Siena

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Voto recensore:
7,6
Dopo aver giocato la mia seconda partita a SIENA (la prima ancora in playtesting e con le regole complete al 75%), mi accingo a dire la mia su questo che considero un vero e proprio gioiellino di strategia (al punto che è stato premiato con il Best of Show a LuccaGames 2005 - NdA 31/10/2005).
La prima cosa che salta agli occhi naturalmente è l’originalità del tabellone, che è un vero e proprio affresco del Lorenzetti che raffigura la città di Siena e la attigua Via Francigena, poi il resto del materiale fatto di cubettini di legno per le materie che vengono prodotte nel gioco e le carte che sono il fulcro del gioco.

Dunque, i giocatori sono dei Contadini che cercano di produrre beni e materie (grano – vino – olio – stoffa – spezie), per potersi arricchire per poi passare ad un ceto sociale superiore e cioè Mercante, fino ad arrivare al grado di Banchiere arrivando nella città di Siena con le sue bellissime mura medievali.

I giocatori partono da una quota di 28 fiorini per poi poter aumentare o diminuire la loro ricchezza nel corso del gioco; deciso l’ordine casuale (per il primo turno) dei giocatori, il gioco inizia con lo scoprire il doppio delle carte di quanti sono i giocatori, per essere acquistate all’asta; l’ordine di gioco per i turni seguenti sarà deciso dal giocatore più povero e quindi più in basso nella graduatoria, semplicemente indicando la pedina i legno del giocatore e poi proseguendo in alto sulla graduatoria (e non in senso orario come si è seduti intorno al tavolo!).

C’è da dire che la graduatoria dei giocatori comporta dei malus e dei bonus, e cioè, chi è più in basso acquista la carta scelta al prezzo nudo e crudo (può anche essere zero), mentre gli altri variano da +1 a +2 fiorini sul costo normale della carta in base alla posizione in cui si trovano.

L’asta del primo turno è quella classica, il giocatore più povero sceglie la carta ed offre, poi sempre riferendosi alla graduatoria delle pedine, gli altri giocatori o fanno l’offerta maggiore o passano (per quella carta), chi offre di più paga in fiorini ed il prossimo giocatore sceglie la carta, finché non passano tutti i giocatori e le aste terminano.
C’e un limite di 7 carte che si possono tenere in mano, ma si possono eventualmente scartare alla fine del turno se non servono.

I turni normalmente si svolgono in tre fasi:
1- Avanzare il numero del round:
• si fa avanzare semplicemente il cubetto di legno sul round successivo;
2- Fase di pesca/acquisizione delle carte:
• a seconda della ricchezza di ognuno, viene stabilito l’ordine sulla scala relativa (in caso di pareggio è più ricco chi sta sopra con la pedina);
• pescare carte “Siena” per il doppio dei giocatori, e scoprirle accanto alla mappa;
• partendo dal giocatore più povero in graduatoria, i giocatori scelgono la carta da acquistare e pagano il relativo costo (se c’è) in fiorini, si posso no prendere in questa fase al massimo 2 carte. Se tra le carte scoperte c’è una carta con un asterisco, questa viene messa all’asta alla fine di questa fase (in caso ci fossero più carte asterisco scoperte, soltanto una verrà messa all’asta, e quella con il valore più basso);
3- Fase delle azioni:
• il giocatore più povero decide quale giocatore inizierà per primo il turno, dichiarandolo;
• il primo giocatore può giocare quante carte desidera dalla sua mano, oppure scartarle; le carte con l’asterisco una volta giocate/scartate, non rientrano più in gioco;
• Se tra i giocatori c’è un Banchiere, in questa fase guadagna subito 8 fiorini.

Ci sono vari tipi di carte in Siena:
Carte SIENA, divise in carte che producono beni e carte azione che donano benefici in determinati momenti del gioco;
Carte SENESI, valgono punti vittoria alla fine del gioco (da un minimo di 1 punto per carta ad un massimo di 4);
Carte Artista, valgono punti vittoria alla fine del gioco (da un minimo di 1 punto per carta ad un massimo di 8);
Carte Fato, che costituiscono l’elemento d’azzardo del gioco, e se si è fortunati ci si può guadagnare una fortuna.

La carta Siena è divisa in due parti, la parte superiore comprende due numeri, uno rosso ed uno grigio, il rosso indica il costo da pagare della carta (anche zero), mentre il grigio indica i punti movimento che si possono effettuare nella città, quando si è Banchieri.
La parte inferiore, per quanto riguarda la carta produzione, comprende tre fasce di prodotti con il relativo valore numerico che sta ad indicare il numero di cubetti da mettere nell’area produzione sulla mappa; più un box speciale per il viaggio a Firenze o Arezzo.
La parte inferiore della carta azione può mostrare o delle cortigiane, delle guardie, il Calandrino, i muratori, il mulo e così via, tutti personaggi che saranno usati più avanti nel gioco.
La carta Senesi mostra semplicemente il valore in punti vittoria.
La carta Artista anche mostra il valore in punti vittoria.
Infine la carta Fato mostra delle fasce con i colori che corrispondono ai beni prodotti nel gioco, più una ulteriore fascia che sarà utilizzata nella città di Siena, all’interno delle fasce c’è un numero che indica quanti fiorini si possono guadagnare se si è fortunati.

