One print era, by Ignacy Trzewiczek

one print era
BoardGameGeek

In uno sfogo su facebook, il popolare autore parla del fenomeno delle ristampe.

Editoriale
Giochi

Poche settimane fa Lacerta, uno dei nostri editori in Polonia, ha annunciato la lista delle recenti pubblicazioni che non sarebbero state ristampate. Quello che hanno mandato era un messaggio molto chiaro: “ Ehi, se volete uno di questi giochi è ora o mai più. Non li stamperemo mai più”.

Ciò si combinava con una recente discussione avuta con Luke. Parlammo dei miei giochi preferiti e gli dissi che Lewis & Clark è uno dei cinque migliori giochi che abbia mai provato.

“Non ne ho mai sentito parlare” mi disse.  Ovviamente non lo conosceva. Il gioco è stato pubblicato cinque anni fa. Nel mondo dei giochi da tavolo equivale ad una decade. Mai ristampato, non più disponibile, perso nel tempo. Uno dei migliori eurogame. Perso nelle sabbie del tempo.

***

Questo è lo stato dell’industria in cui viviamo oggigiorno. Generalmente gli editori non lo dicono in modo così diretto, ma credo l’abbiate già capito da soli. Gli editori non fanno ristampe. Viviamo in un’era con una singola tiratura. Stampa e scorda. Ho avuto questa devastante conversazione nel 2017 quando ero rimasto bloccato in aeroporto per qualche ora e per fortuna lo ero assieme ad un amico editore. Abbiamo parlato dell’industria a lungo quel pomeriggio. Nominò un gioco pubblicato (scusate gente, ma era una conversazione privata, quindi non menzionerò nessun nome o titolo) che ebbe un inizio epico e con un grande hype. Avevano sfondato. Decisero immediatamente di fare una ristampa. Servono otto settimane per una ristampa, altre otto per la spedizione dalla Cina, e tra le due e quattro settimane per mandarlo in distribuzione.

Quando arrivò la ristampa, nessuno era ancora interessato al gioco. Gli occhi e l’attenzione si erano spostate sul nuovo gioiello. La ditta del mio amico - dopo il grande successo con la pubblicazione del loro gioco  - finì con un magazzino pieno di ristampe che nessuno voleva. Persero parecchi soldi.

***

È contro il mio DNA, è contro la mia filosofia. Io amo i titoli che pubblico. Io credo che Robinson Crusoe, Coloni imperiali, Cry Havoc, Tides of Time e altri nostri titoli siano buoni  come lo erano due, tre o cinque anni fa. Io lotto e combatto. Nei mesi scorsi ho avuto discussioni estenuanti con la distribuzione riguardo la ristampa di 51st State. Ogni giorno riceviamo E-mail dai fans che chiedono quando il gioco andrà in ristampa... Ogni volta che parlo coi distributori riguardo agli ordini, riguardo le loro stime, mi dicono: "No, Grazie. Non lo ordineremo.". Per loro è un vecchio titolo. Non sono interessati a farlo tornare sugli scaffali. Non è neppure per via dei giocatori in cerca della novità, è tutto il settore che cerca solo di nuovi prodotti.

***

Non sto dicendo che il settore abbia bisogno di cure, non sto dicendo che il settore sia malato. Sto solo dicendo che potremmo aver bisogno di qualche vitamina, per sicurezza.

Lewis & Clark è uno dei migliori eurogame mai concepiti e non lo giocherete mai perché tutti qui preferiscono la novità luccicante.

Link all'originale

Commenti

Interessante riflessione . Inizio a dire che mi manca qualche pezzo per comprendre il tutto (non ho letto la discussione su fb). Ero convinto che la Portal facesse anche direttamente distribuzione, visto che cura direttamente anche le edizioni in inglese, oltre il polacco, e se passate ad Essen il suo è ormai uno degli stand di un certo rilievo. Insomma, pensavo che il buon Ignacy sia quello a cui andare a chiedere di ristampare un gioco, non uno che pone la domanda...

Deduco che affida le decisioni a distributori, come questo Lacerta che cita (?)

 

Andando al nocciolo della questione il problema è legato all'eccesso di titoli pubblicati che spesso discutiamo. Troppe uscite nuove significa poco spazio per quello che è stato già pubblicato. Poco spazio negli scaffali dei negozi, poco spazio nei siti specializzati e nei blogger, poco spazio negli stand degli editori alle fiere  (e qui qualche domanda a Ignacy si potrebbe fare, come a tutti gli editori). Giusto per fare un esempio l'espansione di Legacy the testament of duke the Crecy 

https://www.boardgamegeek.com/boardgameexpansion/183272/legacy-testament...

era indispensabile? poteva lasciare spazio a qualche titolo più interessante nel catalogo della stessa Portal?

