18th Mind Sport Olimpiad - Cronache di Dario De Toffoli & Co

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Il nostro amico amico Dario De Toffoli ci accompagna in un viaggio attraverso la 18esima olimpiade dello Sport della Mente, assieme a Lui illustri compagni di viaggio che scopriremo più avanti nell'articolo.

LONDRA - JW3 Finchley Rd.  17-25 agosto 2014   Mind Sports Olympiad XVIII

 
 

 

Cronache dai tavolieri/1
17 agosto 2014
di Dario De Toffoli

OK, si comincia anche quest'anno.
Scarsissimi i miei allenamenti, 

Torneo di Catan

una partita chiacchierata ad Acquire, una simulata A Hare & Tortoise, e giocato un po' col mio iphone a Cribbage, Mensa Connection e Carcassonne. Infine un paio di partite con un programma imbattibile a Oware, una proprio ieri sera qui a Londra assieme a Riccardo Gueci, commentando ogni mossa... da mal di testa.
Anzitutto la location, il JW3, un nuovo centro culturale piuttosto attivo con varie iniziative. Ma c'è un ma. E' un centro culturale ebraico: Jewish Community Center London.
Uhm... non mi importa nulla a quale religione (o comunità si riferisce), sarebbe stato lo stesso se fosse stato cristiano, islamico, buddista o indù... ma da non credente avrei largamente preferito qualcosa di più laico. Anche se è una bella location, io resto con l'Articolo 3 della Costituzione Italiana: niente distinzioni di razza, religione, sesso, opinioni...


Arriviamo e subito mi perquisiscono la borsa e impediscono di fotografare l'edificio dall'esterno... vabbè lo potete vedere in internet. Decisamente sarebbe stato meglio qualcosa di più neutrale, specie con quello che sta succedendo in questo periodo...
Veniamo alla manifestazione. Tutti gli "aficionados" sono presenti, manca solo Paco e sono pure tornati giocatori che si erano persi negli anni. Oibò, manca anche David Kotin, temo per la sua salute, mi informerò. 
Temo che gli arbitraggi saranno davvero pressapochisti, fatti da volentorsi collaboratori, ottime persone, però non sempre esperti sul gioco che stanno arbitrando: la mia "policy" sarà di starmene zitto e accettare il più possibile, le cose andranno come andranno. Spero di riuscirci, magari esprimerò le mie opinioni nel meeting del "committee" venerdì prossimo. 

 

 

 

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Grosso torneo di Catan e contemporaneamente un altro grosso torneo di Scrabble, però riprovevole che in una manifestazione internazionale un gioco di parole conti per il Pentamind, dando quindi una chance in più ai giocatori di madre-lingua

 inglese. E non importa se ne approfitteranno o meno, è il principio che conta.

Poi scacchi Fisher-random con i forti Turkmeni tornati in gruppo, sarà dura per il nostro Gueci.

Io comincio col Backgammon, 6 turni ai 5 punti, una ventina di giocatori, parecchi mi sembrano accessibili.
Come volevasi dimostrare fanno subito casino con gli accoppiamenti, mi cambiano senza ragione il primo avversario, nemmeno si accorgono di aver commesso degli spropositi... ma io me ne sto zitto e accetto senza un fiato e nemmeno mi agito. 
Sei turni, vinco i primi 5 e perdo il sesto con Mahamut, che era a 4 e mi raggiunge. Finiamo primi a pari merito, ma credo che l'oro vada a lui, per via dello scontro diretto e... l'arbitro non lo sa (sic!): vedremo alla premiazione.
Stasera il 7-card stud.

