Successors III

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Successors (third edition)
Voto recensore:
7,9
"Al più forte"
Queste, secondo l’ambigua tradizione, le ultime parole di Alessandro Magno. Sul letto di morte, l’uomo che con le sue imprese aveva sfiorato la natura degli dèi rispose così alla domanda che tutti si ponevano: senza eredi in età legittima, a chi sarebbe andato il suo immenso impero?

Che i fatti siano andati così o meno, è certo che i generali del macedone non tardarono ad affrontarsi per dimostrare a chi tra loro spettasse quel titolo. Le interminabili lotte politiche, militari e ideologiche tra i diadochi (“successori”), i compagni del macedone, gli uomini che avevano conquistato il mondo, costituiscono l’affascinante ambientazione di Successors III. L’impresa di ricreare un’epoca storica così complessa ha avuto successo e ha prodotto un gioco divertente, profondo ed equilibrato.

Ambientazione
Successors III ci mette al comando di due a caso fra i diadochi, ciascuno con la propria piccola area di influenza e truppe iniziali. Con un setup che varia di volta in volta a seconda della coppia che ci capita, il gioco si presenta subito bene poiché spinge ogni volta a cambiare stile e strategia. Questa è la prima, interessante sfida: coordinare le strategie di due regni che possono trovarsi adiacenti come ai lati opposti della mappa.

Il Gioco
Ciascuna fazione si avvale dunque dei propri generali e delle relative truppe per difendere ed espandere i propri confini. Il gioco si articola a turni strutturati, all’interno dei quali hanno un ruolo centrale le carte.
Essendo un card-driven, Successors III utilizza il collaudato ed efficace meccanismo GMT di carte che si possono giocare per scatenare eventi con effetti specifici e molto vari, oppure come punti-opreazione, che concedono azioni extra in tutti quei campi in cui le risorse standard sono volutamente scarsissime: reclutamento delle truppe, movimento degli eserciti, controllo del territorio.
Nonostante gli extra offerti dalle carte, la coperta sarà sempre troppo corta: non solo le truppe sono poche, ma ben presto risulterà impossibile anche muovere tutti gli eserciti dove servono e difendere tutti gli allettanti territori che inizialmente era stato facile conquistare.
Successors III è un gioco spietato, che obbliga a fare scelte difficili. Chi non è in grado di farle al momento giusto non avrà speranze di vincere, ma questo di fatto è uno dei suoi più grandi pregi.

Il numero di territori controllati è il mezzo più diretto per fare punti vittoria, i quali tuttavia dipendono anche da altri fattori. In tutti i casi, una notevole particolarità del gioco è che non esiste fase di conteggio dei PV: essi si aggiornano immediatamente appena li si guadagna o li si perde, conferendo al gioco un ritmo molto dinamico, e -potenzialmente- permettendo a un giocatore di vincere senza quasi che gli altri se ne accorgano se non quando egli guadagna il punto fatidico, e a quel punto è troppo tardi.
Un altro aspetto lodevole del gioco è la presenza di vie alternative per vincere: ad esempio, accumulare abbastanza punti legittimità (LP), cioè una stima di quanto la nostra fazione è degna di proseguire sulle orme di Alessandro; oppure, ancora, tramite condizioni di fine immediata del gioco legate agli eredi di sangue di Alessandro. Ciò che resta della famiglia reale, infatti, giocherà per tutta la partita l’importante ruolo di pedine che forniscono potere sotto varie forme. Molto ambientata e intrigante la netta suddivisione del ruolo di membri maschi e femmine, uno dei tanti elementi di colore che strizzano l’occhio ai fatti storici: chi conosce la storia greca ellenistica riconoscerà decine di riferimenti, carte, personaggi, tutti inseriti per ricreare effettivi corrispondenti storici e ambientare perfettamente il gioco.
Troverete tutti gli elementi delle guerre elleniche: città indipendenti, invasioni di eserciti neutrali e ribellioni, assedi, truppe speciali, intercettazioni fra eserciti, prestigio dei comandanti e relativa fedeltà delle truppe, flotte e battaglie navali. Il rovescio della medaglia è che questo livello di dettaglio richiede una notevole serie di regole apposite, eccezioni, casi particolari. Per tutto quanto scritto sopra e, in generale, per l’esperienza di gioco articolata, questo titolo richiede alcune partite di rodaggio prima di essere giocabile: è necessario imparare a cogliere la dimensione e la dinamica del gioco, e non è affatto facile all’inizio. Il regolamento non troppo amichevole non deve scoraggiare, perché il gioco vale l’impegno richiesto.

Considerazioni
Poche le critiche si possono muovere. Una di quelle che si sentono più spesso è il sistema di combattimento privo di mezze misure, che lascia il perdente letteralmente in braghe di tela e il vincitore relativamente intatto. In verità il meccanismo ha un suo senso, e invita tutti i giocatori a dividere le (sempre scarsissime) truppe in più eserciti di medie dimensioni, anziché un solo grosso rullo compressore. Ogni battaglia è un grosso rischio, un interrogativo strategico non da poco, che come il resto del gioco spinge a usare le proprie risorse con grande parsimonia. Piuttosto, aspetti migliorabili del gioco sono senz’altro la componentistica (tanto per cambiare) e il modo in cui il manuale è organizzato.
Pro:
Ottime longevità, profondità, coinvolgimento.
Ambientazione affascinante e ben ricreata.
Contro:
Materiali non all’altezza, tabellone a parte.
Regolamento abbastanza ostico.
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