Un editore dovrebbe rispondere a questo.

Concordo con Peppe, bisognerebbe partire dall'autocritica.
Rimango comunque dell'idea che questo mercato senza ristampe - non quelle farlocche da centoventi euro o quelle extralusso: parlo di semplici ristampe - è malato: il prendi-ora-o-mai-più è quanto di più sbagliato possibile per la creazione di giocatori consapevoli.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Io Lewis & Clark ce l'ho per cui ntappativlo 'nta carina :p

Facezie a parte, questo è solo un altro sintomo di un mercato fuori controllo, che sia una bolla o altro non so, ma certo su 1000 nuove uscite annue solo una decina meriterebbe davvero lo spazio che occupa.

#teamignacy

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Purtroppo o per fortuna siamo in piena bolla ludica. E' un bene perchè è vero che su 1000 nuovi titoli solo una piccola parte merita la pubblicazione ma la bolla permette di "osare" e sperimentare anche vie nuove, e' un male perchè sono consapevole che quando sarà scoppiata ci ritroveremo per un paio d'anni ad avere titoli validi con il contagocce. In compenso avremo le librerie piene zeppe di giochi ancora sigillati per far passare la "crisi" in serenità e poi tornare a dei ritmi di uscita più normali. Ed egoisticamente parlando per noi gamers di lungo corso il post-bolla sarà l'occasione per riscoprire i gioelli antichi che abbiamo nelle nostre librerie e che sono rimasti probabilmente a prendere polvere ingiustamente per troppo tempo. Io sono ottimista.

Che ci sia un surplus di giochi assolutamente non necessari credo sia evidente, che il gioco da tavolo sia diventato un bene molto più commercia(bi)le di quanto lo fosse anche solo 5 anni fa, altrettanto.

Se da un lato il compratore medio può essere una persona attratta principalmente da giochi visivamente appetibili e "meccanicamente" solo discreti, con una formazione ludica parziale, non credo si possa delegare interamente a lui la causa del problema, proprio perché sono gli editori stessi a saturare il mercato con prodotti non proprio imperdibili. Lo stesso numero di editori cresce di continuo, ognuno cerca il suo spazio contribuendo a questa saturazione con nuove uscite e nuovi autori.

D'altro canto ristampare oggi un gioco "vecchio", ma magari più valido di tante nuove uscite, é un rischio proprio perché il giocatore di recente formazione é avvezzo ad una componentistica che fa del gioco da tavolo un gioco anche (o soprattutto?) bello da vedere. Penso alla ristampa del decennale di In the Year of the Dragon, gioco per molti anni introvabile, capolavoro (per me) che dopo sei mesi stava a 20 euro in saldo allo stand della spiele offensive ad Essen 2017 (e quest'anno a 16), perché invenduta (o invebdibile?) 

Oggi se vuoi ristampare un grande classico (o magari un gioco solo vecchio, che di classico non ha nulla) hai due strade, un ks dove sia ben in evidenza che stai facendo un'edizione deluxe con materiali incredibili (e magari qualche esclusiva, inutile ovviamente) oppure, se vuoi rimanere fedele all'edizione originale, mettere in piedi un sistema tipo il P500 della gmt. 

D'altronde il mercato non é qualcosa di "giusto" o "equo", va nella direzione dove viene spinto da noi giocatori, chi più chi meno consapevole, e gli editori sono aziende a scopo di lucro, se c'é un colpevole in tutto ciò non credo sia solo una delle parti. 

 

 

Eppure io vedo che anche nei giochi da tavolo sta arrivando l'effetto nostalgia. In questi anni stanno aumentando le ristampe in versione aggiornata dei giochi da tavolo. Basti guardare la linea che verrà lanciata da ravensburger con la ristampa dei loro classici ma i progetti di recupero stanno aumentando e si stanno inserendo nei progetti di molti editori. Poco alla volta qualcosa di meritevole tornerà  ( e anche qualcosa che non lo meriterebbe ma verrà ristampato comunque ) quindi lasciamo che il mercato faccia il suo corso.

Ps ho trovato interessante chi proponeva kickstarter come mezzo per garantire la ristampa senza perdite per l'editore. 

