Diplomacy: Report dal WorldDipcon 2014

Ho giocato a...
Eventi e Tornei

WorldDipcon 2014 – Mondiali di Diplomacy

Chapel Hill, North Carolina, 23-25 maggio 2014

Dal 23 al 25 maggio, si è svolto a Chapel Hill, North Carolina, il Mondiale di Diplomacy a cui ha partecipato un nostro valoroso connazionale, Filippo Lonardo, romano ma recentemente trasferitosi in Canada per lavoro.

Ecco il suo gradito resoconto finale!

"Torno dal mondiale di Chapel Hill con un pizzico di amarezza.

Descriverò più avanti le partite; inizierò invece con la descrizione del sistema di punteggio di questo torneo che in modi che non potete immaginare (se non leggerete questo post!) ha reso frustranti tutte le partite che ho giocato.

Gli “scoring system americani sono condizionati dalla mancanza di un limite temporale alle partite, tanto che non è improbabile chiudere con 18 centri (ed è chiaro che ci vogliono tanti anni di gioco per chiudere a 18 - e forse altrettanti anni di vita prima di vederlo succedere nel gioco europeo). Questa caratteristica dell’Hobby americano non si può certamente criticare. A parte che proprio qui l’Hobby ha visto i suoi natali, il desiderio di poter competere per i mitici 18, anche a costo di sacrificare qualche ora in più al gioco, è un fattore di per sé stimolante.

I "solo" (1) sono comunque infrequenti. Ben prima che un giocatore tenti di riuscire dove Napoleone ha fallito, si formerà una coalizione tra gli altri giocatori con l’unico obiettivo di impedirglielo, creando una linea di stallo che difficilmente il bastardo riuscirà a superare. Anzi, a volte sarà costretto ad arretrare, normalmente a vantaggio di una o due delle potenze a lui confinanti. Ma nemmeno loro potranno conquistare troppi centri senza rischiare uno “stab” (2) degli altri alleati. Anche qui, alla lunga si formano, in maniera del tutto naturale, delle linee di stallo. Normalmente, si arriva ad una patta in tempi ragionevoli. E fin qui, diverso, ma magari altrettanto interessante, no?

Il problema di Dixiecon – se è permesso giudicare – è stato lo “scoring sistem”, definito “draw-based”, ovvero che incentiva la patta più della vittoria.

Nei sistemi cui siamo abituati, la patta, se votata unanimemente da tutti i giocatori rimasti in vita, cristallizza il risultato del tavolo, per cui la posizione in classifica è determinata dal numero di centri posseduti alla fine dell’ultimo autunno. Ci sono alcune varianti: nel sistema francese, ad esempio, se due giocatori hanno lo stesso numero di centri dopo che la patta è stata votata, dividono i punti della loro posizione; in quello italiano, d’altro canto, non esiste il pareggio per nessuna posizione.
Nel sistema di Dixiecon, invece, nella patta le potenze vincitrici (e quelle perdenti) sono "nominate" dal giocatore che chiede la patta e prenderanno un numero di punti uguale tra loro indipendentemente dal numero di centri controllati. In altre parole, nel chiedere la patta si precisa quali e quanti giocatori saranno considerati vittoriosi (es. Germania e Gran Bretagna, oppure, Russia, Turchia e Francia). Se è una patta a due, entrambi i giocatori avranno 170 punti, a tre, 130 punti, a quattro, 106 punti, e così via fino alle (non improbabili) patte a sei. Chi resta fuori dalla patta ottiene un punteggio pari al numero dei centri moltiplicato per 4. Questo però condiziona profondamente il gioco. Per farvene rendere conto, descriverò le partite che ho giocato.

 

Partita 1

E’ un tavolo di finti tonti. Mi tocca in sorte l’Italia.

