Dune 2019: quarant'anni e sentirli tutti

Dune: copertina

La Gale Force Nine si prende l'onore di ristampare Dune della Avalon Hill. Stavolta però l'impegno messo nell'operazione è davvero risicato.

Giochi collegati: 
Dune
Voto recensore:
7,0

1979: la Avalon Hill fa uscire il gioco da tavolo di uno dei romanzi sci-fi più famosi e apprezzati, quel Dune di Frank Herbert che da solo è in grado di catapultare lo scrittore nell'olimpo della fantascienza (anche perché i seguiti sono abbastanza deludenti).

Come spesso capita, Dune ha delle idee eccezionali e pionieristiche, per il 1979, tanto che verranno riprese e modificate da diversi giochi in seguito, non ultimo Il trono di spade - il gioco da tavolo, che sfrutta la meccanica di combattimento, migliorandola e rendendola ancora più strategica e meno soggetta all'incertezza..

Ci sono poi aspetti che invece risentono del tempo in cui il gioco è stato creato, tanto da richiedere correzioni negli anni successivi. Altri non verranno mai modificati ed è qui che arriva la Gale Force Nine, che fa una scelta: riproporre il gioco esattamente com'era, piccole espansioni incluse, ma senza il minimo sforzo di migliorare nulla di quanto lasciato in sospeso.

Ma procediamo con ordine.

Come si gioca a Dune

Dune: materiali
Dune: materiali
Il tabellone ritrae il pianeta Arrakis diviso in territori e settori, ovvero spicchi di circonferenza che saranno interessati dall'avanzare della tempesta di sabbia durante la partita. La tempesta è un terribile evento naturale in grado di spazzare via truppe e spezia (la moneta del gioco) al suo passaggio. Questo avviene solo nei territori desertici, mentre fortezze e montagne offrono protezione naturale.

Ogni giocatore ha a disposizione della propria fazione venti truppe di forza 1 e cinque gettoni leader, ciascuno con un valore in forza diverso. Si parte con un setup fisso.
Scopo del gioco è possedere, alla fine di un round, tre fortezze su cinque, oppure quattro su cinque se si ha un alleato.

 

Ogni singolo round è articolato nelle seguenti fasi:

  • Tempesta: si sposta il segnalino della tempesta di sabbia di tanti settori quanto indicato da una carta pescata da un apposito mazzo, con valori compresi tra 1 e 6. Il giocatore Fremen vede questa carta con un round di anticipo.
  • Spezia: si pescano due carte dal mazzo per vedere in quali settori venga generata spezia sul tabellone. Il giocatore Atreides vede la prima carta del mazzo con un round di anticipo. Se invece di un territorio si pesca una carta “verme delle sabbie”, oltre a spazzare via tutto ciò che era presente nelle carta precedente, si apre anche una fase diplomatica, in cui si possono spezzare vecchie alleanze e formarne di nuove, che rimarranno in vigore e vincolanti fino al prossimo vermone pescato.
  • Carità: chi ha una o nessuna spezia rimpingua gratis fino a due.
  • Asta delle carte Treachery: si mettono all'asta, coperte, tante carte quanti sono i giocatori. Si può rilanciare, a giro, oppure passare e chi offre di più si aggiudica la carta. Sono generalmente armi, difese o altre carte di qualche utilità oppure anche carte totalmente inutili, che fanno da zavorra alla propria mano che è di massimo quattro carte (a parte gli Harkonnen, che la hanno di otto). Il giocatore Atreides vede le carte prima dell'asta, il giocatore Harkonnen ne pesca anche una dal mazzo per ogni carta che si aggiudica; i soldi pagati nell'asta vanno tutti al giocatore Imperiale.
  • Rianimare: si possono riprendere tot truppe morte in battaglia dalle vasche di rianimazione Tleilaxu, alcune gratis, altre pagando. Se si sono persi anche tutti i propri gettoni leader, se ne può riacquistare uno per round, pagandone il valore in spezia.
  • Schierare e Muovere: in ordine di turno ciascun giocatore ha diritto a un singolo schieramento in un singolo territorio e poi un singolo spostamento di truppe. Lo schieramento si fa pagando una spezia per truppa che si porta dalla riserva personale al tabellone, se si va in una fortezza, due spezie per truppa in qualsiasi altro territorio (i Fremen hanno un particolare schieramento gratuito in una zona del tabellone). Il movimento è di solito di un singolo territorio, due per i Fremen, tre per chi ha il controllo di due particolari fortezze, che forniscono l'accesso agli ornitotteri (sono tipo insetti-elicottero).
  • Dune: tabellone
    Dune: tabellone
    Battaglia: ove presenti due o più eserciti rivali (gli alleati non possono mai condividere un territorio) si scatena una battaglia. Funziona in questo modo: i due contendenti puntano in segreto, tramite una ruota dentata, quattro valori:
    1. la forza delle truppe che intendono sacrificare in battaglia. Questa forza è formalmente pari alla metà del valore nominale della truppa (quindi mezzo punto per le normali, un punto per chi possiede unità d'elite, come Impero e Fremen). Per ogni unità di spezia pagata, una truppa viene considerata invece a forza piena (quindi 1 per le normali, 2 per le elite);
    2. il gettone del leader;
    3. una carta attacco (facoltativo);
    4. una carta difesa (facoltativo);