Avevo letto questo articolo un po' di tempo fa quando stavamo facendo questa discussione nel nostro gruppo. L'articolo porta alla luce un aspetto verissimo. Della "bolla" se ne parla spesso e ancora mi sembra che i confini del problema non siano ben compresi. Una riflessione che mi aveva suggerito questo articolo è che i giochi oggi "durano" qualche mese. Con questo intendo che si crea un hype, la gente compra, se ne parla tanto e poi dopo 5-6 mesi si passa ad un altro titolo (mi viene in mente clans of caledonya come esempio). Credo che a questo contribuisca molto anche la realtà "social" attuale. Gli hard core gamer seguono questo mondo anche sui social, quì in tana, sui gruppi fb, su bgg... La community parla e si interessa di titoli nuovi; è quindi naturale che nasca quindi la curiosità in tutti di provare quello di cui si parla, di contribuire alla discussione. Per essere quindi sempre al passo coi tempi è inevitabile che, dato che il tempo è limitato, si macinano giochi e si prova sempre qualcosa di nuovo, lasciando poco spazio all'approfondimento dei titoli. Anche da quì nasce la "stagionalità" dei giochi...

Non sto giudicando giusto/sbagliato, ma sto solo facendo una riflessione.

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Boh. Anche io ho Lewis & Clark, sia quello "grande" che Discoveries (la versione "ridotta" con i dadi): un buon titolo, alla fin fine un gioco di corse, ma non questo gran capolavoro da dire "se non lo provi hai perso un'esperienza di vita" manco fosse il primo abbraccio a tuo figlio - secondo me eh; e cosa ci capisco io degli "euro"...

La verità è che dovremmo chiederci COSA SERVE PER DIVERTIRSI. Oggigiorno ci sono almeno 2 aberrazioni: la prima è sicuramente Kickstarter, un sistema che sfrutta l'effetto "saldi/ultime offerte" in una finestra di tempo limitata per ipotecare i desideri dei giocatori, e non a caso il linguaggio usato rasenta quello di un adolescente che brancica con le mutandine di una fanciulla ("vado ALL IN, o full in" - frasi che sentivi dire da Bush ai tempi della Guerra del Golfo); non è il piacere dell'oggetto in sè, spesso anzi deludente e/o immediatamente rivenduto all'effettivo arrivo (mesi e mesi dopo), ma è l'attesa del piacere, un Sabato del Villaggio di leopardiana memoria su scala globale - e naturalmente molto meno elegante.

Il problema si indenta sull'enorme diffusione del gioco da tavolo unito ad una connessione globale sempre più rapida e capillare. Tutti possono, circa, accedere alla vastissima offerta. Stampanti 3D sono ormai entrate nelle case e numerosi siti (es. Thingiverse) forniscono i progetti gratuiti spesso di gran qualità. Basta poco per fare il salto da semplice appassionato a produttore (a volte perfortuna: vedi Dean Essig con la sua The Gamers). Cosa manca spesso al potere, però? Il controllo, naturalmente.

Di recente ho avuto una antipatica discussione con un sedicente "game designer" fermamente convinto che non sia possibile rendere un gioco di azione ed abilità in formato a turni. Gli ho citato Gunslinger (il capolavoro di Hamblen del 1982) ed il più recente BattleCON come luminosi esempi di come, in realtà, sia abbondantemente possibile: inutile dire che ho trovato una resistenza ostinata.

Altro esempio che mi piace citare è Scythe, e suoi derivati (My Little Scythe). Ho letto parecchie recensioni e commenti (ho anche il titolo junior) e davvero pochissimi hanno colto l'ovvia "scopiazzatura" del sistema di combattimento ripreso praticamente pari-pari dal mitico Dune (altro capolavoro edito dalla Avalon Hill nel 1979).

Tra questi due estremi - il designer che ignora, il designer che ricicla - penso si collochi più o meno la gaussiana del boardgame odierno. Ed includo anche i wargames, che sono effettivamente un mondo parallelo.

Da questo calderone chi se ne avvantaggia? Noi giocatori ovviamente - a patto di sviluppare una consapevolezza critica. "Crités" in greco significava giudizio, discernimento. Non è detto che sia fondamentale vedere un titolo ristampato così com'era... magari i componenti hanno perso attrattività, magari alla fin fine c'erano cose che oggigiorno non abbiamo più il tempo/gusto di simulare (ricordo un'occasione in cui l'idea di SCRIVERE sulla carta, o marcare con una penna cancellabile delle carte o pezzi di gioco, suscitò una forte levata di scudi; discorso analogo per le mappe montate o meno per i wargames...) - quello che conta è che parti di gioco, le migliori, sopravvivano al tempo, magari trasformandosi, evolvendo ed unendosi ad altre, per formare qualcosa di nuovo...e vecchio allo stesso tempo.

