai altri prototipi non usciti sul mercato?
Si, ho sviluppato altri prototipi prima di Alchemists, ma nessuno di questi ha avuto successo. Ho impiegato 2 anni a svilupparne uno in particolare. Era un gioco di deckbuilding (con una meccanica simile a Dominion). Presi parte a un concorso per autori esordienti, organizzato dalla CBG (da non confondersi con la CGE – l’editore che ha pubblicato Alchemists). Raggiunsi le finali, ma poi non fu scelto per la pubblicazione, perché il design presentava ancora dei difetti.
 
3) Che metodo usi per progettare i giochi? Parti prima dalle meccaniche o dall’ambientazione? Qual è il corretto mix dei due aspetti?
Buona domanda. Di solito io parto dal tema, ma se il tema è l’unica cosa che hai allora ci sono un milione di strade diverse su cui un gioco si può sviluppare. Dopo averci pensato a fondo ho realizzato che la primissima idea che ho di un gioco è una combinazione del tema e delle meccaniche centrali, in perfetta sinergia. Se hai qualcosa di simile allora hai delle buona fondamenta su cui iniziare a costruire.
Ad esempio, per Alchemists la mia prima idea era di fare un gioco di deduzione con il tema dell’alchimia. L’alchimia è una sorta di deduzione perché nel medioevo gli alchimisti non sapevano nulla della composizione chimica degli elementi. Da questo punto sono partito per sviluppare le altre meccaniche (il piazzamento lavoratori) e anche approfondire un po’ il tema (l’accademia, le pubblicazioni, i premi…).
 
 
4) Alchemists sembrava perfetto per il crowdfounding: hai mai pensato a questa soluzione invece che rivolgerti ad un editore tradizionale?
Veramente no, anche se in molti me lo hanno suggerito. Di solito si pensa che il crowdfunding sia una soluzione migliore per gli autori esordienti, perché puoi tenere tutto il guadagno dalle vendite, mentre un editore te ne lascia solo una piccola parte. Però la gente dimentica che devi anche assicurare grafica, produzione, spedizione, ecc. e io non ho alcuna esperienza in queste cose. Cosa sarebbe accaduto se avessi scoperto che i soldi ricavati dal crowdfounding non fossero sufficienti a coprire tutte queste spese? Era un’opzione troppo rischiosa per me. 
Avere un accordo con un editore è, probabilmente, la strada più sicura per un autore esordiente. È vero che l’editore si tiene il grosso del guadagno, ma per questo costo si preoccupa di tutto il necessario per portare il tuo gioco da prototipo a prodotto finito e ha uno staff di professionisti per occuparsi di queste cose. In più mi permette di guadagnare tempo e sviluppare più giochi.
 
5) Alchemists è stato pensato dall’inizio per essere giocato con un suporto elettronico, oppure c’è stata qualche fase di sviluppo che non ne prevedeva l’utilizzo?
Il gioco è giocabile ancora adesso senza un supporto elettronico, ma è necessario che uno faccia da master e valuti le combinazioni per gli altri giocatori. E questa è stata la modalità con cui sono stati provati i primi prototipi prima di aver sviluppato la app (di solito facevo io da master per gli altri giocatori). Ma già allora pensavo che un giorno avrei sostituito il master con un’app, perché mi è stato subito chiaro che valutare gli esperimenti per gli altri che giocano non è una cosa che diverte.
 
6) Tecnologia e boardgame: Alchemists non è l’unico esempio per questo connubio. Cosa ci riserva il futuro?
Fammi prima rispondere alla domanda successiva e poi torniamo in dettaglio su questa…
 
7) Tra gli appassionati, però, non sono pochi i detrattori: a loro parere l’intervento della tecnologia “inquina” lo spirito dei boardgame. Cosa ti sentiresti di rispondere in merito?
Questo dipende da come si definisce lo “spirito” dei boardgame. Ad alcuni piace giocare ai boardgame perché vogliono una pausa da questo mondo sempre in corsa, pieno di tecnologia moderna. In questo caso è vero, l’utilizzo della tecnologia, per definizione, rompe questo spirito. Ma non è questa l’unica ragione che spinge a giocare i boardgame. Per come la penso la differenza fondamentale tra videogiochi e giochi da tavolo non è nella tecnologia, ma nel contatto sociale. Anche se giocare ai videogame online in multiplayer non è la stessa cosa che sedere allo stesso tavolo, commentare il gioco e ridere insieme. E in questo caso un piccolo aiuto da un dispositivo elettronico non ne rompe lo spirito.  C’è lo stesso elemento di socializzazione, come in altri board game, e il dispositivo elettronico si mescola in fretta, diventando semplicemente un altro componente del gioco.
 
- Adesso possiamo tornare alla domanda di prima. Cosa ci riserva il futuro?
Molto dipende dalla comunità dei giocatori da tavolo e dalle loro attitudini. Penso che vedremo vari approcci su come un dispositivo elettronico può essere integrato in un gioco da tavolo, perché c’è un sacco di gente creativa che ci prova. E molti di questi approcci possono essere rigettati in tronco dalla comunità.  Quelli che resisteranno al “test del tempo” possono diventare uno standard nei giochi da tavolo, ma è un cammino lungo da scoprire.
Di contro non penso che i giochi con un supporto elettronico rimpiazzeranno del tutto i giochi da tavolo classici.
 