Trovo spazio per una Lepanto (3), ma TUR e RUS non rimbalzano nel Mar Nero. Mi preparo a contrastare il Juggernaut (4), ma ENG sbarca in Norvegia, GER prende il Belgio e FRA fa flotta a Marsiglia. Nella mia prima partita del mondiale 2014 sono tra un Juggernaut E una Triplice. Io impreco, l’Austriaco bestemmia. Passo tutta la partita a tentare di rompere le due alleanze. Convinco il turco che per ora non deve attaccarmi, per costringere il francese a stabbare il tedesco. Il giocatore turco forse pecca d'impazienza e, non appena l’Austria è (quasi) finita, senza preavviso stabba il russo. Per carità, mi leva di dosso un po’ di pressione, ma è comunque chiaro che se voglio ancora cavare fuori qualcosa dalla partita devo far rompere la triplice; spero almeno che con FRA stallata nel Mediterraneo occidentale e il russo fuori gioco, ENG o GER stabbino il francese per tentare la vittoria. Non succede. Anche se il francese continua a non prendere centri, ogni turno ENG fa flotte a Edimburgo e armate a Londra e ad un certo punto leva pure Mare del Nord, mentre il tedesco lascia sempre Monaco libera. Il turco capisce che deve sostenermi fino alla fine, ma quando l’inglese entra a Sebastopoli, il tedesco a Venezia e la Francia a Roma (chiudo con Tunisi e Napoli) senza che ci sia stato uno stab in Francia, è inesorabilmente chiaro che nonostante fossero passati 10 anni di gioco la Triplice non si sarebbe rotta. Votiamo la patta, assegnando la vittoria a Francia, Germania e Gran Bretagna. Frustrazione. Non riuscivo a spiegarmi per quale astrusa ragione GER e GB non abbiano tentato di vincere, nonostante ne avessero chiaramente avuta la possibilità. Me lo ha spiegato qualcuno poco dopo: “qui si fa così. Ti scegli subito gli alleati tra le persone che conosci e se non puoi fare 18 centri, giochi per la patta. A due o a tre c’è poca differenza, per cui è meglio non tradire”. Continuo ad imprecare.

 

Partita 2

Mi tocca la Russia.

In Inghilterra c’è un ex campione del mondo, per cui mi accordo con la Francia (giocatore con cui ho già giocato, anche lui campione del mondo) per spartircelo e, forte del fatto che non avrò Triplici tra i piedi e che in Germania c’è un nuovo giocatore, mi accordo con il turco per lo Juggernaut. Il giocatore italiano però è fortissimo, l’AUS lo segue dall’inizio della partita e TUR fa DUE “misorders” (5) cretini e se lo bevono. Decido di cambiare fronte, ma non so in che direzione. L’Italia conquista i centri Turchi, la Francia si ingrandisce in Inghilterra e la Germania una volta aiuta ENG, l’altra FRA un’altra ancora me per prendere la Svezia. Offro un’alleanza all’Italiano contro l’Austriaco e all’Austriaco contro l’Italiano. L’Italiano rifiuta, l’Austriaco accetta. Ottimo per me, visti tutti quei carretti rossi. Entriamo in TUR e isoliamo le truppe italiane (AUS entra a Venezia). L’ITA scende di 2 centri, ma invece di sbandare (6) i pezzi in TUR sbanda i pezzi in Italia (che resta a coprire con gli spiccioli) e dichiara di voler votare una patta dove lui non sarà vincitore. Il francese si fa due conti: sa che non può arrivare a 18, ma sa anche che non ha senso per lui radere al suolo l’Italia, che già aveva detto di non voler partecipare alla Patta e quindi non voler dividere il piatto. Decide quindi di concentrarsi contro di me (RUS a 8 o 9 centri) con l’aiuto del tedesco. La Scandinavia è loro in breve tempo. AUS, visto che FRA non ha raso al suolo l’Italia (anche qui, con mio sommo - iniziale - stupore) e che invece gli mette due truppe a disposizione per invadermi, capisce che se vuole tenere la posizione deve riallearsi con l’Italia contro di me. In due minuti capisco che ho tutto il tabellone contro. A quel punto, chiedo la patta a tre con me fuori. Ed è una scelta saggia, visto che chiudo con la Russia a 7 centri e prendo 28 punti, ma che in un anno ne avrei persi 4. Finisce AUS 8, GER 6, FRA 10 (centro più, centro meno). I bastardi si beccano 130 punti l’uno.

 

Partita 3

Austria. Ok, mi va sempre di giocare l’Austria (almeno nelle convention internazionali ).

Non conosco nessuno al tavolo, ma va bene, mi sembrano giocatori tranquilli e visti i risultati precedenti ho voglia di fare un "solo". Imposto la partita sulla fiducia negli alleati e mi dedico alla Turchia con il russo e l’Italiano. Sembra andare tutto tranquillo: i Balcani sono subito miei, tranne la Grecia che concedo all’Italiano (che mi chiede di sbarcare... ok, che ti devo dire... ma dice di costruisce solo flotte e poi lo fa) mentre il russo si impegna in Turchia e in Scandinavia. La Francia e la Germania nel frattempo pensano all’Inghilterra. Dico a me stesso: ok, sto giocando secondo le regole, designato il nemico, con gli alleati lo spacciamo velocemente e poi creiamo una bella linea di stallo per fare la patta (ma io devo vincere, per cui probabilmente ad un certo punto tradirò qualcuno).

