Lux Aeterna: la recensione

W. Eric Martin @ BoardGameGeek

Alla scoperta di un veloce solitario in tempo reale ambientato nello spazio.

Giochi collegati: 
Lux Aeterna
Voto recensore:
6,9

Recensione facente parte del concorso "Gran Fava d'Aronne II - Memorial Mirko Biagi"

“Mayday! Mayday! Qualcuno può sentirmi? Se riuscite a sentirmi, per favore, rispondete a questa comunicazione! Qui è il capitano del Lux Aeterna, che vi parla! Sto effettuando delle manovre a nord del Buco Nero NCG 1277 e l’astronave è stata colpita da un meteorite! Ha danneggiato la nave e tutti i principali sistemi sono fuori uso. Sto facendo il possibile per ripristinarli, ma temo di non avere più molto tempo! Se c’è qualcuno in ascolto là fuori, mi aiuti! Vi prego!”

Introduzione

Lux Aeterna è un solitario da quindici minuti al massimo, per astronauti a partire dai dieci anni (prima, nello spazio, non ti ci mandano…).

Il prolifico Anthony “Tony” Boydell, britannico e di cui forse vi ricorderete per Snowdonia, Alubari: a nice cup of thea, Foothills e Guilds of London, ha sfornato questo gioco di carte in tempo reale (sì, avete letto bene!) pubblicato da Surprised Stare, in collaborazione con Frosted Games.

Componenti 

lux aeterna componenti
In una scatola delle dimensioni di quelle del budino Cameo (due bustine, otto porzioni) si trovano i seguenti componenti, “stilosamente” ritratti nell’ultima pagina del manuale:
  • 6 dadi e 2 segnalini;
  • 6 carte Problema Tecnico (+ una settima carta Problema Tecnico ERR, che si usa di rado);
  • 60 carte “mazzo principale”;
  • 1 carta console di bordo fronte/retro
  • 1 carta tracciato di prossimità al buco nero
  • 30 carte sistema, 5 per tipo/colore (NAV, COM,ENG, LIF, MEM e POW)
  • Manuale + carta riassuntiva

Le illustrazioni di Alex Lee sulla copertina e sulle carte sono pregevoli (più di sessanta tutte diverse sebbene non fosse necessario) e soprattutto riescono a trasmettere l’ambientazione di un’astronave, con tutti i suoi settori e tutte le operazioni da compiere per ripristinare i sistemi. Il manuale è molto chiaro, ha le immagini al momento giusto e tutte le informazioni che servono per spiegare un gioco che oggettivamente ha quattro regole in croce. Il gioco necessità infine di un timer per un conto alla rovescia di quindici minuti, cioè il tempo che avete per ripristinare la navicella. Potete usare quello semplice del cellulare oppure collegarvi (tramite QRcode che trovate nel regolamento) a dei video su YouTube con il timer a vista e cinque sottofondi diversi per la vostra avventurosa riparazione.

Materiali curati e per questo promossi.

Anatomia di una carta

anatomia_di_una_carta

Le carte “mazzo principale” presentano tre valori fondamentali ai fini del gioco, che sono: il danno ② (in questo caso al sistema giallo), la Velocità di avvicinamento al buco nero ③ e il tipo di azione ⑤.

Il resto è ambientazione… Sei German? Inutili fronzoli, non guardarli neanche!

Ogni carta può essere utilizzata per uno dei tre valori di gioco e in base a questo verrà piazzata a sinistra, sopra o a destra della console di comando. I danni e la velocità sono due valori negativi e mettono in difficoltà il giocatore tanto più sono alti, mentre l’azione è l’unico vero elemento di aiuto per portare a casa la navicella e la partita. Le azioni sono di una decina di tipi e vertono sulla riparazione dei sistemi, l’allontanamento dal buco nero (come nell'immagine), l’eliminazione dei problemi tecnici (nascosti nel mazzo) che vi procurerebbero altrimenti svariati grattacapi.

Setup

lux_aeterna_setup
Veloce quanto basta, è perfettamente riassunto in questa immagine.

Prendete sei sistemi di colore diverso ① tra i trenta disponibili e piazzate sopra a ognuno il rispettivo dado ②, sul valore due.

Prendete il mazzo principale ⑤, eliminate otto carte (per partite sempre diverse…) e mescolatene quattro rosse (problema tecnico ⑥) facendo in modo che non ce ne siano nelle prime dodici che pescherete (partenza soft).

