Volere Votare

votantonio

“Eh ma che voto basso che hai dato, come si fa a dare 7.3 a Sparachiappe! È un gioco da almeno 8.4! Capolavoro! Uno dei 5 meglio giochi degli ultimi sette mesi e mezzo!”

Editoriale
Giochi

Parte 1: quel maledetto numero in alto a sinistra

Le recensioni sono solo di due tipi: con voto o senza voto. 
Io che alle interrogazioni me la son sempre cavata bene, so una cosa per certo: con le parole, se sei bravo, puoi dire tutto e niente. Bastano un “mediamente”, un “abbastanza”, un “probabilmente”, per salvarti le chiappe. Gli avverbi sono il paracadute dei diplomatici. 
I numeri invece non mentono. O almeno lo fanno raramente. 
Quando scrivi una recensione hai davanti una di quelle due scelte: o dici cosa pensi del gioco, o dici cosa pensi del gioco e lo sintetizzi con un voto.  

E il voto è un'arma a doppio taglio. Una moneta ha sempre due facce:

  • è un'assunzione di responsabilità da parte del recensore. Sì, io posso anche aver detto un sacco di cose, averla imbellettata bene, aver fatto tanti giri di parole, ma alla fine la mia opinione è lì, in quel numero e quello non lo posso mascherare, edulcorare, nascondere. 
  • si rischia che leggano solo quello. Il voto salta all'occhio, è un giudizio freddo, impietoso, non argomentato, facilmente confrontabile. Tutto quello che hai scritto nella recensione, le tue argomentazioni, sono infinitamente più importanti di quel numero, perché è da loro che deriva, da loro è giustificato e motivato. Ma sono più faticose da leggere, da comprendere, anche da controbattere. Peggio ancora, la lettura del voto potrebbe condizionare chi legge: se d'accordo, facendogli saltare o sottovalutare i difetti evidenziati; se avverso, facendogli trovare il pelo nell'uovo, indisponendolo verso qualsiasi argomentazione.

Ho parlato sommariamente con due grandi recensori italiani di questa cosa. Uno preferisce non metterlo, lasciando che lo si deduca dalla recensione, perché un bravo recensore deve far trasparire il suo giudizio da quello che scrive, senza bisogno di numeri. Per l'altro è assolutamente essenziale, proprio per la sua schiettezza e incamuffabilità.  

Io sono più in linea col secondo, facendo una postilla: per me il recensore deve prendersi la responsabilità di mettere un voto numerico; il lettore dovrebbe prendersi quella di leggere la recensione, tutta e senza condizionamenti o pregiudizi di sorta e se c'è qualcosa da contestare, farlo sulle argomentazioni, non sui numeri. 

scheda referendum repubblica vs monarchia

Parte 2: 7 non è un brutto voto

e soprattutto non è un insulto a vostra madre

Questa seconda parte non era compresa nell'articolo originale, scritto qualche mese fa. Però mi sento di inserirla, anche alla luce delle ultime recensioni pubblicate. Partiamo dal titolo: 7 non è un brutto voto, per lo meno per come lo intende questo recensore. In una scala che va da 1 a 10, un voto medio è 6. A fare i pignoli sarebbe 5,5, ma si sa che a scuola il 6 è quello che demarca la sufficienza dall'insufficienza, che fa promuovere a giugno; e quindi siamo buoni e approssimiamo per eccesso. 

Ora, per me, considerata la quantità di giochi che escono ogni anno e considerata la qualità media, un gioco senza infamia e senza lode, merita un 6. Parlo di un gioco senza macroscopici difetti evidenti e senza particolari pregi evidenti. Ovvero, magari ha pregi e difetti, ma si compensano a vicenda, senza che nessuno prevalga sull'altro, senza che spicchino dalla media. Perché 6? perché come dicevo per un gioco del genere, in una scala che va da 1 a 10, 6 è la norma. Non è 8 la norma, a meno che la vostra personale scala non vada da 0 a 16 (o da 6 a 10, come preferite). Oppure potrebbe usare la stessa scala numerica, ma con parametri totalmente differenti, come ad esempio quelli basati sulla "voglia di rigiocare un gioco" di Board Geme Geek: se io dovessi utilizzarla fioccherebbero i 3 e 4, altro che 7. Se per qualcuno un gioco "normale", solo perché pubblicato e quindi poi non così brutto, dovrebbe avere almeno un 8, significa che la sua personale taratura di questa scala parte da molto più in alto, anche se la scala è la stessa come estremi. Questione di taratura quindi, ma a me sembra più corretto e logico far corrispondere la media nel giudizio alla media della scala che si utilizza, non più in alto. 