I giochi "di una volta" erano incredibili fucine di idee, e non solo i giochi, pensate quanto hanno dato alla narrativa autori cardine come Tolkien (D&D), Lovecraft (la FFG ha costruito un impero sugli Arkham Files) e Philip Dick (cyberpunk di Gibson/Sterling, anyone?). Citando ancora Richard Hamblen...quanto ha da insegnare ancora un titolo come Magic Realm? Quanto venderebbe se fosse ristampato? E quanto costerebbe al singolo utente davvero interessato stamparsi la propria copia? D'altra parte quanti ricordano King of the Tabletop? Forse quelli che nel 1983 leggevano il n°77 della rivista Dragon. Eppure è storia nota che Richard Garfield convogliò queste ed altre idee nell'asso pigliatutto di Magic: The Gathering, giocato invece ancora oggigiorno.

(Notate come stia sorvolando sulla storia dei wargames, che probabilmente qui vi direbbe poco o nulla.)

TL;DR: non mi preoccupa la mancanza di ristampe; come per il sesso, la disponibilità di titoli è sovrabondante rispetto alle reali necessità; le buone idee sono immortali e destinate a reincarnarsi; senza conoscenza del passato non c'è futuro, ma la rete ed i vecchi giocatori di buona volontà sono più accessibili che mai nel 2019; Dune, quello vero, verrà ristampato dalla GF9 dunque tutto il resto non conta (ciascuno ha le proprie perversioni).

Vi auguro una discreta giornata!

"Do not infer or imagine more to a rule than is stated in it. When in doubt, interpret strictly."
Alan Emrich

Comprensibile sfogo e interessanti commenti.

Dico la mia, che peraltro non aggiunge niente ma sintetizza:

1) C'è la bolla. E scoppierà

2) Fino a quel momento, sarebbe bene usare sistemi diversi dalla "normale" ristampa alla cieca. Gli strumenti ci sono (Crowdfunding, P500, Print on demand...), con i loro pro e contro "filosofici", ma se ci sono usiamoli: penso che abbiano da guadagnarci sia gli editori che i giocatori. Tutta la filiera fondamentalmente. D'altra parte tanti lo stanno già giustamente facendo - quindi perchè rischiare ancora come ha fatto l'editore "anonimo" citato nel post originale?

* Orto Mio!!! *

Tutto ciò che ha scritto Claudio77 lo trovo molto interessante anche se però secondo me il problema della generazione attuale dei giochi da tavolo è più rappresentato dalle mille e uno variazioni sullo stesso tema/meccanica...Capisco che ogni giocatore ha i suoi gusti e quindi più possibilità di scelta possa equivalere alla possibilità di trovare il gioco perfetto per i propri gusti , però mi sembra un paradosso che i giocatori cerchino sempre una novità e poi i giochi tendano a diventare sempre più simili tra loro perché il mercato ne mette a disposizione un numero esorbitante. 

Già negli anni '70-'80 la International Team non ristampava ma produceva sempre giochi nuovi perché più conveniente, mica è una novità. Un gioco nuovo lo puoi vendere a tutti, una ristampa solo a chi non ha l'originale. E quelli che hanno l'originale probabilmente erano il miglior target per il gioco.

Le grosse case vivevano di ristampe perché la pubblicità era inesistente e col passaparola e le regole spiegate per tradizione orale quelle erano le cose più facili da vendere.

Ora, con internet che procura pubblicità alle nicchie forse più facilmente che alle masse siamo al problema opposto. Tutto vive di hype e novità. Non vorrei avere un ristorante oggi con la clientela che segue i food influencer che oggi mangiano qua e domani, inevitabilmente, da un'altra parte.

Vorrei però farvi notare che le localizzazioni sono, in fondo, le ristampe che chiediamo. Abbiamo spesso il tempo di vedere quanto la versione inglese viene apprezzata per poi acchiapparlo in italiano (oppure no). Ovviamente se le nostre fonti si basano su versioni inglesi.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

vedo un approccio editoriale sempre più industriale e sempre meno artigianale. è un male?

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vedo un approccio editoriale sempre più industriale e sempre meno artigianale. è un male?

per me si, visto che spesso associo alla parola "industriale" quella "dozzinale" 

- m@ -
La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

vedo un approccio editoriale sempre più industriale e sempre meno artigianale. è un male?

