Alice is Missing

Un gioco di ruolo atipico: non si può parlare. Una ragazza è scomparsa. Possono queste caratteristiche portare innovazione in questo ambito? Leggete e scopritelo. 

Voto recensore:
8,0

Silent Falls è una piccola e sonnolenta cittadina costiera della California del Nord. È un posto tranquillo, anche se a partire dalla recessione di alcuni anni fa, le persone non sono più amichevoli come una volta. Sono stati anni difficili per tutti. Il principale liceo della città, la Franklin Academy, si trova immerso nel bosco sulle colline a est. È l'ultimo giorno prima della pausa invernale e gli studenti si trascinano lungo i corridoi, scrollandosi dai giubbotti i leggeri fiocchi di neve. Oggi fa freddo. Lungo il corridoio principale, oltre la noiosa bacheca dei trofei e dopo la vecchia e scrostata insegna della Franklin Academy, c'è la bacheca degli annunci. Lì attorno si è raggruppato un manipolo di studenti. Vedi i vecchi volantini appesi un po' tutto attorno, disseminati come trappole per topi, i manifesti per le elezioni del corpo studentesco, l'iscrizione per il prossimo torneo di football e il promemoria per il Ballo di Fine Anno. Ma il tuo sguardo è attratto dal volantino attorno al quale tutti si stanno accalcando.

Alice è scomparsa tre giorni fa!

Alice is Missing è un gioco di ruolo di Spenser Starke per 3-5 giocatori e partite one-shot da 3-4 orette. Pieno di suspense in stile thriller/mystery, tratta della scomparsa di Alice Briarwood, una studentessa del liceo di Silent Falls. Nel corso del gioco interpreteremo uno dei suoi cinque amici che, preoccupati per le sorti della ragazza, indagheranno sulla sua scomparsa. Seguiremo gli indizi nel tentativo di trovarla, condividendo intuizioni, sospetti e segreti mentre cercheremo di capire cosa è successo e dove si trova Alice.
È un GdR molto particolare, immersivo e oscuro, adatto a chi è alla ricerca di un esperienza emotiva forte e le cui tematiche si muovono attorno a dinamiche familiari tese, persone scomparse, dolore, droga, violenza e morte. Per questo motivo, come sempre succede per giochi dove i contenuti possono essere pesanti o difficili, sono previsti degli “strumenti di sicurezza” da accordare assieme per evitare di tirare in ballo quei argomenti che possono mette in difficoltà qualche giocatore.
Alice is missing


Anche le meccaniche sono originali, dopo aver allestito il setting iniziale, descritto i nostri personaggi e la piccola cittadina di Silent Falls, la sessione vera e propria non sarà verbale, bensì si giocherà interamente tramite messaggi di testo, come a simulare un gruppo di amici che comunica attraverso una chat di gruppo. Un espediente, questo, veramente particolare, che creerà un  particolare senso di straniazione, di immediatezza data dai messaggini della chat, ma anche di isolamento e che porterà ad un gioco molto profondo e introspettivo.
Il gioco è pensato però per essere giocato “in presenza”, ognuno per i fatti suoi nella stessa stanza, in silenzio. Credo che giocarlo dal vivo sia un esperienza in un certo senso alienante e probabilmente è proprio questo l’effetto che l’autore voleva ottenere.
Io, come spiegherò in seguito, l’ho giocato online su Discord, ma di suo non è un gioco pensato per essere giocato su questo tipo di piattaforme, non senza un’adeguata preparazione ed accorgimenti che ci aiutino a gestirne le dinamiche. Questo perché il gioco fa uso di materiale fisico, vari mazzetti di carte, indispensabili sia per la descrizione dei Personaggi, dei Sospetti e dei Luoghi, sia per quegli “Indizi”, (le Carte Clue) che faranno da trigger, innescando gli eventi della storia.
Il gioco inoltre sfrutta un timer, un video ( che trovate a questo link ) da tenere sempre bene in vista, che scandisce le tempistiche per l'estrazione delle Carte “Clue” e fa da colonna sonora, creando la giusta atmosfera. Un ottimo espediente che creerà concitazione e stress, in un crescendo di avvenimenti.