    Le carte attacco possono uccidere il leader, evitando che questo sommi la sua forza a quella delle truppe impiegate. Le difese possono ovviamente evitare questa spiacevole evenienza, ma si deve azzeccare la giusta combinazione (un po' come fosse carta-forbice-sasso). Inoltre c'è una combinazione di attacco-difesa che crea un'esplosione e distrugge tutte le forze coinvolte nella regione. Infine ci sono le carte Tradimento: vengono pescate casualmente a inizio partita (se ne tiene una a testa, quattro gli Harkonnen) e rivelare quella del leader nemico impiegato fa vincere automaticamente la battaglia.
    Tutte le truppe impiegate come forza dei battaglia vengono distrutte, ma il perdente ovviamente le perde tutte quante. Le rimanenti truppe del vincitore rimangono a presidio del territorio.

  • Raccolta: ogni truppa in un territorio con la spezia ne raccoglie ora due unità, tre se ha accesso agli ornitotteri; inoltre tre fortezze danno una piccola rendita in spezia.
  • Verifica delle condizioni di vittoria.

Materiali ed estetica in generale

Dune: carte Treachery
Dune: carte Treachery
In questi anni sono circolate diverse versioni, più o meno apocrife, del Dune della Avalon Hill, tutte stampabili in proprio. Da quelle supereconomiche, in bianco e nero, a quelle con grafica completamente rivisitata e mappa gigante, o addirittura stampata su commissione su un telo, tipo tovaglia. 

Alla Gale Force Nine, anche in questo caso, puntano a riproporre il gioco il più possibile simile a quello originale, pur con qualche ritocco estetico. Per cui le carte sono blandamente colorate e non più in bianco e nero, il tabellone un po' più chiaro. 

Rimane però generalmente il senso di vecchio, con la maggior parte delle informazioni affidate alle sole scritte, poca iconografia, dimensioni ridotte della mappa, pedine piccole, disegni obsolescenti.

Diciamo che, abituati allo sfarzo delle nuove edizioni degli ultimi anni, la sensazione è quella di una certa frugalità, forse eccessiva.

Un gioco avanti coi tempi

Dune: carte spezia
Dune: carte Spezia
Dune rimane però una fucina di ottime idee, attuali ancora oggi:
  • c'è il combattimento che, risolto senza uso dei dadi, probabilmente nel 1979 era non uno, ma dieci passi avanti;
  • c'è il twist di sapere che tutto ciò che impieghi in battaglia per vincere verrà sacrificato e, quindi, non potrà presidiare, non potrà raccogliere spezia, dovrà essere ripagato per riportarlo in riserva prima e ripagato ancora per rimetterlo sul tabellone;
  • c'è la spezia che è il motore economico del gioco, ma non decreta direttamente il vincitore, cosa che invece fa il controllo delle fortezze;
  • c'è la possibilità di allearsi e vincere in squadra, così come di cambiare alleanza a seconda della mutevole situazione, ma il tutto in momenti precisi della partita. E le alleanze danno un vantaggio anche sotto forma di abilità speciale, come scambio, tra i due partner;
  • anche il ricircolo del denaro/spezia è interessante, con alcune fazioni che vengono pagate dai soldi spesi dalle altre in determinate fasi di gioco.

Tutte queste belle meccaniche meritavano – e meriterebbero ancora – una doverosa evoluzione e rivisitazione in qualcosa di più moderno e agile, cosa che la Gale Force Nine non ha voluto o non ha potuto fare.

Un gioco avanti con gli anni

Dune: partita
Dune: partita
Dune risente di quelle esasperazioni tematiche che fanno ovviamente la felicità del giocatore american, ma che a volte si capisce siano figlie esclusivamente dell'ambientazione del libro e messe lì solo come servizio per i fan, piuttosto che per un reale motivo meccanico.
Perciò ben venga l'asimmetria tra le fazioni, ma diciamo che per tante cose ci si poteva fermare tranquillamente a un paio di regole prima, senza appesantire il tutto. Anche perché, così facendo, un certo sbilanciamento tra le parti a volte si avverte tutto.

In quarta di copertina ci sono poi le varianti per le alleanze e, lasciatemelo dire, in questo caso non hanno proprio senso.
Nell'alleanza a tre si lascia identico il numero di fortezze da conquistare, ovvero quattro. Questo fa sì che, in cinque o sei partecipanti, sia sempre più conveniente un'alleanza in tre invece che in due. In sei la cosa stona un po', ma almeno saranno tre contro tre, mentre in cinque l'alleanza da due è penalizzata non solo dal fatto di essere in minoranza, ma anche dall'avere la stessa difficoltà di obiettivo.
Lo stesso discorso vale per tutte le altre varianti proposte, evidentemente messe lì senza pensarci poi molto, almeno non in termini di game design.

