Pandemic Legacy: recensione one-shot

Pandemic Legacy copertina blu
Z-Man Games
Giochi collegati: 
Pandemic Legacy: Season 1
Voto recensore:
9,0
In italiano ancora una volta grazie ad Asterion, Pandemic Legacy riapre la parentesi Legacy dopo l'esperimento riuscito col Risk.
 
! GAMER ADVISORY !
Questa recensione NON contiene spoiler. Tutti gli esempi che farò sono di mia invenzione per quanto pertinenti con i reali casi che possono accadere in partita.
 
COS'E' IL SISTEMA LEGACY
E' un sovrastruttura di gioco che può essere applicata a moltissimi giochi esistenti, ma quelli che vi si prestano di più sono quelli che è più facilmente strutturare come una campagna, quindi con scenari consequenziale nei quali l'esito dei precedenti influisca su i successivi.
 
Se fosse tutto qui, non sarebbe nulla di nuovo, perché di giochi a campagna ce ne sono già. Il sistema Legacy ha due caratteristiche fondamentali che lo rendono unico:
 
1) Permanenza fisica delle modifiche. Le carte dei personaggi morti, in Legacy, non si rimettono nella scatola: si strappano. Sul tabellone, se una città viene distrutta, non ci si mette un segnalino ma un adesivo e sarà distrutta per sempre. Se una carta ti dà un potenziamento, devi scoprirlo grattandola tipo gratta-e-vinci. Lo scopo di questa irreversibilità è dare più peso alle decisioni del giocatore, mettendolo di fronte al fatto compiuto che a quel gioco lui ci giocherà una volta sola nella sua vita e che tutte le decisioni che prenderà saranno “ora e per sempre”. Questa sorta di condizionamento psicologico (perchè dal lato gameplay non cambia nulla) diventa ancora più rilevante grazie al punto due.
 
2) Spoiler. Quando apri la scatola di Pandemic Legacy ti trovi un bel foglio di avviso che ti intima di non aprire le finestrelle sui fogli Top Secret. Sono una serie di cartoncini come i calendari dell'avvento. Dentro ogni finestra ci sono adesivi con nuove regole, roba da appiccicare sulle carte o sulle schede personaggio, ecc. Queste cose verranno fuori nel corso della campagna, e nemmeno tutte, ma solo quelle che le tue decisioni e le tue partite sbloccheranno. Allo stesso modo, il fondo della scatola è diviso in 8 scomparti sigillati, ciascuno contenente materiale aggiuntivo che, pure in questo caso, entrerà nella vostra campagna solo dietro attivazione di determinati passaggi e scelte. Infine il mazzo Legacy è un mazzo di carte che racconta la storia – la vostra storia – con gli obiettivi per ogni partita e che va guardato solo prima di ogni avventura e solo fino al punto indicato da una bella carta “STOP”.
 
 
FUNZIONA?
Capite quindi che il sistema si basa principalmente sulla costruzione di una campagna irripetibile che renderà unica la vostra esperienza.
Non che questo non abbia risvolti negativi: intanto non sarà più possibile giocarne un'altra con lo stesso gioco.
Ogni vostra decisione pesa di più perché fisicamente irreversibile, Non potete dire "se questa campagna va male, tanto ne facciamo un'altra". No. Lo scopo del Legacy è mettervi davanti a scelte come quelle del mondo reale: una volta fatte, non si torna indietro.
Anche comprando un'altra scatola (e già questo mi pare un bel risvolto negativo...), ormai saprete delle cose, avrete scoperto degli spoiler che vi guasteranno inevitabilmente la seconda esperienza.
Poi non potete farvelo prestare da un amico per provarlo. Glielo rovinereste. Anche qui, per provare occorre comprare.
Specularmente, una volta terminata la campagna, non potrete rivendere la scatola: resterà lì, morta sullo scaffale.
Potrete sempre giocare qualche partita usandolo come un Pandemia base (o quasi...)...ma allora c'è il normale Pandemia, per questo.
Quindi queste cose vanno tenute ben presenti quando cacciate di tasca i 50 euri.
 
Al di là di questo, il sistema funziona. La modifica permanente, fisica, che altera per sempre tabellone e carte si fa sentire più pesa rispetto alla normale partita. O almeno per noi è stato così. É certamente una componente irrazionale, perché se a un gioco – che so, Dungeon Saga – faccio una campagna unica, anche in quel caso le decisioni saranno irreversibili. Ma anche giocando più campagne, all'interno della singola sono comunque irreversibili. Però la fisicità evidentemente conta ed alterarla con qualche espediente (che paraltro posso dirvi sarebbe estremamente macchinoso) significherebbe non giocare a Legacy. Lo strappare una carta fa morire il personaggio più di metterlo nella scatola. Appiccicare un adesivo “distrutta” rende le macerie più fumanti di un semplice segnalino.
 