Setup e creazione dei Personaggi

Il questo gioco non c’è un Master, ma è previsto un Facilitatore che ha il compito di leggere e di spiegare le regole e di introdurre il gioco.
Da regolamento, la preparazione del gioco durerà 45 minuti, mentre la sessione vera è propria dura 90 minuti esatti scanditi dal video.
Il gioco ci offre dei personaggi predefiniti tra i quali scegliere, degli stereotipi che ci aoiteranno a calarci nella storia. Avremo così Charlie, un ragazzino che dopo il divorzio dei genitori se n’è andato da Silent Falls assieme alla madre; Evan, l’amico con una cotta per Alice; Dakota, la sua migliore amica; Jack, il fratello maggiore e Julia, la ragazza con la quale Alice ha una relazione segreta.
A parte il Facilitatore, al quale è destinato il ruolo di Charlie, tutti gli altri hanno la possibilità di scegliere chi interpretare, ne prendono la relativa Carta Personaggio e lo descrivono agli altri elencando le sue caratteristiche principali, il suo aspetto fisico, i suoi hobby, il suo corso preferito, la sua giornata tipo... La carta inoltre riporta un Background, una domanda alla quale dovremmo rispondere condividendo l’informazione, e un Segreto, che dovrebbe essere rivelato in gioco. Infine riporta un’indicazione per un messaggio vocale, una registrazione che faremo in segreto e che rappresenta il nostro ultimo messaggio inviato ad Alice, al quale lei non ha risposto. È questo un espediente molto suggestivo, già visto in altri giochi (Ten Candles per esempio...). Riascoltare i messaggi soltanto una volta concluso il gioco, mentre in sottofondo passa l’ultimo brano della base sonora, restituirà particolari suggestioni. Per concludere questa descrizione, alla carta Personaggio viene associata casualmente una Carta Drive che delinea maggiormente il ragazzino determinandone il comportamento, come questo reagisce alla scomparsa della sua amica e le relazioni con gli altri personaggi, che creeremo in un brainstorming al fine di tracciare una rete di rapporti reciproci.

Questo sistema di combinare Carte personaggio con Carte Drive, permette di creare rapidamente i personaggi e dovrebbe garantire una certa dose di variazione per le giocate successive. Finita la creazione dei personaggi si passa ad una breve descrizione dei cinque Sospetti e dei cinque Luoghi che incontreremo durante la sessione. I primi sono gli individui tra i quali si nasconde il colpevole della sparizione di Alice, le carte Luogo indicano invece, dove potrebbe essere stata portata la ragazzina e dove alla fine verrà effettivamente trovata, viva o… Già, proprio così!

Le Carte Clue

Dopo questa fase di preparazione verranno distribuite casualmente le Carte Clue da tenere coperte. Sono numerate 80, 70, 60, 50, 45, 40, 35, 30, 20 in tre copie differenti. Indicando il minuto al quale devono essere rivelate, in corrispondenza al conto alla rovescia scandito dal timer (il video di cui sopra). Al momento giusto verranno lette in segreto dal giocatore a cui sono state assegnate fornendogli precise indicazioni su cosa fare. Indicheranno di pescare una carta Personaggio o Luogo, daranno un informazione sulla carta estratta e porranno una domanda alla quale il giocatore dovrà rispondere, riportando il tutto nella chat.


L’ultima carta, contrassegnata con il numero 10, verrà assegnata solo all’ultimo momento, quando mancheranno dieci minuti alla fine del gioco: indica le modalità del ritrovamento della ragazzina e verrà data al giocatore che fisicamente si trova o si sta recando proprio in quel Luogo, luogo a sua volta indicato dalla carta 20. La carta 90 invece spetta al Facilitatore che sarà colui che, scrivendo il primo messaggio di Charlie in chat, darà così inizio alla partita.