Taccio sulla variante del Dune originale, quella che consentiva di allearsi in cinque contro uno: nel 1979 potevo pensare che un game designer non pensasse più di tanto alle conseguenze in game di quello che faceva, nel 2019 sembra una presa in giro anche solo l'averla scritta per ultima.

Quanto detto sopra porta al problema più ampio della scalabilità in Dune: in due o tre perde di significato, in quattro è giocabile ma ovviamente senza alleanze da tre, in cinque allo stesso modo, in sei rimane il numero ideale (ma ancora, senza alleanze da tre, per lo meno non per come le propone il regolamento).

Anche la durata è stata limitata a dieci round... che non sono comunque pochi a questo gioco, considerando che spesso si è di fronte a una certa paralisi da analisi, dati gli alti costi e l'esiguità delle mosse. Una partita completa pensatela sulle tre ore e mezzo, ma auspicabilmente qualcuno riesce a vincere prima (l'ultima fatta, in quattro, è finita al terzo round).

Conclusione

Mi aspettavo di più, lo ammetto. Dopo quarant'anni penso che riproporre un gioco in modo identico abbia poco senso, se non per nostalgici e collezionisti. Esempi virtuosi ci sono, anche per lo stesso Dune (qualcuno ha detto Rex?), per cui la mia speranza era trovare un po' più di coraggio da parte della Gale Force Nine, in ogni aspetto, dai materiali alle meccaniche (soprattutto in queste). Invece sa di minestra riscaldata.

Nota: il voto in alto è appunto riferito a Dune 2019, ovvero a questa riedizione e alle considerazioni relative; il gioco  riveste un'importanza storica relativa più alta, meritando qualche punto in più.

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Commenti

Concordo su tutta la linea, Dune era già vecchio e migliorabile ancora vent'anni fa quando lo giocavo con gli amici, anche se ovviamente le sue buone idee e l'ambientazione ce lo facevano intavolare più spesso di quanto meritasse. 

L'operazione messa in piedi da Gale Force Nine è indirizzata ad acquirenti e collezionisti, non a giocatori, i motivi non li conosco e non mi interessano, mi pare inutile discuterne, ormai è così.

Un Dune aggiornato al XXI secolo mi avrebbe interessato, buttare una serata per un gioco vecchio di quarant'anni lo farò giusto se gli amici di un tempo me lo propongono come operazione nostalgia. Ho di meglio da giocare se voglio un multiplayer.

Grazie per l'accurata recensione, da appassionato dell'opera di Herbert valuterò la possibilità di un acquisto feticista malgrado i difetti del gioco (in fondo, a eliminare la regola delle alleanze a tre o più ci vuole un attimo) e al fatto che ho cambiato città e non ho un gruppo di gioco attivo. Ma, a proposito, vorrei segnalare una dimenticanza: all'inizio della recensione manca la dicitura "Attenzione! Contiene giudizi letterari opinabili!" Messi proprio nel primo paragrafo, e considerato che ho iniziato a leggere appena sveglio prima di colazione, ho rischiato di essere colto da malore. Una così piccola omissione può avere effetti devastanti tanto sullo stato di salute del lettore quanto sul giudizio che lo stesso può maturare sul da ogni altro punto di vista eccezionale lavoro del recensore. Raccomando maggiore attenzione, in futuro. ?

Non ho avuto modo di giocare o comunque di toccare con mano questa riedizione della GF9 (mi raccomando, non è a cura del Grande fratello 9) ma credo che la prenderò appena riuscirò ad organizzarmi con qualche amico che viaggerà all'estero. Il motivo è che questa edizione non cambia nulla del capolavoro (e vorrei sottolineare capolavoro per i motivi spiegati da Agzaroth: questo gioco era avanti anni quando uscì e può a ben diritto essere annoverato tra le pietre miliari del gioco da tavolo) della Avalon hill. Il suo essere genuinamente american. Apprezzo addirittura la grafica "cheap" rispetto alle orgasmiche e iperproteiche produzioni attuali. A me comunque la grafica dà una sensazione di austera eleganza (bene gesserit?).

L'anno prossimo uscirà il film di Villeneuve. Ho grande attesa visto la cura che il regista ha instillato in un altro mostro sacro del cinema sci-fi. E la stessa attesa potrebbe essere riposta in una nuova edizione, questa volta davvero attualizzata (se poi l'attualizzazione serva lascio alla sensibilità di ognuno stabilirlo).

Quindi alla fine, le regole si fermano all'ultima edizione (quella stampabile in proprio)?
Se è così sarebbe un peccato.
Resta un gioco da provare per cultura ludica, ma tanto tanto macchinoso.

 

Nonostante la recensione sia accurata, come al solito, trovo una fallacia logica di fondo nel ragionamento.

Questa edizione di Dune non vuole essere una 2.0 né una 1.5 né una versione riveduta e corretta.

Vuole essere il più fedele all'originale possibile, infarcendola di varianti fanbased (praticamente HR) uscite su BGG nell'arco dei 40 anni di vita del titolo.

Questa operazione "nostalgia" era chiara, palese e dichiarata direttamente dalla gale force nine. Anche perché il gioco della AH stava a prezzi folli nel mercato secondario.