La questione degli spoiler invece si inserisce proprio nel gameplay e fa da rafforzante per la precedente componente. Perché anche se le modifiche fossero reversibili, gli spoiler avrebbero comunque reso irripetibile l'esperienza. Sapresti già cosa succede o cosa succederebbe prendendo una determinata strada.
In definitiva l'impatto del Legacy si basa su questo: fisicità e permanenza delle alterazioni e irripetibilità della storia dovuta agli spoiler.
 
 
IL GIOCO
La prima partita è Pandemia, più o meno, per cui se non lo conoscete vi andate a leggere le regole qui che io non ho voglia di riscriverle :)
 
Poi come prosegue la campagna?
Intanto ogni scenario lo potete tentare due volte, di cui la seconda con un aiutino. Questo aiutino sono le carte Evento che si inseriscono, come in Pandemia, nel mazzo giocatori e che favoriscono i nostri personaggi. Tutta la campagna è strutturata in questo modo: quando vincete, il sistema vi riduce gli aiuti, mentre quando perdete ve ne dà qualcuno in più. Se perdete anche la seconda volta amen, andate avanti con le dovute conseguenze e qualche aiuto aggiuntivo.
 
Giocherete dunque da un minimo di 12 a un massimo di 24 volte. Diciamo 18 in media (l'autore stesso l'ha confermato), facciamo 15-16 che siamo tutti bravi. Il che, pensateci, non è male: a volte un gioco lo si abbandona molto prima.
 
[spoiler?] Che succede negli scenari successivi?
Facile: alcune malattie saranno progressivamente più deboli, altre muteranno diventando quasi invincibili, altre ancora cambieranno completamente il loro comportamento. Nuovi personaggi si uniranno alla lotta, altri ci lasceranno, volenti o nolenti. Nuovi segnalini entrano in gioco, così come nuove regola da appiccicare al manuale, nuove opzioni e possibilità. Andremo sulle tracce delle origini del male. Arriveranno i rettiliani. Gli Acchiappafantasmi. I Cavalieri dello Zodiaco. Un numero magico diverso per ogni gruppo di gioco (il nostro è stato 957). ;)
E naturalmente scoprirete il finale...o i finali? :o
 
Insomma, sappiate che il gioco ha una sua evoluzione anche nella narrazione della storia, oltre che nelle meccaniche e questo è certamente molto positivo. [/spoiler?]
 
   
 
CONSIDERAZIONI
Non ero mica tanto convinto, quando ho preso questo Legacy. Però ho pensato che, se dovevo provarlo, nulla sarebbe stato meglio di un gioco che conoscevo bene, in modo da fare un confronto efficace. E Pandemia, beh, lo conosco bene.
 
Soprattutto ero consapevole dei difetti, che potete leggere nel paragrafo “Funziona?”, difetti per me molto pesanti, perché col gruppo siamo abituati a rivendere quasi tutto, perché non ci piace vedere i giochi a prender polvere sullo scaffale e questo era destinato inevitabilmente a quello.
 
Quindi partiva già un po' zoppo, questo Pandemic Legacy.
Poi apri la scatola e inizi a gasarti. Vedi tutte quelle schede chiuse, gli scomparti sigillati, il mazzo che non puoi sbirciare. Guardi le schede personaggio, con lo spazio per le abilità acquisibili e per le cicatrici, ovvero i segni, sia fisici che morali che vi porterete appresso a seguito di un qualche shock nella campagna, come ad esempio aver assistito al diffondersi improvviso di un focolaio epidemico, con i suoi morti e il suo dolore. Guardi quel personaggio e sai che devi andare lì, in quella città, rischiando, pur di salvarla. Non ci sarà un'altra partita, non ci saranno altre opportunità: la scheda è destinata ad essere strappata, in caso di fallimento estremo.
 
Figuriamoci, noi che imbustiamo tutto, a strappare una carta. Eppure va fatto. Volete giocare a Legacy? Quelle carte vanno strappate. Gli adesivi attaccati. Il pathos è inevitabilmente e irrazionalmente più alto.
Non per tutti sarà così, per noi lo è stato. Quando è venuto il momento del primo strappo, è stato per me un colpo al cuore, sul serio. La seconda e la terza carta le ho offerte ai miei compari... che non ce l'hanno fatta: uno l'ha solo piegata, l'altro messa via come una reliquia. Uno ha proposto dei post-it, al posto di scrivere sulle schede o sul manuale. Glielo abbiamo impedito, ma non siamo riusciti comunque a farlo andare oltre la matita, mentre noi ci davamo dentro duro con la penna.*
 