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Cronache dai tavolieri/2

18 agosto 2014
di 
Riccardo Gueci

Le 18me Mind Sports Olympiad quest’anno sono partite a razzo nei primi due giorni con i quattro tornei usuali di Scacchi.
‘Chess 960’ (più noto forse col nome di ‘Fischer random’) il primo torneo dei quattro, a cui hanno partecipato 30 giocatori, di buon livello e alcuni anche titolati FIDE.
Ricordo che il Chess 960 è una variante degli Scacchi tradizionali  che prevede il sorteggio, ogni turno di gioco, della disposizione iniziale dei pezzi, pedoni esclusi, e tale possibilità avendo ben 960 disposizioni diverse è la geniale invenzione di Bobby Fischer.
L’indimenticato Campione del mondo americano già negli anni settanta intuì che si doveva provare ad ‘azzerare’ tutto quello che per centinaia di anni si era studiato, analizzato e archiviato fino all’esasperazione sull’Apertura, specie dall’avvento di software dedicati e supercomputer; e che spesso per le prima 2-3 decine di mosse impediscono a chi è fuori dalla conoscenza specifica, di avere la meglio sugli ‘accuratamente informati’.   
Saranno gli Scacchi del futuro? Beh io penso proprio di sì, perché così una partita diventa creativa fin dalle primissime mosse, garantendo una gioia speculativa iniziale che negli Scacchi classici è ormai impensabile.
Fra i partecipanti anche quest’anno a Londra una nutrita delegazione giovanile del Turkmenistan (ben 6 ragazzini terribili) erano al via, ma stavolta hanno dovuto fare i conti con dei forti Maestri.
Alla fine con 5 punti su 6 sono arrivati ex aequo un inglese ed un rappresentante della Mongolia e lo spareggio tecnico ha premiato il primo, Ben Purton, su Tumen Buyandalai che ha preso l’argento, mentre il bronzo è andato a Paul Gheorghiou.
Il mio torneo purtroppo non è stato esaltante. Partito bene con 2 vittorie su 2,  ho materialmente buttato la terza con il n°1 del tabellone, per una svista clamorosa. La cosa mi ha molto infastidito ed ha pregiudicato le partite successive e lo score finale. Metà classifica alla fine che mi lascia da una parte l’amaro in bocca, ma dall’altra la soddisfazione d’aver fatto alcune belle partite in un gioco che mi appassiona sempre molto e soprattutto d’aver ‘inventato’ un paio di trappole in Apertura assolutamente originali, visto le inconsuete posizioni iniziali che si sono giocate.
Molto frequentato pure il secondo torneo di Scacchi, il Blitz (5 minuti per tutta la partita), dove il favorito, l’inglese Robenson, ha rispettato in pieno il pronostico giungendo primo davanti al vincitore dell’anno scorso, e detentore del Pentamind 2013, l’inglese di origini indiane, Ankush Khandelwal.
Nel secondo giorno dei giochi invece gli Scacchi hanno iniziato con il Rapid classic (25 minuti + 5 secondi d’incremento) e con oltre 20 partecipanti che hanno combattuto senza risparmio. Anche stavolta dominio inglese con un trio di titolati ai primi 3 posti: Rental, Robenson e Purton, nell’ordine.
Qui il mio torneo è stato un po’ la fotocopia di quello del giorno prima: ottima partenza, gioco ancora col numero 1 il forte Maestro Robenson, gioco molto bene, in uno Zeitnot feroce tengo la posizione alla perfezione, ma rimanendo solo con l’incremento entrambi, alla fine senza che me ne accorgessi scade il tempo prima a me. Una disdetta. Le mie successive partite non hanno avuto troppa gloria pur giocando abbastanza bene e mi collocano sempre a metà classifica. Insomma un buon gioco, ma indubbiamente resto un pelino deluso. Mezzo punto in più di me, ma fuori ugualmente dalle medaglie ha fatto un altro italiano in gara, Mario Campini, che però ha partecipato solo a questo torneo.
Infine si è conclusa la maratona scacchistica con gli Chess Exchange, quella che in Italia chiamiamo Quadriglia. Ricordo che si gioca in coppia a colori alternati e i pezzi che vengono catturati nella propria partita vengono passati al proprio compagno che li può rimettere in gioco come vuole. E’ molto divertente specie perché si gioca blitz e può succedere davvero di tutto. Niente da fare anche qui, i soliti inglesi quest’anno erano imbattibili e Robenson e Purton in coppia fanno il vuoto. Io gioco insieme col sudafricano Alain Dekker, non proprio uno specialista purtroppo, ma non acciuffo il bronzo per poco e non ripeto così quanto conquistato nelle mie ultime due partecipazioni. Pazienza, da domani proveremo altri giochi.