L'ultimo paragrafo quindi non ha molto senso sinceramente. Più che il gioco a sbagliare sei stato tu incauto con l'acquisto :)

Nonostante la recensione sia accurata, come al solito, trovo una fallacia logica di fondo nel ragionamento.

Questa edizione di Dune non vuole essere una 2.0 né una 1.5 né una versione riveduta e corretta.

Vuole essere il più fedele all'originale possibile, infarcendola di varianti fanbased (praticamente HR) uscite su BGG nell'arco dei 40 anni di vita del titolo.

Questa operazione "nostalgia" era chiara, palese e dichiarata direttamente dalla gale force nine. Anche perché il gioco della AH stava a prezzi folli nel mercato secondario.

L'ultimo paragrafo quindi non ha molto senso sinceramente. Più che il gioco a sbagliare sei stato tu incauto con l'acquisto :)

Sapevo cosa acquistavo: le regole erano online e avevo già giocato a Dune. Il voto non lo do all'operazione nostalgia, altrimenti avrei dato 10 come hanno fatto altri, ma al gioco Dune nel 2019. Se lo rieditano nel 2019, io lo giudico per il 2019, come specificato nel titolo della recensione e nella postilla finale.

Chi conosceva già il gioco e lo prende per quello che è, un'operazione nostalgia, non ha certo bisogno di una recensione. Chi lo prende oggi per la prima volta e della nostalgia non se ne fa nulla, è meglio che ne conosca limiti e difetti. La recensione è per i secondi, non certo per i primi.

Concordo su tutta la linea, Dune era già vecchio e migliorabile ancora vent'anni fa quando lo giocavo con gli amici, anche se ovviamente le sue buone idee e l'ambientazione ce lo facevano intavolare più spesso di quanto meritasse. 

L'operazione messa in piedi da Gale Force Nine è indirizzata ad acquirenti e collezionisti, non a giocatori, i motivi non li conosco e non mi interessano, mi pare inutile discuterne, ormai è così.

Un Dune aggiornato al XXI secolo mi avrebbe interessato, buttare una serata per un gioco vecchio di quarant'anni lo farò giusto se gli amici di un tempo me lo propongono come operazione nostalgia. Ho di meglio da giocare se voglio un multiplayer.

 

Non sono d'accordo, sul gioco "originale".

Per me è tutt'altro che vecchio...e ti parlo da chi gioca 3 volte al mese a twilight imperium 4.

Ho anche un Dune autocostruito, e lo ritengo UN GRANDISSIMO gioco (ovviamente addottando il regolamento da torneo), tutt'altro che vecchio

 

Mi aspettavo di più da questa riedizione, invece è in pratica lo stesso gioco con un paio di "anche inutili" cambiamenti (fattibili già nel gioco base, o già considerati con il regolamento da torneo)

Quindi alla fine, le regole si fermano all'ultima edizione (quella stampabile in proprio)?
Se è così sarebbe un peccato.
Resta un gioco da provare per cultura ludica, ma tanto tanto macchinoso.

 

 

 

oddio, ci sono giochi "moderni" be più macchinosi...

vedi XIA, mare nostrum, ecc

Non sono d'accordo sull'inutilità di questa edizione. Forse lo è per chi possieda il Dune della Avalon hill. Per chi, come me, ha giocato anni fa con la copia di un amico ormai lontano, e adesso vuole riproporlo al suo gruppo di gioco senza doversi fare spennare al mercato dell'usato, questa nuova edizione IN TUTTO E PER TUTTO uguale al vecchio Dune è una manna.

Posso capire il punto di vista di chi ha Dune sullo scaffale e voleva un ammodernamento delle meccaniche ma...

Semplicemente questa edizione non lo è. Non mi pare nemmeno che la GF9 avesse sbandierato una operazione di ristrutturazione delle regole.

E poiché a questo punto la questione è meramente di carattere personale, gestita squisitamente dal gusto e dell'apprezzamento soggettivo, lascio felicemente libero ognuno di scegliere di tirare avanti e lasciare questo nuovo Dune sugli scaffali dei negozi o di scegliere di combattere su Arrakis per il dominio dell'uomo. E che Shai hulud divori i vostri corpi gonfi di umidità se non siete d'accordo:-).

Perché scrivere tanto quando mi basta quotare in Toto @Claudio77 ?

Se chi scrive i commenti a questo articolo è rappresentativo della comunità dei giocatori, evidentemente GF9 ha studiato bene la platea dei possibili acquirenti. 

Ecco spiegato il motivo della ristampa. :-)

Un gioco snellito di Dune esiste già (ha vinto il premio print & play nel 2015 su boardgamegeek.com): Dune: The Dice Game. Provato, non è male.

Sono tuttavia felice che in questo caso sia stato riproposto il Dune di cui tutti parlano, quello vero. Secondo me in tanti aspettavano proprio quello, non altro.

Se chi scrive i commenti a questo articolo è rappresentativo della comunità dei giocatori, evidentemente GF9 ha studiato bene la platea dei possibili acquirenti. 

Ecco spiegato il motivo della ristampa. :-)

Non mi sento rappresentativo di niente. Eppure, ripeto, io sono contento di questa bieca operazione atta a spennare stupidi nostalgici.