L’Italiano sviluppa la Lepanto in maniera LENTISSIMA, e continua a coprire Venezia. Ha i pezzi tutti sparsi e si difende anche quando non dovrebbe, ma soprattutto, tiene sempre aperta la possibilità di uno stab nel caso di un mio sbilanciamento. Tutti mi dicono: è il suo stile di gioco, va piano, si difende, non ti darà fastidio. Ma quando gli propongo linee di gioco va in paranoia. E continua a distrarmi le truppe. La Turchia continua a non cadere (in pratica, l’Italiano non la attacca mai) e nonostante io sia parcheggiato in Bulgaria (con un’armata) il russo non prende BLA. Impensabile che dopo 6 turni di gioco un attacco Italia-Austria-Russia alla Turchia non abbia ancora successo, ma la flotta italiana in East Med è usata malissimo. In pratica, l’Italiano non sta al gioco, si posiziona e basa la sua partita sull’assunto che nessuno lo attacchi. Che palle, penso. Anche perché nel frattempo, GER e FRA si dedicano anima e corpo a buttare l’inglese fuori dal tavolo. Mi posiziono anche io a nord, ma commetto un errore di prospettiva: vista la lentezza dell’apertura italiana, dando per scontato che con la Francia così forte e l’Italia così passiva, se ancora ho speranze di vincere posso mangiare solo in Italia, propongo un accordo al francese: appoggiarlo in Germania in cambio di uno stab concordato in Italia, ragionando sul fatto che il russo potrà tranquillamente entrare in questa alleanza (leggi “patta”) a tre, purché si finisca la Turchia. Propongo lo stesso al russo. Entrambi accettano. Appoggio il francese a Monaco ma... lui non appoggia me a Venezia, costruisce solo armate e rivela subito il mio piano all’Italiano.

Bene - mi dico - il francese non mi rende il favore, e a ben guardare, la canaglia fa anche bene: per la prima volta vedo qualcuno che tenta di vincere! A questo punto, mi sembra logico presumere che si capovolgano i fronti. Francese e italiano cominciano a giocare insieme a sud e a est (l’Italia fa il “minion” (7)). Trovo logico proporre alla Russia una tregua in Turchia, che è compressa ma ancora vitale, con due flotte a Costantinopoli e in Egeo (non un gran problema per me). La Russia ha visto l’ingrandimento della Francia ed ha messo su una linea di stallo in Germania e accetta e il Turco ovviamente accetta anche lui, ma appena attacco l’Italia... mi stabbano! Ora, io ragiono: se giocassimo in Europa non li biasimerei per il fatto di andare a caccia di centri mentre il tempo sta per scadere. Ma senza un tempo limite, la Francia ha abbastanza tempo per diventare un gigante. E lo fa! entra a Trieste con supporto italiano, stabba l’Italia, prende Norvegia e va a 15 centri (mie imprecazioni: “ma siete matti? Chi ve l’ha fatto fare di prendervi questo rischio?”). A quel punto tutti contro il francese, si forma una linea di stallo (con me dentro) e finisce in patta (con me fuori).

Gli errori di valutazione si fanno, soprattutto se non conosci le persone con cui giochi. Ma il problema era sempre lo stesso: partivo con la voglia di vincere. Sono sopravvissuto, ed ho riflettuto sul fatto che, banalmente, avrei dovuto solidificare la posizione e partecipare alle linee di stallo per chiudere con la patta, e solo in caso di clamorosa scarsità di uno dei giocatori avrei dovuto provare a vincere. Capito questo, potevo giocare la prossima partita con il cuore più leggero (e magari, anche divertendomi con qualche mossa un po' più pazza!).

 

Partita 4

Tavolo di giocatori internazionali e vogliono tutti divertirsi. Mi capita la Francia.

Subito Triplice, Juggernaut (addirittura, si accordano per distruggere la flotta russa in BLA) e Lepanto. A quel punto non mi importa più, accetto di giocare per la patta ma voglio dare brio al gioco e propongo mosse pazze. Invece di prendere la Spagna mando in NAO la flotta di MAO ad aiutare contro la Russia. Follia, ma gli alleati sembrano divertiti e accettano il gioco. La Russia perde per sempre il nord e il Juggernaut collassa quasi subito, ne fa spese la Turchia (stab congiunto di Aus e Rus). L’Austria stabba poi l’italiano e il russo per provare a vincere, ma si crea la linea di stallo e finisce in patta (Fra, Ger, Eng, Aus). Stavolta con me dentro. Partita divertente, ma condizionata dal fatto che i giocatori internazionali (la maggioranza nel tavolo) avevano voglia di divertirsi, più che di vincere.

