[Prova su Strada] Nippon

Nuno Bizarro Sentieiro e Paulo Soledade presentano ad Essen Nippon, gioco ambientato nel periodo della rivoluzione industriale giapponese, a marchio What's your Game e che ha avuto un ottimo successo durante lo Spiel, registrando un meritato sold out. Agzaroth aveva scritto per la Tana un'anteprima (che potete leggere qui) che aveva attirato la nostra attenzione suscitando buone impressioni confermate poi dalla prova su strada ad Essen che ha portato all'acquisto del titolo.

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Nippon

Nuno Bizarro Sentieiro e Paulo Soledade presentano ad Essen Nippon, gioco ambientato nel periodo della rivoluzione industriale giapponese, a marchio What's your Game? e che ha avuto un ottimo successo durante lo Spiel, registrando un meritato sold out. Agzaroth aveva scritto per la Tana un'anteprima (che potete leggere qui) che aveva attirato la nostra attenzione suscitando buone impressioni confermate poi dalla prova su strada ad Essen che ha portato all'acquisto del titolo.

IL GIOCO
Nippon si sviluppa lungo 5 round "lunghi" e 3 round "brevi" durante i quali si svolgeranno tre fasi di scoring intermedie. Durante il gioco saremo impegnati nella costruzione di fabbriche, nel farle produrre e nel consegnare o esportare le merci per ottenere maggiori introiti e maggiore influenza.
Al nostro turno possiamo scegliere di svolgere una qualsiasi delle azioni presenti sul tabellone prelevando uno degli omini colorati che si trovano nello spazio sopra l'azione scelta. Potremo quindi incrementare l'indicatore della nostra produzione di carbone, usare il carbone prodotto per far produrre una delle fabbriche in nostro possesso, acquistare una fabbrica pari al nostro livello tecnologico, incrementare il nostro livello tecnologico o acquistare macchinari che migliorano la produzione delle fabbriche. Si possono inoltre acquistare e posizionare in una delle regioni del tabellone treni (che aumenteranno la nostra influenza) e navi (che incrementano il numero di punti vittoria che possiamo ottenere durante gli scoring).
Con le merci prodotte potremo quindi soddisfare contratti col mercato estero o commerciarli in giappone ottenendo influenza pari alla quantità e al tipo di merce venduta. Durante gli scoring chi avrà la maggiore influenza in ciascuna regione otterrà il maggior numero di punti vittoria.
In alternativa allo svolgere un azione si può fare il consolidamento che ci fa ottenere nuovo carbone e denaro (in relazione alle nostre track) e un bonus che farà anche da moltiplicatore per uno dei criteri valutati a fine partita, maggiore se avremo svolto un maggior numero di azioni. Si procede quindi a pagare la nostra forza lavoro, spendendo 3000 yen per ogni colore dei nostri omini. Durante i turni "lunghi", il turno termina nel momento in cui sul tabellone non ci sono più omini utili a refillare uno degli spazi azione rimasto vuoto, mentre nei turni "brevi" si ha a disposizione una sola azione.

PRIME IMPRESSIONI di Agzaroth
I giocatori si sfidano costruendo fabbriche e vendendo i propri prodotti sia all'estero che sul mercato interno, in un delicato equilibrio di introiti, riserve di carbone, ricerca tecnologica e salari pagati. 
La gestione della propria plancia e del proprio impero è abbastanza in solitaria e questo lascia ampio respiro alla strategia e alla costruzione di un proprio motore. 
Sul tabellone le cose invece si fanno più serie, sfruttando un meccanismo di maggioranze con anche la possibilità di scalzare direttamente i segnalini dominio avversari. Corona il tutto un meccanismo di timing di esecuzione azioni / reset che ogni giocatore deve cercare di sfruttare al meglio aggiunge profondità, pur rimanendo immediato come assimilazione.
Gestionale denso, ma in cui ogni elemento si fonde con gli altri, con coerenza di fondo.
Nulla di nuovo sotto il sole ma sicuramente sopra la media. Da considerare un tempo di gioco superiore a quanto indicato e una paralisi da analisi assolutamente imperante.
Voto provvisorio: 8