Un male? Secondo me no. Per noi giocatori è un bene questa cosa. Secondo me fa molto più male l'ossessione consumistica che nasce nei giocatori. 

Interessante questo articolo, ha certificato quello che già si vedeva in Italia.

Guardacaso proprio Robinson Crusoe e le sue espansioni...ma in realtà anche Coloni Imperiali va a morire in Italia.

Si dovrebbe studiare a questo punto come funziona la organizzazione commerciale di Fantasy Flight, visto che continua a ristampare più volte i suoi titoli. Le recenti ristampe delle espansioni del Signore degli Anelli LCG, vecchio di 7 anni, sono state spazzate via in un attimo.

Vero è che la versione inglese si vende in tutto il mondo e quindi il rischio è minore...

Comunque secondo me è anche una questione di dimensioni delle case editrici. Una casa editrice piccola non può permettersi passi falsi altrimenti fa il botto.

Quindi le ristampe magari le centellina o non le fa del tutto.

una casa editrice grande può anche permettersi di rischiare per uno o più giochi di grosso calibro, per dare continuità alle espansioni con il gioco base.

non è detto che lo faccia però...

Cristiano

per me si, visto che spesso associo alla parola "industriale" quella "dozzinale" 

quindi compri solo abiti sartoriali, tessuti a mano e con filato da arcolaio? o la spostiamo sulle auto? per me industriale = dozzinale non regge

forse invece che in una bolla siamo all'inizio della nostra rivoluzione industriale.

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il punto è: queli sono le vitamine che intende Trzeviczek? 
Perché poi davanti al "cosa fare" nessuno purtroppo ha la formula. E non è che la "colpa" stia da una parte sola: in assenza di regole (e il mercato non ne ha, se non per casi estremi), il produttore approfitterà sempre dell'utenza e l'utenza andrà sempre dietro al produttore, in un circolo vizioso. L'idea che il mercato si "autoregoli" è positivista e inesatta per essere buoni. Il mercato non autoregola nulla, perché regolare prevede misura; il mercato procede per scossoni ed iperboli.

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Beh qualche segnale della fine della festa stiamo iniziando a vederlo. Per ora è solo un puntino ma già un kickstarter cmon che non raggiunge il milione è un primo segno

Perché poi davanti al "cosa fare" nessuno purtroppo ha la formula. E non è che la "colpa" stia da una parte sola: in assenza di regole (e il mercato non ne ha, se non per casi estremi), il produttore approfitterà sempre dell'utenza e l'utenza andrà sempre dietro al produttore, in un circolo vizioso. L'idea che il mercato si "autoregoli" è positivista e inesatta per essere buoni. Il mercato non autoregola nulla, perché regolare prevede misura; il mercato procede per scossoni ed iperboli.

A parer mio la soluzione è l'evoluzione della meccanica. Una via di mezzo fra quello che fa la FF con le sue riedizioni e quello che fa Uwe Rosenberg: giochi con meccaniche che vengono riportate ed evolute in nuove salse. Il nuovo senza gettare il vecchio. Se io non ho Twilight Imperium non compro la ristampa del 2, ma la nuova stampa del 4 che, potenzialmente, è migliore a livello di regole della precedente. Ma se io ho già la precedente potrei decidere comunque di comprare la nuova, se le novità sono interessanti. Se poi cambiamo di più e lo facciamo diventare un altro gioco che ricorda prepotentemente il precedente come nei giochi di Rosenberg, è più facile ancora che chi ha il gioco precedente lo ricompri. Ecco, forse un esempio di ciò si può trovare in Gaia Project. Se le copie di Terra Mystica non sono più disponibili io mi compro quello perché sò che i principi base sono gli stessi. Se ho TM e mi è piaciuto tanto, Gaia Project lo compro uguale perché è come se fosse un'espansione.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

Si dovrebbe studiare a questo punto come funziona la organizzazione commerciale di Fantasy Flight, visto che continua a ristampare più volte i suoi titoli. Le recenti ristampe delle espansioni del Signore degli Anelli LCG, vecchio di 7 anni, sono state spazzate via in un attimo.

Beh FFG negli ultimi anni ha fatto di tutto e di più nel bene e nel male, trattando prodotti e linee diverse in modi molto diversi. Ha tagliato intere linee come niente fosse (Netrunner ad esempio), ha continuato col modello "uscita a rotta di collo" standard su altre e ha puntato sul print on demand su altre ancora. Secondo me non hanno ancora le idee chiare nemmeno loro, ma d'altronde il mercato è in continuo mutamento. Difficili da copiare, comunque

* Orto Mio!!! *

Secondo me gli editori dovrebbero ascoltare un po' di più i giocatori. Tutto qua.

quelli che comprano la ristampa di specie dominanti o quelli che comprano Azul?

