Quella volta che Mac Gerdts venne a casa mia

mac gerdts

...quando un autore suona al campanello

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Imperial 2030Concordia
chuck dei goonies
Chunk: Statemi a sentire, voi non mi crederete mai, giuro. C'erano due auto della polizia, ok? E inseguivano una jeep a quattro ruote motrici, correvano come matti, i proiettili volavano da tutte le parti. È stata la cosa più mondiale che ho visto in vita mia!
Mikey: Più mondiale di quella volta che Michael Jackson venne a casa tua per andare al gabinetto.
Brandon: E più mondiale di quella volta che salvasti quei vecchi dall'incendio dell'ospizio, scommetto.
Mouth: Sì! È stato ancora più mondiale di quando ti sei mangiato due metri quadrati di pizza coi funghi?
Chunk: E va bene Brand, Michael Jackson non è mai venuto a casa mia... per fare la cacca... ma sua sorella sì!

 
Ripensando a quella sera associo nella mia mente questa scambio di battute tra Mickey e il resto dei Goonies, in uno dei migliori film per ragazzi mai realizzato e che ha segnato la mia infanzia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90.
Ma partiamo dall’inizio. Alzi la mano chi non ha tra gli amici di Facebook qualche illustre personaggio ludico giusto per vantare amicizie eccellenti e sentirsi nell’olimpo del mondo dei giochi da tavolo.
Be', ovviamente io sono uno di quelli, ed oltre a contatti che spaziano dai Goblin più illustri come Agzaroth o Sava73 fino al Maestro Sabia (dopo più di un anno ho scoperto che l’accento è posto sulla “i”, pardon!), da esponenti delle migliori case editrici fino a youtubers di prima e seconda generazione, recensori vari e accaniti giocatori (meglio: accumulatori) di boardgames, bene, oltre a tutti questi annovero tra i contatti anche il Signore della Rondella, Walther Gerdts, al secolo Mac.

Forte del fatto che il buon Uwe poco prima rispose proprio sui social alla domanda del secolo su cosa fosse meglio tra Agricola e Caverna, mi sono fatto coraggio e, complici alcune coincidenze astrali che hanno portato Mac a pochi chilometri da casa mia per ammirare il passaggio della 1000 Miglia, gli ho proposto di unirsi al mio gruppo di gioco per una “game night”.
Mai mi sarei aspettato una risposta e tanto meno che accettasse l’invito. Con un breve ma efficace scambio di battute organizziamo la serata per venerdì sera, ore 20.00. Mac, forse in astinenza di cubetti e rondelle ha perfino posticipato il rientro in patria di un giorno, prenotando una notte in più in hotel.

Provvedo quindi a convocare il mio gruppo di gioco, ribattezzato “The Fustellas”, ovvero i miei più fidati amici Goblin: enavico e CastoroBoy, che rimarranno increduli fino a quando di lì a poco varcheranno la soglia di casa.
Tutto è ormai organizzato; abbiamo una game night con Mac e il tavolo è chiuso a quattro giocatori, numero ideale per intavolare una miriade di giochi. Tale numero sarà però destinato ad aumentare di lì a poco. Nell’ultimo scambio di battute prima del gran evento scopro infatti che Mac è in vacanza con il figlio Johann (da noi vigliaccamente soprannominato “rondellino”) e che quindi avrebbe partecipato anche lui alla serata. Come non detto:  richiudiamo il tavolo, stavolta con cinque giocatori. Numero ideale per intavolare una miriade di giochi.

Ora la più classica delle domande che ci poniamo è: “A cosa giochiamo?”.