E comunque mai ho capito perché le persone si accaniscano su cose del genere.

Ti piace il gioco? Compralo. Ce l'hai già e non ti piaceva? Non comprarlo. Ce l'hai già e non senti il bisogno di comprarlo? Non comprarlo. Ce l'hai e vuoi pure questo? Compralo.

Siete azionisti della GF9 e pensate che con questa edizione la società non farà utile o peggio dovrà ridimensionarsi o chiudere facendovi perdere soldi? Incazzatevi in una assemblea soci se ne avete il potere. Non avete azioni della GF9? Quindi quale è il problema?

Pensate che il governo americano vi obbligherà a comprare una copia del gioco? Pensate che agenti della GF9 influenzeranno con fake news le prossime elezioni per far eleggere un governo pro-Dune 2019?

Ok. Niente di tutto questo.

Rimane la domanda: cosa ve ne viene in meno? Volevate una edizione fighissima, con fresche regole? Volevate steigmaier, Petersen, Lang e il duo Splotter collaborare per una edizione giovane e moderna?

Peccato. Non è successo.

Lasciateci uccidere il nostro tempo libero con Dune. Si lo so. Potevamo salvare vite nel mediterraneo, scoprire un nuovo vaccino contro i super batteri o fondare una nuova maledettissima religione. Ma abbiamo preferito spendere soldi per un gioco che puzza meravigliosamente di muffa.

ma, preciso, per me l'operazione nostalgia è venuta benissimo, a partire dalla scatola, passando per l'artwork, per finire con le regole, che sono quelle. 
Potevano magari pensare a qualche regola opzionale da inserire in fondo al manuale (Merchants of Venus ad esempio? è stato rieditato con regole vecchie E regole nuove).
Detto poi questo, a chi già conosceva Dune, questa recensione non serve: l'operazione nostalgia è riuscita benissimo, come detto.
La recensione serve a chi non lo conosce, non lo ha mai giocato e magari sis ta chiedendo quanta patina c'è attorno al mito di Dune e se valga la pena spendere quei soldi. Allora magari si fa notare che non mancano i difetti e che con poco si sarebbe potuto eliminarli (cosa per carità ancora fattibile con semplici house rules)

Te lo spiego io qual'è il mio problema assolutamente personale: il fatto che mi sarebbe piaciuto provare un gioco fruibile anche nel 2019. Mi sono interessato al gioco ma ho letto che era semplicemente una riedizione di un gioco di 40 anni fa. Io (personalmente) l'ho vissuta come un'occasione persa da parte della Gale force 9 di proporre un prodotto moderno e ne sono rimasto molto deluso.

Te lo spiego io qual'è il mio problema assolutamente personale: il fatto che mi sarebbe piaciuto provare un gioco fruibile anche nel 2019. Mi sono interessato al gioco ma ho letto che era semplicemente una riedizione di un gioco di 40 anni fa. Io (personalmente) l'ho vissuta come un'occasione persa da parte della Gale force 9 di proporre un prodotto moderno e ne sono rimasto molto deluso.

Capisco benissimo il disappunto o la delusione di chi cercava o sperava in un gioco più...moderno?...fruibile?...

Quello che mi rimane complesso da accettare o semplicemente capire è la critica ad una azienda perché ha riproposto con il copia incolla un gioco di quarant'anni fa...

Trovo moooolto più sospetto allora una riproposta di Marco Polo a pochissimi anni dalla pubblicazione della prima edizione (e parliamo di un gioco che funziona meravigliosamente se accettate le caratteristiche e le sfide che propone). Ma in ogni caso se la Hans im gluck vuole riproporlo non me ne faccio un problema. Non mi interessa e tiro avanti.

Invece Dune è un gioco da decenni introvabile sugli scaffali dei negozi. Per giocarlo bisognava:

A. Averlo

B. Conoscere qualcuno che lo ha

C. Vendersi un rene al mercato clandestino e comprare la Sting edition

 

Ora, una azienda, con una precisa scelta editoriale (non credo che la GF9 avesse problemi a contattare un illustratore "co' du' cosi così" per infinocchiare l'incauto passante) sceglie di, almeno io credo, lasciare anche al nuovo acquirente di respirare quell'aria da vecchio capostipite che giustamente spetta ad un boardgame come Dune.

Ragionare con la delusione non porta a farlo con uno sguardo distaccato.

@Agzaroth: permettimi di dirti che sbagli quando dici che questa recensione non serve a chi il gioco lo conosce. Per me è stata molto utile perché hai dettagliatamente descritto come è il "nuovo" Dune e saperlo (o confermare quanto letto su BGG) mi ha fatto scegliere di prenderlo. Poi posso avere pareri diversi sulla bontà della scelta editoriale ma rimane una opinione più o meno valida come tante altre ;-).

@themanwhosoldth...

Non capisco il senso di tutti gli sproloqui di cui hai disseminato i tuoi post (fake news, assemblee soci, vaccini etc. etc.)
Mi spieghi chi ha detto che non è un gioco da comprare o da non giocare? 