 

Riccardo Gueci

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Cronache dai tavolieri/3

19 agosto 2014
di Dario De Toffoli

Dunque eravamo rimasti all'argento di apertura al Backgammon.
Sempre domenica, in serata, nulla di fatto al torneo di poker 7-card stud... precoce eliminazione.
Si tratta di torneini dilettanteschi, senza soldi in palio e pure senza dealer (ci si mescola le carte a turno), ma il bello è che ogni sera c'è una variante diversa: questo è bello delle MSO, si gioca a cose continuamente diverse, e bisogna sapersi adattare.
E siamo a lunedì con carcassonne. Decisione dell'ultima ora, si gioca in 4 e pescando una tessera come nelle regole della scatola, anziché le previste 3 tessere in mano: questo è il brutto delle MSO, ti cambiano le regole quando gli pare. Comunque accetto senza protestare e dopo le prime tre partite mi ritrovo al tavolo finale con 13 punti, due vittorie e un secondo posto (il punteggio era 5-3-2-1). Con me l'estone Martin Hobemagi (davvero uno squadrone quest'anno l'estonia!) pure a 13 punti e due giocatori a 10; al tavolo 2, due giocatori a 10 punti e due a 9 punti. Respiro aria di medaglia... come si fa a perderla in queste condizioni? E invece si fa. Nell'ultima partita arrivo ultimo e col mio punticino salgo a 14, Hobemagi arriva secondo, sale a 16 e si becca l'oro, uno dei giocatori a 10 punti vince ed è argento e un altro di quelli a 10 punti vince al tavolo due ed è pure a 15. Per 4° posto... medaglia di legno (sic!).
Comunque mai paura, mi diverto lo stesso.
In serata poker 5-card draw, il vecchio poker con le 5 carte in mano visto in tanti film... ma naturalmente col mazzo completo di 52 carte. Beh, piano piano la gente finisce le chips e restiamo in 3, io e i due terribili estoni, Hobemagi e Kuusk. Io ho 6.300 chips, Kuusk 5.700 e Hobemagi 2.000. 200 di ante e niente bui, si gioca pot limit. Apre Hobemagi 600, Kuusk rilancia a 1.600 e io mi ritrovo in mano un tris di 5; è il momento, li mado all in, Hobemagi è ormai "committed" e con la sua coppia di assi non può che vedere... ma Kuusk con doppia di J e 9 dovrebbe passare, chiaro che come minimo ho una doppia più alta della sua, finora non avevo mai fatto re-raise. E invece viene, cambia una carta e chiude full, quando le probabilità erano oltre il 90% in mio favore... ma va benissimo così, un altro argento.
E siamo a stamattina con L'Oware (che poi sarebbe il Mancala), ci sono tutti i più forti, ma riesco a vincere 4 partite su 5 perdendo solo col campione inglese Paul Smith di un solo seme... insomma ancora argento con Glenda Trew bronzo e il favoritissimo svizzero Retschitzki (vincitore lo scorso anno) più indietro. Soddisfazione... e un pelino di rimpianto per quell'unico seme che mi mancava!
Fra poco mi farò un altro pokerino, London Lowball, in oratica un 7-card stud alla rovescia, la mano va al giocatore con la combinazione più bassa. davvero simpatico.