Quando si gioca la fase delle azioni, essendo all’inizio tutti contadini, si giocheranno delle carte che producono dei beni. I valori delle carte giocate si sommano se sono dello stesso colore, e si aggiungono i cubetti produzione sullo spazio relativo sul tabellone; per produrre un grano ci vogliono soltanto 3 cubetti e si guadagna immediatamente 8 fiorini; per il vino ci vogliono 5 cubetti e si guadagnano 10 fiorini e così via. Un bene non si può vendere due volte nello stesso turno, anche se si hanno le carte per poterlo fare; Eccezione: se si gioca una carta mulo.

Una menzione particolare va fatta per la carta della Via Fracigena; il giocatore che ha prodotto un bene e quindi ha guadagnato dei fiorini, può rinunciare ad un incasso per decidere di giocare questa carta e scegliere un numero di carte fato da 1 a 6 (tra 7 carte), una di queste sette carte è il diavolo e se tra le carte scelte c’è proprio il diavolo non si ottiene nulla e in più si è perso il ricavato del raccolto; mentre se si è fortunati si somma il valore numerico riferito al colore della merce che si è ceduta.

Se si è contadini non si possono vendere prodotti come la stoffa e le spezie (che naturalmente valgono di più), ma si possono produrre, dato che le carte produzione comprendono sia gli uni che gli altri beni.

Se alla fine del turno un giocatore raggiunge la cifra di 30 fiorini, può decidere di passare allo stato di Mercante, ma non è obbligato a farlo.

Il Mercante può vendere solo la stoffa e le spezie, ma produce comunque anche gli altri beni che possono essere venduti dai contadini, in più il Mercante può utilizzare una carta produzione speciale, per fare un viaggio ed andare a vendere la merce o a Firenze oppure ad Arezzo e guadagnare così più fiorini.
Il Mercante può anche rinunciare a incassare i profitti di qualche vendita per prendere le carte Consenso Senesi (pagando 10 o 15 fiorini), che danno da 1 a 4 punti vittoria.

Infine se un giocatore alla fine del proprio turno raggiunge gli 80 fiorini può (non è obbligato) diventare Banchiere e andare in città.

In città le cose cambiano parecchio, è come entrare in un altro gioco con più interazione tra i giocatori, entrano in campo le cortigiane che si trovano nella locanda, che spillano soldi ai malcapitati (nella locanda ci si entra per forza), c’è il famigerato Calandrino, si può mettere all’asta un artista entrando nella locanda, si può fare un offerta nel Duomo e scegliere carte Consenso Senesi ed infine si ha l’opportunità di costruire la torre del Mangia.

Il gioco può terminare o nei 20 turni stabiliti prima di giocare, oppure diversamente quando si verificano una di queste condizioni:
• La torre del Mangia viene completata con il suo settimo piano;
• L’artista Ambrogio Lorenzetti viene pescato per essere messo all’asta.
I soldi a fine partita valgono solo per chi ne ha di più (2 PV) e chi ne ha di meno (-2 PV), per il resto sono ininfluenti.
Chi ha più PV alla fine viene dichiarato vincitore.

Insomma mi fermo qui perché sennò diventa la recensione più lunga della storia, ma purtroppo per descrivere tutte le mille sfaccettature di questo stupendo gioco in poche parole è impossibile.
Pro:
Penso che elencare i pregi di questo gioco sia più lungo della recensione stessa: la splendida cornice dove si svolge il gioco da sola vale il prezzo del gioco;
la sensazione di non essere mai fuori dal gioco se sei ultimo, e la sensazione di non aver vinto anche se sei stato primo per tutta la partita!
L’intensità e la strategia della seconda parte della partita che si svolge in città; le mille e più strategie che si possono combinare e scombinare durante il gioco,
intelligentissima la carta produzione che in qualsiasi ruolo si giochi si ottiene qualcosa.
Infine è un prodotto italiano di un autore simpaticissimo come Papini.
Contro:
Beh, trovare dei difetti a questo gioco sarà un po’ difficile ma ci proverò; lo spessore e il formato un po’ troppo piccolino delle carte non permette di conservarle con le bustine protettive, dato che sono delle miniature dell’affresco del Lorenzetti.
La durata con persone pensatrici diventa un po’ troppo lunga, circa 4 ore nella nostra, ma di persone pensatrici ce ne erano ben due su quattro!