[Affiliate in Gioco] TdG Grosseto: 7 Wonders

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7 Wonders

Capita qualche volta che, durante le serate associative di “BANDUS! Tana dei Goblin Grosseto”, ci siano troppi giocatori, ma allo stesso tempo troppo pochi. Pochi per apparecchiare due tavoli, troppi per giocare tutti insieme allo stesso tavolo. O meglio troppo pochi per giocare ad un gioco un po’ più impegnativo di qualsiasi party game. In queste occasioni la scelta cade sempre più spesso su “7 Wonders”, che con le sue espansioni, si rinnova continuamente, sebbene non tutte siano gradite dal nostro gruppo alla stessa maniera.

Capita qualche volta che, durante le serate associative di “BANDUS! Tana dei Goblin Grosseto”, ci siano troppi giocatori, ma allo stesso tempo troppo pochi. Pochi per apparecchiare due tavoli, troppi per giocare tutti insieme allo stesso tavolo. O meglio troppo pochi per giocare ad un gioco un po’ più impegnativo di qualsiasi party game. In queste occasioni la scelta cade sempre più spesso su “7 Wonders”, che con le sue espansioni, si rinnova continuamente, sebbene non tutte siano gradite dal nostro gruppo alla stessa maniera.
 
Simone “Exige84” mi ha inviato le sue personali impressioni di questo titolo che sin dalla sua uscita ha mietuto successi a raffica, il più noto dei quali è lo “Spiel des Jhare” 2011. Le edizioni si sono moltiplicate in tutto il mondo, per l’Italia ci ha pensato ASTERION localizzare il gioco e tutte espansioni passate e future.
La durata di ogni partita (che si attesta sui 30/45 minuti), le regole semplici da spiegare ed uno sfizioso meccanismo di draft lo rendono appetibile a tutti e sembra che nessuno sia rimasto scontento.
Simone: “Premetto subito che 7 WONDERS è uno dei miei giochi preferiti, se non addirittura quello che prediligo in assoluto. Probabilmente per via del mio passato di giocatore di Magic, che per certi aspetti lo ricorda sia perché si tratta fondamentalmente di un gioco di carte, ma anche per il sistema di draft (Ndr: il sistema draft, per chi ancora non lo conoscesse, è questo: dato un mazzo di carte, se ne sceglie una per te ed il resto delle carte viene passato al giocatore successivo).
Le variabili che influiscono sulla scelta di ogni singola carta sono davvero tante: non c’è da tenere sotto controllo solo la nostra plancia, ma anche (e molto bene!) quelle dei nostri “vicini” di gioco, i quali possono interagire con noi vendendo, comprando e infine combattendo. (NdR: in 7 Wonders i giocatori rappresentano delle civiltà che confinano con quelle dei giocatori che ciascuno ha a destra e sinistra. Civiltà confinanti possono commerciare e farsi la guerra reciprocamente….)
Secondo me, 7 Wonders è uno di quei giochi che, una volta terminata una partita si avrebbe anche la voglia immediatamente di farne un'altra per studiare subito un’altra strategia o comunque per provare a realizzare in maniera diversa i propri obiettivi.
La durata non eccessiva ed il veloce scorrere delle carte in mano rende questo gioco davvero un “concentrato di attenzione e riflessione strategica”, dove ogni minuto sei chiamato a dover scegliere e veder concretizzare le tue scelte: questo non significa che il gioco è frenetico o che sfocia nel caos, ma semplicemente che in quella mezz’ora circa di gioco non c’è tempo per distrarsi, c’è solo da tenere alta l’attenzione e cercare di massimizzare il rendimento di ogni singola scelta.
Trattandosi di un gioco di carte però, è evidente che per poter giocare bene è necessario conoscere (o per lo meno sapere) che tipo di carte possono arrivare tra le proprie mani: per questo motivo, penso si riesca ad essere veramente competitivi solo dopo alcune partite.
I disegni e la grafica aiutano a rendere piacevole l’esperienza di gioco, la simbologia usata è di facile intuizione, ed infine una nota sul numero massimo di giocatori che è sette, raro per altri giochi. 
Un gioco che deve esser sempre tenuto a portata di mano!
“7 Wonders” è un must nella nostra associazione. Ci giocano molte persone proprio per i punti che Simone ha voluto evidenziare: elevato numero di giocatori possibili, durata breve, intensità dell’esperienza di gioco e voglia di fare subito un’altra partita.
C’è da dire che il numero di giocatori può aumentare ed arrivare a 8 con l’espansione “Cities”, con la quale due giocatori seduti vicini danno luogo ad una alleanza di civiltà che “combattono” lo sviluppo di altre tre. Questa espansione permette, secondo me una interazione ancora maggiore, un livello strategico superiore e condiviso ed un coinvolgimento più intenso. Due parole sulla recente espansione “Babel” che ha fatto la sua apparizione sui nostri tavoli appena prima di Natale. Andrea “ItalianTaz” ha sbollato la scatola davanti a noi e abbiamo subito giocato: la sensazione alla fine è stata contrastante. BABEL forse disorienta. Le carte ora hanno un paio di utilizzi in più e sembra che l’obiettivo finale del gioco venga messo in secondo piano rispetto al fatto di pararsi le ciapett’ dai malus alla fine di ciascuna era. Al primo colpo, l’espansione ci ha lasciati dubbiosi, ma serviranno almeno altre 3-4 partite per prendere le misure. Staremo a vedere.
Recentemente il gruppo di giocatori di “BANDUS! Tana dei Goblin Grosseto” ha ricevuto il guanto della sfida da parte di “Save the Meeple” di Firenze…. Vedremo come andrà a finire.
 
Voto: 8.5 / 9
 
Simone "exige84"