Quindi, prima di inveire contro un recensore perché ha dato 7 al vostro gioco preferito, in cui magari avete speso tanti soldi e scoccia non vederlo premiato con un 9 secco, fate due cose: 1) leggete la recensione (come detto nella prima parte); 2) chiedete al recensore se per lui 7 è un voto così brutto come sembra a voi. Magari scoprirete di no. E magari scoprirete che non ce l'ha nemmeno con vostra madre. 

mamma in cucina

Commenti

Bellissimo articolo, grazie per il lavoro che fate!

Articolo interessante. Voto: 7 ;p

Non ho letto l'articolo ma ti do un bell'8 ;)

Ora aspetto pazientemente che qualcuno insorga per l'ultima immagine dell'articolo :)

Ho sempre pensato che per recensire un gioco bisogna un po' annullare se stessi, se si vuole fare una recensione "utile". Io non ce la farei. Io do 10 ad Agricola e 4 a Takenoko sul mio profilo bgg con assoluta tranquillita' perche' rispecchiano il mio modo di essere giocatore e dicono un qualcosa in più si di me. Un bravo recensore probabilmente darebbe 6,5 a Takenoko valutando materiali, target a cui si rivolge scalabilità ecc, tralasciando quella che è la sua natura di giocatore... Non ce la farei proprio. Un plauso a chi ci riesce.

Giocati di recente:
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Concordo. Personalmente anzi, trovo che si sprechino nelle recensioni gli 8 e i 9, e questi ultimi andrebbero riservati solo a giochi che si stagliano notevolmente sul resto, segnano un'epoca, ecc... (Puerto Rico, forse Through the Ages, Magic, poco altro).

honni soit qui mal y pense

Personalmente anzi, trovo che si sprechino nelle recensioni gli 8 e i 9, e questi ultimi andrebbero riservati solo a giochi che si stagliano notevolmente sul resto, segnano un'epoca, ecc... (Puerto Rico, forse Through the Ages, Magic, poco altro).

Quelli sono (dovrebbero) essere i dieci; il nove, per quanto mi riguarda, è un quasi-capolavoro (e i primi due che citi ci sono dentro).

Personalmente, se al voto non arrivo con valutazioni per singole caratteristiche (come insegna Marco), scalo dal mio unico dieci, che - alla facciaccia di quanto ho appena detto - è Alta tensione.

Comunque Vlaada sarà un successo.

In realtà il problema è che, pur essendo d’accordo che l’8 andrebbe dato solo ai giochi di un certo tipo (e non regalato), qui sulla tana a volte si vedono recensioni esaustive e ben argomentate (quasi sempre) ma con un voto che sembra casuale! Personalmente, visto che vi leggo spesso e ormai ho imparato a conoscere i vari recensori, evito di leggere il numero e “mi limito” a leggere il testo! 

Ehi biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima puttaaahahahahahahaaaaaaaaa....

Parliamo del "grasso 7"? :)

Concordo innanzitutto col fatto che ognuno ha un poco la sua scala di valori e che uno stesso voto ha un peso diverso a seconda della persona che lo da (nella mia personale scala il 7 è il voto che do ai giochi che mi diverto anche a giocare ma che non proporrei mai ad altri giocatori).

Concordo anche che, come inteso in ogni scuola elementare e media, il 7 è un bel voto, di cui difficilmente la gente si lamenta.

Il problema sorge nel momento dove non sei più a scuola con l'obiettivo di portarti a casa la promozione a fine anno ma competere con altri. A quel punto il "grasso 7" è assolutamente inadeguato a battere la concorrenza. Soprattutto quando è agguerrita e composta da centinaia di giochi validi. Quel grasso 7 può essere utile comunque in un contesto più stretto (giochi con determinata ambientazione, di un certo tipo, comprendenti certi giocatori etc) con minore concorrenza.