Ponete la carta “console” ④ davanti a voi e la carta tracciato ③ poco più in là.

Disponete i due segnalini sulla medesima casella del tracciato.

Il cono rappresenta l’astronave che si sposterà durante la partita, ma che non deve farsi risucchiare dal buco nero, mentre il cubetto indica la distanza dell’astronave quando la disavventura è iniziata. La scelta di dove porre il cubetto spetta a voi, e decreta la difficoltà della partita (più vicini partirete, più si farà dura), ma anche un punteggio finale più alto/basso.

Si regola il timer sui quindici minuti, e via con la partita…

Come si gioca

Il turno è super lineare. Si pescano quattro carte dal mazzo principale che utilizzerete durante il turno e che si aggiungono a quella conservata dal turno precedente. Nota bene: se tra le quattro carte pescate compare una o più carte "problema tecnico" (di colore rosso), si applicano immediatamente gli effetti indicati, le si scarta e si procede alla pesca di altre carte in modo da arrivare sempre a quattro. Tra le quattro pescate e quella conservata, si decide quale giocare a sinistra (danno ai sistemi), quale in alto (azione) e quale a destra (avanzamento verso il buco nero). La quarta carta può essere conservata per il turno seguente, ponendola in basso (al centro). La quinta si scarta.

Una volta decise le carte, si svolge il turno. Si dovrà applicare il danno al sistema corrispondente, diminuendo il valore del dado, applicare l’azione indicata sulla carta, avanzare il cono/astronave verso il buco nero del relativo valore di movimento. È in questa fase che, al cambiare del dado, i sistemi potrebbero distruggersi irrimediabilmente (momento “a”) o venire definitivamente riparati (con un’azione su una carta, momento “b”), innescando così una delle due conseguenze riportate sulla carta sistema. Il valore del dado supera il sei? Mettete da parte la carta (ruotata dal lato colorato) e ottenete un bonus istantaneo o continuativo fino a fine partita. Nel caso in cui, invece, il valore del dado vada sotto l’uno, il sistema risulterà distrutto e la carta ruotata dal lato nero, con conseguente malus.

A questi punto si può ripulire la console delle carte giocate (conservando la carta messa da parte) e verificare le condizioni di sconfitta (o vittoria). Se non si sono ancora realizzate, ricomincia immediatamente un altro turno con la pesca delle carte al punto 1.

Si perde la partita quando, alternativamente:

  • quattro o più sistemi si distruggono;
  • si viene risucchiati dal buco nero;
  • termina il tempo (prima che il mazzo principale sia concluso).

Altrimenti si va avanti fino a quando, alternativamente:

  • terminano le carte del mazzo principale;
  • tre o più sistemi sono riparati e il resto distrutti (opzione di difficile realizzazione).

Se vittoriosi, si procede al conteggio dei punti (legati ai sistemi riparati, ai sistemi ancora in riparazione, al punto di partenza della vostra navicella sul tracciato) nel tentativo di battere il vostro record personale. Non ce l’avete fatta? Non preoccupatevi, andrà meglio la prossima volta, quando verrete nuovamente colpiti da un meteorite in prossimità di un buco nero.

Houston, non abbiamo problemi!

Imparo le regole, mi guardo una partita di un vlogger spagnolo, allestisco il gioco alla difficoltà standard (quella consigliata per le prime partite) e faccio partire il timer del cellulare. Si parte! Con una certa angoscia, mi metto a girare carte come un forsennato (il tempo stringe!) piazzandole là dove mi porta il cuore più che il cervello. Terminano le carte e controllo il tempo. Mancano quattro minuti e, pur facendo slalom tra le insidie, alla fine non ho sistemi distrutti (ma nemmeno funzionanti), mentre il buco nero è ancora là, bello distante. Undici punti complessivi, che non mi esaltano e non fanno ambientazione. Però sono vivo, perplesso e vivo. Qualcosa non quadra, ma regolamento e tizio spagnolo confermano le mie regole. Ci riprovo altre due volte, ma questo giro ho capito meglio e riesco anche a riparare un sistema; al terzo tentativo addirittura due sistemi con un punteggio che supera i venti punti e la navicella che è più distante dal buco nero di quando la disavventura è cominciata.

Sono un giocatore fortissim… ehm, no. Il gioco è tarato male.