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Cronache dai tavolieri/4

20 agosto 2014
di Cosimo Cardellicchio

 

Le Mind Sport Olympiad del 2014 si chiudono per me con zero medaglie. La mia limitata partecipazione (solo 2 tornei quest’anno) è stata anche condizionata da altri fattori. Pero, però…non portare medaglie a casa non vuol dire che le cose siano andate male…Ci si ritrova con gli amici giocatori; se ne conoscono di nuovi; si stabiliscono nuovi contatti; si fa esperienza per una futura edizione, e sotto questi punti di vista non mi sento deluso da questa mia mini-partecipazione alle Olimpiadi.
Lunedì sera, 18 agosto, ho partecipato al torneo di Twixt, il primo grande successo commerciale del nostro Alex Randolph, presente nel programma delle MSO ininterrottamente dalla prima edizione del 1997. Pronostico chiuso perché, come nel 2012, erano venuti a Londra Florian Jamain e Jan Haugland, due forti giocatori di Little Golem, un sito in cui si radunano i migliori giocatori di Twixt del mondo. Florian mi ha detto che era curioso di questa esperienza del Twixt con avversari veri, in carne e ossa, e non con evanescenti bit di informazione. I 20 minuti a testa concessi per l’intera partita, poi, gli sembravano veramente pochi per questo gioco così complesso.
Gli ho chiesto se potremo mai organizzare un torneo di Twixt con giocatori reali, mettendo insieme i migliori di Little Golem, ma mi ha detto che è difficile. La classifica di Little Golem è dominata, fra gli altri, da polacchi, tedeschi e americani. Ovunque scegliessimo come sede, dovremmo anche motivare con premi in denaro di una certa entità coloro che dovranno intraprendere un lungo viaggio per arrivarci. Una medaglia e l’onore potrebbero non bastare.
Per quanto riguarda le cronache del gioco, il rating di Little Golem è stato rispettato: primo è risultato Florian e secondo Ian, dopo una lunga e accanita partita fra loro, in cui hanno danzato sul filo degli ultimi secondi a disposizione. I giocatori “normali” seguivano.Io ho la minima soddisfazione di aver giocato al mio meglio, e di aver fatto il possibile, contro questi due specialisti del gioco. Purtroppo, il mio meglio non basta per vincere contro di loro. Il mio rammarico riguarda le altre partite, con giocatori alla mia portata, di cui in almeno in due casi sono stato capace di buttare al vento una vittoria sicura. Verranno giorni migliori per il Twixt.
Martedì mattina, dopo aver passato quasi una notte in bianco a chiedermi come ho fatto a buttare al vento certe vittorie, ho partecipato al torneo di Oware. Lo scorso anno, eravamo arrivati primo/secondo a pari merito io e Jean Reschitzki, un professore ora in pensione dell’Università di Friburgo, in Svizzera. Jean ha passato decenni della sua carriera scientifica a studiare e a giocare le varianti del Mancala.
Quest’anno, invece, ha vinto l’inglese Paul Smith, con 5 vittorie su 5 partite. Medaglia d’argento per Dario De Toffoli, che l’anno scorso aveva mancato l’appuntamento con le medaglie a Oware.Io e Retschitzki, i vincitori dell’anno scorso, siamo finiti a metà classifica per aver perso due partite a testa. Io ho perso la prima contro Dario e la quarta contro Ian Haugland (lo stesso del Twixt). Eppure, in entrambi i casi, mi era sembrato di essere uscito bene dalle aperture e di stare controllando bene la situazione. Mah? Purtroppo queste partite, giocate a ritmo vorticoso e senza opportunità di prendere nota, restano sempre un’incognita e non si potrà mai sapere quando è stato commesso l’errore.
E’ bello, però, osservare che, in questo gioco millenario, la lotta per i primi posti è sempre aperta e il vincitore di un anno finisca più dietro nell’anno successivo. Vuol dire che c’è ancora da divertirsi.