Un gioco da 7, insomma, è un gioco buono se preso di per se... ma che di solito è meglio non comprare se tu non sei il preciso target di quel gioco (che sempre più spesso può essere "gente che di giochi non se ne intende").

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

io non c'ho capito nulla, ma questo articolo mi piace lo stesso... ah! dimenticavo, io compro giochi sulla media dei voti che date, quindi mi raccomando! avete una grande responsabilità sui miei acquisti! ;)

- m@ -
La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

Per me si dovrebbe fare un vademecum del recensore della Tana in cui c'è una matrice da compilare per rendere tutti i voti omogenei ed indicare chiaramente, accanto al voto, in quale tipologia di gioco si inserisce (ad es: filler, family, german, american, ibrido, cinghiale, ecc...). So che è una cosa un po' complessa, ma non troppo difficilmente implementabile. Altrimenti sarà sempre difficile distinguere cosa rappresenta un voto, come facilmente si può capire tra i diversi pareri su un 7. 

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per me il voto del recensore è la cosa meno rilevante della recensione. O almeno non lo è come il contenuto della stessa.

 

Quindi le mamme possono stare tranquille?

"For Them, the only honorable death is one that leaves a crater"

Per me esiste il problema della omogeneità dei voti. La scala, leggevo, che identifichi cosa si intenda per 7,9,3, etc. E' un problema immenso che colpisce anche altri siti. Io non considero una mancanza di responsabilità il non mettere un voto, però è necessario giudicare chiaramente le componmenti di pro e contro magari con semplice pollice su e pollice giù. Quanti giochi sono stati dimenticati perché poco conosciuti e mal recensiti? BGG ne è colmo e li non ci sono recensioni. Qui invece per me il problema sta nel fatto che chi fa recensioni non è sempre un recensore con esperienza ma un giocatore entusiasta e quindi con diversi canoni rispetto anche ad una linea editoriale conosciuta dai più, ma appunto non da tutti. Manca per me quindi anche la professionalità, l'esperienza e linee guida che creino standard a cui conformarsi. In assenza di queste caratteristiche la recensione in se non aiuta più di un voto. L'unica è leggersi il regolamento.

Nice Dice

SARGON
the Real Hedonist Goblin

Partendo dal presupposto che non sono a favore del voto (consegna a chi non ha voglia di leggere un alibi) faccio questa considerazione su chi contesta un voto:

A meno di giochi CLAMOROSAMENTE brutti, a prescindere da quello che possa essere una recensione, se vi piace il gioco compratelo e giocatelo fregandovene di un voto.

Non capisco la voglia di polemica a tutti i costi.

Partendo dal presupposto che non sono a favore del voto (consegna a chi non ha voglia di leggere un alibi) faccio questa considerazione su chi contesta un voto:

Si vero un alibi, anche per quelli che hanno ben poca voglia di leggere.

Nice Dice

SARGON
the Real Hedonist Goblin

per me il problema sta nel fatto che chi fa recensioni non è sempre un recensore con esperienza ma un giocatore entusiasta e quindi con diversi canoni rispetto anche ad una linea editoriale conosciuta dai più, ma appunto non da tutti. Manca per me quindi anche la professionalità, l'esperienza e linee guida che creino standard a cui conformarsi. In assenza di queste caratteristiche la recensione in se non aiuta più di un voto. L'unica è leggersi il regolamento.

D'accordissimo!

Partendo dal presupposto che non sono a favore del voto (consegna a chi non ha voglia di leggere un alibi) faccio questa considerazione su chi contesta un voto:

Si vero un alibi, anche per quelli che hanno ben poca voglia di leggere.

...o tempo

- m@ -
La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

Mah, non avere 5 minuti per leggere una recensione mi sembra quantomeno strano...

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Manca per me quindi anche la professionalità, l'esperienza e linee guida che creino standard a cui conformarsi. In assenza di queste caratteristiche la recensione in se non aiuta più di un voto. L'unica è leggersi il regolamento.

La penso all'opposto... ma sono opinioni. Nulla da eccepire nel richiedere professionalità nelle recensioni. Ma per quel che so nessuno (o quasi?) in Italia è pagato per farlo, e se uno è pagato probabilmente non è obiettivo...

