La strada verso casa

ritorno in macchina da Play 2018

Quando la fiera finisce, l'unica cosa da fare è sbaraccare, salutare e andare via. Con una promessa. 

Editoriale
Play - La CON

Play finisce anche quest'anno e, per la prima volta, mi sono smazzato tutti e tre i giorni, dalla mattina del venerdì alla sera della domenica. 
Come tanti altri goblin, ho spiegato, salutato, chiacchierato, giocato (poco). Soprattutto, ho fatto giocare gli altri. 

Potrei parlarvi di tutte le tane nazionali, che hanno montato e smontato gli stand, che hanno animato la Visibility, l'area prestito, il Re-Play, l'area kids, l'Hard-Core Gaming Room, il Magnifico. Sono arrivate da tutta Italia, spesso con un giorno d'anticipo, sottraendo tempo a famiglia e lavoro.

Oppure menzionare i singoli goblin - e allora davvero non basterebbe questa pagina. Tutte queste cose le faranno meglio altri e soprattutto le foto, le tante foto che vedrete nei prossimi giorni. 

Vi parlo invece del momento meno bello della Play: la fine. 

Quando ti rimetti in macchina, da solo nel mio caso, inizi a pensare a tutti i momenti che hai passato, alle persone che hai conosciuto, ai vecchi amici rivisti, a quelli nuovi a cui hai dato finalmente un volto, a chi ti ha stretto la mano senza sapere chi fosse, ai giochi spiegati e al piacere di averlo fatto, alle risate, alle cene tutti assieme, alla sveglia col mal di testa, alla corsa agli stand per preparare tutto prima dell'apertura, al pranzo con il cibo portato da ogni goblin da mezza Italia, allo smontare e reinscatolare tutto ogni sera, alla foto di gruppo un minuto prima di ripartire. 

Ripartire col cielo che scurisce, in un treno di macchine dirette ovunque, con la luce che se ne va assieme ai chilometri macinati, è un tornado di emozioni che ti porti dietro da tre giorni senza sosta.

Probabilmente molti - tanti, la maggior parte - vivono la fiera da turisti, da giocatori: vengono un giorno, provano i giochi, se ne vanno. Lo facevo pure io, un po' di anni fa. Contribuire, allestire, spiegare e fare tutte le altre cose è molto più faticoso, molto più stancante... ma molto più bello. Almeno per me. 
Mi lascio alle spalle un bilancio di ben... zero giochi comprati e zero provati; ma tanta, tanta soddisfazione.

Mentre mi allontano sempre di più da Modena, col buio che avanza e le curve della Cisa che mi accompagnano nelle due ore che mi separano dalla vita di sempre, il groppo che prende alla gola è quello di chi lascia indietro molto più di una fiera. 

I goblin a Play 2018

Commenti

Dicci la verità... il groppo era talmente pesante che quando sei arrivato a casa, in preda alla disperazione, hai giocato ad exploding kittens! Ahaha! (Scherzo ovviamente)

Luca Locompetitivo

Mi dispiace non essere riuscito a salutarti. grazie e spero di darvi una mano appena cresce un poco mia figlia.

Apostoli al fosforo illuminano Infedeli Blu. Saporedelferronellefauci

E la promessa?

"L'uomo non smette di giocare quando invecchia , ma invecchia quando smette di giocare"

È vero! Il coinvolgimento in fiera è talmente totalizzante che anch'io provo un senso di smarrimento e svuotamento appena tutto finisce. Ieri ho avuto le stesse sensazioni alla fine di un'intensa giornata al Japan Matsuri (manifestazione a tema giapponnese che si tiene ogni anno a Bellinzona e a cui noi, come associazione, siamo invitati per animare uno spazio ludico). L'ambito è nettamente più piccolo (ieri 4 tavoli da gestire) ma le soddisfazioni tante. E poi resta il ricordo di persone incontrate, di gente che si è sorpresa nel giocare a un gioco specifico.

La fine di una fiera è un momento nostalgico: tutto ciò che è stato vissuto si imprime nella memoria e si deposita nel cuore e nella mente restandoci per giorni. Magnifico!

Wow. Mi sono commosso. Bravo Agz :)

I lacrimoni :( :( :(

Spero di poter dire le stesse cose alla prossima perché vorrebbe dire esserci :D

Grazie.. È proprio così. 

Condivido tutto. Ho passato una bellissima Play in compagnia di Goblin fantastici e mi ha entusiasmato aver potuto regalare dei momenti di gioco a tante altre persone.

Alla fine di un viaggio è molto facile provare nostalgia- sei stato bene, ti sei divertito pur lavorando, hai staccato dalla routine- e se viaggi da solo ti prendi a male;  la compagnia fa tanto e la soluzione per me è stata proprio rifugiandomi in Tana, alle serate ludiche. Il tempo scivola un obiettivo dietro l'altro, la prossima Gobcon è dietro l'angolo!

A presto :)

 

Vanessa

Averti conosciuto di persona, anche se solo per 2 brevissimi minuti, è stata forse l'emozione più forte di tutta la fiera. Sei un grande, e una Bellissima persona! E complimenti, come sempre, gran bell'articolo. Ma questa volta forse anche più degli altri! =) 

E la promessa?

oddio, ne faccio tante... questa qual è?

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