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Secondo me gli editori dovrebbero ascoltare un po' di più i giocatori. Tutto qua.

quelli che comprano la ristampa di specie dominanti o quelli che comprano Azul?

E' una bella domanda :)

Secondo me si possono comunque fare entrambe le cose. E' ovvio che un best seller come Azul permetta un certo spazio di manovra. Possono ristampare in tranquillità con grandi tirature (quindi costi più bassi e quindi guadagni più alti) e molto difficilmente rimarrà molto invenduto. SD invece è un cinghiale meraviglioso ma un po' datato, graficamente MEH e con target molto più limitato. Ergo P500 (o simile) perfetto. Meno guadagno a copia ma zero sprechi e clienti contenti.

* Orto Mio!!! *

Purtroppo o per fortuna siamo in piena bolla ludica. E' un bene perchè è vero che su 1000 nuovi titoli solo una piccola parte merita la pubblicazione ma la bolla permette di "osare" e sperimentare anche vie nuove, 

Moh, nutro qualche perplessità. Io, onestamente, vedo mille titoli che mi paiono cloni o variazioni sul tema ma nessuno, recentemente, mi ha colpito per qualche meccanica o soluzione davvero interessante. La mia sensazione è che, invece, gli editori rischino ancora meno cercando di proporre qualcosa di simile a quello che è andato benino. 

ciaps eriadan

Beh FFG negli ultimi anni ha fatto di tutto e di più nel bene e nel male, trattando prodotti e linee diverse in modi molto diversi. Ha tagliato intere linee come niente fosse (Netrunner ad esempio), ha continuato col modello "uscita a rotta di collo" standard su altre e ha puntato sul print on demand su altre ancora. Secondo me non hanno ancora le idee chiare nemmeno loro, ma d'altronde il mercato è in continuo mutamento. Difficili da copiare, comunque
 

Secondo me invece FFG va osservata con attenzione, perchè è il modello di editore che ha generato meno sorprese verso gli utenti.

Per quanto riguarda Netrunner, non hanno trovato un accordo con Wizard of the Coast per il rinnovo della licenza e quindi hanno chiuso, ma probabilmente, considerando che era fuori da almeno 7 anni, non tirava più molto comunque e forse non hanno insistito troppo per avere un accordo a tutti i costi.

Sembra comunque che fosse Wizard of the Coast che non voleva rinnovargliela.

Per il resto, hanno fatto molti esperimenti, alcuni falliti e altri vincenti, ma comunque hanno sperimentato.

garantiscono comunque ristampe periodiche ai loro giochi più significativi, anche delle più vecchie.

La loro sezione upcoming ti dà una idea di come sono comunque programmate le ristampe dei giochi.

Per il print on demand, anche quello è secondo me una forma di rispetto verso il cliente e una manovra vincente.

Il print on demand viene fatto probabilmente in tipografie negli USA invece che in Cina, non necessita di grosse tirature e consente di mantenere fidelizzati i clienti e soprattutto attive delle linee di prodotto.

Facendo come esempio il print on demand, tutta la linea Nightmare e standalone AP di Lord of the Rings LCG è print on demand, in quanto palesemente di nicchia rispetto alle espansioni e AP dei cicli, che invece sono stampati in Cina con tempi biblici e in grosse tirature.

Però in quel modo dai un servizio al cliente.

Secondo me occorre guardare con un occhio diverso FFG, a livello di impostazione commerciale.

Al momento mi sembrano quelli che in generale hanno un atteggiamento meno schizofrenico verso le ristampe...diciamo che hanno una logica nelle ristampe.

Cristiano

il punto è: queli sono le vitamine che intende Trzeviczek? 
Perché poi davanti al "cosa fare" nessuno purtroppo ha la formula. E non è che la "colpa" stia da una parte sola: in assenza di regole (e il mercato non ne ha, se non per casi estremi), il produttore approfitterà sempre dell'utenza e l'utenza andrà sempre dietro al produttore, in un circolo vizioso. L'idea che il mercato si "autoregoli" è positivista e inesatta per essere buoni. Il mercato non autoregola nulla, perché regolare prevede misura; il mercato procede per scossoni ed iperboli.

Ho chiesto proprio a Trzeviczek quali sarebbero queste vitamine, beh, non lo sa nemmeno lui.

Condivido il fatto che le regole del mercato non esistono, o meglio non esistono regole autoimposte. Solo regole imposte. 