Queste carte sono il motore principale del gioco e devo dire che funzionano sorprendentemente bene intrecciandosi in maniera armoniosa e omogenea, dando il via ad un escalation di eventi inattesi e sconcertanti. A volte le Carte Clue diranno di raggiungere un luogo e lì trovare qualcosa, ma se vogliamo spostarci in un luogo di nostra iniziativa potremmo farlo e pescare una Carta Ricerca. Il contenuto delle Carte Ricerca sono degli spunti che possono avere un grande impatto sul gioco, il manuale avverte quindi di usarle con parsimonia, quando si è bloccati, si desidera avere un particolare suggerimento o si ha bisogno di qualche nuova idea.

Il gioco per il resto da veramente poche altre regole, che sembrano più che altro delle indicazioni per svolgere correttamente la partita o sbrogliare situazioni incerte.

Note dolenti

Le due principali note dolenti del gioco sono l'ergonomia e un design obbrobrioso. Giocarlo in presenza, di questi tempi è una cosa difficilmente praticabile. Prevederebbe di essere tutti in una stanza per poter pescare dal tavolo le carte al proprio turno. Per gestire la cosa a distanza, ci viene in aiuto Roll20 sul quale si può trovare un template dedicato, a un costo superiore al manuale stesso. Ho così deciso di ripiegare su Discord (altra “piattaforma” per la quale il gioco è previsto), ma per installare il BOT che gestisce tutto il flusso ho dovuto far ricorso ad un amico con del talento informatico che, per un paio d’ore, mi ha spiegato come installare quei due programmi (Python, Visual C++) indispensabili per farlo girare (se volete cimentarvi nell’impresa potete far riferimento a questo sito https://github.com/Chenkail/White-Rabbit), altrimenti potete farmi un fischio e cercheremo d’organizzare una partita!

Devo dire però che tanta fatica ne è valsa. Non so come funzioni il template per Roll20, ma Discord è un applicazione adattissima a questo gioco, forse addirittura meglio che giocarlo in presenza, anche se devo ammettere sarebbe interessante provarlo. Riesce a gestire diverse chat per la condivisione delle varie risorse, chat di gruppo e personali, tenendo nascoste tutte le informazioni ad occhi indiscreti, mentre il BOT distribuisce le carte a tempo debito e gestisce il flusso di gioco splendidamente.

La mia sessione di gioco

Carta personaggio
Come organizzatore della partita mi sono cimentato nel ruolo di Facilitatore, spiegando ai miei compagni l’utilizzo delle carte e i processi del gioco, per poi partire con la creazione dei personaggi.
In quanto Facilitatore devo giocare Charlie, l’unico tra gli amici di Alice a non sapere della sua scomparsa. Leggo agli altri quanto stabilito dal manuale:

Charlie Barnes si è allontanato da Silent Falls con la madre alla fine dell'ultimo anno scolastico dopo il divorzio dei genitori. Ora sta tornano in città per passare le vacanze invernali con il padre, spera di vedere Alice e gli altri mentre è qui. Da qualche giorno, Alice ha smesso di rispondere ai messaggi. Da allora non ha più avuto sue notizie.

Poi aggiungo:

Sono un ragazzino introverso ed emotivo, soffro a causa del divorzio dei miei genitori... So di non avere un aspetto gradevole e di solito non piaccio agli ai miei coetanei.


Me lo immagino un po’ come Dustin di Stranger Things, ma con tutti i denti. Poi passo alla domanda Background che mi chiede “Che tipo di ragazza è Alice?” ci penso un po’ rispondo:

 

Alice è una ragazza tranquilla, la prima della classe, apparentemente senza grilli per la testa...


