Sagrada: dadi e vetrate

Sagrada

La Sagrada Familia merita di essere terminata: pronti a realizzare brillanti e colorate vetrate per la cattedrale?

Giochi collegati: 
Sagrada
Voto recensore:
7,2

La prima volta che abbiamo sentito parlare di Sagrada fu più di un anno fa, quando TeOoH lo ha nominato in uno dei suoi vlog. Aveva giocato con la copia fresca di kickstarter di un suo amico e, dalla minuta spiegazione delle regole (e dalla marea di dadi colorati), la giullaressa era rimasta affascinata.

Siamo riusciti a provarlo grazie alla Tana dei Goblin di Moretta, che possiede una delle prime copie stampate per il mercato italiano da Cranio Creations; e poi al day one lo abbiamo fortemente voluto.

Il gioco

Scopo di Sagrada è costruire la vetrata più bella seguendo le indicazioni date dal nostro progetto. Dopo aver ricevuto un obiettivo segreto (che fornisce punti in base ai valori di un colore di dado), si sceglie un progetto da inserire nella propria plancia giocatore a scelta tra quattro diversi; il progetto stabilisce anche quanti gettoni favore si hanno a disposizione durante la partita. Infine si rivelano tre carte obiettivo comune e tre carte attrezzo.

Sagrada - dadi
Sagrada - dadi
A ogni turno i giocatori pescano dal sacchetto un numero di dadi pari al doppio dei giocatori più uno; una volta a disposizione, questi dadi vengono scelti, partendo dal primo giocatore, uno in senso orario e uno in senso antiorario (di modo che il primo giocatore agisce poi anche per ultimo).

I dadi scelti vanno immediatamente piazzati sulla propria vetrata, rispettando alcune regole:

  • due dadi dello stesso valore non possono mai essere vicini ortogonalmente;
  • due dadi dello stesso colore non possono mai essere vicini ortogonalmente;
  • il dado piazzato deve sempre essere adiacente, ortogonalmente o diagonalmente, a un dado già piazzato;
  • si devono rispettare i vincoli di valore e colore riportati sullo schema scelto ad inizio partita.

Una volta per turno è possibile usare uno degli attrezzi spendendo gettoni favore - uno se si è il primo ad utilizzare la carta, due per ogni altro utilizzo dopo il primo. Se non si può - o non si vuole - piazzare un dado si può passare.

Quando tutti hanno svolto due giri il dado avanzato viene messo sulla plancia conta turni, a indicare quanto manca alla fine della partita.

Sagrada - vetrata
Sagrada - vetrata
Dopo dieci turni si contano i punti sommando quelli ottenuti dall’obiettivo personale, dagli obiettivi comuni e dai gettoni favore avanzati, perdendo un punto per ogni spazio vuoto nella propria vetrata.

Considerazioni

Sagrada è uno dei titoli del momento: chiunque, come noi d’altronde, ne sta parlando. Ma è tutto vetro quel che luccica? Più o meno.

Sagrada ha sicuramente molti punti di forza, ma pure qualche aspetto che non ci ha convinto appieno. Partiamo col dire che è un gioco perfetto per il pubblico cui si rivolge, ossia quei giocatori che hanno già familiarità con alcuni concetti base del gioco da tavolo moderno, che hanno già giocato ad alcuni altri titoli e hanno voglia di provare cose nuove. Sagrada sa essere accattivante dal punto di vista dei materiali, regalando un bel colpo d’occhio; e sicuramente sa offrire una sfida non banale.

A un occhio più smaliziato, però, emergono subito alcune piccole magagne che, altirmenti, resterebbero nascoste sotto i dadini multicolore. La prima risiede proprio in questi ultimi, che pregiudicano un po' l’ergonomia del titolo: è facile che un dado scivoli via mentre si è impegnati a cercare il piazzamento perfetto, o che con la manica si spostino quelli già posizionati in plancia. Vero è che il regolamento prevede la legge del taglione per chi è maldestro, ma questo ugualmente inficia l’esperienza di chi, per sbaglio o sbadatezza, compie un tale insano gesto.