Ascoltate un cretino: alla prima partita, posizionate il segnalino astronave sei spazi più vicini al buco nero rispetto a quanto consigliato dal manuale. Forse non vincerete, però “la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia” [M. Gandhi]. Questa dell’avvicinamento al buco nero rimane la principale via per complicare il gioco, a parer mio, poiché vi impone di utilizzare più carte per allontanarvi, rendendo più difficoltosa la riparazione dei sistemi. Il gioco prevede comunque delle altre modalità per “alzare l’asticella” e assecondare il crescere della vostra bravura.

Ve le commento brevemente:

  • ridurre il timer: serve a mettervi più pressione, non dà più punti; a questo punto compratevi Dobble
  • inserire nel mazzo cinque o sei problemi tecnici anziché quattro: ci può stare, vi impone di spendere qualche turno iniziale per eliminare dal mazzo almeno i primi problemi tecnici che sarebbero troppo penalizzanti da sostenere per una partita intera;
  • cominciare con un sistema già distrutto: ci può stare, ma qui secondo me l’autore ha cominciato a raschiare il fondo del barile e voi vi siete già “scojonati” di inserire pseudo-home rules per ovviare alle frequenti vittorie;
  • giocare la partita con i sistemi coperti, da girare solo quando si riparano/distruggono: aggiunge casualità, in un tentativo dell’autore di andare oltre l’espressione “grattare il fondo del barile”.

Soluzioni più o meno interessanti per cercare di allungare la vita a un titolo che resisterà comunque a una sola quarantena.

Piccole considerazione personali

Non sono un astronauta, ma… (classica frase che va tanto di moda di ‘sti tempi) nelle partite un minimo tirate, non vi metterete a fare gli schizzinosi tra i sistemi da ripristinare. Mi spiego: per quanto figo sia il bonus che otterreste riparando il sistema giallo, se vi sarà possibile riparare il sistema verde, riparerete quello e non spenderete un turno per spostare un dado buono dal giallo al verde per poi aumentare (forse) il giallo e arrivare al bonus che piace a voi. Le scelte strategiche a priori (“UUuuuuuh, guarda che figo il bonus Grigio! Riparerò quel sistema eppoi tutto si risolverà per il meglio!”) ve le dovete scordare.

Giocando a Lux Aeterna mi è sorto spontaneo il paragone con il piccolo grande classico Venerdì, spesso nominato quando si parla di solitari. Credo che (ancora una volta) il titolo di Friese sia superiore, forte di un minimo di strategia, di scelte più “difficili”, di un livello di difficoltà iniziale più azzeccato. Di Lux Aeterna prevalgono l’ambientazione più sentita e l’immediatezza, ma per i restanti aspetti credo ci si attesti comunque a livelli inferiori, seppur validi.

“Il tempo è troppo lento per coloro che aspettano, troppo rapido per coloro che temono, troppo lungo per coloro che soffrono, troppo breve per coloro che gioiscono, ma per coloro che amano il tempo è eternità.”

Questo aforisma di Henry van Dyke (letterato statunitense tanto caro a me e a frasicelebri.it) vi insinua il dubbio, prima che dilapidiate questi venti euro. Ma a voi i giochi in tempo reale, piacciono o no? Perché se nel gioco cercate rilassamento, se preferite ponderare attentamente ogni scelta, se vi piace tornare indietro di quattro mosse per cercare un’altra via e vedere cosa sarebbe successo, forse questo prodotto non fa al caso vostro. D’altro canto… per coloro che amano il tempo, è Lux Aeterna.

Pro:

- il gioco scala benissimo (comincio oggi una personalissima battaglia contro coloro che leggono unicamente il voto e i pro & contro!);

- è un prodotto curato e ben illustrato;

- ha quattro regole e si comincia presto a giocare;

- può essere reso difficile con piccole variazioni al setup;

- il cronometro un po' di pepe al culo lo mette.

 

Contro:

- detestate il cronometro e volete ponderare attentamente ogni mossa che fate;

- l’idea di competere contro un vostro punteggio precedente non vi sconfinfera;

- cercate (in diciannove euro) una longevità alla Agricola.

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Commenti

Bell recensione, divertente e dettagliata. La migliore nell'ambito Gran Fava. Sullo scala benissimo sono morto :-))))

Nonostante tutto mi è venuta voglia di provarlo. Peccato che costicchi parecchio, quanto meno rispetto alla sensazione delle volte che lo apparecchierei.

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Il gioco lo avevo gia' adocchiato perche' il tema e' intrigante...a me i solitari piacciono e quando parto me ne porto dietro un certo numero...pero' la recensione mi ha convinto che non gira poi benissimo, quindi passo.

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