Agzaroth, quanto prendi a recensione? Quanto hai guadagnato con questo articolo? Dai dicci!!!

La professionalità va pagata, se la si esige. Io la penso così.

Riguardo alla lettura del regolamento, anche qui divergo da te. O meglio: benissimo leggerlo, ma io da una recensione cerco qualcosa di diverso che descrivere le regole o le meccaniche di gioco. Troppo spesso, soprattutto in altri siti, leggo recensioni che sembrano traduzioni o riassunti del regolamento... vero che bisogna far capire le meccaniche, ma uno deve trasmettere anche altro... soggettività... emozioni...

Se leggo una recensione di un film o di un libro non cerco la trama, né per una recensione di un album di canzoni l'analisi grammaticale dei testi...

Cerco le impressioni del recensore, e se mi interessa il tema avrò i miei recensori di fiducia (Piera De Tassis piuttosto che Morandini o Fofi... che ne so!).

Per questo, anche se apprezzo (da ingegnere) l'approccio descritto a suo tempo da Agz di scomporre il voto in addendi, ciascuno riferito a una caratteristica del gioco (materiali, longevità, scalabilità, ... non ricordo) resto dell'idea che alla fin fine il voto resti ahimé soggettivo, e legato a considerazioni anche personali.

Esempio, e chiudo: per me oggi un german bello deve anche avere un pizzico di originalità (un twist...) per guadagnarsi un bel voto. Se domani esce col nome di Alta Pressione un clone di Alta Tensione, dove magari è perfezionato qualche piccolo aspetto, sono sicuro che il Signor Darcy... col cavolo che gli darà 10! E giustamente!!!

Ciò a prescindere dal fatto che magari giri bene. Ma oggi un recensore, anche col voto, deve secondo me far capire se quel gioco merita davvero i soldi dell'acquisto o non sia meglio spendere 30 euro per il buon vecchio gioco di Friese.

Invece, trovo interessante lo spunto di dare delle indicazioni, anche in modo codificato, sulla tipologie adi gioco, e anche citare altri giochi analoghi del passato da cui pescare...  (recentemente, proprio leggendo un riferimento dentro una recensione, ho scoperto St. Petersburg! Bello!)

Grande articolo Agzaroth !!

Aggiungo che occorre conoscere un po' il modo e la scala usata dal recensore per confrontare il suo giudizio con i nostri parametri. Seguendo ad esempio le tue recensioni si scopre che i 9 sono rarissimi e di conseguenza tutto va proporzionato e ponderato in base alle motivazioni che non fanno da contorno, altrimenti tanto varrebbe mettere un voto e stop.

Life is what happens while you’re making other plans

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Essendo entrato da poco in questo mondo per me le recensioni sono fondamentali, magari accompagnate da un video del gameplay su youtube per vedere il gioco “in movimento”. Se nella recensione si argomentano le proprie affermazioni, magari facendo riferimento ai capostipite del settore e a giochi che per meccaniche possano essere assimilabili al titolo recensito, il servizio che si fornisce ai lettori è impagabile. Faccio un esempio: ho avuto la fortuna di giocare a Clans of Caledonia, non mi è dispiaciuto affatto. Ma scopro che le meccaniche sono un miscuglio preso da Terra Mystica, Navegador, Marco Polo, tutti titoli che non ho giocato e considerati “top” nel loro genere. Se nella recensione mi vengono spiegate nel dettaglio similitudini e differenze, non posso che crescere come lettore e giocatore, al netto degli entusiasmi spesso esagerati - pur comprensibili - per l’ultimo titolo e la prossima big thing.

Che dire. Sono d'accordo con Agzaroth, e non mi sorprende.

Io ho giocato e votato (BGG) più di 1100 giochi fino ad adesso. E se sommo i 6 e i 7 che ho dato, arrivo al 69% dei voti. Sono tutti giochi onesti e spesso anche ben fatti, ma per emergere nella situazione attuale, serve ben più di un "compitino ben fatto".