Forti delle nostre collezioni aggiornate con maniacalità su BGG inviamo a Mac una lista chilometrica di giochi chiedendogli cosa avrebbe preferito intavolare. La sua risposta è stata solenne quanto lapidaria “Porto Concordia, il nuovo prototipo”. 
Ore 19.42, con quasi venti minuti di anticipo ecco suonare il campanello di casa, rispondo e sento una voce inconfondibile “I’m Mac”. Eccolo lì, davanti all’uscio di casa, accompagnato dal rondellino, con una valigetta argentata ed un tubo porta disegni.
Senza sostegno morale degli altri due Fustellas, che sarebbero arrivati alla spicciolata di lì a poco, accolgo in casa Mac e figlio. Dopo qualche convenevole, li faccio accomodare al tavolo e distraendomi un attimo per rispondere al campanello all’arrivo degli altri invitati mi accorgo che Mac ha già sfilato dal tubo il prototipo della plancia di Concordia: Balearica e con tranquillità sta facendo il setup del gioco, estraendo tutti i componenti necessari dalla sua magica valigetta, manco fosse Mary Poppins.

Nel giro di qualche istante ci ritroviamo tutti e 5 seduti al tavolo pronti a iniziare la partita. Per stemperare un po’ la tensione e atteggiarci a giocatori di un certo livello mettiamo del sottofondo musicale preso da melodice.org. All’inizio del secondo turno Mac con un semplice gesto ci obbliga a spegnere ogni distrazione. Silenzio.
Concordia non è un gioco difficile, le regole sono semplici e tra l’altro tutti noi avevamo all’attivo almeno cinque o sei partite, ma per i primi turni di gioco tutti e tre siamoq paralizzati dalle circostanze, ritrovandoci a fare tre tra le peggiori aperture mai viste a questo gioco.

Al tavolo si parla in inglese, su espresso invito di Mac, per agevolare anche il figlio fresco di studi, ma ogni qual volta la famiglia Gerdts intendeva canzonarci per le nostre mosse insensate, partiva un dialogo in tedesco padre-figlio che si concludeva inesorabilmente con risate. (Perdonaci, Mac).
La partita vede quindi nelle prime fasi un testa a testa tra Mac e Johann con noi tre ad arrancare nelle retrovie cercando di destreggiarci dall’ultima posizione.
Particolare il modo in cui bisogna interagire sul tabellone; è infatti obbligatorio, pena espressione perplessa di Mac, collocare sempre fisicamente sul tabellone PRIMA le risorse necessarie per la costruzione di una casetta o l’acquisto delle carte, per POI collocarle nella riserva generale.

Ovviamente dopo un’ora e mezza la vittoria è assegnata a Mac, con il solo CastoroBoy in grado di sopravanzare il figlio prediletto nelle fasi finali, mentre io ed enavico ci collochiamo malamente nelle due ultime posizioni.
Vista la mancata competitività al gioco pensiamo che Mac voglia interrompere qui la serata, ma guardandosi attorno, notato tra gli scaffali del Kallax un quasi abbandonato e impolverato Imperial 2030, subito s’illumina, chiedendoci se vogliamo giocarci. Accettiamo entusiasti.

Mac ci rivela che Johann non ha mai giocato ad Imperial 2030; ci sentiamo subito onorati di essere i primi compagni di gioco del rondellino. Dopo una breve spiegazione di quattro minuti siamo già pronti per iniziare.
Ma come per Concordia il mio inizio non è dei migliori; per due turni non posseggo nessuna nazione da controllare limitandomi a ricoprire il ruolo neutrale della Svizzera e pertanto rimango a guardare gli altri giocare.
Prendo finalmente il controllo del Brasile e dopo un susseguirsi di acquisti, di azioni, passaggi di controllo delle nazioni, tassazioni e distribuzione di dividendi la partita termina con - rullo di tamburi - la vittoria di Mac. Per dovere di cronaca dobbiamo sottolineare che, visti i comuni interessi, sono state esercitate da parte del padre “piccole” pressioni psicologiche sul figlio per “rondellare” in un certo modo; va comunque detto che ciò non ha influito più di tanto sugli esiti della partita.
Anche qui CastoroBoy con il suo secondo posto è l’unico che non ci ha fatto sfigurare mentre io ed enavico fortunatamente siamo riusciti entrambi a guadagnare la posizione su Johann.
firma di mac gerdts

