Sherlock Holmes Consulente Investigativo: un caso ancora aperto

sherlock holmes copertina

Riparliamo del più classico dei giochi investigativi, probabilmente ancora oggi insuperato.

Voto recensore:
9,0

“All’inizio di ogni indagine, tenete bene a mente che è un errore madornale stabilire una teoria prima di avere raccolto dei dati. Inconsciamente, si tende ad interpretare i fatti in modo da adattarli alla teoria, quando invece è la teoria che deve adattarsi ai fatti. Le persone che sto per presentarvi vi aiuteranno a stabilire dei fatti.”

  • Somerset House: archivio di nascite, decessi, matrimoni e testamenti, di libera consultazione. Vi troverete le origini del gioco.
  • Porky Shinwell: proprietario della taverna Raven & Rat. Vi fornirà in breve le informazioni sulle meccaniche di gioco.
  • H.R.Murray: criminologo. Analizza tutti gli oggetti e le sostanze contenute nella scatola.
  • Sir Jasper Meeks: medico legale e direttore dell’ospedale St.Bartholomew. Esegue le autopsie e vi indica le modalità di gioco.
  • Sherlock Holmes: se le vostre indagini si sono arenate, Sherlock Holmes vi rimetterà in pista con qualche buon consiglio. Attenzione, poiché qui giungerete alle conclusioni della recensione.
  • Scotland Yard: Polizia (rappresentata dagli ispettori Lestrade e Gregson). Possiedono rapporti ed elementi relativi ad altri casi, non presenti nella scatola.

La storia del gioco

Sherlock Holmes, Consulente Investigativo è un librogame/gioco da tavolo di Raymond Edwards, Suzanne Goldberg, Gary Grady (autori legati principalmente a questo titolo). Viene pubbicato in Inghilterra nel 1981 dalla casa editrice Sleuth
Sherlock Holmes: cartina
Sherlock Holmes: cartina
Publications
; nel 1984 arriva in Germania grazie alla Kosmos, poi in Francia e di lì a breve anche in Italia, nel 1987, ad opera della defunta International Team
Nel 2015 il titolo torna in una nuova versione grazie ad Asterion Press (ora Asmodée Italia), che traduce l’edizione che la francese Ystari Games aveva rivisto, corretto e pubblicato nel 2012.
Nel 1985 il titolo aveva vinto il prestigioso premio tedesco Spiel des Jahres.

Il gioco in breve

Nel corso dei dieci casi inseriti nella scatola base, vestirete i panni degli “irregolari”, un gruppo di ragazzini dei bassifondi di Londra menzionati da Watson in almeno due romanzi (Uno studio in rosso e Il segno dei quattro) e descritti dallo stesso come dei monelli che "vanno dappertutto, vedono tutto, sentono tutto ciò che si dice". A capo degli irregolari (e quindi anche di voi) c'è il signor Wiggins.
Sherlock Holmes: introduzione al gioco
Sherlock Holmes: introduzione al gioco

Durante tutte le avventure, lo svogliato Sherlock Holmes, troppo impegnato in altre vicende per occuparsi dei casi che gli si presentano, vi incarica personalmente di indagare in sua vece, riponendo grandi aspettative in voi e nelle vostre capacità deduttive - salvo poi risolvere parallelamente a voi il caso, sempre brillantemente, come suo solito.

Dopo un'introduzione al caso, in cui in genere l'Ispettore Lestrade o un parente della vittima chiede aiuto a Holmes, vi trovate ad analizzare la cartina della città, a leggere gli articoli del Times e a cercare sull'annuario i personaggi della storia che vi sembreranno più rilevanti per andare ad intervistarli. Costoro vi possono aprire nuove piste che vi portano a interrogare nuovi indiziati (oppure spingervi in un vicolo cieco); e così via fino al momento in cui credete di essere giunti alla soluzione del caso.

A questo punto tornate al 221/B di Baker Street per confrontarvi con il maestro, il quale vi fornisce la reale versione dei fatti e vi mostra attraverso quali indizi e interviste vi sia arrivato (in genere, molto più velocemente di voi). Più indizi avete richiesto e più le vostre risposte saranno presumibilmente corrette, ma ricordate che ogni indizio richiesto abbassa il punteggio della vostra prova.