Io l'ho avuto e c'ho giocato (parecchio) molti anni fa. Come tutti i giochi che non mi interessano più non è sui miei scaffali. Lo rigiocherei solo con gli amici di allora per fare una rimpatriata. Punto. Sicuramente non lo comprerò. La casa produttrice sa evidentemente farsi i suoi affari, riciclando l'artwork del print&play e ristampando il gioco così com'era per venderlo ai nostalgici o a chi lo vuole provare.

Tra l'altro sono riusciti anche a contenere il prezzo e questo è un aspetto che sarà gradito a molti. 

Ognuno libero di fare quello che vuole con i suoi soldi ed il suo tempo (ludico) ci mancherebbe.

 

L'operazione messa in piedi da Gale Force Nine è indirizzata ad acquirenti e collezionisti, non a giocatori, i motivi non li conosco e non mi interessano, mi pare inutile discuterne, ormai è così.

Scusa cosa intendevi che non era per giocatori? Se non è per giocatori vuol dire che non è per giocare.

Perché scritto così pare proprio tu voglia dire che a parte il collezionista che forse nemmeno toglierà il cellophane, questa edizione è fumo negli occhi, fuffa si dice dalle mie parti.

P.s. ho riletto il tuo ultimo intervento. Io credo che tu guardi troppo la faccenda fermo al tuo punto di vista. Dichiari, e non ho dubbi a crederlo, che hai giocato tanto all'edizione originale. Quindi lecitamente senti che Dune non possa darti più quello che altri giochi più o meno moderni multigiocatore possano fare (lo hai scritto nel primo post). Ora, questo discorso io lo comprendo benissimo. Se avessi le decine e decine di partite che hai fatto tu e leggessi che il nuovo Dune non è cambiato forse non prenderei in considerazione questa nuova edizione. D'altra parte mi pare di capire che tu non abbia mai ritenuto Dune un gioco da tavolo superlativo, ma solo un buon gioco con buone idee.

Io però non la bollerei come una operazione superflua atta a vendere qualche centinaio di copie ad acquirenti e collezionisti. Sopratutto, che Dune 2019 non è per giocatori. Questo si, mi sembra presuntuoso e mi scuso se così dicendo ti possa offendere.

La fuori c'è un mondo che aspettava che Dune, il vecchio Dune, fosse ristampato. E non credo che siano tutti collezionisti. Anche perché se lo fossero davvero cercherebbero l'edizione Avalon hill e non credo quella della GF9.

Mi ripeterò a costo di sembrare noioso: non tutti hanno giocato a Dune. E ben venga mille volte una nuova edizione a prezzi discreti che permetta a chiunque di giocare ad un gioco che ha fatto epoca.

E se domani uscisse un Dune revisited edition ancora meglio del suo antenato non potrò che esserne felice. Per tutti.

 

Io l'ho preso perché volevo il vero Dune senza spendere un rene nel mercato dell'usato.

Se all'uscita del film faranno altri giochi ambientati in questo universo potrò essere solo felice e valutarli, ma per il momento sono contento di essermi messo in collezione uno dei più bei giochi di sempre.

Ma se uno possiede, apprezza visceralmente e ha giocato parecchio a Scythe e al Trono, val la pena investire tempo e denaro in questo Dune?

Oppure al di là dello scoprire che si tratta del master al quale si sono ispirati può stare dove è,  perchè comunque si sente il peso degli anni e gli altri due titoli gli sono superiori?

Non ho operazioni nostalgia da perseguire, voglio solo capire se il titolo può rivaleggiare con i suoi citati figliocci oppure gli allievi hanno superato ampiamente il maestro.

Errore: la veste grafica di questa riedizione NON è quella del gioco originale, ma una veste grafica creata successivamente per permettere di ricreare il gioco senza infrangere copyright quando non era più disponibile la versione Avalon Hill.

Quella del gioco originale è perfino più spartana ma più interessante.

Sono in disaccordo su molte cose di questa recensione, in particolare le critiche alla differenziazione tra le razze: il miracolo di Dune è proprio il modo in cui le sei razze interagiscono tra loro e come differenti alleanze configurino diversi possibili modi di vincere, e ovviamente tutto questo si vede solo ed esclusivamente inserendo le differenziazioni opzionali.

Ancora: da diverse decine d'anni il manuale prevede la variante per cui in alleanza a 3 giocatori serve avere tutte e 5 le fortezze, in due ne bastano 4, da soli ne bastano 3. Non credo ci siano giocatori di Dune che non giochino così.

La recensione non è degna di Azathoth, e il gioco meriterebbe più partite e più approfondimento per essere realmente capito, secondo me.

Ma se uno possiede, apprezza visceralmente e ha giocato parecchio a Scythe e al Trono, val la pena investire tempo e denaro in questo Dune?

A parere di uno che a Dune ci ha giocato molto, ma negli ultimi 10 anni, Dune è di gran lunga migliore dei due giochi succitati. Sta proprio su un altro pianeta. A patto di accettare che:

- ha senso giocarci solo in 5 o 6, meglio 6

- ha senso giocarci con le regole opzionali avanzate (e non so come sia il manuale di questa nuova edizione), almeno quelle sulle differenze tra le razze

- serve qualche partita per capire la miriade di modi con cui le razze interagiscono tra loro e cosa si deve fare con ognuna.

