Secret Weapons of the Third Reich, la via italiana per la corsa all'arma definitiva

cover della scatola di Secret Weapons of the Third Reich
luca cammisa, calvinusgames.com

Una corsa contro le avversità della guerra per riuscire là dove il Terzo Reich ha fallito: la creazione di fantasmagoriche armi di distruzione di massa per portare l'inferno sulla Terra. Un gioco appassionante che stuzzica il lato oscuro dei giocatori.

Voto recensore:
7,6

Suggestioni

È cosa nota che, sotto l'impulso della seconda guerra mondiale, l’apparato scientifico-militare nazista riuscì a produrre armi avveniristiche e devastanti: i missili Natter, V1 e V2; gli aerei Schwalbe e Komet; lo U-Boot tipo XXI ne sono alcuni esempi.

Meno conosciuto è l’impegno e la fantasia che scienziati e ingegneri profusero onde realizzare armi devastanti, al limite del fantascientifico. Secret Weapons of the Third Reich , gioco italiano (l'autore è Luca Cammisa) edito da 4Dados, vi permette di immergervi in questo milieu bellico caratterizzato da una disperata corsa contro il tempo, in equilibrio tra collaborazione e competizione. Bombe atomiche, postazioni sottomarine in Antartide, dischi volanti diesel, raggi solari, propulsione antigravitazionale, basi lunari sono solo alcuni dei fantasiosi progetti sui quali i nazisti inutilmente effusero risorse e ingegno e che voi avrete la possibilità di vedere realizzati.

Il gioco in breve

Componenti di Secret Weapons of the Third Reich
Componenti
Secret Weapons of the Third Reich presenta un sistema ludico semi-cooperativo per due-quattro giocatori che prevede anche una modalità di gioco in solitario. Durante la partita i giocatori dovranno amministrare uno o più gruppi di ricerca, ognuno dei quali impegnato nello sviluppo di un tipo di arma segreta. A capo di ciascun progetto c'è un ricercatore, il cui scopo è quello di far approvare il medesimo da Heinrich Himmler, comandante in capo delle SS. Ricevuto il nulla osta di Himmler, il progetto dovrà essere implementato, accumulando le risorse necessarie, sviluppando con successo le tecnologie idonee e reclutando gli scienziati necessari. Ogni ricercatore fornisce, al principio dei lavori di ricerca sul Progetto, una determinata quantità di risorse e/o scienziati.

Abilità gestionale, una moderata dose di fortuna e un pizzico di diplomazia sono gli ingredienti che permetteranno di massimizzarne l’efficacia delle scelte. Risorse e scienziati dovranno essere allocati a supporto dei singoli progetti , mentre si dovranno indirizzare opportunamente le ricerche tecnologiche. I progetti completati garantiscono – in ragione della loro complessità – un numero variabile di punti vittoria. Portare a termine um progetto è un requisito per la produzione della tanto agognata arma. La produzione di armi procura punti vittoria aggiuntivi, ma contribuisce anche al raggiungimento dell’obiettivo di gioco comune, ovvero la produzione di una quantità minima di armi, indispensabili ad evitare la disfatta finale - e quindi la sconfitta di tutti i giocatori. Al termine della partita potrà surgere vittorioso un solo competitore, ma se i giocatori non collaboreranno, l’onta della sconfitta graverà comune sulle teste di tutti i giocatori.

La partita si struttura in un massimo di otto turni, ognuno dei quali metaforizza un anno: dal 1938 fino al 1945. Inizialmente la facoltà di posizionamento dei laboratori di ricerca dei progetti approvati sarà limitata alle aree della mappa relative a Germania e Austria. Nei turni successivi al primo le vittorie della Germania metteranno a disposizione nuovi territori in cui insediare i laboratori o le industrie di produzione bellica. Con il procedere della partita i giocatori dovranno affrontare avversità e imprevisti. I bombardamenti alleati si faranno sempre più devastanti, generando perdite di risorse umane e materiali.

Secret Weapons of the Third Reich: nuovi progetti
Nuovi progetti
Le difficoltà logistiche spingeranno a competere con gli altri facendo leva sulle simpatie di Himmler. Bisogna ceracre di sottrarre ai propri avversari risorse, scienziati e, se si è fortunati, persino tecnologie o interi progetti. A partire dal 1943 le avanzate anglo-statunitense e sovietica restringeranno inesorabilmente lo spazio di manovra, trasformando il lavoro in una vera e propria corsa contro il tempo.

Considerazioni

Chi ama i giochi di un certo peso apprezzerà questo titolo: la durata di una partita si attesta sulle tre ore, che scorrono veloci grazie all’alta mutevolezza della situazione sulla mappa e all’ampia gamma di situazioni che si generano dallo sviluppo delle strategie e dall’interazione particolarmente accentuata tra i giocatori. Certo, indubbiamente è un gioco per hardcore gamer. Ciò che più me lo ha fatto apprezzare sono l’altissima competitività, resa ancora più intrigante dalla necessità di collaborare per non soccombere agli alleati e il sistema di cernita delle carte (progetti, missioni, tecnologie). Quando si va a selezionare una carta si sblocca un’azione correlata che permette di guadagnare risorse e/o scienziati. Minore è il costo della carta, maggiore è il guadagno ad essa associato. Interessante anche l’azione requisire, che permette a chi la compie di tentare (con un tiro di dadi) di sottrarre risorse, scienziati, tecnologie o addirittura interi progetti a un avversario, costringendo i giocatori a valutare se sia più efficace impiegare le proprie risorse per proteggere i progetti (mantenendone su di essi una quantità congrua), oppure per prenotare azioni, sviluppare nuovi progetti o compiere missioni.

Sviluppo delle V-1 nel gioco da tavolo Secret Weapons of the Third Reich
Sviluppo delle V-1
Di contro, un giocatore occasionale o amante di sistemi ludici semplici e lineari può facilmente trovarsi disorientato di fronte alla relativa complessità delle regole, all’alta variabilità di situazioni e, appunto, all’accentuata interazione tra giocatori; sono, queste, tutte caratteristiche che plasmano testi partita dalla tessitura ricca di sfumature. Ritengo però che il punto debole di questo altrimenti ben congegnato artefatto ludico sia il sistema di icone, abbondante e a volte di interpretazione non immediata. Dover prestare attenzione sia ai colori, sia ai simboli, sia al rapporto tra simbolo e colore costringe a mantenere alta l’attenzione sui particolari linguistici, generando il rischio di farsi distrarre dai focus strategici, soprattutto se è la prima volta che si entra in contatto con questo sistema significante. Altro difetto - intrinseco alla struttura ludica - che potrebbe manifestarsi è il kingmaking. Nella partita in cui mi sono cimentato ho potuto vincere grazie alla decisione di un altro giocatore di portare a termine un progetto che ci ha permesso di non soccombere agli assalti alleati. Se avesse optato altrimenti avremmo perso tutti.

In definitiva, ambientazione inusuale e meccaniche generative di uno stile di gioco fluido rendono Secret Weapons of the Third Reich un titolo indubbiamente interessante che si lascia rigiocare volentieri. Fortuna, strategia e resilienza si compenetrano efficacemente per dar vita a partite tese e profonde, prive di tempi morti. Tempestività e oculatezza nella scelta delle azioni sono qualità indispensabili per uscire vittoriosi e contribuire all’instaurazione dell’inferno nazista in terra.

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