Il vostro punteggio finale è comparato a quello di Sherlock. Battere il maestro è ovviamente difficile, ma non del tutto impossibile.
Sherlock Holmes: piantina
Sherlock Holmes: piantina

I materiali

Una volta aperta la scatola ci troviamo di fronte a:

  • un regolamento di poche pagine, in cui prevale la narrazione e l'ambientazione, alle regole. Nella pagina finale, trovate la cosa più importante: la lista degli informatori, "personaggi ricorrenti dotati di competenze particolari di cui a volte avrete bisogno per progredire nelle indagini". Incontrate, tra gli altri, il medico legale, il giornalista mondano, il proprietario di una taverna malfamata e perfino lo stesso Sherlock Holmes, che potrebbe aiutarvi se foste veramente disperati;
  • l'annuario di Londra, un elenco di tutti i personaggi che incontrate nelle vostre avventure, in ordine alfabetico e legati all'indirizzo a cui cercarli. Sul finale anche una lista di scuole, ambasciate, ospedali e attività commerciali;
  • la mappa, curata ricostruzione della Londra vittoriana di fine Ottocento: vi servirà per orientarvi sulla posizione del luogo del delitto in relazione ad altri luoghi della vicenda. Presenta nell'angolo in basso a destra un raffronto "strada percorsa/minuti necessari" che vi permetterà di capire quanto tempo potrebbe servire (all'assassino?) per spostarsi da un luogo all'altro. La mappa è divisa in cinque quartieri che agevolano le ricerche;
  • dieci libretti dei casi. Ogni indagine ha un fascicolo dedicato che viene utilizzato solo una volta. In copertina il titolo, un'immagine dedicata, il numero del caso e la data del giorno del delitto (così che possiate giocarli in ordine cronologico - e di difficoltà). Al suo interno tutti i paragrafi spiegano dove incontrare i personaggi citati nell'introduzione e quelli che compaiono via via durante il dipanarsi del mistero. Nelle ultime pagine, in sequenza, le domande di fine caso, la soluzione romanzata (spiegata da Holmes in persona) e infine la rivelazione delle (poche) piste seguite da Holmes, che ci permetteranno di calcolare il punteggio;
  • dieci quotidiani. Trattasi di copie del Times, storico giornale di Londra, che sono state pubblicate proprio nel giorno dei dieci crimini. Ci trovate sempre qualche informazione legata al vostro caso, camuffata tra gli articoli di cronaca, gli annunci pubblicitari, gli editoriali del direttore e le missive inviate al giornale dai lettori. Sta alla vostra abilità capire quali sono gli articoli importanti e quelli, invece, sono messi in bella vista solo per farvi sprecare qualche pista. Peraltro, la difficoltà crescente dei casi è data dal fatto che a ogni caso avete a disposizione, oltre al giornale del giorno, anche tutti i giornali precedenti. Potrebbe capitare dunque di trovare una qualche informazione utile anche nel passato più recente (i giornali in genere distano temporalmente l’uno dall’altro di qualche settimana): questo è indubbiamente interessante, perché crea un percorso cronologico tra le avventure, ma crea qualche problemino nella risoluzione dei casi, se (come capitato al sottoscritto) si lascia passare qualche tempo tra un caso e l’altro.
Sherlock Holmes: Omicidio a Porte Chiuse
Sherlock Holmes: Omicidio a Porte Chiuse
All’interno della scatola, dunque, è veramente apprezzabile la ricerca dei particolari per ambientare al meglio il gioco. Dalla pubblicità sui giornali alla ricostruzione storica di alcuni avvenimenti nei trafiletti del Times, dai dettagli della mappa di Londra al lungo elenco di cognomi e di negozi e attività dell'annuario, fino all’ingiallimento, sempre diverso, dei dossier dei vari casi. Sono tutte finezze che creano atmosfera e che contribuiscono a riportarci nella Londra di Sherlock Holmes.

Le due modalità di gioco

La partita può svolgersi secondo due modalità:

  1. cooperativa: si fanno considerazioni a voce alta, si mettono insieme le intuizioni, si sceglie che pista seguire e si arriva ad una soluzione comune del caso. Non avendo un avversario tangibile davanti a voi (anche se alla fine vi rapporterete sempre con il punteggio di Sherlock) la partita è più rilassante ed è preponderante la voglia di capire bene la storia, di interrogare un sospettato in più piuttosto che in meno, anche per non sprecare il caso, che non sarà giocabile nuovamente una volta che si conosce la vicenda;
  2. competitiva: ogni investigatore al tavolo si crea la sua versione dei fatti, sfruttando però gli indizi che vengono richiesti alternativamente da ogni giocatore. Vi può capitare dunque di seguire una pista, subito dopo un'altra voluta dal giocatore dopo di voi, per poi tornare a indagare sul filone che gli altri avevano accantonato. Quando vi sentite pronti, chiedete (prima degli altri) le domande finali e rispondete. Il gioco va avanti con altri indizi fino a che tutti non hanno richiesto le domande finali e, una volta risposto, si confrontano i punteggi per decretare il vincitore. In questa seconda modalità siete portati a forzare la mano, a capire le dinamiche del delitto prima degli avversari, per poter chiudere prima e fare così più punti. In funzione di questa competitività che vi trovate talvolta a “bruciarvi” il caso, chiedendo troppo presto le domande senza gustarvi il dipanamento della matassa nelle giuste tempistiche.
Sherlock Holmes: i primi casi
Sherlock Holmes: i primi casi
In entrambe le versioni aleggia comunque lo spettro di Holmes, che vi sbatte in faccia tutta la sua intelligenza, presentandovi il suo percorso investigativo e il suo punteggio, con il quale vi confronterete. Sarete in grado di rispondere correttamente a tutte le domande, richiedendo il minor numero possibile di indizi?