Io la penso come Marco Agzaroth per quanto riguarda i voti, su BGG (ma anche su Tripadvisor) mi interessano voti ed opinioni con una gaussiana ben pronunciata e valore medio intorno al 6 (al 3,5 su Trip). 

Se il recensore è di manica larga con il voto, probabile che anche la recce sia di manica larga: no grazie, non fa per me. Tempo e soldi sono pochi.

Tanto per capirci nella mia classifica esistono solo 2 (diconsi 2 su 500) giochi con voto 10 pieno.

 

Questa è la curva di Agza 

 

e questa è la mia 

tenendo presente che BGG tende ad attribuire i voti frazionati (*.5 o *.2 ad esempio) al voto pieno superiore. 

Manca per me quindi anche la professionalità, l'esperienza e linee guida che creino standard a cui conformarsi. In assenza di queste caratteristiche la recensione in se non aiuta più di un voto. L'unica è leggersi il regolamento.

La penso all'opposto... ma sono opinioni. Nulla da eccepire nel richiedere professionalità nelle recensioni. Ma per quel che so nessuno (o quasi?) in Italia è pagato per farlo, e se uno è pagato probabilmente non è obiettivo...

Agzaroth, quanto prendi a recensione? Quanto hai guadagnato con questo articolo? Dai dicci!!!

La professionalità va pagata, se la si esige. Io la penso così.

Riguardo alla lettura del regolamento, anche qui divergo da te. O meglio: benissimo leggerlo, ma io da una recensione cerco qualcosa di diverso che descrivere le regole o le meccaniche di gioco. Troppo spesso, soprattutto in altri siti, leggo recensioni che sembrano traduzioni o riassunti del regolamento... vero che bisogna far capire le meccaniche, ma uno deve trasmettere anche altro... soggettività... emozioni...

Se leggo una recensione di un film o di un libro non cerco la trama, né per una recensione di un album di canzoni l'analisi grammaticale dei testi...

Cerco le impressioni del recensore, e se mi interessa il tema avrò i miei recensori di fiducia (Piera De Tassis piuttosto che Morandini o Fofi... che ne so!).

Per questo, anche se apprezzo (da ingegnere) l'approccio descritto a suo tempo da Agz di scomporre il voto in addendi, ciascuno riferito a una caratteristica del gioco (materiali, longevità, scalabilità, ... non ricordo) resto dell'idea che alla fin fine il voto resti ahimé soggettivo, e legato a considerazioni anche personali.

Esempio, e chiudo: per me oggi un german bello deve anche avere un pizzico di originalità (un twist...) per guadagnarsi un bel voto. Se domani esce col nome di Alta Pressione un clone di Alta Tensione, dove magari è perfezionato qualche piccolo aspetto, sono sicuro che il Signor Darcy... col cavolo che gli darà 10! E giustamente!!!

Ciò a prescindere dal fatto che magari giri bene. Ma oggi un recensore, anche col voto, deve secondo me far capire se quel gioco merita davvero i soldi dell'acquisto o non sia meglio spendere 30 euro per il buon vecchio gioco di Friese.

Invece, trovo interessante lo spunto di dare delle indicazioni, anche in modo codificato, sulla tipologie adi gioco, e anche citare altri giochi analoghi del passato da cui pescare...  (recentemente, proprio leggendo un riferimento dentro una recensione, ho scoperto St. Petersburg! Bello!)

 

ah guarda, uno che la pensa come me!... però quell’Alta Pressione, come idea è intrigante...

Io sorrideo sempre nel constatare che c'è chi davanti ad una stroncatura di un titolo da parte mia se la prende come se gli avessi insultato la mamma.

Se uno con una passione non può confrontarsi con gli altri liberamente esprimendo i suoi gusti che si fanno a fare i siti ed i forum? Ho detto che PER ME un gioco è brutto.....per me...ed un gioco...mica ho detto che sei brutto tu, la tua famiglia e i tuoi parenti! :-)

Bellissimo ariticolo!

