La ludica commedia - Inferno, canti V e VI

Dante e la Divina Commedia
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Prosegue la discesa del buon Darcy verso gli abissi del gioco da tavolo.

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Giocatori

Canti I e II

Canti III e IV

Canto V

A tal punto ripresi la via

che da tetra palude stigia

mena ove si purga eresia.

 

Stavan qui con aria bigia

dei dannati: arsi i capelli,

la pelle alquanto grigia.

 

“Che vi capitò, fratelli?”

domandai a uno; disse

“Ci misero sui fornelli.

 

Abbiamo le leggi infisse

infranto; ecco punizione

per aver cagionato risse.

 

Con fin troppa passione

criticavo chi facea vanto

d’aver seco un giocone.”

 

E allor di eresia il manto

cadde su Paolo Valentino.

Mi mossi di poco accanto:

 

“E per voi qual destino?”

volli saper con cortesia.

“Che v’importa, puttino?

 

“Via da qui, andate via!”

Tonante come un gong

la voce uscì con frenesia,

 

come il fumo dal bong.

Poi ei con gran burberità

disse: “Ti meriti Gugong!”

 

Risposi: “Forse è verità;

ma almen in codesto loco

non ho la tua longevità.”

 

Rise amaro, stette al gioco,

mi spiegò alfin ch’era uso

far d’ogni dialogo un fuoco.

 

Annuii, ma ero confuso.

“Fosti violento. Perché

tra gli eretici sei incluso?”

 

“Il loro cerchio, ahimé,

crollò: lor perenne rogo

ha bruciato il parquet.”

 

Ecco allor che tal sfogo

mi die’ sì ben contesto

di tan immenso luogo.

 

“Cosa guardi, foresto?”

chiese ancor il derelitto

“Il mio sito t’è indigesto?”

 

“Affatto”, ammisi afflitto.

“Forse d’andar oltre è ora:

via dal loco senza soffitto.”

 

“E lasciarmi solo ancora?

Senza nessun da assalire?”

Era questa in tal dimora

 

infatti punizion da patire:

un’eternità senza nessuno

su cui avvolger le spire.

 

Il momento sì opportuno

colsi: lasciai allor di sasso

il tan loquace importuno

 

e proseguii più in basso,

verso ben altri violenti

e lor giusto contrappasso.

divina commedia

Canto VI

Appen laggiù vidi poscia

muovere l’oscura figura:

non poca era l’angoscia.

 

Mossa co’ da gran paura,

senza guardar che avanti

menava a una cella scura,

 

i passi suoi assai pesanti.

Le celle facean un alveare,

certo de li più aberranti;

 

volsi presso quelle bare:

guardai; subito mi colpì

lor spettral luce lunare.

 

In ogni cella che stava lì

tristi figuri che giocava.

là in tre, con Venerdì:

 

funesti con le carte stava.

Oltre vidi con sgomento

che, la bocca con la bava,

 

in due nel lor isolamento

sul tavol avean El Grande

e giocavan con lamento.

 

“Che fa per queste lande?”

mi si palesò uno di loro

e mi fe’ le sue domande.

 

“Qual colpa han costoro?”

Chiesi con gran curiosità.

“Con ben poco decoro

 

in vita noi – che oscenità

- vollimo provar a creder

di poter ignorar scalabilità.

 

Or eccoci l’anima a leder:

nella mia cella siamo otto

con sol Ganz schön clever.

 

Da patema avei fiato rotto,

ma mi trattenni e repente

volli allor scendere di sotto.

 

Stava lì moltissima gente,

- ah, qual res fanstastica.

Ma nessun facea niente:

 

Eran tutti roccia clastica.

Volli capir quel disagio

e vidi ch’eran di plastica.

 

“Puoi parlar, pur adagio?

Chi sei? Qual la cagione?”

“Io son mod, detto Magio.”

 

Rispose ei con le buone.

“E ho codesta copertura

ché rigettai Alta tensione”.

 

Capii allora la lor natura:

d’un classico dissero male

e or si trovano miniatura.

 

Poi s’udì un canto irreale:

di Wingspan gli uccelli,

come scherzo infernale,

 

sulle statue aprir i ugelli:

a portar ancor tormenta

la merda come ruscelli.

 

Questo a lor rammenta:

ora son così, allor avean

Imperial duemilatrenta.

Commenti

Signor Darcy, lei ha del vero talento!

Complimenti per le rime con Gugong e parquet! 

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura.

D.F. Wallace, Infinite Jest

Bravissimo! Vogliamo un canto su hq25

Apostoli al fosforo illuminano Infedeli Blu. Saporedelferronellefauci

Bravissimo! Vogliamo un canto su hq25

Ma tipo di quelli che sono defunti nell'attesa oppure quelli che quando finalmente è arrivato, non hanno voluto giocare a nient'altro che a hq25 per tutto il resto della vita? :DDD

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura.

D.F. Wallace, Infinite Jest

Su HQ25, visto quante ne sono successe, può fare qualsiasi canto.

Apostoli al fosforo illuminano Infedeli Blu. Saporedelferronellefauci

Sempre al massimo. Opera da includere nelle antologie :)

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