Sempre in ambito materiali, non abbiamo capito il perché della scelta di avere i tondini segnapunti così piccoli e insignificanti; ma lo segnaliamo giusto per amor di recensione: si può ovviare utilizzando uno dei dadi rimasti sulla plancia conta turni.

Sagrada - carte progetto
Sagrada - carte progetto
Altro aspetto che ci ha fatto storcere il naso è la scalabilità: non è previsto da regolamento di togliere dei dadi se si gioca in meno di quattro, facendo sì che nel gioco a due e tre si abbia un impatto ancora più marcato della fortuna. Un errore di design non di poco conto, che sappiamo essere stato corretto sul regolamento dell’espansione (o almeno così dicono nel nostro forum), la quale prevede semplicemente di rimuovere dei dadi dal sacchetto, con un calcolo così semplice che siamo riusciti a farlo pure noi. (Se non vi va di contare, servono venti dadi a giocatore, più dieci che restano sul conta turni; il tutto in cinque colori: ovvero dieci dadi per colore in due, quattordici in tre e tutti e diciotto in quattro.)

Altro aspetto che anche non ci ha fatto impazzire - e che pesa ancora di più nel gioco a due se non si applica la regola aggiornata di cui sopra - sono gli obiettivi personali: non perché segreti, ma perché premiano esclusivamente il lancio fortunato; è vero che ci possono essere attrezzi atti a mitigare questa (s)fortuna, ma stonano rispetto agli obiettivi comuni, per i quali servono sempre dadi di diverso valore - e non solo i valori alti. Avremmo preferito, per esempio, la scelta di avere la maggioranza di dadi di un determinato colore, cosa questa più controllabile - e contrastabile - in fase di draft.

Abbiamo invece apprezzato molto gli obiettivi comuni, sempre diversi, così come i progetti che vincolano nei piazzamenti e obbligano a scelte sofferte, oltre ad assicurare variabilità alle partite; gli attrezzi, che consentono giocate altrimenti impossibili e mitigano la sorte; infine, la rapidità del titolo, che scorre lento e senza intoppi, in quanto anche la paralisi da analisi non può essere così accentuata - a meno di casi estremi.

Spendiamo anche due parole sull’originalità: da più parti è stato paragonato ad Azul, titolo con cui condivide la meccanica di collezione set, la costruzione di un mosaico seguendo uno schema e, volendolo tirare un po’ per i capelli, il draft con cui si pescano piastrelle e dadi. Secondo noi le similitudini ci sono, è vero, ma non sono così importanti da far sì che uno dei due titoli perda di interesse rispetto all’altro: basti pensare all’interazione, che è molto più cattiva e sentita in Azul. Secondo noi i due titoli possono tranquillamente coesistere (tenendo presente che Sagrada è uscito prima di Azul, nel caso).

Sagrada - carte obiettivo
Sagrada - carte obiettivo
Il titolo che ci ha ricordato di più Sagrada è invece il precedente Blueprints: in entrambi i giochi si ha un progetto da portare a termine piazzando dei dadi di vario colore seguendo alcuni vincoli e, li in base al piazzamento, si fanno punti anche grazie agli obiettivi comuni a tutti i giocatori; in entrambi i casi i dadi vengono scelti dai giocatori. Secondo noi Sagrada si è ispirato sicuramente a Blueprints; ma, anche qui, l’esperienza di gioco è molto diversa, grazie all’estrema varietà di Sagrada e alla profondità data dal dover piazzare venti dadi - anziché sei - sul proprio progetto. I due titoli, insomma, non si contendono lo stesso spazio in libreria.   

