T.I.M.E Stories: The Marcy Case, salvation is here

The Marcy Case: copertina
TdG

Un agente dell'FBI, un ex-militare, una giornalista e un violento mercenario sono sulle tracce di una ragazzina scomparsa nella provincia americana degli anni '90. Nel caso Marcy, però, nulla è come sembra e non vi potrete fidare di nessuno...

Voto recensore:
8,0

Come specificato nella recensione della scatola base, TIME Stories fornisce un sistema di gioco, un substrato su cui poi si innestano diverse e numerose espansioni di avventure one-shot.

The Marcy Case non fa eccezione e ci presenta gli agenti speciali della T.I.M.E rispediti indietro nel tempo nei ricettacoli di uno sparuto gruppo di investigatori dal passato travagliato, pagati per rintracciare Marcy, una diciassettenne rapita in un paesino sperduto della provincia americana.

Già all'arrivo nella cittadina, però, si capisce che c'è qualcosa di storto e parecchio pericoloso e che la sparizione della ragazza fa parte di un quadro ben più ampio ed inquietante. 
TIME Stories scatola base
Scatola base

Meccanica di gioco

Questo sistema vale per tutte le avventure di TIME Stories. I protagonisti, guidati dai giocatori, sono agenti speciali spediti in altro tempo/dimensione per risolvere una situazione difficile e cambiare così per il meglio il futuro. Nel farlo si “incarneranno” in ricettacoli, ovvero persone realmente esistite ed agiranno così senza destare sospetti per mezzo di loro (un po' come avveniva nel telefilm Quantum Leap).

Ci sarà quindi una mappa con vari luoghi da esplorare e ogni luogo è rappresentato da una serie di carte illustrate. Possono essere esplorate assieme o da soli, ma non si può mostrare agli altri quello che si vede o si affronta in una carta, solo raccontarlo. La moneta che i personaggi spendono per queste esplorazioni, per combattere, cercare ed altre azioni è il tempo: esaurito quello a disposizione, l'avventura viene riazzerata e si riparte, avendo però nel frattempo – si spera – acquisito nuovi indizi e conoscenze, in modo da procedere sempre più spediti, di run in run (run = viaggio nel tempo), fino alla soluzione finale dell'avventura.

I vari test e combattimenti sono risolti con l'uso dei dadi, quindi c'è una buona parte di fortuna, mentre la ricostruzione di enigmi e trame è affidata ai vari indizi e oggetti sparsi per le carte luogo e lasciata alla memoria e all'intuizione dei giocatori (si possono comunque prendere appunti). 
The Marcy Case: personaggi
Personaggi

Considerazioni: la trama

Tranquilli: non spoilero nulla. Se Asylum poteva essere una sorta di survival horror, un B-movie degli anni '80, con il caso Marcy viviamo un action-movie degli anni '90, non solo nell'ambientazione. Si entra subito nel vivo dell'azione, c'è una trama tutto sommato lineare ma con i suoi bei momenti topici, ci sono tanti combattimenti ma anche il modo per evitarne la maggior parte, c'è un mistero che si fa scoprire pian piano, una banda di cazzuti disperati come protagonisti, soprattutto un finale che...beh, quello lo vedrete.

Quindi alla fine devo dire che, se fosse un film, probabilmente mi avrebbe attirato molto di più Asylum, ma la riuscita finale è stata per me più soddisfacente in The Marcy Case. Sarà dipeso dalle aspettative più basse? In parte può essere. 

Considerazioni: l'intreccio 

Devo dire che tanto mi aspettavo da Asylum quanto poco da Marcy, avendone quasi sempre sentito parlare come dell'avventura più deludente tra quelle uscite. In Asylum c'è un unico grande enigma, risolto il quale l'avventura procede per i fatti suoi. Il resto sono digressioni, a volte inutili, a volte con poco senso. Soprattutto ci sono un sacco di piste false, che servono al gioco ma molto poco alla storia e rischiano di stufare presto se non frustrare.