Nelle mie partite casalinghe gioco sempre la versione cooperativa, perché sono lo scarsone del gruppo e mi piace affidarmi alla bravura altrui; è però successo talvolta che, verso fine caso, si formi qualche sottogruppo che propende per una soluzione differente da quella maggioritaria (in genere sono io il cocciuto anarchico). Ecco dunque che passiamo dal “finché morte non ci separi” alla separazione ludica consensuale. Compare quindi un secondo foglio in cui annotare magari un diverso assassino, oppure un movente meno banale e via, verso la lettura della soluzione , con relativa perculata dell’investigatore più sprovveduto.

Le conclusioni

Credo che nonostante i trentacinque anni trascorsi, questo titolo rimanga ancora ai vertici della categoria dei giochi da tavolo investigativi.
Sherlock Holmes: i casi intermedi
Sherlock Holmes: i casi intermedi
Si legge spesso della preoccupazione dei possibili acquirenti per l’esiguo numero dei casi (che possono essere giocati una volta sola). Personalmente ci tengo a rassicurare i lettori, non mettendo peraltro questo aspetto tra le note negative. Le dieci indagini nella scatola, i due casi extra ufficiali (La maschera del diavolo e La pista tortuosa - difficilmente reperibili, ahimé), e i sei casi artigianali attualmente tradotti in italiano (si veda il paragrafo relativo), consentono di giocare per molto tempo. Ritengo doveroso sottolineare che per intavolare questo gioco serva una certa predisposizione psicofisica del gruppo e che, dopo una serata di investigazioni, avrete bisogno di un po’ di tempo (almeno per quanto ci riguarda) per approcciare il caso successivo. Le note negative sono dunque altre che non la longevità, e non scalfiscono minimamente il prodotto.
Sherlock Holmes: gli ultimi casi
Sherlock Holmes: gli ultimi casi
Nel 2018 uscirà (sempre per Asmodée Italia), Jack lo Squartatore & avventure nel West End, un gioco a sé stante con altri dieci casi (quattro inediti e gli altri sei usciti per la prima volta nel 1995 e ora riadattati).

I casi extra

Il gioco ha avuto così tanto seguito che, giocati i dieci casi base, alcuni giocatori col pallino della scrittura si sono rimboccati le maniche e hanno scritto e proposto dei casi completamente inediti. Le case editrici hanno colto la palla al balzo, fornendo peraltro dei kit di “creazione del caso” che permettessero di riproporre un’impaginazione identica (giornale, illustrazioni, caratteri, eccetera) a quella originale.
Ecco dunque comparire, negli anni, più di una dozzina di casi curati dagli appassionati, di cui vi elencherò quelli tradotti in italiano.

Non dimenticate, inoltre, di stampare la carta per gli appunti (opera dell’associazione DadoDaDodici), che vi permetterà di tenere in ordine i vostri interrogatori.

Pro:
  • L’ambientazione, la caratterizzazione dei personaggi, la narrazione fluida vi porteranno a vivere le avventure in prima persona, come foste i protagonisti dei libri di Arthur Conan Doyle. Girare per le strade di Londra non è mai stato così avvincente.
  • Le meccaniche molto semplici e il rimando ai libri (e alle serie TV) che tutti hanno letto o visto vi daranno la possibilità di aggregare praticamente chiunque, per una sera all’insegna del delitto. Se invece siete dei lupi solitari, tanto per citare un altro librogame, potrete giocare autonomamente il caso traendone la medesima soddisfazione.
  • Completa assenza di alea. Vi verrà richiesta una buona dose di intuizione, attenzione ai particolari e colpo d’occhio. Battere Holmes non è così facile.
Contro:
  • Ci saranno dei casi che vi piaceranno inevitabilmente di meno (soprattutto a causa di un’intuizione sbagliata ed un’indagine andata storta), lasciandovi talvolta dubbiosi sulle effettive dinamiche del delitto: è una spiacevole sensazione che in genere combatto andandomi a leggere l’intero fascicolo, una volta risolto (malamente) il caso.
  • Un caso è decisamente sottotono (lo dico? il quinto caso).
  • La presenza di molti giornali da leggere (quello del giorno, più tutti i precedenti) alla ricerca di un indizio (che potrebbe non esserci) è un po’ pesante, specialmente quando approccerete gli ultimi casi. A maggior ragione se giocate saltuariamente e leggendo non riuscite a ricordare minimamente i rimandi a nomi ed avvenimenti letti la volta prima. 
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Commenti

