Non c'è fustella per cinghiali (LC&G report)

A Lucca i cinghiali sono in via d'estinzione. Si narra che un tempo girassero liberi per la fiera e che dominassero incontrastati sui tavoli delle aree boardgame. Ora per ovviare al problema si è creato un “Angolo del cinghiale” a salvaguardia della specie. Coraggiosi dimostratori ed altrettanto coraggiosi giocatori difendono il loro piccolo angolo privo di alea dall’assalto dei pericolosi “mordi e fuggi". Io faccio parte di questi ultimi , affamato di giochi brevi e leggeri!

Report
Giocatori

E’ ormai risaputo che le fiere non sono il posto ideale per provare giochi di un certo peso. Se poi ci aggiungi che l’hobby del gioco è in aumento, il gioco è difficile ed il caos rende l’ascolto difficoltoso, gli 88.409 visitatori venerdì, la pioggia incessante ed il padiglione non atto a supportare tutti i player presenti, inizi a capire che è ora di adattarsi. E’ ormai mia politica evitare di andare in fiera e voler per forza provare quel gioco tanto chiaccherato da 3 ore e mezza a partita. Non ci provo neanche. So che ci saranno momenti più propizi. Quindi mi siedo dove capita e provo per lo più giochi scanzonati, divertenti, brevi ed adatti ad essere capiti in quel momento della giornata. Ecco che parto quindi con la carrellata di party game e giochi per famiglie provati a questo Lucca Comics&Games in quei pochi momenti liberi in cui mi sono potuto rifugiare al Carducci. Dato la dialettica simpatica che ti entra nel cervello i voti saranno in stile lucchese , non aspettatevi numeri…in tutti i sensi (non me ne vogliano i toscani).

Similo

Party game cooperativo da 2 a 8 giocatori (ma volendo anche 100) in cui dovremmo far indovinare uno dei 12 personaggi sul tavolo (pescato in anticipo dal giocatore che deve far indovinare e poi mischiato insieme alle altre carte) utilizzando come indizio altre carte che avremmo in mano. L’indizio si dà giocando un personaggio dalla mano: verticale se ha somiglianze con quello da indovinare, orizzontale se non ha cose in comune o è in qualche modo in contrasto. Poi ogni turno si eliminano carte finché non rimane quello giusto oppure lo si elimina portando così la sconfitta.
Similo
Similo a casa post fiera

Meccaniche simili ai vari Mysterium e One key ma tutto condensato in 10 minuti di gioco ed un mazzetto di carte con custodia richiudibile. Prezzo piccolo come il gioco. Puntate la versione Fiabe se volete giocare con tutti, versione Storia se siete tutti appassionati e conoscete bene l’argomento, entrambe mescolate se vi volete male e volete complicare un gioco che già cosi non è per niente facile da vincere. Ps: Si! È una riedizione di Hall of fame. Non stressate.

Voto : Fatto a modino

Honga

E dopo il "fantastico" gioco (Tal der winter) che insegna ai bambini tedeschi ad abbattere barili di alcool, commettere furti ed annegamenti, finalmente si libera il tavolo di Hongaaaa!, candidato gioco dell'anno ma semisconosciuto ai più. Questo e la grafica accattivante mi avevano fatto venire la voglia di provarlo il prima possibile. Le aspettative non sono state deluse. Il gioco nella sua meccanica è semplice. Prendo una tessera tonda e la piazzo sulla plancia. Faccio l'azione corrispondente e prendo risorse. Fine. C'è solo una piccola regola di piazzamento da rispettare: un'azione deve essere rivolta verso la gelosa tigre Honga. Oppure verrà a farvi visita mangiando il vostro pesce, poi le altre risorse ed infine tutti i vostri punti vittoria. Interazione zero ma la corsa alla vittoria si fa sentire. Ci siamo alzati soddisfatti. Immagino che una famiglia ci possa trovare ancora più piacere, soprattutto con bambini di età diverse. Prezzo onesto, materiali top. Forse le tessere tonde sono un po' fragiline.

Voto : Ganzo da far provare al mi figliolo

15 uomini

Devo dire la verità: ci ho capito poco inizialmente. Durante la partita ho capito che si trattava di maggioranze e ruoli nascosti. Un capitano, 3 ammutinati ed un fedelissimo del capitano si daranno battaglia per portare dalla loro parte più pirati possibili. Me lo aspettavo più caciarone alla Bang ed invece è un gioco di pianificazione, collezione set piuttosto blando. Tema quasi nullo. Il gioco funziona, ma non mi ha lasciato la voglia di rigiocarlo. Un po' sono rimasto deluso. Sul tavolo c'erano delle pistole...

