Egizia

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Egizia
Voto recensore:
7,7
Ambientazione
In Egizia i giocatori cercano di accumulare prestigio (punti) costruendo le tipiche meraviglie architettoniche che rendono famoso l’Egitto: la sfinge, la piramide, l’obelisco, il tempio e le tombe.
Vince chi alla fine dei 5 turni di gioco ha accumulato un maggior numero di punti.

Il Gioco
Quasi tutti gli edifici, con l’eccezione della sfinge, sono divisi in sezioni, che vanno costruite, ovviamente, dal basso verso l’alto, con le sezioni superiori progressivamente più costose.
Il costo di costruzione di ogni sezione va pagato in pietre ed è necessario avere uno schiavo, o equipe di costruttori se vogliamo essere politicamente corretti, disponibile per ogni pietra utilizzata.
Durante il gioco cercherete perciò di accrescere in contemporanea la vostra forza lavoro e la vostra produzione di pietre. Non dovete però dimenticarvi di mantenere a fine turno i vostri lavoratori, pena la perdita di preziosi punti.

Ora che avete un’idea di ciò che dovete fare scendiamo più nel dettaglio illustrando la meccanica base del gioco. Ogni giocatore ha 8 navi. Durante il turno i giocatori si alternano nel piazzare le proprie navi in appositi spazio lungo il Nilo. Ogni spazio concede una possibilità. Gli spazi sulla riva ovest del Nilo concedono in genere la possibilità di rafforzare la vostra forza lavoro attingendola da una o più delle 4 tribù presenti nel gioco a seconda della casella scelta oppure di programmare la costruzione di una bellezza archeologica in uno dei 3 siti possibili. Sul lato est del Nilo invece si acquisiranno le carte lì presenti, depositate casualmente ad inizio turno ma provenienti da mazzetti diversi a seconda del turno in corso per meglio seguire la crescita del gioco.

Queste carte hanno effetti molto vari e sono il vero motore della varietà del gioco, inducendovi a comportarvi in modo diverso da partita a partita a seconda delle carte disponibili e della loro posizione. Fra queste potete trovare:
1) le cave di pietra, che vi concedono una rendita fissa in pietre ad ogni fine turno:
2) i territori coltivabili, di diversa resa e affidabilità (maggiore resa corrisponde a minore affidabilità) utili a mantenere i vostri lavoratori a fine turno;
3) carte che vi fanno avanzare nelle speciali tabelle dei mercati di grano e pietra;
4) carte che vi permettono di contravvenire una volta a turno o una tantum a particolari aspetti delle regole del gioco o che migliorano in via definitiva l’affidabilità di un vostro territorio coltivabile;
5) carte che vi donano dei bonus una tantum per incrementare la vostra forza lavoro, migliorarne la resa o la versatilità in fase di costruzione, mantenerla in un turno critico o, nell’ultimo turno, ottenere dei punti bonus vendendo pietra o avendo costruito sezioni di questo o quel monumento.
La forza di queste carte e le locazioni sul lato ovest del Nilo non è per niente bilanciata e saranno i giocatori a dover dosare le scelte con oculatezza per ottenere il meglio possibile da ogni turno.
Una delle caratteristiche principali del gioco rende queste scelte ancora più dolorose: non potete infatti mai piazzare una vostra nave più a monte di una piazzata precedentemente. Se quindi scegliete di prendere l’ottava carta siete coscienti di aver perso per sempre le 7 precedenti, anche se non scelte da nessuno degli altri giocatori al tavolo. Spesso durante il gioco dovrete scegliere se correre a prendere le carte e le locazioni migliori, magari trovandovi ad aver giocato a fine turno solo 3 o 4 navi, o accontentarvi di effetti meno potenti che però, magari, vi consentono di sfruttare tutte le vostre otto navi, con risultati complessivamente migliori.

A complicare e cercare di creare differenti approcci alla partita abbiamo poi le due tabelline mercato. Entrambe hanno 5 spazi e servono ad indicare il vostro progressivo miglioramento con l’approccio della gestione del grano e della pietra.
Più avanzerete nel mercato del grano minori saranno i punti persi nel caso non riusciate a mantenere la vostra forza lavoro con i vostri soli territori coltivabili. Quando arriverete a fine tabella, inoltre, otterrete 2 punti vittoria. E continuerete ad ottenerne ogni volta che dovreste proseguire nella tabella, pur non avendo altri spazi in cui farlo.
L’avanzamento del mercato della pietra è invece più estremo concedendo dei bonus solo se si raggiungono gli ultimi 2 spazi. Al quarto spazio avrete la possibilità, a fine gioco, di convertire coppie di pietre avanzate in punti vittoria. L’ultimo spazio e gli ulteriori avanzamenti vi regaleranno invece dei set di 3 pietre.
Gli avanzamenti in queste tabelle generalmente vengono donati come bonus se decidete di costruire nel sito che contiene l’obelisco e le tombe, che assume pertanto un’importanza non indifferente se decidete di sfruttare le possibilità donate delle due tabelle mercato.
Grande importanza ha anche, negli equilibri del gioco, anche il sito della sfinge che permette invece di acquisire delle vere e proprie carte obiettivo che donano quantità non indifferenti di punti a determinate condizioni. La loro potenza negli equilibri nel gioco è notevole e l’unica possibilità che avete per trovarvene in mano di buone è investire nella sfinge un buon numero di pietre (massimo 5) per avere la possibilità di scegliere la vostra carta bonus fra un numero maggiori di possibilità.

Nonostante ciò questo rimane l’aspetto più legato alla fortuna di tutto il gioco: pescare carte con obiettivi possibili, soprattutto agli ultimi turni quando ormai difficilmente si possa rimediare con l’impegno può fare la differenza fra una partita vinta e una persa.
Esistono poi altri aspetti minori del gioco, che non vi ho citato per non confondervi le idee, utili ad aumentare la competizione e l’interazione fra i giocatori, che creano altri piccoli motivi per scegliere una locazione piuttosto che l’altra e bilanciano fra loro i diversi approcci al gioco.

Considerazioni
In conclusione Egizia è un gioco di piazzamento lavoratori che non propone all’apparenza niente di nuovo, ma che inserisce in realtà tante piccole novità ed idee che, prese nell’insieme, ne fanno un buon gioco per niente ripetitivo.



Speciale Essen 2009 - Foto by Guglia



Egizia

Pro:
Partite sempre diverse fra loro.
Concetti di gioco facilmente assimilabili durante la partita.
Scelte profonde su cui incidono una moltitudine di fattori che, però, si palesano solo progressivamente col migliorare dell’esperienza e, in genere, non creano analisi da paralisi né nel giocatore poco esperto (che sceglierà le cose ovvie con sicurezza) né nel giocatore esperto (che avrà i suoi buoni motivi per preferire una scelta all’altra).
Contro:
Una moltitudine di regolette secondarie (fra cui quelle non citate nel corpo della recensione) potrebbero confondere il primissimo approccio di un giocatore al gioco, soprattutto se non guidato da un giocatore che ha già acquisito la padronanza del gioco.
Un paio di carte particolarmente potenti e la pesca fortunata di carte sfinge potrebbero urtare gli equilibri del gioco e decidere l’esito di una partita al di là di ogni possibile recupero. Potete tranquillamente eliminare le due carte sbilancianti. Per la fortuna nella pesca delle carte sfinge invece... potete solo affidarvi ai rimedi tradizionali, tradizionalmente poco utili.