Piero Cioni: Nemo propheta in patria

Il game designer di Magewars, Dakota ecc. Piero Cioni gioca a Daimyo
Walter Obert, BoardGameGeek

Pietro Cioni in cerca di fortuna, così si intitola l'articolo de Il Pulzillo, che scrive della sfortunata serie di eventi di questo autore di giochi da tavolo dalle mille idee, non tutte geniali, ma molte innovative, che ora si trova in Germania.

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Lo ammetto.

Leggo sistematicamente il Puzzillo.

Mi fa ridere di gusto. È la naturale valvola di sfogo anarchica e sarcastica dell'universo weirdo dei maniaci del mondo Ludico.

Nerd veri: lo siamo noi qui in Tana, lo sono quelli del Puzzillo. In modi diversi facce della stessa moneta.

Spesso le recensioni del Puzzillo sono più vere del vero tipo Trajan (che pure io amichevolmente disprezzo) o Terra Mystica e Cyclades (che invece apprezzo) per esempio.

De gustibus.

Condivido in parte la posizione contro definizioni un po' radicali come "gioco intelligente" come se i giocatori di Risiko! fossero dei poveretti.

Ancora de gustibus.

Su tutto non prendersi sul serio, come troppi fanno un po' ovunque in verità. È lo sport nazionale (prendersi sul serio, non giocare da tavolo).

Che noia, de gustibus.

Detto questo la mia attenzione si è posata su questo articolo: Piero Cioni in cerca di fortuna.

Risate amare a dire il vero. Mi ha dato da riflettere.

Il Puzzillo coglie nel segno col suo stile.

Premetto che Piero Cioni lo conosco. Non siamo magari amici per la pelle ma di certo è più di un conoscente.

Cioni, un creativo vero prima che autore di giochi. A tutto tondo, con una marea di idee. Non tutte geniali ma molte innovative. Soprattutto colpisce l'umiltà e competenza profonda oltre alla simpatia (qui ancora de gustibus). Con Piero una pizza, due chiacchere e una partita ci scappa sempre volentieri.

È stato l'uomo giusto al momento sbagliato. Questa è la sua "colpa".

I suoi titoli non fanno gridare tutti al miracolo ovviamente ma qualche distinguo ci vuole.

Daimyo è uno dei giochi più sottovalutati dell'universo.

Astratto per carità ma davvero bello 1vs1 o a squadre. Semplice, profondissimo e divertente. Meriterebbe ben altri riconoscimenti. Ci sono uguali nel genere wargame? Dedicai a Daimyo non a caso un articolo "L'ultimo scaffale in alto a sinistra" a raffigurare un titolo ingiustamente dimenticato.

Non che la mia opinione sia importantissima, anzi.

Ci sono certamente esperti e tecnici certificati del gioco a differenza mia. Io sono un semplice giocatore che ha visto e provato titoli immondi che ebbero comunque più fortune del diciamo almeno più che onesto Daimyo, tanto per tenere un basso profilo di giudizio.

Dakota, alla quale partecipai al playtest, manca forse di qualche rifinitura. È innegabile la volontà di osare e il risultato è un gioco non solo originalissimo ma anche interessante quanto meno. Forse più playtest, forse più tempo prima dell'uscita. Dakota pecca di acerbia ma avrebbe meritato più fortune.

Ultimo ma non ultimo arriva non a caso Magestorm, della quale provai il prototipo.

Merita un discorso a parte. Fa amarezza la foto a 5 euro riportata da Il Puzzillo. Vale 5 euro? Un'altra perla al vento.

Un gioco già sviluppato, espansioni e regole avanzate comprese, innovativo e spanne sopra alla concorrenza (l'inutile Battles of Westeros e il monotono Battlelore). L'editore di Magestorm ha fatto la fine che ha fatto (sì decisamente scelte sbagliate e perché no mettiamo anche un pizzico di sfortuna come attenuante generico che non guasta mai) non certo a causa di Cioni. Il rivale di Magestorm è tra l'altro il colosso Fantasy Flight che ha in mano la distribuzione del mercato USA. Cioni era nel posto sbagliato nel momento sbagliato. E Magestrom finisce a pile di 5 € al pezzo.

Che si fa allora? Si resta nello stivale a prendere pesci in faccia? Ma la stoffa ce l'ha o no Piero Cioni? Provate Daymio o Dakota o Magestorm e giudicate voi.

Non a caso Cioni ora è alla Ubisoft in Germania. Mica in uno stagno autoreferenziale autoriale.

Le multinazionali i soldi non li investono a caso, in genere. Oltre la stoffa incide senza dubbio la sorte. Essere l'uomo giusto non sempre basta: serve essere nel posto giusto al momento giusto.

In bocca al lupo quindi Piero: Nemo propheta in patria.