Voto : non m’è garbato proprio per nulla

La Viña

Come da titolo siamo in una vigna. Fratelli che si danno battaglia per ereditare la vigna del padre a colpi di cesoie, roncole e stivali di gomma. Obbiettivo: imbottigliare più vino possibile e della miglior qualità prima degli altri. Tutto ciò collezionando carte uva (di diverso punteggio e qualità) sul percorso, mettendole nel nostro cesto (di capienza 3 o 2) e portando le bottiglie in cantina. Ci muoveremo su un percorso con diverse uve e ci potremo fermare solo in uno spazio non occupato; finito il percorso si produce il vino.Ci sono diverse cantine e per poter produrre il nostro vino dobbiamo rispettare le giuste condizioni. La difficoltà sta nello scegliere tutto correttamente o a fine percorso torneremo a casa senza vino. Regole semplici, variabilità alta, ma gioco un pochino dato dal caso. È capitato in più turni che nessuno di noi riuscisse a fare il vino allungando così la partita oltre il tempo stimato… non mi ha entusiasmato.

Voto: Non m’ è garbato più di tanto

Cerberus

Non si poteva non provare un gioco tanto chiacchierato e che finalmente ha la sua localizzazione in Italia. Non sto a spiegare le meccaniche. Partita in 6: tutti iniziamo parecchio random, muoverci o pescare, ma appena vediamo che Cerberus sta per partire partiamo anche noi. Fino a metà percorso ci si aiuta, poi il delirio. Qualcuno verrà mangiato. Si sceglie chi sacrificare per gusti puramente estetici: " butto indietro il Blu.. odio quel colore". Ed ecco che parte la carogna della prima vittima. Muoio anche io… parte anche la mia carogna ma non serve. Qualcuno si suicida capendo che sarebbe stata la scelta migliore. Il povero cagnolino obeso insieme a due donne le prova tutte per portare in salvo i rimanenti. Ma quando arriva la barca è da 3. Ne muore un quarto. Fine dei giochi, Cerberus win! Divertente. Forse giocare e vincere come cerbero è molto più facile e divertente. Ma vincere fuggendo da soli potrebbe essere ancora meglio. Da riprovare

Voto: Bellino lui!

Michael
Michael
Dedica, disegno e firme degli autori di Michael

A quanto mi dicono prima vera scommessa autoprodotta della Mancalamaro (o darkcalamaro in questo caso).

E riesce in pieno nell’impresa. La prova che ci hanno fatto fare è solo un assaggio del gioco, giusto per capire le meccaniche e la storia. Tema forte che potrebbe non piacere a tutti: psicologi pronti ad aiutare un paziente con 24 personalità e a scontrarsi con ognuna di esse.

Il gioco è cooperativo e tutti noi dovremo parlare con il paziente rispettando sempre le volontà delle varie personalità e soddisfacendo le loro richieste. Non tutte vorranno collaborare però. La parte narrativa è il cuore del gioco. Gli autori stessi ci dicono che alla prima partita c’è l’emozione della scoperta che va poi persa quando lo si rigioca, conoscendo ormai il testo e le richieste. Ma ci assicurano che il gioco rimane tosto e giocabile anche dopo 100 partite. Io gli ho dato fiducia come si vede dalla foto.

Voto : mi è garbato... proprio bello!

Ishtar: I giardini Babilonia.

Gioco di piazzamento tessere con dei bellissimi disegni ed un bellissimo colpo d’occhio a fine partita. Tutto qui? No , ci sono anche meeple guardiani , gemmine colorate, fontane colorate e meeple albero! Si c’è anche il gioco ed anche questo è bello. All’inizio sembra banale piazzare le tesserine per collegare i giardini, poi ti si apre un mondo di possibilità nel fare punti. Le gemme che raccogli fanno fare azioni bonus sulla tua plancia che bloccheranno altre azioni di moltiplicatore punteggio. Sono rimasto particolarmente colpito dalla profondità del titolo. Ho veramente voglia di comprarlo e rigiocarlo per sperimentare nuove strade e fare un punteggio migliore. Già alla fine mi sono accorto di quanti punti mi sono mangiato con le scelte sbagliate.

Voto : si diceva “parere e non essere e come filare e non tessere”… Qui si tesse bene invece

Tiny towns

Gioco con due simpaticissimi ragazzi del posto a questo giochino di cui si è parlato un po' in giro. Mi siedo pensando sia molto più difficile di quello che in realtà è: un roll and write, senza carta e senza penna, pieno di cubetti e meeple di edifici. A turno ognuno chiama un colore e tutti lo mettono sulla mappa. Quando abbiamo completato un pattern possiamo pazziare l'edificio in uno spazio occupato da quei cubetti. Fin qui tutto molto semplice. Finchè la mappa non si riempie ed i tuoi avversari chiamano cubetti che a te non servono manco come legna. Un gioco che piano piano può diventare cattivo, ma che alla fine rimane un solitario di gruppo. Dipende sempre dal gruppo di gioco. Finiamo a 1 punto ciascuno di distanza. Segno che chiunque può fare una buona partita, ma solo il migliore riesce a sfruttare bene anche le chiamate altrui. In ogni caso molto carino, ma il prezzo mi pare esagerato.