 

Conclusioni

I numeri sono molto chiari: su 40 partite, 2 vittorie, 2 patte a due, 21 patte a tre, 9 patte a quattro, 3 patte a cinque, 1 patta a sei, 2 patte a sette. Il commento di quello che credo sia il più anziano giocatore di Diplomacy è stato: “a pretty poor demonstration of good Diplomacy playing. Three quarters of the games ended in 3 or 4 way draws?” (“una misera dimostrazione di buon gioco a Diplomacy. Tre quarti delle partite finite in pareggi con 3 o 4 giocatori?”). Infine, è stato reso noto che Dixiecon è stato l’ultimo torneo che si giocherà con questo sistema di punteggio: d’ora in avanti, negli USA si abbandona il “Draw-based system” e si cominciano piuttosto a contare i centri di produzione. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

Ulteriore pecca: i sorteggi.

Non sono stati fatti al computer. Nei primi tre turni, i giocatori internazionali non si sono quasi mai incontrati, nell’ultimo, erano quasi tutti concentrati su tre tavoli. Non c’era neanche un’iscrizione alla partita, per cui qualche dubbio sul fatto che ci sia stato un controllo sulla composizione dei tavoli è sorto.

Quanto ad un giudizio più generale, sono combattuto.

Cercando di adoperare tutta l’umiltà di cui sono capace, ho visto delle distorsioni che non mi sono piaciute e sui tavoli, in effetti, non mi sono divertito. Riconosco però che ciò è in buona parte conseguenza dalla mia incapacità di adattarmi rapidamente allo stile di gioco, forse perché sciovinisticamente sono troppo attaccato al mio. Di fatto, prescindendo dalla dimensione personale ed osservando il tutto in un’ottica il più possibile neutrale, è semplicemente un altro modo di giocare. Se devo fare un paragone, mi viene in mente il giocatore di poker che dopo aver giocato sempre il Draw Poker (che ironicamente vuol dire sia “pesca” sia “patta”) passa al Texas Hold’em: è un altro gioco, anche se con le stesse regole di base. Per cui, è il caso di prendere il meglio dell’esperienza: è stato bello scoprire una variante così particolare dell’Hobby, un modo così diverso di giocare. Mi ha dato senza ombra di dubbio una visione "dall'alto" o comunque "da più in alto", ed alla fine, sono lieto di avervi partecipato. Porterò questo con me.

Filippo Lonardo

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Ringraziando l'amico Filippo per il suo ottimo resoconto, ed invidiandolo profondamente per la sua bellissima esperienza, segnalo che l'Europeo di Diplomacy del 2014 si svolgerà a Roma mentre il Mondiale 2015 avrà luogo a Milano!

EuroDipCon/WorldDipCon

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(1) Vittoria di un’unica potenza a 18 centri

(2) dall’inglese “to stab”: pugnalare, assalire

(3) Particolare combinazione di ordini di inizio partita dell’Italia:

Primavera 1901
Armata Roma—Puglia
Armata Venezia HOLD
Flotta Napoli—Mar Ionio

Autunno 1901
Armata Puglia-Tunisi
Flotta Mar Ionio Trasporta Armata Puglia Tunisi

Inverno 1901
Costruzioni di una Flotta a Napoli

Primavera 1902
Flotta Mar Ionio—Mediterraneo Orientale
Flotta Napoli—Mar Ionio
Armata Tunisi HOLD

Autunno 1902
Armata Tunisi-Siria
Flotta Mar Ionio Trasporta Armata Tunisi-Siria
Flotta Mediterraneo Orientale Trasporta Armata Tunisi-Siria

http://en.wikibooks.org/wiki/Diplomacy/Alliances

http://www.diplomacy-archive.com/resources/strategy/articles/lepanto.htm

http://wiki.webdiplomacy.it/index.php?title=Introduzione_alla_Strategia_di_Apertura_Austriaca

(4) Stabile alleanza Russo_turco

http://en.wikibooks.org/wiki/Diplomacy/Alliances

http://www.diplomacy-archive.com/resources/strategy/articles/juggernaut.htm

(5) ordini scritti in maniera irregolare

(6) scioglimento, eliminare/togliere unità

(7) accettare passivamente le proposte dell’alleato