Purtroppo è vero che spesso è lo stesso acquirente del gioco a farne la recensione, preso dall'entusiasmo e dal "giustificare la spesa" tende al rialzo del voto. A me il voto non interessa mai, leggo la recensione e specialmente i commenti e mi faccio un'idea del gioco. Mi è capitato di fare un paio di recensioni e vedere il putiferio per il voto a cottage garden (7 per babbani e 5 per giocatori) ha suscitatao un po' di clamore, forse dovvevo essere più diplomatico non so. Non si percepisce nessun pagamento per le recensioni se non il gioco in omaggio dato dalle case editrici... e qui l'inghippo. Notate che molti youtubers non danno voti, ma parlano del gioco in maniera diplomatica dicendo che può piacere... insomma una stroncatura velata e paracula (naturalmente parlo di giochi non proprio belli... manco carini... un po' bruttini direi).

onestamente... non vedo il motivo dell'articolo :)
nel senso, è una chiara "risposta" alle critiche del "grasso 7", ma onestamente non ne vedo la necessità..
hai dato un voto mettendoci la faccia e aprendoti al pubblico scrutrinio, il che è più di quanto fanno altri, come me, che hanno criticato un po' la recensione..

una recensione non è un dictat, è un parare personale, magari stemperato dall'esperienza ma pur sempre personale.. in questo caso magari le "corde" di un AH LCG non hanno risuonato per te come per altri.. pacifico.. ad esempio nel mio commento all'articolo "padre" di questo, ho detto che personalmente avrei dato al gioco un 8, ma che capivo e condividevo alcune delle critiche mosse al gioco..

il punto è: non si può essere sempre d'accordo coi valutatori, basti vedere l'ultimo magnifico dove ho storto un po' il naso io come anche altri...


per dire, ci sono alcuni che ritengono burgundy un capolavoro, altri che dicono "meh".. c'è gente a cui un battlecon fa schifo, altri che sono gasatissimi.. sono ben pochi i giochi che hanno un parere quasi unanime :)

il problema del 7 è che è un voto da "gioco onesto" in un mare di giochi onesti.. il 7 in un campo sovraffollato è il nuovo 6... sembra brutto, ma oramai ci sono così tanti giochi "carini" che escono ogni anno (via publisher o via ks) che floodano BGG per qualche mese per poi sparire nell'oblio, che il 7 non è abbastanza per "spottare" un nuovo gioco molto valido. il problema è oramai riuscire a identificare il 7 di un gioco che funziona e che rimarrà sui tavoli per almeno un annetto e il 7 di un gioco da mettere in cantina dopo 4-5 partite :)

I voti sono utili, ma non necessari, anche perché ci sono diversi modi di votare. Ad esempio se io devo votare un Party Game ad Imagine dove 9 perché è davvero bello, mentre se devo votare un gioco per bambini do 9 a Viva Topo, che nel suo genere è un capolavoro e se devo votare a Notre Dame probabilmente gli do 7,5 perché di german ce ne sono (e pure tanti) che mi piacciono di più.

Poi però vengo insultato (ed è successo) anche in privato perché, arogmentandolo, ho fato un 9 a Viva Topo e un 7.5 a Notre Dame.

Le argomentazioni, la storia personale, le esperienze di gioco sono molto più importanti di un arido numero e possono mettere in sintonia chi legge con chi scrive.

Ancora una piccola nota da recensore (di giochi pure). Io ci provo ad essere imparziale, ma  se dico qualcosa in maniera entusiasta tutti a dirmi sei entusiasta perché sei un recensore poco obiettivo, ma se lascio trasparire problemi e/o difetti sembra quasi che nessuno li legga.

 

Possiamo dire, e penso di non sbagliare, che un recensore è un giocatore esperto. Nel senso che sicuramente ha provato più giochi di un giocatore normale, e che dunque ha un punto di vista più ampio: può fare più paragoni, più confronti, con giochi "simili". Un giocatore molto probabilmente si specializza in un genere o pochi di più, ed ovviamente gioca a quello che gli piace: ovvio che se vede "criticato", anche se a ragione, uno dei titoli che ama, possa infervorarsi. Ma lo fa solo per passione, proprio perché è un giocatore; ci tiene alla sua piccola parte di questo mondo, e magari vorrebbe che anche altri ne facessero parte. Ma un conto è la critica costruttiva, un conto è screditare o addirittura offendere. Il rispetto sempre. Proprio perché siamo tutti appassionati di questo mondo, ognuno con i suoi preferiti, con il suo genere.

Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn

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