Voto : Bellino pure lui ... poteva fare di più pero eh!

 Bonus track
sobrietà
sobrietà al Carducci

Alla biblioteca civica i bravissimi OxyzO Orizzonti Ludici (Tana dei Goblin Pisa) mettevano a dispozione il bottino preso a Essen. Grazie a loro abbiamo potuto provare

  • Team 3: Ottimo party game in cui si collabora per fare un tetris 3D. Un muto li indica con delle forme al sordo che dovrà comunicarla al cieco che dovrà riconoscere i pezzi toccandoli e mettendoli in ordine. Divertentissimo. Spero qualcuno lo porti in italia o che sia comunque possibile reperirlo. Io lo farò al più presto
  • Hellapagos: “Un gioco cooperativo...finchè non finisce il cibo”. Cosi cita la scatola. Io direi anche finchè non finisce l’acqua, non ascolti, non la smetti di pescare carte invece di costruire la zattera…Insomma un gioco in cui ci si scanna a vicenda. Abbiamo provato nel vano tentativo di salvare tutti ma il gioco non lo permette. Qualcuno deve morire, presto o tardi. Non mi ha entusiasmato. Va giocato col gruppo giusto e comunque ci deve essere qualcosa nelle meccaniche poco chiaro. Dura relativamente poco quindi l’eliminazione del giocatore non si sente più di tanto, ma c’è. Se i viveri non bastano, si vota per uccidere qualcuno.

Sono rimasto molto soddisfatto delle mie partite in fiera e di tutto quello che ho potuto provare. Non vado a Lucca per il gioco da tavolo, ma è una tappa che almeno un giorno deve essere fatta. Trovo il padiglione Carducci uno dei meglio gestiti e organizzati. Un grazie a tutti i simpaticissimi e preparatissimi dimostratori che ci hanno fatto vivere i giochi che abbiamo provato!

 

Commenti

Grazie per l'editing... prima o poi imparerò a usare le "manine" per mettere apposto da solo i miei articolo ;p

Condivido l'idea che ormai andare in fiera per provare titoli corposi è divenuto utopistico, vuoi perché ormai ci va pure la mia vicina di casa che giocava a burraco e i meeple credeva fossero una banda di motociclisti dediti al prog metal, vuoi perché tra un po' pubblicherà pure il prete della mia parrocchia un cooperativo con traditore su gli apostoli...

ISHTAR  sembra molto carino.

Quando andai alla fiera di Lucca non provai niente.C'erano file ovunque, una gran confusione e se fossi restata ad aspettare ai pochi tavoli che c'erano avrei perso tutto il resto. 

Ishtar mi ispira molto, mentre Queenz (dello stesso autore) non mi ha convinto. 

Posseggo Tiny towns. Io l'ho trovato cattivello, ma va giocato in due se vuoi controllare bene le azioni dell'avversario per contrastarlo, se no, almeno per me, diventa un terribile brucia cervelli tener conto di come ciascun cubetto possa favorire gli altri. Inoltre l'ho sempre giocato scegliendo il cubetto in base a le proprie esigenze. La variante che fa prendere il cubetto associato alla carta non mi piace se non nel solitario. Trovo che in due quasi rovini il gioco. L'unica e' se uno gioca con un bambino allora e' meglio la variante delle carte associate al cubetto almeno per iniziare.

Interessanti valutazioni ...che mi hanno portato ad approfondire alcuni titoli.

Riguardo la premessa, ovvero che "le fiere non sono il posto ideale per provare giochi di un certo peso", direi che sarebbe opportuno fare dei distinguo - Lucca non è Essen e nemmeno Play.

Play è affollata ma in confronto a Lucca è il deserto dei Tartari.

Interessanti valutazioni ...che mi hanno portato ad approfondire alcuni titoli.

Riguardo la premessa, ovvero che "le fiere non sono il posto ideale per provare giochi di un certo peso", direi che sarebbe opportuno fare dei distinguo - Lucca non è Essen e nemmeno Play.

Play è affollata ma in confronto a Lucca è il deserto dei Tartari.

Certo. Però c'è proprio una differenza abisalle tra un tavolo a play ed uno a lucca comics. A play per quanto baccano e sovraffolamento ci sia riesci sempre a giocare anche ai titoli più grossi. Essen mi manca purtroppo :(

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