PRIME IMPRESSIONI dei Giullari 
Ci troviamo sostanzialmente d'accordo con la splendida sintesi di Agzaroth. Nippon rientra nella definizione di "cinghiale", coperta corta, durata importante, tante cose da controllare, sia sulla propria plancia che su quelle avversarie. 
Dopo uno spaesamento iniziale per le molte strade perseguibili, inizialmente tutte aperte, la strategia si delinea in base alle nostre scelte, con la richiesta di adeguamenti tattici per la bella meccanica del dover pagare per ogni colore preso. Nippon è un gioco ad informazione completa in cui l'alea è inesistente, a fare la differenza sono le scelte dei giocatori e il timing con cui si decide di svolgerle. Il gioco può risentire dell'effetto "insalata di punti", in quanto a fine partita si otterrà la metà dei punti totali della partita grazie ai vari moltiplicatori scelti che, oltre a delineare la nostra strategia, ci fanno ottenere punti per ogni aspetto del gioco. Sono inoltre presenti vari bonus che otteniamo durante il gioco costruendo fabbriche, spedendo merci e facendo il consolidamento e la cosa, per quanto non così invasiva, può far storcere il naso a qualcuno. L'interazione c'è e si sente molto, oltre a quella, anche diretta, sul tabellone nel gioco delle maggioranze, la si sente nella scelta degli omini e sulla decisione di far terminare il turno in corso per anticipare uno scoring.
La scalabilità è ottima, riducendo il numero massimo di tasselli influenza posizionabili in una città il gioco funziona in qualunque numero di giocatori. I materiali sono buoni ma alcune scelte grafiche rendono difficile la leggibilità del tabellone. Non capiamo la scelta di inserire nella scatola solo cubi neri a rappresentare sia il carbone che le merci, mentre l'iconografia identifica le merci come cubi bianchi e (a voler essere pignoli) i tracciati del carbone e della tecnologia non sono molto comodi, col rischio di involontari spostamenti del cubetto che ne tiene traccia. 


Al di là di questi piccoli dettagli il gioco ci è piaciuto molto, è uno di quei titoli difficili da padroneggiare ma che alla fine della partita ti lasciano la voglia di rigiocarli immediatamente un'altra volta per provare un nuovo approccio.

Complimenti quindi alla What's your game per i due bei titoli sfornati!

Commenti

dal commento dei giullari mi colpisce la "scalabilita' ottima", al momento ho provato il gioco solo in 4, ma non mi convince il fatto che in meno giocatori si possa concorrere con materie diverse nelle stesse città
Per meglio dire trovo non in sintonia con i principi del gioco il fatto che posso togliere (facilmente) un'influenza dalla carta contrastando con le lampade.
a me ha dato l'idea del classico gioco da 4 poi adattato, mi riservo di rivedere il commento quando lo avrò provato in 2,3

Ho provato il gioco sia in 3 che in 4 giocatori e l'idea che mi sono fatta è che in meno di 4 si perda molto del gioco.
Sostanzialmente, mentre in 4 giocatori la battaglia per conquistare la maggiore influenza sulla mappa è agguerrita, in 3 giocatori c'è "troppo spazio" e basta che uno dei tre segua una strategia differente (nel nostro caso, uno dei giocatori ha inizialmente deciso di soddisfare i contratti), che gli altri due hanno campo libero sul lato dell'influenza.
Ma la cosa che mi ha lasciato più perplessa, come ha scritto anche Peppe74, è il fatto che in tre giocatori si siano snaturati i principi del gioco. Si tratta di un titolo in cui la coperta è molto corta e nel quale le scelte strategiche e le conseguenti azioni hanno un effetto a lungo termine. E mentre in 4 giocatori baso la mia strategia di produzione/piazzamento influenze sul tipo di fabbriche possedute dagli altri, in 3 giocatori ho trovato davvero frustrante, nonché poco coerente con tutto il resto del gioco, il fatto che la propria influenza del bene X potesse essere scalzata dalla mappa anche con l'influenza del bene Y; in pratica viene a mancare quello che forse più caratterizza questo gioco, ovverosia la strategia a lungo termine.
In generale, comunque, il titolo mi è piaciuto moltissimo (in 4 giocatori) nonostante non sia per niente amante dei giochi che prevedono i moltiplicatori di punti di fine partita.
L'unica cosa che non mi ha convinto pienamente, ma rimando a ulteriori partite per confermare, è l'utilizzo delle navi, che sembra pesare davvero poco rispetto a tutto il resto delle scelte/azioni che puoi fare.

Il vero vincitore di un gioco non è chi arriva primo, ma chi si diverte di più (cit.)

Ho provato il gioco in 2, e il sistema per bilanciarlo lo trovo eccellente.

Riguardo la coerenza sull'influenza in meno giocatori, secondo me invece mantiente proprio un discorso di coerenza lo "scalzo", tu prima hai offerto un bene e ti sei guadagnata la popolarita in quella città di un certo ammontare, adesso vengo prendo più popolarità... è ovvio che tu che hai offerto di meno vieni cacciata... mi sembra abbastanza giusto.

Dopo aver giocato ad Eldritch Horror, mi è difficile non credere in forze esterne che regolano il destino di questo mondo.

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