Play Modena: riflessioni a caldo

Play 2019: stand della Tana

Fabio Pagano ci dà qualche spunto a Play appena conclusa...

Report
Play - La CON

Poche ore alla fine della mia sesta partecipazione a Play, la fiera del gioco. Rifletto con un gruppo di amici su come è cambiata la fiera negli ultimi sei anni. Si è passati da una fiera che era quasi un ritrovo di amici, solo il sabato e la domenica, ad un evento che oggettivamente non ha nulla da invidiare al padiglione Games di Lucca.

Play 2019: Breese
C’è qualche piccolo cambiamento qui e là, ma la sostanza, secondo me, è questa. Ora che è diventato un evento di massa, Play dovrà fronteggiare sfide diverse rispetto a quelle che ha vinto fino a oggi.

Attendo l’edizione 2020 con grande curiosità: dal punto di vista squisitamente ludico anche Play è nel solco delle ultime grandi fiere del settore. Livello medio più alto rispetto a cinque-dieci anni fa, ma nessun gioco che faccia gridare al miracolo

Faccio una breve carrellata dei giochi che ho provato durante la kermesse modenese. Ho cominciato con Il signore degli anelli presentato da Asmodée. È un gioco di grande impatto visivo che si inserisce nel filone dei Descent: seconda edizione, Case della follia: seconda edizione, eccetera: app che fa da interlocutore principale e sistema di gestione di abilità e combattimenti affidato a carte e dadi. Qualche buona idea di fondo che però secondo me non riesce a differenziare molto questo gioco dagli altri dello stesso tipo e della stessa casa editrice. Consigliato agli amanti dell'opera di Tolkien.

Uno dei giochi che volevo provare era Heritage, perché l’ambientazione di Vampiri la Masquerade è una delle mie preferite. Il gioco mette insieme un sistema stile Legacy: the testament of the Duke de Crecy con la gestione risorse e tre minigiochi differenti tra loro. Considerando che poi ci sarà anche una componente legacy che porterà cambiamenti al gioco, direi che il mio hype personale per questo titolo continua a crescere. 

Terzo titolo, Mysthea: è uno dei giochi migliori che ho provato a Modena quest’anno. Impatto grafico importante, componenti di primo livello e profondità di gioco interessante. Le varie possibilità messe a disposizione dei giocatori, inizialmente, sembrano troppe ma, secondo me, occorre qualche partita per apprezzarle e sfruttarle come meritano. 

Chiusura del venerdì con Wingspan. Il gioco ha una bella componentistica, meccaniche intelligenti e adatte a qualsiasi tipo di giocatore. Un peso medio che potrebbe andare anche come introduttivo. Se amate i giochi con grande interazione statene alla larga. Qui c’è sempre la possibilità di fare qualcosa ed è difficile competere sempre per le prime posizioni in ognuna delle quattro sezioni di scoring. 

Di diverso indirizzo è Competitors che, invece, di interazione ne ha molta. Il gioco è ben strutturato, simpatico e con un regolamento molto semplice che non toglie profondità. La pecca più grossa è che con un prezzo di sessanta euro per il gioco ci vorrebbe una componentistica di livello differente. Peccato. 

play 2019: eurek
Doppietta di prove allo stesso stand con Black Rose Wars e Dungeonology. Il primo è stato un grande successo su Kickstarter, il secondo spera di diventarlo. Se amate i giochi dove si entra in un’arena e ci si mena allora Black Rose Wars va sicuramente preso in considerazione. I componenti sono molto buoni, la meccanica di selezione delle azioni con programmazione a monte è intrigante, e ad occhio direi che c’è una grande varietà di strategie. 

Dungeonology, invece, è un particolare dungeon crawler dove gli avversari principali sono gli altri giocatori. I combattimenti, però, non si svolgono a suon di mazzate dirette, ma cercando di mettere i bastoni tra le ruote degli altri durante le loro fasi di ricerca. Un gioco interessante che andrà seguito durante la sua campagna Kickstarter

Chiudo dicendo la mia sul Goblin Magnifico: anche secondo me il migliore tra i candidati è Root. Lo stand gestito dai ragazzi della Tana dei Goblin è nettamente quello con gli spiegatori più competenti e appassionati. È una cosa che molte case editrici non hanno ancora capito: un gioco spiegato male o uno spiegatore stanco per il troppo lavoro possono portare a un mancato acquisto. 

Per il resto del mio tempo a Modena mi sono andato a ripescare giochi che non avevo avuto opportunità di giocare nei mesi - o anni - anni precedenti: è anche questa una peculiarità di questo evento, che ormai è un appuntamento fisso per i giocatori di tutta Italia.