Cosimo Cardellicchio

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Cronache dai tavolieri/5
20 agosto 2014
di Daniele Ferri

 

E' il mio terzo anno a Londra, alle Olimpiadi degli sport della Mente, quindi sono poco più di un pivello.
Ma fin dall'inizio, anche se qualche soddisfazione di medaglia me la sono tolta, il mio obiettivo era un altro, e oggi, 19 agosto, ho raggiunto il risultato.
VEGEtables, il gioco che ho inventato nel 2011, è diventato Disciplina Ufficiale del Mind Sports Olympiad e oggi c'è stato il torneo.
Dieci partecipanti, sei dall'Italia e quattro inglesi, si sono dati battaglia per quattro ore, in sei durissimi turni di gioco, il cui risutato finale è rimasto incerto fino all'ultima carta.
Alla fine la medaglia d'oro è andata al fortissimo Matthew Hatthrell, brillante giocatore multidisciplinare che conosco bene fin dall'edizione 2012, che ha messo in fila cinque vittorie consecutive dopo un primo passo falso al primo turno.
A pari punti, ma secondo per spareggio tecnico, l'amico Carlo Sgambati, che con le figlie Barbara e Sara mi ha accompagnato in quest'avventura di Londra 2014: una prestazione da vero campione, che solo una manciata di punti ha tenuto lontano dalla vittoria finale.
Medaglia di bronzo, e di questo risultato non posso che essere orgogliosissimo, a mia moglie Maria, che ha evidentemente ben assimilato gli "allenamenti" a cui l'ho sottoposta durante l'estate.
Concludo: se tre anni fa mi avessero profetizzato che il mio VEGEtables sarebbe arrivato a un palcoscenico così prestigioso, mi sarei messo a ridere.
Da oggi, invece, la strada è spianata e ringrazio l'amico Dario per lo spazio concesso a queste righe con cui informarvi: mi rifarò vivo dopo giovedì, quando potrò raccontarvi dei "miei" tornei: Rummikub e Computer Programming.

Daniele Ferri

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Cronache dai tavolieri/6
21 agosto 2014
di Dario De Toffoli

Ieri (mercoledì 20) Mensa Connection (che poi sarebbe Geniale di Knizia)  e Mastermind, solo una decina di giocatori per torneo, perché c'erano parecchi altri eventi in contemporanea e Lines of Action e 7 Wonders attirano più partecipanti.
In mattinata Mensa Connection; erano previsti 7 turni con 10 minuti a testa, ma naturalmente c'è la sorpresina, l'arbitro senza motivazioni, se non l'ignoranza del regolamento, ci fa fare 4 turni senza orologio. Vabbè, sorridiamo... Vinco bene le prime tre partite e mi ritrovo solo in testa alla partita finale... che perdo per un soffio contro il sempre temibilissimo David Pearce... film già visto, ci ritroviamo in testa in 4 a 6 punti (visto che 4 turni erano troppo pochi!) e per spareggio, impeccabilmente applicato secondo la norma prevista (wow!) mi becco il bronzo.
Pomeriggio Mastermind, arriviamo ma non c'è l'arbitro, vengono gli organizzatori, c'è stato un disguido (ma va!) e mi chiedono se posso farlo farlo io, pur giocando. Va bene, almeno io il regolamento lo conosco. Tutto fila più liscio dell'olio e dopo 5 dei 6 turni previsti siamo in 3 in testa con 3 e 1/2 su 5. Per il 5° torneo consecutivo mi è fatale l'ultima partita (devo decidermi a cambiare film!) e mi ritrovo con un altro bronzetto. Ma la soddisfazione è che l'oro resta in Italia, perché se lo prende Riccardo Gueci (grande!)
Nel torneino di poker nulla di particolare, mezza classifica senza infamia e senza lode sia per me che per Gueci.
Intanto però c'è un giocatore in fuga, l'inglese Matthew Hatthrell, che si ritrova con 4 ori (alcuni condivisi) e 2 argenti e comincia a fare un pensierino al Pentamind; vediamo se oggi o domani trovo il tempo per una piccola intervista. Kuusk e Khanderwal sempre attivi, ma non hanno ancora piazzato zampate decisive.
Una curiosità, a Khanderwal viene il mal di testa e lui per farselo passare cosa fa? Una bella partita a Scacchi exchange... dice che per lui gli scacchi, dopo il dormire e il passeggiare sono l'attività più riposante! Ok, mi arrendo!