 
8) Il nostro premio “Goblin Magnifico” è nato con l’intento di premiare giochi di buona qualità per giocatori esperti: c’è qualche gioco per giocatori esperti del 2014 (lo stesso di Alchemists) che ti ha colpito particolarmente?
Li ho già menzionati nella prima domanda, giusto per ricapitolare:
Castles of the Mad King Ludwig, Splendor, Roll for the Galaxy e Tragedy Looper, sono stati tutti pubblicati nel 2014 e sono I miei preferiti per quell’anno.
 
9) Gli autori dell’Europa dell’Est sono ormai una realtà affermata. C’è qualcosa che, a tuo parere, accomuna gli autori dell’Est Europa (o della Repubblica Ceca se preferisci)?
Ci ho pensato a lungo e ancora non riesco a trovare un particolare che potrebbe in qualche modo distinguere gli autori dell’Europa dell’est da quelli occidentali. A mio parere il motivo è il seguente: nei paesi occidentali, come la Germania, i giochi da tavolo hanno una lunga tradizione. Di contro nei paesi dell’Est sono ancora un nuovo fenomeno. Se avessi chiesto vent’anni fa a un cittadino medio ceco quali giochi conosce ne avrebbe citati solo due:  “Človeče nezlob se“ che è conosciuto come “ludo” o “trouble” in altri paesi, e “Dostihy a sázky” che è un clone del Monopoly. (tristemente la situazione in Slovacchia è ancora oggi la stessa…ma ci sono piccole comunità di giocatori che stanno crescendo di anno in anno e c’è la speranza di cambiare per il futuro).
Quindi tutto quello che abbiamo appreso sui giochi da tavolo lo abbiamo imparato dall’Ovest. Per questo c’è un’influenza così pregnante. Del resto, dato che gli autori dell’est sono relativamente nuovi nel campo, vengono forse percepiti come i portatori del nuovo negli eurogame tradizionali. Ma è difficile per me giudicarlo dall’interno, è più interessante vedere come siamo visti.
 
10) Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Stai lavorando a qualche nuovo gioco?
Certo, ho delle idee su nuovi giochi, ma non mi piace parlarne nei primissimi stadi di sviluppo. Posso però dirti che sto lavorando a un’espansione di Alchemists, che sarà rilasciata (lo spero) nel prossimo anno.
 
 
Intervista originale:
 
1) What do you usually play? What are you favourite authors and games?
Generally I would classify myself as an eurogamer, but paradoxically, I don’t really prefer games which are like a textbook examples of an euro-design guidelines. I mostly enjoy games with some unique mechanics or an unusual twist. That’s why I for example like most of the games by Vlaada Chvatil: all of his games are completely different and unique: from lightweight or party games like Galaxy trucker or Codenames to heavy strategic games like Through the Ages or Dungeon Lords.
From other game designers, my favourite games include Dominion, Splendor, 7 Wonders, Race/Roll for the galaxy, The Resistance: Avalon, Castles of the Mad King Ludwig, Bora Bora, Ticket to Ride and many others… I can’t pick just one that is absolutely the best .
I should also mention Tragedy Looper: I have played it just once, because I have discovered it recently, but I was totally fascinated by this single play session. First of all I (obviously ) like deduction games and also this game is completely different from anything I played before! So probably this one will be included on my favourites list too.
 
2) For what we can see on BGG archive Alchemists is your first game: have you got other developed games except this one? Some unpublished prototypes?
Yes, I had few prototypes before Alchemists, but none of them were successful. I spent 2 years developing one of them. It was a deckbuilding card game (with a mechanics similar to Dominion). I joined a competition for beginning game designers, organized by CBG (not to be confused with CGE – the publisher which published Alchemists). I got to the “finals”, but then it wasn’t chosen to be published, because the design still had lot of flaws.
Nevertheless, I gained lot of experience during this competition so I was much more confident with my next game idea which was the Alchemists.
 
3)  For you design style do you prefer to start from mechanics or theme? What is the correct mix of the two aspects? 
A good question . I usually say that from the theme, but if the theme is the only thing you have, there are like a million ways how the game may look like. After a deeper thought I realised, that the first idea I usually have about a game is a combination of theme and a core mechanic, that are in a perfect synergy. If you have something like that, then you have a great foundation to build on.
For example my first thought about Alchemists was that I will make a deduction game with an alchemy theme. The actual alchemy is sort of a deduction too, because in medieval era the alchemists had no idea about chemical composition of things. And from this point I started to develop other mechanics (the worker placement part) and also the theme little more deeply (the academia, publishing, getting grants…).
 