Per me un bellissima idea che concretamente però naufraga rapportata a quanto consuma: per tempo della partita, per fatica inutile a rileggere giornali su giornali o riformulare teorie da capo. 

La cosa più grave per la fruizione del gioco a mio avviso è che se qualcuno Non ha la giusta intuizione, notando la coincidenza remotissima tra due cose molto slegate o non coglie una tra tante altre teorie tutte plausibili, la partita si trascina per due ore almeno senza nessun risarcimento. La strada è una. O pensi quello che pensa Sherlock o hai sprecato due ore di sforzo. 

Potrei Anche starci per ragioni tematiche - mica ci sono le compensazioni nelle indagini - ma molte soluzioni sono uno sfoggio nel "think out of the box". Agganciati a giornali precedenti, accorgiti dei cognomi uguali, nota La coincidenza immagine/paragrafo, dove ogni caso è fatto per uscire da un angolo diverso. Raramente la soluzione è intuitiva e rispetta la logica più o meno rigorosa. Spesso è più avere quel mix di fantasia, fortuna e intuizione che mette in comune quegli elementi che gli autori hanno pensato. Sherlock li fa sembrare logici ma quando sta a voi risolvere il caso tutte le ipotesi sono piuttosto logiche e plausibili, e questo non basta.

Per me è una bocciatura con rammarico. Idea strepitosa, sicuramente un valido titolo se piace il tema o si vogliono fare serate dedicate "oggi indagine sull'assassinio". Lo consiglierei però solo a chi legge e ama i romanzi di Doyle (niente amori dell'ultima ora con la serie tv insomma); per gli altri è a vostra discrezione e rischio. Il "seeee, lallero" moltiplicato per dieci è dietro l'angolo.

Coltivare l'intelligenza

Ma sai che io la penso proprio in tutt'altro modo?

1.Il gioco "consuma" pochissimo: non è "faticoso" da imparare (sono due regole in croce) o giocare (perchè si tratta soprattutto di usare la fantasia, non è un'equazione o un mastermind da risolvere). Un gioco faticosissimo rispetto a quanto rende, per esempio, è TashKalar, per capirsi.

2.Il fatto che la strada è una sola, e le altre (magari anche più semplici) siano escluse... beh, è tipico di ogni impianto giallo: il narratore onniscente sceglie a quali dettagli dare importanza e guida la lettura, rendendo verosimili situazioni che nella realtà sarebbero davvero improbabili.

3.credo invece che la cosa che di base possa mancare a un certo tipo di giocatori, come forse Alefriend, sia una "competizione corretta" alla base del gioco, e se ci si  aspetta questo Sherlock deluderà: è il motivo per cui credo che venga più naturale giocarlo (come capita a me o al recensore), come collaborativo puro; sì, essere meglio di Holmes gratifica, ma non da quella sensazione di "obiettivo raggiunto" della vittoria ad un competitivo classico , perchè qua gli obiettivi, ovvero i picchi di soddisfazione, si concentrano durante le mosse in cui si snoda la trama, DURANTE il gioco.

4.cmq anche qua mi sento un attimo lontano dal modo di "leggere" questo prodotto, ovvero usando criteri tipici dei boardgame, che è riduttivo; ribadisco, è un "libro-game": io l'ho amato soprattutto per il valore letterario e narrativo di questo prodotto. E' davvero unico!

Mi permetto di sottolineare (se qualcuno non l'avesse notato) che la recensione è impostata proprio come il gioco.

Se voi cliccate sui nomi dei vari personaggi all'inizio, vi porterà direttamente al parametro corrispondente. ;)

 

Bella recensione. Avete provato Mythos? Se sì, come lo paragonate rispetto a Sherlock?

ahahah =D cheffigata!!! hai ragione, non me ne ero proprio accorto... =D 

Le regole sono fatte per essere ... modificate!

Bella recensione! e con una chicca (l'indice) veramente originale!!!!