Filippo ha scelto di interpretare Dakota, la miglior amica di Alice e la descrive linkando in chat una foto di un adolescente carina con i capelli blu e commenta:

Dakota è una ragazza trasgressiva, capelli tinti, attitudine anarchica, fa uso di droghe leggere ed è la migliore amica di Alice che trascina spesso nelle sue piccole trasgressioni.


La sua domanda di background gli chiede “Cos’è quell’aspetto di Alice che la gente, a volte, trova fastidioso ma che tu apprezzi?”

Alice è una ragazza sincera che dice sempre quello che pensa in faccia alla gente. Tutti trovano questa cosa un po' fastidiosa, ma io apprezzo la sua schiettezza.


Michele descrive Jack, il fratello di Alice:

Jack è il tipico big bro, che vuole dimostrarsi forte per dare stabilità alla sorella. Ho sviluppato una certa ironia e “fancazzaggine” per difendermi dalle prepotenze di mio padre.


“La vita familiare dei fratelli Briarwood è difficile perché…“

Loro padre è un tipico cliché dell’americano conservatore, con il suo bell' arsenale d’armi e problemi d’alcolismo.


Marco sceglie il personaggio di Julia, la ragazza segreta di Alice e posta una foto di una ragazza bionda, molto carina e raffinata, la descrive brevemente rispondendo anche al Background.

Sono una ragazza solare fuori posto qui tra i boschi. Ho incontrato Alice per la prima volta al ballo scolastico. Non conoscevo nessuno e continuavo a guardarla. Lei mi ha preso per mano e siamo finite fuori nella neve da sole a baciarci.


E così abbiamo tratteggiato i nostri quattro bei personaggi, non ci resta che tracciare ai legami indicati dalla Carte Drive. Sono questi legami a “senso unico”, nel senso che non è richiesto che il diretto interessato corrisponda a quel sentimento. Charlie: Penso a Charlie, le due domande per le relazioni gli si adattano perfettamente... Temo di non piacere a Julia... che è così sofisticata e vorrei tanto piacere a Dakota che è una ragazza così estroversa.

