Dakota

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Dakota
Voto recensore:
6,5
Ambientazione
Siamo nell’epoca della colonizzazione del selvaggio West da parte dei coloni americani. Ogni giocatore gestisce una tribù di nativi o un villaggio di coloni, e cerca di raggiungere il proprio obiettivo sfruttando le risorse naturali a disposizione per sviluppare la propria comunità.

Il Gioco
Il tabellone raffigura i “territori”, disposti orizzontalmente per tipo, e suddivisi verticalmente in diverse tipologie: montagna, foresta, pianura, fiume, prateria. Ciascun tipo di territorio permette di raccogliere risorse differenti. Indipendentemente dal tipo, ogni territorio ha due spazi, utilizzati per il piazzamento rispettivamente dei segnalini nativi e dei segnalini coloni; due file di risorse, su cui posizionare i segnalini risorsa, che saranno in seguito raccolti dai giocatori. I territori possono essere quindi “vergini” (prima fila) e colonizzati (seconda fila). La prima mostra il territorio ricco di risorse naturali ed è la condizione più favorevole per le tribù native, perché mette a disposizione le risorse che a costoro necessitano maggiormente. Il gioco inizia con la prima fila ricca di risorse, ed è interesse dei giocatori nativi mantenere i territori in questo stato il più a lungo possibile. Il territorio colonizzato entra in gioco quando le risorse naturali sono state completamente raccolte ed è la condizione favorevole per i coloni, per via delle risorse presenti. È quindi evidente che i giocatori coloni tenderanno a esaurire il prima possibile le risorse della prima fila, per rendere disponibili quelle della seconda fila.
I territori disponibili dipendono dal numero dei giocatori, così come la durata (in round) della partita stessa.


Il round di gioco è diviso in 7 fasi, nel seguente ordine:
1) Fase di Attivazione (in cui si attivano gli effetti di insediamenti e rinforzi in ordine di gioco); 2) Prima Fase di Piazzamento (in cui ciascun giocatore, in ordine di gioco, posiziona 3 dei suoi esploratori sui territori in gioco, nel settore relativo alla propria fazione); 3) Seconda Fase di Piazzamento (cominciando dall’ultimo giocatore che ha piazzato nella fase precedente, e procedendo poi in senso anti-orario, ogni giocatore deve piazzare tre esploratori neutrali, a sua scelta, prendendoli dalla riserva e collocandoli sui territori in gioco); 4) Fase di Raccolta (le due fazioni si spartiscono le risorse presenti nelle zone dove sono stati piazzati gli esploratori con il meccanismo delle maggioranze); 5) Fase di Mercato (ciascun giocatore, in ordine di turno, può comprare una risorsa per ciascun esploratore piazzato nella zona del mercato); 6) Fase di Sviluppo (ciascun giocatore, in ordine di turno, può costruire insediamenti, vendere risorse e reclutare nuovi esploratori); 7) Fase di Fine Round.

In ciascun round i giocatori sono obbligati a giocare 3 esploratori per fase (vedi sopra) piazzandoli nella zona di territorio dove intendono raccogliere risorse. Quando tutti gli esploratori saranno stati piazzati si deciderà quale fazione avrà diritto a spartirsi le risorse, con il sistema delle maggioranze: la fazione in maggioranza acquisirà il diritto alla spartizione, in numero equo a seconda dei giocatori presenti (della medesima fazione appunto), mentre gli esploratori in minoranza torneranno alle rispettive basi senza nulla in mano!
Durante il gioco si possono acquistare ulteriori esploratori (perdendo però il corrispettivo di quelli neutrali) in modo tale che ciascun giocatore abbia sempre a disposizione 6 esploratori (e massimo 2 di valore “due” di battaglia). Ogni fazione infatti può costruire una serie di strutture che gli garantiranno punti vittoria ed una qualche abilità aggiuntiva. Costruire queste strutture è l’unico modo per totalizzare punti vittoria, oltre ad acquistarli spendendo denaro.
Il gioco termina dopo un determinato numero di round, dipendente dal numero dei giocatori.

Considerazioni
Il gioco è rapido da imparare ed è abbastanza intuitivo nelle meccaniche. Tuttavia a mio parere ci troviamo di fronte ad una nuova tipologia, difficilmente inquadrabile in quelle già note (schieramenti, gestione risorse, ecc), che va necessariamente assimilata prima di potersi sbilanciare con giudizi estremi.

