Longhorn

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Longhorn
Voto recensore:
6,0

Introduzione
Bruno Cathala (Shadows over Camelot) in collaborazione con l'illustratore Vincent Dutrait ci propone questo semplice e veloce gioco per 2 partecipanti, dedicato anche agli occasionali e dall'aspetto grafico accattivante. Pur essendo ambientato nel far-west, il titolo può essere classificato come un astratto camuffato.

Ambientazione
Nella frontiera texana americana, l'allevamento dei Longhorn (le tipiche vacche dalle lunghe corna) rappresenta la principale fonte di ricchezza. Nei panni di due banditi, tu e il tuo rivale dovrete rubare quante più bestie possibile, senza farvi catturare dallo sceriffo.

Il Gioco
Le 9 tessere Territorio, tutte ottimamente illustrate, vengono disposte a formare un “tabellone” 3x3. Su ciascuna viene posto il numero indicato di vacche, pescate casualmente, che varia da 2 a 6. Inoltre, per ogni tessera, è sorteggiato un segnalino che provvede un effetto speciale a chi lo raccoglie.
Il gettone Fuorilegge è l'unica pedina del gioco ed è in comune, dato che, per ogni faccia, è rappresentato uno dei due banditi. Al proprio turno il giocatore preleva tutte le vacche di un singolo colore dalla tessera in cui si trova, poi muove il gettone di tanti spazi pari alle vacche prelevate, con l'obbligo di non ripassare sulla stessa tessera e terminare il movimento possibilmente su quelle con ancora vacche presenti. Poi il gettone viene girato e il turno passa all'avversario.

Quando viene prelevato l'ultimo colore da una tessera, si prende e si attiva pure il segnalino presente. Alcuni hanno effetti benefici, tipo fare un turno doppio o guadagnare una pepita d'oro (che vale punti vittoria); altri sono negativi, come il crotalo che fa perdere vacche rubate o lo sceriffo che ti arresta, facendoti immediatamente perdere la partita.

Se il gioco non termina a causa dell'arresto, può finire in uno di questi altri due modi: 1) un fuorilegge vince immediatamente quando ruba tutte le vacche di un colore; 2) tutti i territori raggiungibili da una mossa sono vuoti, quindi si va a calcolare il punteggio finale.
A parte le pepite (di valore compreso tra 200 e 500), ogni vacca in proprio possesso vale 100 x il numero di vacche ancora sul tabellone, del medesimo colore. Quindi se ho 3 vacche nere e sul tabellone ne sono rimesta 4, incasserò 1200 punti. Si capisce che se un colore non è più sul tabellone, quelle vacche non varranno nulla.

Considerazioni
- Visione generale
Il gioco presenta degli spunti davvero interessanti. Intanto l'uso del gettone comune, che costringe i giocatori a pensare anche all'altro e a guardare avanti nel gioco  e non solo alla mossa successiva.
In secondo luogo il sistema di punteggio che impone un bilanciamento tra cosa prendere e cosa lasciare sul tavolo, se rischiare tentando di rubare tutte le vacche di un colore oppure cercare di prenderne solo la maggioranza per farle valere molti punti a fine gioco. Anche in questo caso sarà d'obbligo controllare colori e quantità prelevate dall'avversario e metterlo il più possibile in condizioni di non nuocere.

Se è presente lo sceriffo, che è l'equivalente di uno “scacco matto”, spesso le partite finiscono a causa sua e la tattica adottata tralascerà spesso il conteggio delle vacche per concentrarsi sull'obbligare l'avversario a raccogliere le ultime bestie dalla tessera in questione, facendolo così arrestare. Diciamo quindi che la presenza/assenza del Wyatt Earp di turno cambia decisamente faccia al gioco, mutando di solito la strategia generale.

L'interazione è quindi alta proprio per le meccaniche sopra descritte.

- Difetti
Il sistema ti pone spesso in situazioni in cui sei “ingabbiato” nelle azioni. Il fatto di essere sballottato dall'avversario sulla casella in cui dovrai agire non lascia molta libertà decisionale. Specialmente quando è presente lo sceriffo, le partite possono finire dopo pochissimo e non si hanno strumenti per impedire la propria sconfitta.
Avete presente il gioco che si fa con carta e penna in cui si disegnano diverse serie di trattini e poi, a turno, se ne cancellano alcuni/tutti da una singola riga e chi cancella l'ultimo perde? Ecco, la sensazione restituita da Longhorn è un po' quella.

- Conclusione
Longhorn è un titolo piacevole e veloce, immediatamente assimilabile da tutti. La profondità non è molto gratificante, anche se il gioco ti impone comunque una visione a lungo termine. Le mosse obbligate a cui spesso sei costretto e la fine che può giungere repentina, lasciano a volte l'amaro in bocca.

Elementi di sintesi
Materiali
Ottimi, dal cartone alle vacche sagomate, alla grafica.
Regolamento
Chiaro e con esempi.
Incidenza aleatoria/strategica
Non c'è nessun elemento aleatorio. Tuttavia il controllo sul proprio gioco, come già detto, non è moltissimo.
Durata
Da 5 a 15 minuti.
Dipendenza dalla lingua
Nessuna. Il regolamento è presente anche in italiano.
Consiglio/sconsiglio
A chi ama gli astratti veloci, senza troppe elucubrazioni ma con una sufficiente profondità.

Pro:

Buon rapporto profondità/durata Qualche idea di design davvero azzeccata, ad esempio il sistema di punteggio. Buon rapporto qualità/prezzo. Ottimi i materiali e la grafica.

Contro:

É sostanzialmente un astratto camuffato da ambientato. A volte lascia troppo poche possibilità d'azione.