La mia meccanica preferita: Flamme Rouge e la scia

Se si parla tanto di Flamme Rouge, al di là dei premi, è perché - pur in un impianto di gioco di una semplicità disarmante - contiene un paio di trovate di un'efficacia spaventosa

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Flamme Rouge

In un gioco dal regolamento semplicissimo come Flamme Rouge, in genere non ci si aspetterebbe un'attenzione per i dettagli così alta; eppure tra gioco base ed espansioni compaiono - e sono felicemente riprodotti - salite, discese, tratti in pavé, addirittura il disturbo del vento a seconda dalla direzione in cui spira.

Soprattutto, sono presenti due elementi che caratterizzano tantissimo questo sport meraviglioso: la stanchezza degli atleti e le scie.

Flamme Rouge: ciclisti
La prima viene risolta - elegantemente - con carte di bassa resa che vanno a riempire il mazzo di pesca di acido lattico: una sorta di contro deck-building davvero interessante, pur se il sistema è tutt'altro che originale.

Le scie, invece, sono demandate a una regola tanto semplice, quanto dannatamente funzionale: alla fine di ogni round, partendo dal fondo, ogni corridore o gruppo di corridori che si trova esattamente a distanza uno da chi sta davanti colma la distanza, come avviene spesso nelle gare: non è raro vedere un ciclista in rimonta, magari dopo essere rimasto attardato da un guasto meccanico, recuperare in fretta sfruttando prima la scia delle auto ammiraglie (nei limiti del consentito, quantomeno) e poi quella del gruppo.

Beninteso, partire dal fondo fa sì che un singolo corridore può trovarsi a fare anche più di un balzo in avanti in tale fase: se ben giocata, questa possibilità consente di risparmiare carte preziose in vista degli ultimi decimetri di corsa.

Silenziosa velocità

Con le ovvie e debite approssimazioni del caso, e contando anche le modifiche alla regola previste per esempio per la salita (dove, vista la velocità decisamente minore dei ciclisti, le scie sono del tutto ininfluenti), quella prevista dagli autori è una simulazione del tutto soddisfacente, in grado di imprimere al titolo un pur vago senso di ambientazione e peraltro senza introdurre alcuna complicazione di sorta. Per quanto mi riguarda, uno splendido esempio di come dovrebbe essere un buon riempitivo - che pure, sia chiaro, non è esente da problemi, legati perlopiù all'ergonomia; ma di questo ora non ci interessa.

A parlare sarà il fatto che io adori questo sport; ma non credo sia un caso, insomma, se quelli del gioco dell'anno hanno voluto premiare questo titolo danese.


 

Commenti

Non so dirmi il perché ma non mi aspettavo Flamme Rouge alla rubrica "la mia meccanica preferita". Sono felicissimo che tu abbia scritto questo articolo perché questo gioco mi piace un sacco anche se il 90% degli sprint li vince mia moglie con un mazzo pieno di carte fatica contro i miei mazzetti snellissimi! Ahaha. Correggimi se sbaglio la meccanica delle carte fatica è molto simile a quella di colt express delle carte proiettile neutrale ma qui ha più senso. La scia è fantastica! Ti rifarò sempre i complimenti per la rubrica perché è stupenda e illuminante! 

Quando faccio un acquisto valuto sempre di comprare un gioco con una meccanica originale e diversa da quelle che ho già. Ritrovare un acquisto in questa rubrica mi gasa un sacco!

Devo dire che il primo a parlare di questo gioco sul web è stato Teooh! (Almeno che io sappia..) nelle sue recensioni sono presenti molti riempitivi non banali. Quindi permettimi di fare i complimenti anche a lui!

Luca Locompetitivo

Non te lo aspettavi anche perché non hai visto che questa puntata l'ha scritta il Signor Darcy :p

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Batte pure Leader 1?

Batte pure Leader 1?

Non l'ho giocato; ma parliamo di un gioco di tutt'altro spessore, volutamente molto più simulativo. "Flamme Rouge" alla fine è un riempitivo.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Un'eleganza e una resa dell'ambientazione incredibile, considerando le 4 regole in croce.

Un filler che può diventare benissimo il piatto forte della serata se abbinato all'app che permette di gestire un intero Tour, tenendo traccia della fatica accumulata dai ciclisti, dei tempi e del punteggio.

Agz è vero non mi ero accorto che era Darcy! Ahaha.

L'ho trovato spesso sulle mie posizioni anche su fb. Peccato non saper scrivere come lui!!!!  Grandi

 

Luca Locompetitivo

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