In Dakota le alleanze sono molto labili nel tempo e si assiste spesso a tradimenti o al ritiro della parola data. Per certi versi, in questo aspetto delle dinamiche, ricorda “Mall of horror” e genera gli stessi nervosismi quando ci si ritrova bersagliati da tutti o continuamente traditi nella fiducia. In sostanza, giocare una partita a Dakota potrebbe causare insofferenza o rabbia e persino anche dei litigi, a meno di non essere “giocatori adatti” ad un tipo di gioco del genere (tipologia nuova secondo me, appunto). Inoltre lo stesso autore ha spiegato che in questo gioco l’interazione debba essere gestita parlando continuamente per non perderne il gusto: bisogna mettersi d’accordo, proporre alleanze, valutarne i rischi, ricostruirne di nuove, cambiare alleati, e così via: in sostanza ogni partita deve prevedere un continuo scambio di opinioni e proposte.

Va fatta attenzione alle partite con un solo giocatore di una delle due fazioni, poiché se non ostacolato potrebbe facilmente prendere il largo raccogliendo da solo le risorse di cui ha bisogno mentre gli altri si scannano per spartirsi le proprie. Inoltre il gioco tende a sbilanciarsi se qualcuno viene preso di mira e ostacolato sistematicamente: in quel caso ha davvero poche possibilità di ripresa. Su questo punto sono costretto ad essere un po’ scettico sulla “soluzione” proposta dall’autore che dice che l’opzione del Mercato è stata messa appositamente per permettere ai giocatori bersagliati di recuperare materie: infatti per comprare materie dal mercato ci vogliono soldi (nonché molte azioni) ma questi sono subordinati alla vendita delle materie e dunque si crea un circolo vizioso dal quale il mercato certo non aiuta ad uscire.

Giudico inoltre troppo penalizzante il sistema delle maggioranze, secondo il quale la fazione che perde il diritto alla raccolta delle risorse non prende comunque nulla e si ritrova così (spesso) con un turno bruciato: più opportuno sarebbe stato mettere una sorta di “contentino”, come una somma (bassa) di denaro per compensare il giocatore del turno perso (oltretutto in un gioco dove i turni sono relativamente pochi).
Le modalità di fare punti vittoria sono limitate perché l’unico modo è costruire il maggior numero di edifici possibili e, una volta esauriti questi, accumulare denaro per acquistare ulteriori punti; sebbene, ovviamente, le strategie per ottenere risorse possano essere svariate (anche a seconda delle fazioni in gioco).

In conclusione ho trovato Dakota affascinante per l’ambientazione ed il sistema di combinazione delle fazioni in gioco, che costringe a continue alleanze e tradimenti, ne sono invece rimasto parzialmente deluso per il bilanciamento generale che sembrerebbe necessitare di alcuni “aggiustamenti”; tuttavia devo aggiungere che queste impressioni (basate comunque su un buon numero di partite) potrebbero derivare da una generale difficoltà ad inquadrare la tipologia del gioco stesso, che sicuramente si scosta da quelle conosciute finora e che definirei un semi-cooperativo o cooperativo a fazioni multiple… ci vorrà più tempo per apprezzarlo appieno?
Una ultima nota va ai materiali: si possono definire buoni nel complesso ma non eccezionali, infatti gli schermi del giocatore (utilizzati per tenere nascoste le risorse ed i soldi) sono in cartoncino leggero e non hanno i bordi incisi per essere piegati (noi abbiamo dovuto compiere questa operazione con un righello). I segnalini territorio sembrano essere in numero inferiore a quelli necessari (in determinate situazioni di gioco) e costringono ad un sapiente riciclaggio dei medesimi per indicare senza errori quali sono i territori disponibili e quali no.

Avrei dato volentieri un 7,5 di voto, ma lo arrotondo a 7 per i limiti imposti dalla maschera di inserimento delle recensioni.
Pro:
ambientazione, interazione, scalabilità, originalità (semi-cooperativo).
Contro:
non adatto a tutti, difficile recuperare gli svantaggi, limitata modalità di fare punti.