Dakota: Filippo e Marco si consultano… Alice aveva chiesto a Julia di mantenere segreta la loro relazione, ma Julia ha fatto una scenata davanti al padre di Alice. Alice l'ha perdonata, io no.
So che Jack c'è sempre quando ne ho bisogno. Jack: Sono protettivo verso Dakota. Non penso che Julia ami Alice così profondamente, non quanto le voglia bene io. Julia: Michele mi chiede se per me va bene che Charlie sia innamorato di Alice, io non ho nulla in contrario, e così… So che Charlie è innamorato di Alice. Poi decide di corrispondere quanto prova Dakota per lei: Non ho mai sopportato Dakota.
Ok, i Personaggi sono pronti. Per finire questa fase di brainstorming non ci resta che definire Sospetti e Luoghi. Ognuno di noi sceglie una di quelle carte e descrive brevemente il soggetto dando con qualche input interessante, descrivendo e delineando “un intorno”, in fin dei conti, poco rassicurante. Solo alcuni di questi spunti sono entrati poi realmente in scena, richiamati dalla Carte Clue, diventando più o meno centrali nella storia, altri comunque sono parte dell'ambientazione e centrali nei ricordi e nell’immaginario dei ragazzi:
Bria Brown: Una ragazza di colore, enorme, viene da una famiglia disastrata. Le piace tormentare le ragazze che ritiene privilegiate. Ha più volte bullizzato Alice, dalle scritte sull'armadietto, a piccoli furti, l'ha anche menata una volta in spogliatoio.
David Nelson: Più grande di noi, è una promessa del football. Conosciutissimo in città, tutti vedono in lui una futuro campione.
Wallace: Vive fuori dalla cittadina, tra i boschi. Boscaiolo e cacciatore non parla con nessuno. Le mamme lo usano per spaventare i bambini “se non fai il bravo viene a prenderti Wallace!”
Il Faro: una scogliera irta e affilata, circondato dalle onde dell'oceano in tempesta. E’ spesso incustodito e i ragazzi più grandi salgono spesso in cima al faro per bere e godersi la vista, di tanto in tanto qualcuno cade di sotto.
La stazione del treno: poco distante c'è uno sfasciacarrozze abbandonato dove Dakota e Alice vanno spesso a imbucarsi per passare i pomeriggi insieme.
Old Barn: è un capanno abbandonato... Deve essere successo qualcosa di strano molti anni or sono. Le storie sul capanno negli anni si sono ingigantite e circolano molte voci strane. Da bambini si fa a gara a chi riesce ad avvicinarsi di più al capanno, per vedere chi è il più coraggioso.
La fase di setup ci ha già portato via un'oretta abbondante, ma siamo pronti a partire. Non ci resta che registrare in segreto il vocale, l’ultimo nostro messaggio inviato ad Alice. In partita abbiamo deciso di farlo alla fine, la cosa ci è sembrata più snella e naturale. Gli ascolteremo quando scadranno i 90 minuti. Spegnano videocamere e microfoni, per comunicare “out of caracter” in chat scriveremo dei messaggi tra parentesi... Ci salutiamo, ci risentiremo solo tra una novantina di minuti alla fine del gioco!
Mi alzo, faccio un giretto per la stanza e mentre cammino registro sul cellulare il messaggio di Charlie all’amica. Il ragazzino è uscito molto più fragile di quanto mi aspettassi... È innamorato di Alice, ma non ha mai avuto il coraggio di dirglielo, non la vede da molti mesi e non vede l’ora di incontrarla. Sa di non poterle piacere, ma in cuor suo non fa altro che pensare alla sua amica… Lei però da qualche giorno non si fa più sentire… Forse ha sbagliato a dirle che le vuole bene, forse è per questo che lei lo evita. All’improvviso, mentre registro il vocale, mi ritrovo a ripensare a quando ero ragazzino, alle prime cotte, giornate passate a tenermi per mano con ragazzine che non vedo più da 30 anni…
Sono l’ultimo a condividere il file audio. Mi siedo e faccio partire il video su YouTube, il brano non è male crea un bel ambiente. Come da manuale aspetto che la musica faccia una pausa e invio il primo messaggio di testo dando il via:

Charlie: Hey! Scusate per il messaggio di gruppo, ma sono appena arrivato in città, da mio padre, per le vacanze invernali… e non riesco a mettermi in contatto con Alice. Mi chiedevo solo se qualcuno di voi le ha parlato?
Julia: Ehila! È... da mercoledì che non si vede
Charlie: Uh!
Jack: Già.. un bentornato un po' brusco.
Charlie: Ciao Jack... dov'è tua sorella? È da giorni che la chiamo!
Jack: Domanda da un milione di dollari! Non hai visto i manifesti? Abbiamo speso tutta la mattinata a tappezzarci la città!