Ci vediamo l’anno prossimo. 
 

Commenti

Mysthea l'ho provato (sono backer da kickstarter) ma solo per due:
Sembra molto ben fatto e aspetto una prova su strada in quattro e ti dico. 

Per ora sono molto felice di averlo preso perché a parte le miniature che sono una gioia per gli occhi mi sembra proponga qualcosa di carino nel suo ambito.

Black Rose:
Anche qui sono backer e il gioco sembra davvero meritare.

Non avendolo però ancora potuto provarlo,
come ti è sembrato come alea e come complessità?
Erano i nostri dubbi.

Su dungeonology, occhio alla campagna che faranno perché il successo di Black Rose è dipeso davvero tantissimo dal loro rapporto coi backer (guardate il numero di commenti nella loro pagina e capirete).

Su Root:
Hai assolutamente ragione. E dobbiamo ringraziare anche noi il nostro spiegatore goblin, senza di lui, come direbbero i gatti della Marchesa,  sarebbero stato volatili per diabetici

 


 



 

Black Rose Wars venerdì non c'era... Questi aspetti vanno migliorati, imho.

Black Rose Wars venerdì non c'era... Questi aspetti vanno migliorati, imho.

 

Vero,  perché hanno aspettato l'autore per fare una partita di prova.

Non c'ero, ma sono sicuro l'abbiano divulgata sui loro vari canali,
del resto la community per loro è di respiro particolarmente internazionale,
è una scelta precisa e ponderata di marketing credo

Concordo su Wingspan, gioco bello da vedere e avvincente nonostante la pochissima interazione fra giocatori. Considerando però che le 170 carte erano dedicate ai soli uccelli del Nord America, mi immagino Stegmaier già impegnato nella realizzazione di espansioni dedicate agli altri continenti. E in queste ci potrebbero star bene uccelli un po' più cattivelli, come una gazza ladra che ti fa rubare cibo o uova agli avversari, ecc. Speriamo bene!

 

Un goblin a sei zampe...

Su BRW: l'editore mi ha detto che ha avuto le copie solo un paio di giorni prima della fiera e che - piuttosto che rischiare di fare eseguire demo con dimostratori non preparati al meglio - ha preferito semplicemente esporlo; dal sabato è stato possibile fare qualche demo grazia ad un altro espositore (scusatemi, non ricordo chi) presente lì nello stesso pagiglione e che conosceva già bene il regolamento.

L'obiettivo del giocatore è vincere
ma lo scopo del gioco è DIVERTIRSI

per ciò che ho provato

mysthea dungeonology e root

quoto e confermo. ottimi titoli attendo le 21 di stasera per dungeonology.

i ragazzi di LM sono stati molto gentili ed appassionati,  sono un giocatore semplice, se mi parli di Lore in uno spaccacervelli mi hai già convinto

 

Non tutti possono essere grandi giochi ma un grande gioco può celarsi in qualsiasi regolamento

Rimango in attesa di saperne di più sul gioco relativo al Signore degli Anelli, ma mi risulta che NON vi sia uso di dadi.

Solo deckbuilding.

"anche secondo me il migliore tra i candidati è Root. Lo stand gestito dai ragazzi della Tana dei Goblin è nettamente quello con gli spiegatori più competenti e appassionati"

Scusate, ma vado un po' controcorrente. Sulla competenza e passione non ho nulla da dire, ma sulla gestione del tavolo un po' si. Root era uno dei tre giochi che volevo provare, ma c'era sempre gente. Alla mia domanda su come funzionasse, ho scoperto che chi era al tavolo poteva fare anche una partita intera.

Ora, pur non volendo limitare l'esperienza ludica di nessuno, è evidente che fare una partita intera non è come fare spiegazione e un paio di round per capire la meccanica: in una fiera lo scopo dovrebbe essere dare a tutti gli appassionati un assaggio del gioco e poi chi lo vuole se lo compra, in questo caso ho dovuto desistere e me ne sono andato senza provarlo. Non ho potuto nemmeno cercare un dimostratore alternativo perchè allo stand della MS mi hanno detto che le uniche copie in prova erano quelle allo stand della Tana. Dove ho potuto provare un altro dei tre giochi che cercavo, allo stand del distributore (con playtime fisso), alla fine l'ho comprato. Anche chi era con me è rimasto un po' perplesso su questo fatto ma ce ne siamo fatta una ragione e abbiamo provato altri giochi. Peccato per l'occasione persa.

Non è un vero scienziato, chi ha timore che la gente lo ritenga pazzo.

Play o si sposta in una location più grande o deve durare almeno 2 settimane....

