Im Schatten des Kaisers

Voto recensore:
7,7
Gioco niente male davvero. In pratica si deve cercare di ottenere più voti possibili nelle singole regioni della Germania feudale. In ogni regione può essere posizionato un barone che vale 1 voto, si possono aggiungere cavalieri (1 voto), città (1 voto). Si può far sposare il barone che quindi raddoppia il suo voto. Il gioco prevede una fase in cui ogni giocatore sceglie una azione fare tra molte possibili, rappresentate da carte.

Il giocatore che sceglie una azione prende la carta relativa e la posiziona davanti a se scoperta. Molte azioni sono uniche quindi una volta effettuate da un giocatore non è più possibile compierla fino almeno al turno successivo. Le azione sono svariate, spostare un barone, sposarlo, metterlo in gioco. Alcune azioni si riferiscono non alla elezione nelle singole regioni bensì a quella del re.

La particolarità del gioco sta nel fatto che i baroni e quindi anche le coppie, invecchiano di 10 anni per turno (si gira il tassello per indicare l’età) si entra a 15 anni e si esce dopo i 45. Ovviamente è possibile ringiovanire o invecchiare tramite azioni… Conclusasi la fase delle azioni si passa alle elezioni delle regioni. Il vincitore prende un proprio barone dalla regione e lo posiziona nella casella di sovrano della regione.

Ogni regione vinta da diritto ad un voto alle elezioni del re (eccezione: una regione da diritto a 2 voti invece che uno), ma da anche un potere speciale al giocatore che la controlla (ad esempio invecchiare o ringiovanire un barone, riscossione di soldi).

Le elezioni del re sono semplicissime: le fazioni da votare sono solo 2, il re in carica e chi ha preso la carta contro il re durante la fase azione. In realtà chi diventa re ha pochi vantaggi, chi veramente ne guadagna è chi ha votato il giocatore che diventa re. Chi ha votato per la fazione vincitrice prende punti vittoria.

Il turno ricomincia e si passa alla prima fase che è la rendita, infatti molte carte richiedono di spendere soldi che in questa fase vengono raccolti per lo più grazie alla costruzioni di città e al controllo di regioni con tante città.

La seconda fase è l’invecchiamento ogni barone o coppia invecchia e se supera i 45 anni viene tolta dal gioco.

La terza fase è molto bella: nascono figli. Le carte azione prese nel turno precedente e ancora presenti davanti ai giocatori, hanno sfondi rosa o blu. Se un giocatore ha più carte rosa (o pari rispetto alle blu) allora diventa padre di una figlia che o viene concessa in sposa a un avversario (ma questi potrà trasformare un barone in una coppia) e si guadagnano punti vittoria, oppure viene spedita la monastero e si prendono soldi. Se un giocatore ha più carte blu, allora diventa padre di un figlio, ossia un barone che viene posizionato con 15 anni sul tabellone.

Il gioco quindi si sviluppa per 5 turni così con susseguirsi di elezioni e intrighi.
Chi alla fine del 5 turno ha più punti vittoria vince.
Pro:
Il gioco richiede una ottima pianificazione specie nella fase azioni dove non solo si deve stare attenti all’elezione incombente, ma anche al colore delle carte che determina la nascita dei figli. Un barone di 15 anni è oro.
Ottimi materiali e tutti funzionali.
Non troppo lungo, anzi quasi veloce.
Sistema di gioco eccellente che integra benissimo strategia e tattica oltre che dare notevole suspence. Pianificazione totale e questo rende il gioco davvero profondo e interessante.
Contro:
Forse non molto vario da partita a partita. Si tende sempre a partire allo stesso modo perché è indubbio che alcune combinazioni di poteri di regioni e carte siano vantaggiose. Anche se la differenza la fa chi sbaglia meno nella scelta delle carte azione.
Forse un poco arido, poca brillantezza.