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Cronache dai tavolieri/7
22 agosto 2014
di Dario De Toffoli

Siamo a giovedì.
Rinuncio al Rummikub, che per il terzo anno consecutivo viene vinto da Daniele Ferri (grande!) e scelgo Acquire, uno dei giochi che preferisco in assoluto. Una partita prende 2 ore secche (inclusa la preparazione), così sono in programma 3 turni tra mattina e pomeriggio, ma i giocatori sono tutti degli aficionados e chiedono il 4° turno, l'arbitro fa alzare la mano (tutti a favore e un astenuto) quindi acconsente, niente pausa pranzo, impegno a non pensare troppo e noi lo aiutiamo con preparazioni e conteggi. Non ho raggiunto il tavolo finale (sono arrivato 5°) , ma devo dire che è stata una bella giornata, perché tutti i giocatori che ho incontrato erano molto preparati ed è davvero una grande soddisfazione giocare a questi livelli: il piacere di far lavorare il cervello al meglio! Vince Peter Horlock su Tim Hebbes e Tony Niccoli.
Immediatamente dopo il solito torneino di poker, ques

ta volta stile omaha; raggiungo il tavolo finale (con i bui che si alzavano ogni 5 minuti perché dovevamo sgomberare) e finisco 7° perdendo due coin flip di fila. Alle 10:30 pm, dopo 12 ore ininterrotte di gioco... me ne vado a mangiare con Riccardo nella trattoriuccia Tuttobene, proprio sotto casa,

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Venerdì mi presento alla gara di puzzle-solving, si tratta di KenKen e Sudoku, ho visto gli schemi dell'anno scorso e mi sembrano affrontabili, in più la nostra Giulia Franceschini (che di sudoku è stata campionessa italiana) mi ha illuminato con due mezzorette di utile allenamento. Ma... c'è sempre un ma. Quest'anno i puzzle erano molto più difficili, perché troppi concorrenti l'anno scorso avevano risolto tutto. C'erano dei kenken 9x9 veramente inauditi. 16 schemi (8 e 8) e 3 ore e mezza per risolverli. Dopo un paio d'ore fondo e comincio a mettere numeri uguali nella stessa riga, a occhio raggiungo circa 2/3 del punteggio possibile, ma c'è chi in meno di 3 ore ha completato tutto... uhm... chi me l'ha fatto fare; comunque mi dicono che non sono arrivato ultimo (ma quasi), domani controllo.

Vabbè, ho fatto anche questa esperienza di gara, che mancava dal mio curriculum. Però ho pagato un caro prezzo, perché dopo lo sforzo mattutino non sono stato più in grado di competere ad Hare & Tortoise e dopo i primi due turni mi sono dovuto ritirare: peccato perché le "carotine" sono proprio un bel gioco. Insomma, devo mettermi in testa che gli anni passano e se ancora riesco a difendermi in qualche gara, la mia resistenza alla fatica mentale è inequivocabilmente calata... mannaggia!  :-)

Btw, ha vinto ancora Matthew Hattrell, ormai al suo quinto oro. Però sta salendo in cattedra anche il giovanissimo estone (16 anni) Martin Hobemagi, che è ormai a tre ori e che già lo scorso anno si era piazzato 5° assoluto nel Pentamind. Fortissimi questi estoni, Andres Kuusk ha fatto scuola e questo è il segreto perché un gruppo possa migliorare.