Luca Locompetitivo

Wonko posso dirti che al sabato ci abbiamo messo credo un'ora per pochi turni (3), perché i 15-20 minuti di spiegazione sono difficilmente eludibili per una dimostrazione non "in corsa", cioè mentre giochi. Venerdì probabilmente era una situazione più tranquilla ma credo fosse difficile giocare a Root senza fare salti mortali questa edizione. Comunque il playtime fisso è una buona idea, effettivamente.
 

 

Mi dispiace contraddire Wonko, ma le aree di gioco della Tana non sono aree commerciali, sono aree di gioco appunto. Non siamo lì per vendere il gioco o quant'altro. Le partite nelle nostre aree, salvo desiderio diverso dei giocatori, si fanno per intero. Il titolo di punta a Play della MS era Underwater Cities, non essendo presente alla vendita Root posso capire la scelta comerciale di non metterlo in demo. Anche se non la approvo nemmeno io, perchè ancor di più un gioco in uscita immenente dovrei spingerlo in fiera. Un sacco di giocatori sparsi per l'Italia Root lo hanno già, se lo vuoi provare credo che le occasioni non manchino.

//imagizer.imageshack.us/v2/300x106q90/922/O4eaM8.jpg)

Sono uno dei pochissimi che sabato mattina ha provato Root con altri 3 amici (io peraltro ce l'ho in preordine da novembre). Devo dire che alla Tana sono stati supercorretti, abbiamo aspettato in un tavolo accanto per quasi un'ora, abbiamo ascoltato la spiegazione (che 20 minuti se la prende) e poi ci sono stati fatti fare 3/4 turni, per capire le dinamiche. Dopodichè sono stati fatti accomodare altri e così via. Forse è stato l'unico caso di gioco che in Tana veniva fatto provare come una demo commerciale, ma ci stava, visto che erano le uniche due copie disponibili. 

Per quello che possono valere le impressioni relative a una partita soltanto posso dire che in Black Rose l'alea incide soltanto sulla pesca delle carte incantesimo. Ci sono diverse scuole di magia e sta a te la scelta se specializzarti o diversificare. Ovviamente se peschi solo in una scuola l'alea si abbassa perchè gli incantesimi si ripetono. Ma in un gioco modalità arena direi che ci può stare. Complessità se sei un giocatore è assolutamente alla portata soprattutto dopo che uscirà l'edizione italiana. 

Black Rose Wars venerdì non c'era... Questi aspetti vanno migliorati, imho.

 

Vero,  perché hanno aspettato l'autore per fare una partita di prova.

Non c'ero, ma sono sicuro l'abbiano divulgata sui loro vari canali,
del resto la community per loro è di respiro particolarmente internazionale,
è una scelta precisa e ponderata di marketing credo



Diciamo pure che la gestione della presenza di BRW a Modena è stata tutt'altro che chiara e professionale. 
Venerd' nel primo pomeriggio mi rego allo stand cosmic principale: "Lo trovi e lo puoi provare al nostro stand nella sezione wargames".
Alla sezione wargames mi dicono che no, assolutamente non si poteva provare (quando c'è gente che lo ha giocato pure venerdì).
Ora, capisco che il gioco ti sia arrivato due giorni prima, ma al giorno d'oggi esistono le email tramite le quali si possono inviare i regolamenti formato pdf anzitempo, in modo che ognuno abbia modo di studiarli a dovere. Ma dalla Cosmic non mi aspettavo nient'altro che questo caos. E alla domanda su dove fosse BRW a Modena fatta su fb finito l'evento sono pure stato attaccato, trollato e insultato da quel gentiluomo del capo della Cosmic. Un signore.

Feralway non sapevo questa cosa, dimmi di più che mi interessa molto, sia per la questione della cosmic che per il resto.

A sentire il ragazzo che ha gestito la community di black rose la scelta era di non lanciarsi in spiegazioni perché il gioco era arrivato poco prima allo stand e hanno aspettato quindi l'autore (Marco Montanaro).  Ma racconta pure, come dicevo mi interessa...
...anche perché mi è arrivata la copia di black rose a casa con tutta l'espansione *_*

E peraltro, altro commento a caldo:
c'è il kickstarter di vampire heritage online, ma sono molto contento di averlo provato a Modena,
perché ora credo proprio che passerò oltre. Che peccato!
Non dico che è stata una perdita di tempo aspettare per provarlo solo perché abbiamo incontrato, parlato e playtestato un prototipo con l'autore di Wendake
(Danilo Sabia), che ovviamente non avevo riconosciuto e che solo il savio del gruppo ha individuato.
Uno dei momenti più belli della nostra play.

Per scrivere un commento devi avere un account. Clicca qui per iscriverti o accedere al sito

Accedi al sito per commentare