Quindi alla fine, le regole si fermano all'ultima edizione (quella stampabile in proprio)?
Se è così sarebbe un peccato.
Resta un gioco da provare per cultura ludica, ma tanto tanto macchinoso.

 

Macchinoso? Il flusso di gioco di Dune è semplicissimo, altro che macchinoso. E ogni cosa che succede e ogni regola è ambientata e motivata. I giochi macchinosi sono altri, e perlopiù sono recenti.

Errore: la veste grafica di questa riedizione NON è quella del gioco originale, ma una veste grafica creata successivamente per permettere di ricreare il gioco senza infrangere copyright quando non era più disponibile la versione Avalon Hill.

Quella del gioco originale è perfino più spartana ma più interessante.

Sono in disaccordo su molte cose di questa recensione, in particolare le critiche alla differenziazione tra le razze: il miracolo di Dune è proprio il modo in cui le sei razze interagiscono tra loro e come differenti alleanze configurino diversi possibili modi di vincere, e ovviamente tutto questo si vede solo ed esclusivamente inserendo le differenziazioni opzionali.

Ancora: da diverse decine d'anni il manuale prevede la variante per cui in alleanza a 3 giocatori serve avere tutte e 5 le fortezze, in due ne bastano 4, da soli ne bastano 3. Non credo ci siano giocatori di Dune che non giochino così.

La recensione non è degna di Azathoth, e il gioco meriterebbe più partite e più approfondimento per essere realmente capito, secondo me.

No, non ho scritto che la grafica è identica a quella originale.  

E no, per le alleanze le regole sono quelle che ho riportato io, se le state cambiando in base a house rules fate una cosa sacrosanta, visto che le ufficiali non hanno senso logico, ma nel manuale della GF9 ci sono quelle che ho scritto qui sopra ed essendo quelle ufficiali, sono quelle che io giudico.

L'asimmetria è una delle cose più belle del gioco, ma deve essere un valore aggiunto, mentre a volte qui diventa leziosa.

No, non ho scritto che la grafica è identica a quella originale.  

Lungi da me contraddire il sommo Agz :) ..però onestamente "puntano a riproporre il gioco il più possibile simile a quello originale, pur con qualche ritocco estetico" anche a me non suona corretto, come avevo già scritto. Hanno abbracciato in toto la nuova grafica di Ilya, che è MOLTO diversa da quella dell'originale. E lo rende ben più moderno (quella del '78 era obiettivamente invendibile per un cliente di oggi).

E no, per le alleanze le regole sono quelle che ho riportato io, se le state cambiando in base a house rules fate una cosa sacrosanta, visto che le ufficiali non hanno senso logico, ma nel manuale della GF9 ci sono quelle che ho scritto qui sopra ed essendo quelle ufficiali, sono quelle che io giudico.

L'asimmetria è una delle cose più belle del gioco, ma deve essere un valore aggiunto, mentre a volte qui diventa leziosa.

L'asimmetria di Dune non è leziosa: è essenziale nel flusso di gioco. è un'asimmetria in cui ogni razza è "overpowered" in almeno un aspetto, e ogni potere interagisce con tutti gli altri (basti dire che la maggior parte del denaro che ogni fazione spende va ad un'altra fazione).

La regola che cito nella versione del manuale vecchia edizione su BGG c'è. E a quanto ho visto c'è anche, leggermente cambiata, nella nuova edizione, tra le regole opzionali. Non è una house roule.

Inoltre hai scritto questo:

"puntano a riproporre il gioco il più possibile simile a quello originale, pur con qualche ritocco estetico"
 

Che è errato: la grafica è totalmente diversa da quella del gioco originale, non "ritocco estetico". Non c'è niente di neppure simile alla grafica originale.

No, nella pagina finale delle regole di Dune 2019 le varianti riportate sono quelle che ho detto in recensione. Nelle regole c'è solo l'alleanza in due giocatori.*

L'asimmetria è essenziale, concordo, difatti non ho detto che non lo sia, ho detto una cosa differente.

La grafica non è uguale a quella del '79, infatti non ho detto che lo sia, ho detto una cosa differente.

* però, visto che sono tre volte che te lo ripeto e tre volte che non mi credi: https://www.gf9games.com/dune/wp-content/uploads/Dune-Rulebook-.pdf
pagina 12: alleanze (solo a coppie)
pagina 24: regole opzionali per le alleanze. 

Mi frappongo come al pub rischiando gli "schiaffoni del paciere" :)

Vi state accapigliando sulle virgole. Nel senso che Agz ha ragione, nel regolamento ORIGINALE del '79 si vinceva con 3 fortezze e le alleanze erano illimitate, PUNTO. Ma nel corso degli anni il regolamento è stato tweakkato parecchio dalla community e credo siano 12 anni almeno che TUTTI (=tutti i conoscitori, diciamo) lo giocano con la nuova tabella che è sostanzialmente identica a quella che usa Rex di default (1 fortezza in più per ogni giocatore che si aggiunge all'alleanza, in parole povere). Quindi sì, tecnicamente è ancora chiamata House Rule, ma in realtà è tale solo perchè non è più uscita una ristampa vera di Dune, che tutti (..) danno per scontato avrebbe incluso la nuova tabella come minimo come variante.