In serata niente gare, ma c'è stata la riunione del "committee", promossa anche dal rientro di Demis Hassabis, colui che davvero può fare la differenza. Il (difficile) compito di Etan è ora far crescere la manifestazione fino a un livello tale che possa interessare un grande sponsor globale (Google per intenderci), per poi farle fare il salto definitivo. Attrarre più giocatori per esempio coinvolgendo le associazioni delle singole discipline (cosa che si è cominciata a fare quest'anno con scacchi e bridge), portare tutti i tornei al livello di serietà che gli competono, cioè migliorare regolamenti e arbitraggi di alcune discipline, aprire al grande pubblico con una sala giocoteca dove chiunque può imparare e provare i giochi coinvolgendo magari il mondo della scuola, promuovere di più, per esempio con un sito web sempre aggiornato (che ci vorrà... basta una persona competente) e poi magari... ecc. ecc. ecc.
Beh, vedremo, intanto è già qualcosa che le MSO esistono, così io posso continuare a divertirmi! Oggi pausa... di sabato la sede resta chiusa (sic!, vedi cronaca 1).

 

Riccardo (oro) e Dario (bronzo) con le loro medaglie del Mastermind

 

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Una premiazione

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La riunione del "committee" per il rilancio delle Mind Sports Olympiad.
Da sinistra:
- Ankush Khanderwal (UK, ma nato in India, nell'Uttar Pradesh)
- Andres Kuusk (Estonia)
- James Vogl (campione sia di Poker - un braccialetto alle WSOP - che di Backgammon)
- Demis Hassabis (E' lui!)
- Dario De Toffoli
- Etan Ilfeld (l'attuale organizzatore delle MSO)
- Martyn Hamer (UK)

 

 

 

 

 

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Alain Dekker (Sud Africa), al centro

 

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Cronache dai tavolieri/8

23 agosto 2014
di Riccardo Gueci

 
Netto salto di qualità nell'organizzazione del torneo di Bridge alle Mind Sports Olympiad. Affidandosi intelligentemente a un noto circolo londinese tutto è stato perfetto, dai tavolini ad hoc, ai bidding box, ai board, alle mani pre-duplicate. al pc e stampante con il programma dedicato per il torneo, all'arbitro federale, alle classifiche immediate, insomma era davvero tutto a posto come sarebbero dovuti essere tutti gli altri tornei. 
Purtroppo i partecipanti non erano molti.
Puntavo molto sul Bridge. La tradizione italiana da pluricampioni del mondo ha un livello medio molto alto, e senza falsa modestia credo che avessi tutte le carte in regola per un buon piazzamento. Ma sì, sto arrivando! il Bridge è un gioco di coppia e il partner è ovviamente fondamentale. Fin dal primo giorno mi ero accordato per giocare con Ankush Khandewal, un buon giocatore visto all'opera l'anno scorso, ma all'ultimo momento per un equivoco mi da buca! Si scusa infinite volte, ma resta il fatto che resto senza compagno. Molto caninamente l'arbitro si adopera per trovarmene uno, ma certo mi sono dovuto adattare con una non 'eccelsa' qualità per usare un eufemismo. La prima sessione mattutina quindi va abbastanza male. Poi però il mio compagno mi deve abbandonare e fortunatamente viene sostituito dalla moglie dell'arbitro, Barbara Kay, finalmente una giocatrice di Bridge 'umana'. Vinciamo in scioltezza infatti la seconda sessione col 65%, ma sommata alla prima purtroppo non mi consente di arrivare a medaglie. Solo quarto. Un vero peccato non aver giocato con Barbara anche il primo tempo, ma va bene lo stesso. Vince una coppia di inglesi del club ossia Denise Miller e Rob Corrie davanti proprio ad Ankush in coppia con Meelis Kuldkepp, terzi infine Tige Nnando e Bharat Thakrar.

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