4) Alchemists could be perfect for a crowdfounding project: have you ever thought to this solution instead of a traditional editor?
Not really, despite the fact some people suggested that. People usually say that crowdfunding is better for the beginning designers, because you can keep all the revenue from the sales, whereas the publisher will give you only a small share from it. However people forget that you also have to ensure things like art, production or shipping yourself and I have zero experience with things like that. What if I suddenly found out that the money I have raised from crowdfounding are not enough to cover all the expenses? This option was way too risky for me.
Having an agreement with an editor is probably the safer way for the beginning game designers. Yes, the editor keeps most of the revenue, but for that cost they take care of absolutely everything needed to turn your game from a prototype to a final product and they are already professionals in that kind of stuff. And it also saves my time, so I can design more games.
 
5) Has Alchemists been projected since the beginning with the support of an electronic device? There has been some development phase in which the game was playable without electronic devices?
The game is playable without the electronic device even now, but you need one player to take a role of a game master, that evaluates the combinations for players. And yes, this is the way how early prototypes were playtested before I have developed the app (I usually took the role of the game master for the other players). But I was already planning to replace the game master with the app one day, because I have realised pretty soon, that evaluating other people’s experiments is not something that most of the people would enjoy doing .
 
6) Technology and boardgame: Alchemist is not the first game to try a link between them. What can we aspect in the future?
Let me answer the next question first and then I get back to this one…
 
7)  On the other hand there are not few detractors in the gamers community: according to them technology “corrupts” the spirit of boardgames. What would you like to say about this argument?
That depends on how do we define the “spirit” of board games. Some people may play board games, because they just want to take a break from this fast paced world full of modern technology. And in that case yes, the technology by definition breaks that spirit.
But this is not the only reason people play board games. In my opinion, the key difference between video games and board games is not in the technology, but in the social contact. Even if you play multiplayer video games online, the experience is not the same as if you sit together with other people behind the same table and you can comment the game and laugh together. And a small helper electronic device definitely does not destroy that kind of spirit. There is still the same socializing element as in any other board game and the electronic device soon blends in and becomes just another game component. 
 
6) Technology and boardgame: Alchemist is not the first game to try a link between them. What can we aspect in the future?
And that mostly depends on the board gamers community and its attitude. I believe that we will see many different approaches how an electronic device can be used in a board game, because there are a lot of creative people out there. And many of these approaches may be completely rejected by the community. But those which will stand the “test of time” may become a standard in board games, but it will be a long road to find out how would those look like. 
Nevertheless, I don’t believe that games with an electronic companion will completely replace the classical ones someday.
 
8) Our new prize “Goblin Magnifico” has the purpose to find good games for “gamers”: is there a particular gamers game of 2014 (the same of Alchemists) that you especially liked?
I have already mentioned few of them in question 1 so just for the recap:
Castles of the Mad King Ludwig, Splendor, Roll for the Galaxy and Tragedy Looper were all released in 2014 and these would definitely be my favourites from that year.
 
9) Nowadays East Europe designers are an established reality. Are there, according to you, some aspects in common between East Europe designers (or Czech designers)?
I gave it a long thought and still didn’t find anything particular, that would somehow distinguish eastern European designers from the western ones. In my opinion, the reason is following: in western countries, like Germany, board games have a long tradition. However in eastern Europe, it is still a pretty new phenomenon. If you have asked an average Czech citizen 20 years ago what board games does he know, he would name only two: “Človeče nezlob se“ which is also known as “ludo” or “trouble” in other countries, and “Dostihy a sázky”, which is a pre-revolutionary clone of Monopoly. (sadly, in Slovakia, the situation is almost the same even now… but there are small board gaming communities that are growing every year, so hopefully it will get better in the future ). 
So everything we’ve learned about the modern board games we’ve learned from the west. That’s why there is such strong influence. However, since all the eastern European designers are relatively new in the field, maybe you perceive them as the people who bring the novelty to the traditional euro board games. But it is hard for me to judge “from the inside”, actually I would be more interested how the others see us . 
 
10) What are your future projects? Any new game you may talk about?
Yes, I have some new board game ideas, but I don’t like to talk about them in the very early stage of development. But I can tell you that I am also working on an expansion for Alchemists, which should be (hopefully ) released next year.
 
So thank you again for the nomination and also for demoing my game on Italian festivals!
 
Best wishes,
Matúš Kotry

Commenti

Uno dei miei giochi preferiti. Riesce a creare quell'atmosfera ottocentesca che nessun altro gioco riesce a fare. Meccanica superlativa

Gioco davvero sottovalutato. Sicuramente è macchinoso, un po' ripetitivo e l'app può non piacere... ma è talmente ben ambientato (e con una grafica superlativa) per essere un euro che la mia compagna, che di solito detesta i pesi medio/alti, ci gioca sempre volentieri per due e passa ore di fila senza batter colpo, e asfaltandomi spesso.
Anche vari amici neofiti mi hanno chiesto di provarlo, tanto è l'appeal che suscita messo sul tavolo :-D

Mi incuriosiva da tempo il "dietro le quinte" di un gran bel gioco come Alchimisti. E con una "prima" così, l'autore promette davvero bene!

bubu

yoghi e bubu
La Tana dei Goblin Lodi

Che la forza sia con voi...

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