Il voto

7+. Perché? Sagrada è un titolo che ha saputo distinguersi dalla media dei giochi pubblicati, senza però eccellere in modo eclatante. Il prodotto è ben confezionato e avrebbe tutte le carte in regola; eppure... ci sono dei difetti, neppure di poco conto secondo noi. Resta il fatto che ci è piaciuto molto e lo stiamo giocando tantissimo (avessimo dovuto dargli un voto "di cuore", sarebbe stato sicuramente più alto di un punto); ma non è detto che anche a voi possa fare lo stesso effetto.     

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Commenti

Ottima recensione che secondo me tocca tutti i punti di forza e di debolezza di questo gioco. Forse aggiungerei anche i materiali non proprio eccelsi che potrebbero far deteriorare in fretta le plance dei giocatori e le carte da infilarvisi dentro. Mentre le altre carte basta imbustarle per preservarne la scarsa solidità.

Comunque rimane un gioco che fa molto bene il suo dovere e centra in pieno il target medio-basso cui si riferisce. Si tratta di un gioco da 30-40 minuti, che accontenta bene i giocatori casuali e le famiglie (sebbene richieda una buona dose di attenzione ed impegno), ma non scontenta neppure i giocatori abituali.

gli obiettivi personali premiano esclusivamente il lancio fortunato

92 minuti di applausi! Ho perso tre partite per questo motivo, perché i dadi del mio colore facevano tutti 3 o meno e quelli del colore dell'avversario facevano 4 o più. Senza contare che, senza la home-rule che regola il numero di dadi, c'è il rischio concreto che in 2 giocatori un colore esca MOLTO DI PIU' dell'altro. Sono arrivato a proporre l'eliminazione degli obiettivi personali - almeno finché sono così concepiti.

Sulla Rapidità invece faccio un'appunto: mi è sembrato chei l gioco giri molto snello in 2 giocatori e gradevole in 3, mentre in 4 tenda a dilungarsi troppo... O comunque troppo per l'esperienza che si propone di dare.

 

Provato proprio proprio ieri sera in quattro...titolo molto piacevole, ma la partita è scorsa in maniera lineare probabilmente anche per via degli obiettivi comuni che erano in parte uno il sottoinsieme dell'altro e questo di certo ha facilitato l'approccio strategico.

Per quel che riguarda i materiali, non sono per me un "must" sui quali prescindere, ma la prima cosa che ho pensato è ad una versione deluxe con i dadi grandi come i Raja del Gange!

Il confronto con Azul? per me non regge molto: Azul lo vedo essenzialmente un gioco da due, con cattiverie e strategie inapplicabili ed incontrollabili in più giocatori.

Variante ufficiale per meno di 4 giocatori: indispensabile.

Sante, sante, sante parole. Bell'idea, bellissimo colpo d'occhio, perfetto per il pubblico a cui si rivolge - ma l'obiettivo privato è una di quelle cose per cui bisognerebbe togliere la patente di game designer, altro che (e non mi ha stupito sapere che si trattava ancora una volta di un'autoproduzione su KS).

Ho provato Sagrada 2 giorni fa. Il gioco è sicuramente carino ed è concepito bene per il pubblico a cui si rivolge. Buona l'idea degli obiettivi pubblici, in quanto il fatto di dover pensare a come trarre il massimo risultato dal piazzamento dei dadi dà quasi l'idea di giocare un rompicapo. Gli obiettivi privati, invece, che si limitano soltanto al valore complessivo dei dadi di un determinato colore che abbiamo piazzato, mi sono parsi una trovata troppo semplicistica che rischia seriamente di appiattire il gioco.

Nel mare magnum dei giochi che escono, Sagrada mi dà l'idea di un titolo che si esaurisce abbastanza in fretta e di cui tra un anno già non si ricorderà più nessuno.

Se riconosci subito il mio nickname, significa che hai giocato al videogioco più bello di sempre.

Ottima recensione! Da fan del gioco, per i goblin smemorati come me, ho caricato nei download una carta di riepilogo con la preparazione del sacchetto dei dadi in base al numero dei giocatori. La regola è stata ufficializzata con l'espansione.

............... Triky ...............
-=* Tana dei Goblin Siracusa *=-

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