Qualcuno di noi è preoccupano, altri banalizzano, non è la prima volta che Alice sparisce nel nulla.
Io non posso fare altro che pensare al peggio, sicuramente le è successo qualcosa di grave, lo sento!
La chat di gruppo prosegue, ma Julia nel frattempo mi contatta in privato. La prende un po’ alla larga, ma poi arriva al sodo: lei e Alice stanno assieme! È un pugno nello stomaco. “Alice non me l’aveva detto… eppure lei si confida con me, Alice mi vuole bene…” pensa Charlie e sente come un vuoto all’altezza del cuore… la testa tutt’a un tratto gli si fa pesante. “Ah ok... sono contento per voi… Sì... non ti preoccupare… sono contento se Alice è felice…” Frasi che ottundono e rimbalzano senza forza in una mente confusa, ripetute ad alta voce per cercare di non soffrire, per convincersi
che siano vere. Julia è carina con Charlie, è sempre stata molto carina. Lui e Alice parlano spesso di lei, ma che stessero insieme… No, questo Charlie non se l’avrebbe mai aspettato. Alice gli vuole bene, lui lo sa… Charlie si sente un idiota...
Nel frattempo mi accorgo che sulla chat di gruppo si sta parlando di una pistola! Rileggo i messaggi che ho perso e scopro che Bria, l’armadio di ebano nero, pronta a menare chiunque gli capiti a tiro, è stata vista andarsene in giro con una pistola… e Bria conosceva Alice, anzi sembra che si vedessero di tanto in tanto. Ma per quale motivo? Perché la mia Alice avrebbe dovuto frequentare quella tipa? Anche gli altri sono scossi soprattutto Jack, è dispiaciuto di non aver saputo prendersi cura della sorella, è lui l’uomo forte di casa era compito suo proteggerla.
Il tempo passa, i messaggi si susseguono, Julia si è spinta fino al capanno abbandonato per cercare Alice, non sembra aver paura di quel luogo maledetto. “Stai attenta Julia!” le scrivo in chat. Dakota invece è fredda come sempre, sicura di se. Sta cercando di contattare Bria per darle un “puntello” da qualche parte… Ma proprio in quel momento frattempo…
(Sono passati 45 minuti, il BOT mi consegna una Carta “Clue”: gira voce che un altra persona è scomparsa e la Carta Personaggio mi indica che è quel guardone che vive nel bosco. Informo gli altri…)
“Gente, avete sentito? Alla radio dicono che anche il losco boscaiolo, il signor Wallace è scomparso!” È panico! Se è stato lui a far sparire Alice, quel lurido guardone, le cose si mettono male! Molto male, povera Alice!
Jack, sempre alla ricerca di indizi su dove possa essere la sorella, ha ormai raggiunto la Franklin Academy e in qualche modo deve essere entrato, Dakota gli ha dato la combinazione dell’armadietto di Alice. Lei, Dakota, è invece al Night, probabilmente con Bria… Non capisco…
Io sono bloccato a casa, da mio padre.
Ricevo un messaggio da Dakota, ecco una che non ha peli sulla lingua… Ha delle informazioni, vuole confidarmi un segreto e sgancia la bomba: “Alice era con me la sera che è scomparsa. abbiamo preso dell’LSD…” La ragazza continua a scrivermi messaggini, qualcuno deve averle inseguite mentre erano strafatte... ma non riesco più a leggere, non capisco di cosa cavolo stia parlando... Alice non fa uso di droghe, non la MIA Alice! È tutta colpa di Dakota, maledetta lei e quel suo voler esser sempre ribelle a tutti i costi… Stronza! “È tutta colpa tua!” le scrivo.
Ma mentre Charlie piange e si sente abbandonato, tradito dalla sua migliore amica, Alice che non è mai stata sincera con lui… che gli ha mentito… Ecco un messaggio testuale sul cellulare “Sono al faro! Aiutami!” è Alice! La mia Alice! (Mancano solo 20 minuti alla fine del gioco, il BOT mi consegna la carta numero 20 e una Carta Luogo che indica dove si trova Alice) Avverto gli altri, ma non mi ascoltano… Non mi credono!
Julia nella sua ricerca è giunta proprio fino al faro, che ragazzina imprudente! Non sembra aver visto nessuno… a parte Wallace che si aggira furtivo e minaccioso… C’è anche un altro uomo con lui… Poi anche lei, all’improvviso, sparisce e non la sentiamo più!
(Il video segnala che mancano meno di 10 minuti, ho già fatto recapitare dal BOT l’ultima Carta “Clue” a Julia. Ora scopriremo cos'è accaduto alle nostre due amiche li giù al faro…)
Anche Jack si sta dirigendo al faro, ormai dovrebbe essere lì… Vede la sagoma di David Nelson il “futuro campione”, anche lui è coinvolto con il rapimento di Alice. Jack vuole ucciderlo e io lo istigo. “Uccidilo! Uccidilo!” gli scrivo con odio, rabbia e frustrazione mentre corro a perdifiato nella neve verso il faro. Solo Dakota sembra voler far ragionare Jack, è stranamente premurosa, poi il silenzio!
(Meccanicamente c’è qualcosa che non mi torna, forse Jack non avrebbe potuto essere al faro o comunque non avrebbe potuto essere dove si trova un altro giocatore… Ma a questo punto non conta, la cosa ci sta alla grande e tutto sembra coerente. La tensione è palpabile! Il tempo è scaduto! Il gioco è finito...)
Dopo qualche istante Jack manda il suo ultimo messaggio… Alice è viva! Anche Julia è lì… Stanno tutti bene. Wallace e il complice sono rinchiusi nel faro. La polizia sta arrivando.
FINE