La configurazione tattica eccellente, dal punto di vista strategico, consiste nell’essere privi di configurazione tattica.
Quando si è senza forma, neanche gli agenti segreti sono in grado di spiarci, né gli uomini più intelligenti di tramare progetti.

@khoril scusa, ma pensavo che stessi parlando solo di approccio editoriale e cmq mi spiace ma resto su "pochi ma fatti bene" , d'altronde io non vendo giochi 

- m@ -
La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

Beh FFG negli ultimi anni ha fatto di tutto e di più nel bene e nel male, trattando prodotti e linee diverse in modi molto diversi. Ha tagliato intere linee come niente fosse (Netrunner ad esempio), ha continuato col modello "uscita a rotta di collo" standard su altre e ha puntato sul print on demand su altre ancora. Secondo me non hanno ancora le idee chiare nemmeno loro, ma d'altronde il mercato è in continuo mutamento. Difficili da copiare, comunque
 

Secondo me invece FFG va osservata con attenzione, perchè è il modello di editore che ha generato meno sorprese verso gli utenti.

Per quanto riguarda Netrunner, non hanno trovato un accordo con Wizard of the Coast per il rinnovo della licenza e quindi hanno chiuso, ma probabilmente, considerando che era fuori da almeno 7 anni, non tirava più molto comunque e forse non hanno insistito troppo per avere un accordo a tutti i costi.

Sembra comunque che fosse Wizard of the Coast che non voleva rinnovargliela.

Per il resto, hanno fatto molti esperimenti, alcuni falliti e altri vincenti, ma comunque hanno sperimentato.

garantiscono comunque ristampe periodiche ai loro giochi più significativi, anche delle più vecchie.

La loro sezione upcoming ti dà una idea di come sono comunque programmate le ristampe dei giochi.

Per il print on demand, anche quello è secondo me una forma di rispetto verso il cliente e una manovra vincente.

Il print on demand viene fatto probabilmente in tipografie negli USA invece che in Cina, non necessita di grosse tirature e consente di mantenere fidelizzati i clienti e soprattutto attive delle linee di prodotto.

Facendo come esempio il print on demand, tutta la linea Nightmare e standalone AP di Lord of the Rings LCG è print on demand, in quanto palesemente di nicchia rispetto alle espansioni e AP dei cicli, che invece sono stampati in Cina con tempi biblici e in grosse tirature.

Però in quel modo dai un servizio al cliente.

Secondo me occorre guardare con un occhio diverso FFG, a livello di impostazione commerciale.

Al momento mi sembrano quelli che in generale hanno un atteggiamento meno schizofrenico verso le ristampe...diciamo che hanno una logica nelle ristampe.

Forse dal mio messaggio non si capiva, ma non intendevo dire che la FFG non sa lavorare. Semplicemente, come dici tu, hanno sperimentato (e lo fanno tutt'ora). Il che significa che a volte vanno un po' a tentoni. E sono sicuramente da "osservare": copiarli però è veramente difficile come dicevo, perchè cambiano molto spesso approccio (il che è legittimo). Alcune cose cmq per me le hanno sbagliate e in altri casi hanno fatto i propri interessi molto più di quelli dei customers. Ma anche questo ci sta, non sono una ONLUS.

Che poi - è bene ricordare sempre che FFG non è autonoma: è Asmodee North America, quindi complicato capire quanto possa incidere sulle loro scelte una strategia globale di Asmodee.

* Orto Mio!!! *

CONCORDO.

ma comunque escono tanti giochi nuovi che sono rivisitazioni di giochi vecchi (in meccaniche e altro)

Lewis and Clark (anche per me tra i migliori in assoluto) un giorno lo ritroveremo in Don C. e Sancho P. cambia il tema stesso gioco :-D

 

Q

Al contrario delle bolle finanziarie questa sarà una fortuna per tutti i gamer. Forse non per tutti coloro che hanno comprato spazzatura ks pompata di miniature e materiali inutili a prezzi esorbitanti e che mai più rivenderanno nemmeno a prezzo di costo, ma lo sarà di certo per i sobri buongustai che hanno saputo pazientare.

I cari editori che seguono e fomentano gli hype per cavalcare un'onda ormai in esaurimento si troveranno con magazzini pieni da svuotare per due lire e chi sa cosa scegliere si riempirà gli scaffali per i prossimi anni a venire. Non solo, le case Editrici per rifarsi delle perdite probabilmente andranno a spulciare le email degli anni passati, per riesumare i giochi che interessano davvero, quelli validi, quelli che vogliono i clienti. E, ciliegina sulla torta, finalmente i ks torneranno a contarsi sulla punta delle dita e in gran parte dovranno essere pubblicazioni per cui varrà la pena.