Nel caso Marcy ho trovato invece molti più incastri, molte più strade percorribili, molti più indizi intersecati con una maggiore logica e consequenzialità. Manca il “grande enigma” di Asylum, ma ci sono tanti piccoli particolari e tanti piccoli punti interrogativi che convergono nella vicenda principale, anziché allontanarsene. Tutto sommato mi è parso alla fine di aver vissuto un'avventura più coerente ed anche più soddisfacente, più lineare ma anche più epicamente tragica. 
the marcy case stazione di polizia
La Stazione di polizia

Conclusione

Creare ottime trame e riuscire poi a trasformarle anche in un ottimo intreccio di gioco, funzionale al gameplay, mi pare una cosa molto difficile. Quindi un grosso plauso agli autori del gioco, in ogni caso. Per ora queste due prime avventure di TIME Stories non mi hanno fatto impazzire, ma il fatto che abbia una discreta smania di comprare la terza significherà pure qualcosa, probabilmente che il gioco ha fatto e ottenuto già parecchio di più del minimo sindacale.  

ATTENZIONE: Spoiler (...o quasi)

In queste due prima avventure del gioco, ho potuto notare una cosa in comune. La storia si risolve sempre, alla fine, bypassando quelli che sono i combattimenti e le parti in cui si rischia seriamente di morire. Quasi tutti gli oggetti, gli indizi, le scorciatoie della trama principale, sono disseminati in un percorso rapido, non soggetto a grossi ostacoli. È come se gli autori avessero fatto la scelta consapevole di ridurre al minimo l'incidenza della fortuna, dei dadi, per portare aventi gli obiettivi davvero importanti. Presumo sia una scelta sia stilistica che di comodo (perdere ripetutamente perché si ha troppa sfortuna è frustrante e fa calare il gradimento del gioco). In pratica, quando incontri difficoltà troppo elevate, nemici troppo forti, una dipendenza dal dado troppo marcata, è facile che tu sia su una falsa pista. Partendo da questa osservazione, sono curioso di vedere se le prossime avventure create dai medesimi autori procederanno effettivamente su tale strada e se questa nuova consapevolezza mi aiuterà a risolvere più in fretta i nuovi casi.

Marcy Case e Time Stories: copertine
Base + Marcy Case

Commenti

Terminato quest'avventura domenica sera.

A me è piaciuta di più asylum, anche a fronte della durata leggermente più elevata (5 ore contro 4). L'ambientazione del caso Marcy però mi ha intrigato di più.

Infine, giocandolo in 4, l'ultimo giocatore a scegliere un ricettacolo in quest'avventura non poteva di fatto scegliere (Ce ne sono solo 4 nella scatola) mentre in Asylum c'era più scelta.

Per me 8,5 a Asylum e 7,5 a Marcy.

Mi piace molto la nota sul tuo capitolo "ATTENZIONE". Mi viene anche da chiederti: se tu dovessi fare quegli stessi combattimenti 2-3-4 volte per arrivare ad un finale soddisfacente... ti divertiresti a riaffrontarli? Potresti veramente fare qualcosa di diverso da un loop all'altro? Non diventerebbe uno sterile e irritante lanciare dadi?

Eppure in altri giochi quel lanciare e rilanciare dadi per combattere è il focus e la maggior fonte di divertimento! Meditate gente, meditate.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

@linx: in questo caso probabilmente no, non mi divertirebbe. Mi pare che lo scopo in qusto gioco sia percorrere una storia e risolvere un mistero, o quantomeno cercare la via ottimale per arrivare in fondo. Se fosse un gioco basata sul combattimento e sul conflitto, invece, sarebbe diverso. 

Oltretutto qui il sistema dei tiri è veramente molto fortunoso, con pochissimi mitigatori, per cui se fosse unpassaggio obbligato sarebbe davvero poco elegante. 

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