Debriefing e considerazioni finali

Stiamo tutti bene? Ci chiede il gioco.
I componenti

Che Alice is Missing è una bomba! Da brividi. Per novanta minuti ho dimenticato con chi stavo chattando, chi realmente stava dall’altra parte della tastiera. L’immersione in quel fragile ragazzino è stata totale, una sensazione che non sembra affievolirsi. Anche agli altri giocatori l'esperienza è piaciuta un sacco. Ognuno a modo suo, siamo tutti colpiti positivamente, lo si sente in maniera molto forte mentre parliamo delle nostre sensazioni.
Alice is Missing è impressionante, un gioco con grandissimo potenziale e una narrazione emotivamente avvincente e coinvolgente. Le carte interagiscono nel creare una storia con una sorprendente naturalezza e la particolare meccanica, a suo modo alienante, è sfruttata al meglio.
Il gioco, benché giri attorno alla scomparsa di un’adolescente, non è pensato per essere un investigativo; lo scopo non è ritrovare Alice, ma scoprire chi lei sia. Il gioco fa perno sulle relazioni e gli intrecci tra i personaggi, il mettere al confronto i loro segreti le cose non dette.
Alice is Missing è un gioco che danza sulla mancanza, sul non detto. Un gioco molto fragile e rischioso, ma bello.
Un gioco molto profondo e ricco di “bleed” (https://www.youtube.com/watch?v=yBniD7QkLSQ&feature=emb_title), dove l’esperienza vissuta dai ragazzini può, ad un certo punto, diventare nostra, diventare un bagaglio che noi giocatori ci porteremo dietro. La mancanza di un confine marcato tra il personaggio e il giocatore che lo interpreta fa si che si possa creare un rapporto empatico, dove le nostre paure o le nostre preoccupazioni, la nostra visione delle cose, vengono calate nel racconto e ciò che viviamo nel gioco, le emozioni e le sensazioni del personaggio, ci tornano indietro e diventando parte di noi.

Interpretare dei personaggi che comunicano via chat, comunicando noi stessi in chat, ci fa agire in prima persona esattamente come agiscono i personaggi. Questo rende il gioco molto immersivo e in definitiva lo rende un Online LARP, o come viene definito con un discutibile acronimo LAOG.

Ma cos’è un LARP? E’ il nome dato al Gioco di Ruolo dal Vivo (in inglese appunto Live Action Role Playing) dove i partecipanti interpretano fisicamente i loro personaggi, agiscono rappresentando le situazioni fittizie del gioco in prima persona. Si può considerare un’attività ludica di tipo teatrale dove ciascuno recita il proprio personaggio improvvisando, senza copioni o canovacci, reagendo agli spunti di gioco offerti dagli altri giocatori. In questo periodo di pandemia tali giochi hanno subito un brusco arresto e il gioco online è diventato più di un'alternativa interessante, ma l'unico modo per giocarli.