Vero però anche, e questo è davvero molto molto bizzarro, che a questa edizione di GF9 manca proprio un singolo -ma importante- "step" di questa nuova logica, cioè quello delle 5 fortezze (ovvero tutte). Mi sembra quasi un refuso perchè è realmente una cosa arcinota e arciusata dai giocatori in torneo e non solo, da tempo immemorabile.
Ma i giocatori di vecchia data non ci faranno molto caso, continueranno ad usare il regolamento "fixato". Potranno farlo con una scatola nuova e componenti fresche di stampa, tutto qui.

Ma se uno possiede, apprezza visceralmente e ha giocato parecchio a Scythe e al Trono, val la pena investire tempo e denaro in questo Dune?

Oppure al di là dello scoprire che si tratta del master al quale si sono ispirati può stare dove è,  perchè comunque si sente il peso degli anni e gli altri due titoli gli sono superiori?

Non ho operazioni nostalgia da perseguire, voglio solo capire se il titolo può rivaleggiare con i suoi citati figliocci oppure gli allievi hanno superato ampiamente il maestro.

Avvicinandomi da zero e possedendo Scythe secondo me ha senso a patto di capire che stai giocando in gioco del '79.
Lo prenderei come chicca da possedere e intavolare in certe circostanze (specie se conosci i libri) e se hai un gruppo abbastanza folto e appassionato del genere (il tavolo fa tutto qui, e in 6 è molto meglio). Ma se giochi al Trono di Spade sei già ad un buon punto.

 

"Tecnicamente", se una regola è universalmente usata da 20 anni e la trovi sul manuale che puoi scaricare, mi viene complicato definirla "una house roule che tu usi".

Le Living Rules sono uno standard universalmente accettato in certi tipi di gioco: nessuno si sognerebbe di non prenderle in considerazione nel giudicare un gioco.

"Tecnicamente", se una regola è universalmente usata da 20 anni e la trovi sul manuale che puoi scaricare, mi viene complicato definirla "una house roule che tu usi".

Le Living Rules sono uno standard universalmente accettato in certi tipi di gioco: nessuno si sognerebbe di non prenderle in considerazione nel giudicare un gioco.

Potevano scriverla sul manuale del nuovo Dune allora. Invece le regole scritte dicono un'altra cosa. E se un giocatore qualunque compra quella scatola ci trova quelle. Le living rules non sono più una prassi, da anni, per nessuno, eccetto Eklund.

Intanto è uscito il cast del prossimo film Dune di Denis Villeneuve...direi che promette bene 

Intanto è uscito il cast del prossimo film Dune di Denis Villeneuve...direi che promette bene 

Chalamet perfetto come Paul.

Josh Brolin ispira bene come Halleck.

Per Lady Jessica io avrei visto benissimo la Chastain.

Curioso di vedere Dastmalchian come Piter. Sul cavaliere oscuro era decisamente a suo agio nei panni di uno degli scagnozzi fuori di testa di Joker.

"Tecnicamente", se una regola è universalmente usata da 20 anni e la trovi sul manuale che puoi scaricare, mi viene complicato definirla "una house roule che tu usi".

Le Living Rules sono uno standard universalmente accettato in certi tipi di gioco: nessuno si sognerebbe di non prenderle in considerazione nel giudicare un gioco.

 

Permettimi, ma anche no!

A me piaciono molto i libri di Dune (soprattutto il primo). Questo gioco lo avevo visto da tempo, ma per una serie di fattori (primo fra tutti l'irreperibilità) non lo avevo mai preso in considerazione. Se adesso decido di comprare la nuova edizione, non ho seguito 20 anni di discussioni e house rules. Quindi quando apro il gioco leggo le regole che trovo. Poi da questa discussione trovo una hose rules che è anche sensata, e ben venga. Ma da qui a dare per scontato che sia di conoscenza comune...

Permettimi, ma anche no!

A me piaciono molto i libri di Dune (soprattutto il primo). Questo gioco lo avevo visto da tempo, ma per una serie di fattori (primo fra tutti l'irreperibilità) non lo avevo mai preso in considerazione. Se adesso decido di comprare la nuova edizione, non ho seguito 20 anni di discussioni e house rules. Quindi quando apro il gioco leggo le regole che trovo. Poi da questa discussione trovo una hose rules che è anche sensata, e ben venga. Ma da qui a dare per scontato che sia di conoscenza comune...

Seguire 20 anni di discussione?

Io ho comprato dune usato, ho scaricato il manuale da BGG e l'ho letto. Non c'è bisogno di "seguire 20 anni di discussione". Basta considerare che se un gioco è giocato in un certo modo da almeno 30 anni e tutti lo giocano così, e c'è un manuale facile da trovare e universalmente utilizzato, difficilmente si può chiamare "house rule che usate voi".

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