Relativamente al gioco, condivido il pensiero di ciabattino e Thegoodson. Il gioco è fantastico. Il fatto che si possa giocare senza "turni", dadi, senza una mappa o meeples e che tutto sia affidato al ragionamento e alla deduzione è fantastico. Dopo aver indagato spesso rimane qualche dubbio e non si ha mai la certezza (almeno per il mio gruppo) di aver risposto corettamente a tutto. Ma anche questo è bello! Ci si sente veramente come investigatori, non si hanno mai veramente tutti i pezzi del puzzle, e ci vogliono più teste per capire quello che per Sherlock sarà ovvio. 

L' ho intavolato più volte, anche con gente che non gioca abitualmente ed è sempre piaciuto (e considerate che io sono un casual gamer). Come dice ciabattino il problema non sono i dieci casi (noi non li abbiamo ancora finiti) ma i tempi di gioco. Risolvere un caso porterà via tempo (in realtà il tempo vola mentre ci si spreme le meningi, si discute, si fanno ipotesi, si rileggono i paragrafi o i giornali, ci si prende in giro per l'idea strampalata), ma la soddisfazione a fine partita non ha eguali... anche quando non hai indovinato. 

Anche noi lo intavoliamo solo se siamo ben predisposti e abbiamo tempo. Ma non è un gioco che si ha la smania di finire... è come un buon vino, va degustato e centellinato. 

io ho preso mythos più per l'ambientazione e, sebbene non sia esente da difetti, mi è piaciuto molto.

ho quindi preso anche questo come regalo di natale. spero di non rimanere deluso se, come ho letto, risulta mooolto più complesso di mythos che, di fatto, per ora (5 caso) non mi è parso difficilissimo.

Quello che mi ha dato fastidio di questo gioco è che, se non noti quell'unico particolare che ti sblocca la linea narrativa, ti obbliga a fare delle ipotesi... senza poi darti modo veramente di verificarla. A volte visiti certi posti per portare avanti la tua idea e trovi persone che rispondono a domande che non hai mai formulato. E a volte ti mandano avanti lo stesso la trama! Costringendoti a ricostruire al contrario il motivo per cui avresti dovuto andare lì. Ha insomma un impianto molto bello, immergente e rifinito nella narrazione... ma con meccaniche che in realtà non reggono ciò che gli è stato costruito sopra. Una bellissima carrozzeria su un motore che sputacchia. Lo fai andare lo stesso e stai ad ammirarlo... ma nel profondo qualcosa non funziona.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

A me è piaciuto tantissimo per tutti i pregi che avete sopraelencato e nonostante  abbia i difetti che dite cmq restano minima cosa se considerato che può essere fatto giocare a chiunque e in qualsiasi momento. Molto più Easy di qualsiasi altro boardgame.

Ho iniziato mythos ieri e, al momento, sembrano molto simili tranne che nel flavor che raccontano.

Vi saprò dire più avanti

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"La Ludoteca del Basso Veronese"

Bellissimo, io ho sempre giocato senza regole di tempi e punteggi. E' un must nel mio zaino da montagna. 

Maià bìf e grignà

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Complimenti per la recensione chiara e completa. Per quanto mi riguarda, insieme a mia moglie e un'altra coppia,  ho passato dei piacevolissimi pomeriggi accompagnando con te e biscottini le accanite discussioni su quale fosse la pista giusta da seguire. Impieghiamo circa sei ore per risolvere un caso suddivise tra due incontri. Non ci piace avere fretta e soppesiamo bene le alternative e i risultati ci hanno dato ragione. E' uno dei miei giochi preferiti e non è vero che la strada è una sola per arrivare alla soluzione. Gli indizi possono essere percorsi in ordine diverso ma se si riesce a intuire lo schema e non ci si lascia fuorviare dalle false piste il successo è assicurato.  Non trovo debole il quinto caso ma solo molto difficile, piuttosto il terzo soffre di alcune evidenti ambiguità causate dal fatto che in una versione precedente aveva un'altro colpevole e quando è stato riscritto per adattarlo al nuovo finale alcuni dettagli sono sfuggiti agli autori per cui ci sono delle piste che puntano ancora al precedente assassino.

Ciabattino ti segnalo questo nuovo caso tradotto in italiano. Non è un caso 'standard' in quanto non è presente il giornale e l'autore non ha assegnato un punteggio alle risposte né fissato un 'Par' per potersi confrontare con Sherlock Holmes. Il caso è divertente anche se, secondo me, non è del tutto plausibile.

https://boardgamegeek.com/filepage/157879/la-morte-di-sherlock-holmes

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