Rigiocabilità

Non so quale possa essere la rigiocabilità di Alice is Missing, potrebbe essere ripetitivo giocato con lo stesso gruppo di giocatori, anche se si possono interpretare personaggi diversi e le Carte Drive portano ad una certa varietà nel tratteggiarli. Giocarlo in cinque è probabilmente consigliabile, perché una chat affollata è una componente interessante e giocarlo con un gruppo di giocatori sempre diversi dovrebbe essere la cosa migliore. Il destino di Alice è dettato dall’ultima Carta Clue che viene estratta, quella relativa al decimo minuto del conto alla rovescia. Essendoci solo tre carte numero 10 il finale potrebbe non essere così vario. Ma la rigiocabilità potrebbe probabilmente aumentare con un’espansione, dei nuovi personaggi e un maggior numero di carte. Speriamo le vendite convincano l’autore ad idearne di nuove.

Il gioco è consapevole del suo potenziale di bleed e alla fine ci pone una domanda: c’è qualcosa del personaggio che vogliamo portarci dietro o lasciarci alla spalle?

Charlie è un ragazzo fragile, il più fragile del gruppo, il più ingenuo.  Di lui mi sto potando dietro la sensazione di una giornata di pioggia, un sentimento melanconico che non provavo da tempo… Mi sono svegliato presto questa mattina, non riuscivo a dormire… Sto prolungando la coda di quella dolce e pacata sensazione lasciandomi cullare dalla musica... Hail To the Thief dei Radiohead, The Wall dei Pink Floyd, ora forse è il turno di qualche vecchio disco dei The Cure.

Pro:

- Gioco molto immersivo e profondo, emotivamente avvincente e coinvolgente.
- Ricco di bleed, con molta influenza reciproca tra giocatore e personaggio.
- Il gioco prevede strumenti di sicurezza per consentire l'escursione di particolari tematiche, se ritenute sconvenienti.
- Utilizzo di meccaniche curiose ed innovative che possono creare uno stato di alienazione positiva.
- Potenziale per essere espanso o riadattato a diverse ambientazioni.
 

Contro:

- Le tematiche oscure e inquietanti e un gioco troppo emotivamente coinvolgente potrebbero
scoraggiare alcuni giocatori.
- È un gioco di ruolo innovativo, probabilmente non adatto a tutti i palati.
- Design contorto che richiede dedizione ed organizzazione, sia se giocato in presenza che online.
 

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Commenti

Grazie, grazie, grazie. Ero molto incuriosito da questo gioco che, data la mia anima Euro, mi sembra quel talmente opposto ai miei gusti da piacermi! Ho adocchiato il Kickstarter ed ero "frenato" dalla componente della messaggistica e dal fatto lo pubblicizzano come gioco  adatto a distanza.

La conferma che in presenza è meglio e che si crea una situazione ad alta tensione mi fa salire la scimmia a mille. 

Devo dire che l'ambientazione nel tipico liceo americano con gli stereotipi che mi hanno accompagnato nelle sit-com che ho visto da adolescente per me è un plus.

Ancora grazie e bravo 

Ho giocato pochissimo di ruolo, anche se mi attira molto come ambito (e mi son comprato qualche manuale, perché certe ambientazioni mi piacciono da matti). Ecco, un articolo come questo mi fa venire una voglia matta di giocare di ruolo, tipo subitooo! Grazie :D

Bellissima recensione, grazie mille. Sembra un'esperienza davvero intensa.

A me l'impressione che ha fatto la recensione (molto ben fatta) è che non si tratti tanto di un gioco di ruolo, quanto di un gioco da tavolo narrativo...

Grazie per l'articolo. Molto bello e soprattutto utile. Mi incuriosisce parecchio questo titolo. :)

Grazie per la rece e per l'ottimo lavoro svolto. Molto appassionante!

Guarda ci hai fatto venire voglia.. dove possiamo reperire questa piccola perla (se possibile in copia fisica e non solo pdf) a prezzi umani?

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