La partita è durata 2 orette ma il tempo è volato con clima molto più rilassato e grasse risate di Mac alle battute al tavolo. 
In tutto questo abbiamo inoltre scoperto che a Mac piace molto l’aranciata: dopo aver deglutito un bottiglione da 2 litri si è chiuso in bagno per 5 minuti abbondanti.  Dopo, notando un’espressione rilassata ed appagata in Mac, sfoderiamo sul tavolo la nostra collezione dei suoi giochi, riuscendo così a strappare una sessione di autografi. Tutto bellissimo, non fosse che i giochi non sono stati dedicati ai rispettivi proprietari, ritrovandomi con una bellissima dedica personale nella scatola di Imperial 2030 di proprietà del povero CastoroBoy. Enavico si ritrova il nome di CastoroBoy nella sua scatola di Concordia. Troviamo il coraggio di rivelare gli equivoci a Mac che, mortificato, a quel punto aggiunge tutti i nostri nomi a caso nelle scatole per non far torto a nessuno).

Foto di rito al tavolo con Mac che ha addirittura sfoderato una macchina fotografica digitale per l’occasione. Saluti e baci, e fine del sogno. 
Chiusa la porta intorno alle 1:30 e rimasto solo con i Fustellas c’è stato un breve attimo di silenzio in cui abbiamo realizzato cosa avevamo appena vissuto, e nei nostri occhi potevo ammirare quel genere di felicità che solo i giochi da tavolo possono regalare alle persone. Grazie Mac e Johann per la serata!

Commenti

Una inaspettata e bella storia che hai fatto bene a condividere con i Goblin. Alle volte persone che godono di una certa fama in un certo ambito (qualsiasi esso sia), stupiscono per la loro semplicità, e ciò non può che far piacere.

Tutto bello, ma non avete idea di quanta Fanta abbia bevuto Mac quella sera...

Che figata! Ho conosciuto un po' meglio Mac quest'estate a GiocAosta ed è proprio come lo hai descritto tu! Abbiamo giocato insieme e naturalmente ci ha asfaltato a Concordia con la sua copia, metà in inglese e metà in tesesco...

Stupenda!!

* Orto Mio!!! *

Imperial 2030 capolavoro dei capolavori. Nella mia personale top 3. Grazie Mac per aver inventato un gioco del genere

"They didn't know it was impossible, so they went ahead and did it" (Mark Twain)

Complimenti per il bellissimo report !

Cavolo, Mac Gerdts in casa a giocare :-O

Se cadi sette volte, rialzati otto

Giocata davvero epica! Questo articolo unito all'intervista su Radio Goblin, rende Gerdts ancora più interessante da scoprire tramite i suoi giochi.

............... Triky ...............
-=* Tana dei Goblin Siracusa *=-

Si può dire che sto talmente rosicando che voglio pensare che sia una storia alla Chunck?

No, scherzo. Sto rosicando ma ci credo. Anzi, bellissimo report...macché report...bellissima storia di una serata di gioco.

Avete la mia risentita stima :-D :-D

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Che figata! Ho conosciuto un po' meglio Mac quest'estate a GiocAosta ed è proprio come lo hai descritto tu! Abbiamo giocato insieme e naturalmente ci ha asfaltato a Concordia con la sua copia, metà in inglese e metà in tesesco...

Anche noi abbiamo giocato con Mac ad Aosta e, per dovere puramente di cronaca, bisogna dire che mia moglie è riuscita ad arrivare a 5 punti da lui, seconda alla fine e ha ricevuto anche i complimenti a fine partita. Ma sono concorde, sia con l'articolo che con il commento, che ai primi turni ci guardava con un espressione del tipo: "ma dai che mossa fate pivelli, non si può vedere una cosa del genere"

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