Quando scoppierà il rogo io sarò con un buon chardonnay in mano a brindare sulle ceneri di questo scempio.

Gioite amici, tutto va per il meglio. 

Al contrario delle bolle finanziarie questa sarà una fortuna per tutti i gamer. Forse non per tutti coloro che hanno comprato spazzatura ks pompata di miniature e materiali inutili a prezzi esorbitanti e che mai più rivenderanno nemmeno a prezzo di costo, ma lo sarà di certo per i sobri buongustai che hanno saputo pazientare.

I cari editori che seguono e fomentano gli hype per cavalcare un'onda ormai in esaurimento si troveranno con magazzini pieni da svuotare per due lire e chi sa cosa scegliere si riempirà gli scaffali per i prossimi anni a venire. Non solo, le case Editrici per rifarsi delle perdite probabilmente andranno a spulciare le email degli anni passati, per riesumare i giochi che interessano davvero, quelli validi, quelli che vogliono i clienti. E, ciliegina sulla torta, finalmente i ks torneranno a contarsi sulla punta delle dita e in gran parte dovranno essere pubblicazioni per cui varrà la pena.

Quando scoppierà il rogo io sarò con un buon chardonnay in mano a brindare sulle ceneri di questo scempio.

Gioite amici, tutto va per il meglio. 

Questo se la bolla esplodesse ma se invece si sgonfiasse poco alla volta? Mettiamo che il processo avvenga nel giro di alcuni anni...vedendo gli utili decrescente e qualche editore capitolare sotto il peso dei costi. Le novità subito esaurite e non più ristampate perché troppo rischiose. I giochi vecchi validi che quindi sono l'unica alternativa verranno esauriti e a parte i veri best Seller (come ticket to ride) ristampati mentre gli altri rimarranno difficili da trovare. Soprattutto i giochi german più complessi. Nei mercatini troverai in "offerta" through the ages usato a soli 120€. Questa bolla nel bene o nel male poi potrebbe anche durare anni e ci sono davvero moltissimi modi i  cui potrebbe evolversi. Anche io a volte vedo il futuro da te descritto ma non lo darei per scontato.

Questo se la bolla esplodesse ma se invece si sgonfiasse poco alla volta? Mettiamo che il processo avvenga nel giro di alcuni anni...vedendo gli utili decrescente e qualche editore capitolare sotto il peso dei costi. Le novità subito esaurite e non più ristampate perché troppo rischiose. I giochi vecchi validi che quindi sono l'unica alternativa verranno esauriti e a parte i veri best Seller (come ticket to ride) ristampati mentre gli altri rimarranno difficili da trovare. Soprattutto i giochi german più complessi. Nei mercatini troverai in "offerta" through the ages usato a soli 120€. Questa bolla nel bene o nel male poi potrebbe anche durare anni e ci sono davvero moltissimi modi i  cui potrebbe evolversi. Anche io a volte vedo il futuro da te descritto ma non lo darei per scontato.

Vero, tieni conto che a mio parere la bolla non è nemmeno a metà e durerà ancora anni in crescita esponenziale. Ora ai gamer rodati si è aggiunta già un'orda di novelli, però più avanti ci sarà una sorta di adozione di massa... È un po' come per l'hype di un gioco, la cacca esplode e ciò che vale si sgonfia lentamente.

Quando vedrai in tv pubblicizzare Board games "alternativi", quando sentirai i tuoi colleghi parlarne come fossero degli esperti navigati facendo strafalcioni epici, allora potrai preparare lo chardonnay.

Lancio di previsione a parte comunque, volevo dire semplicemente che nelle bolle chi si brucia è chi investe (vedi nuovi editori improvvisati che sorgeranno come funghi). Il consumatore attento ed esperto non ci rimette, se non nella difficoltà di trovare qualità, ma essendo attento ed esperto il problema è intrinsecamente risolto. 

Quanto al favoloso mondo dei board games che è stato 10 anni fa, beh spero te lo sia goduto, perché quello non potrà più tornare. È un evoluzione comunque, la nostalgia è inutile eppure sciocca se ci pensi e come andrà davvero ovviamente non possiamo saperlo. Io però lo chardonnay lo tengo pronto per l'occasione ;) 

Posso bere lo Chardonnay lo stesso stasera? Sulla fiducia? :)

* Orto Mio!!! *

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