Parliamo un attimo anche del sistema campagna, perché ha una particolarità. Vi ho detto che ogni mese/scenario può essere rigiocato massimo una volta, se si perde al primo tentativo: dopodiché si passa comunque al successivo.
Gli autori avranno giustamente pensato che, se paga un gioco che già è usa-e-getta per definizione, almeno merito di fare tutta la campagna, comunque vada. Al contempo non è simpatico giocare una campagna indebolendosi progressivamente e languendo di scenario in scenario, perciò se perdi, invece di una penalità, hai un bonus, ovvero più carte Aiuto (sono preziose carte estemporanee con azioni speciali) da inserire nel mazzo. Se invece vinci, il numero di queste carte viene ridotto per la partita successiva.
Ma la cosa più importante è che alla fine di ogni partita giocata – vinta o persa non importa – puoi prendere 2 potenziamenti, pure questi di grande aiuto. Capite quindi che vincendo di fila 11 scenari, si arriva all'ultimo con 22 potenziamenti, mentre perdendoli tutti una volta se ne avranno 44, ovvero il doppio. Questi sono i due casi estremi e probabilmente i giocatori si piazzeranno a metà strada e ricordate sempre che fare più partite significa comunque mettere più adesivi “città distrutte” sul tabellone. Inoltre, a fine campagna...
É un sistema di compensazione molto german, anche se gli autori lo giustificano in qualche modo da ambientazione. Comunque funziona molto bene, tenendo in piedi tutto il sistema sul filo di lana.
 
Si aggiungono via via anche diverse regole, non sempre chiarissime, va detto: potevano spendere qualche adesivo in più per fare degli esempi di gioco. Anzi, a questo proposito mi preme rimarcarlo: spesso le nuove cose sono introdotte veramente male, con spiegazioni sibilline che vi costringono a chiarire i dubbi in tempo reale. Data la natura del gioco, non è possibile leggersi le FAQ prima e un errore di interpretazione ha ripercussioni più pesanti proprio perché irreversibile. Quindi questa imprecisione è doppiamente antipatica e mi sento di additarla come il difetto e la negligenza più grossa di tutto il sistema.
 
Inutile, infine, che io qui disquisisca sulla bontà di Pandemia. É un ottimo collaborativo, semplice nelle regole, difficile, vario. Uno dei miei preferiti.
Legacy lo prende e lo trasforma, pur mantenendo sempre la stessa base di meccaniche, di materiali, di semplicità, di feeling.
 
 
CONCLUSIONE
Consiglierei Legacy a chi non ha mai giocato a Pandemia? In fondo sì. Giocherete lo stesso a Pandemia, bene o male.
Lo consiglierei a chi ha già, come me, Pandemia? Forse anche di più, perché giocherete più consapevoli e noterete maggiormente il lavoro aggiunto con Legacy.
E in generale consiglierei il sistema Legacy? Sì anche a questa domanda. Con le avvertenze di cui sopra. Almeno una volta va provato e so che sono in cantiere altri titoli. Se magari non vi piace il tema di Pandemia, potete aspettare i nuovi giochi: è in arrivo un 4x marittimo e un altro gioco di civilizzazione che parte dalla preistoria.
É consigliabile comprare una seconda scatola e rigiocarlo? Mah, è un po' come vedere un film una seconda volta. Se il film è bello, lo riguardi comunque volentieri, ma l'effetto sorpresa è svanito. Di sicuro non subito, magari tra un anno...ma per allora chissà quanti altri giochi e Legacy saranno usciti.
Legacy è un sistema rivoluzionario? In fondo non inventa nulla di nuovo, anche se è nuovo il modo di applicarlo ai giochi da tavolo. Di sicuro è una gran furbata per chi vende. Io ci penserò due volte prima di prenderne un altro (non è vero, se esce un altro tema che mi interessa, lo prendo sicuro).
Però oh, alla fine ci è piaciuto e ci siamo divertiti tutti.
Per farvi capire il livello di scimmia che ci ha preso, basti dire che due partite io e il mio socio Ale le abbiamo giocate al telefono: lui ha apparecchiato Pandemia a casa sua, io il Legacy da me e ce le siamo fatte così. Mi pare ci sia poco da aggiungere.
 
* devo confessare: quando tutti sono andati via, mentre mettevo a posto, non ho resistito ed ho riparato quella prima e unica carta strappata con lo scotch...

 

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Commenti

Hai fatto intuire qualcosa di profondamente errato e che è importante chiarire sulla longevità del gioco: alla fine della campagna a Pandemic Legacy NON sarà possibile neppure giocare altre partite con la versione finale del gioco! Perché l'ultima partita ha regole diverse dalle altre che possono essere applicate solo una volta. Dopo la partita finale non ci saranno più quegli  obiettivi applicabili. E neppure quelli originali di Pandemic.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

specifico meglio in recensione. In realtà con qualche accorgimento è possibile giocare, alla fine, come ad un normale Pandemia... ma non ne vale la pena. 

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