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The Republic of Rome

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Goblin score: 8 su 10 - Basato su 136 voti
Gioco da Tavolo (GdT)
Anno: 1990 • Num. giocatori: 1-6 • Durata: 300 minuti
Sotto-categorie:
Strategy Games

Recensioni su The Republic of Rome Indice ↑

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The Republic of Rome: voti, classifiche e statistiche Indice ↑

Persone con il gioco su BGG:
5640
Voti su BGG:
3758
Posizione in classifica BGG:
410
Media voti su BGG:
7,54
Media bayesiana voti su BGG:
6,95

Voti e commenti per The Republic of Rome

8,5

[14 Maggio 2011] Gioco epico che mostra nella sua meccanica il vecchio stile AH di tanti anni fa. L'ambientazione è fortissima, insieme ai vostri amici respirerete la storia della Roma repubblicana dai primordi fino alla nascita dell'Impero. Avrete tantissime scelte ardue da compiere e bisogna continuamente scendere a compromessi con le altre fazioni per ritagliarsi un posto nella Roma che conta. Bisogna collaborare tanto altrimenti Roma cadrà, ma nel frattempo curare i propri affari per spianarsi la strada verso il potere assoluto. E' un gioco semplicemente unico, stupendo, peccato che duri un'enormità (almeno 4/5 ore). Per questo motivo lo si gioca una o due volte l'anno, ma ne vale la pena. Il regolamento è molto molto complesso, per capirlo bene bisogna leggerlo più e più volte, ma una volta imparato a giocare il gioco di per sé gira senza troppi intoppi. Voto 8,5 che passo a 8 e non a 9 per la sua lunghezza. [17 Ottobre 2011] Ci ripenso ed alzo il voto a 10, Rome è monumentale, e merita tutto il tempo necessario a giocarlo. Fosse più breve perderebbe quella profondità che lo rende unico e definitivo. In poche parole: ne vale la pena.

Update. Dopo molti anni reputo difficile valutare oggettivamente il gioco. E' un'esperienza di gioco epica, paragonabile a Battlestar Galactica. Quello che a mio avviso non va e' che nell'eccessiva aleatorieta' che caratterizza i momenti topici del gioco (morti naturali e raffiche di assassinii a fine partita). Un bel restyling per ammodernare questo gioco sarebbe auspicabile e molto ben accetto. Resta il viaggio piu' che la meta il vero punto di forza di questo gioco. 8.5

7,5

Voto dopo poche partite.

A mio parere il gioco di politica, intrigo, bluff e governo più riuscito.

Certo risente degli anni che ha, è sicuramente macchinoso e complicato anche solo da padroneggiare, con un regolamento che non aiuta di certo, la fortuna si sente, ma ogni partita è sicuramente epica.

Deve essere giocato con il gruppo giusto, e le partite sono sicuramente lunghe, ma alcune situazioni sono impagabili, e ha un coinvolgimento e un realismo insuperati.

Secondo me simula egregiamente quello che potrebbe essere un reale assetto politico.

10

Giocato una volta e non vedo l'ora di rigiocarlo, ne sono talmente appassionato che sto preparando un regolamento in italiano che vuole essere un riassunto di più facile lettura dell'originale. Credo perà che non abbia vie di mezzo: o ti piace o lo odi, anche perché impegna molto tempo ed energia per cui non è pensabile trattarlo come un semplice passatempo. Commentarlo non è semplice, il giudizio più immediato è che è bello giocarlo per il gusto di giocarlo. La vittoria può avere diversi aspetti, c'è quella definita dal regolamento ma ne esiste un altra più nascosta ma altrettanto divertente, di essere partecipe, o colpevole, della vittoria o sconfitta di un altro. Penso sia un gioco aperto a chiunque abbia voglia di provare un esperienza ludica fatta di parole e fatti, dove la parola è fondamentale per le alleanze e i fatti per rispettarle.....o deluderle. E' politica. Ultimo cenno al difetto e pregio: il difetto sta in un regolamento molto complesso, il pregio che è sufficiente che lo conosca uno, gli altri lo impareranno giocando.

Nel gioco vince chi si diverte e chi arriva primo

8

Un multiplayer fantastico, da giocare con le persone giuste diventa impagabile.

10

Il gioco profondo per eccellenza, difficile da maneggiare in maniera appropriata ma vale la pena farlo, dopo rivela una qualità e delle sfumature incredibili, è come una formula uno, affascinante ma solo pochi riescono a guidarla e tirarne fuori l'anima, per tutti gli altri rimarrà solo una macchina da sogno ingestibile che non tiene il minimo e slitta quando accelleri.

9,5

Republic of Rome è uno dei Giochi di Società (prima che Gioco da Tavolo) più belli che abbia mai provato.

Complesso, con un'interazione fortissima tra i giocatori (che non vengono mai esclusi dall'azione), è un falso collaborativo che mette i players nei panni di Senatori dell'Antica Roma, alle prese con il Governo dell'Urbe e con i propri scopi personali da curare parallelamente alla sopravvivenza e prosperità comune.

Accuratezza storica invidiabile, regolamento complesso che riproduce tantissime sfaccettature delle problematiche inerenti la gestione di Roma ai tempi antichi, longevità altissima, richiede almeno tre giocatori e dà il meglio di sè in cinque o sei.

Molto è affidato proprio alla capacità dei giocatori di entrare nell'ottica politico-diplomatica del gioco, comprendendo le dinamiche, affrontando le scelte, stringendo accordi di peso variabile, facendo offerte, affrontando campagne militari e gestione delle Province, convincendo i Senatori di Fazioni avversarie ad unirsi alla propria (chi non vorrebbe avere tra i propri sostenitori Cicerone o Catone il Censore piuttosto che Giulio Cesare o Marco Antonio???), facendo uso di intrighi e tradimenti che possono portare (mi è successo...) a scene memorabili quanto l'assassinio di Giulio Cesare in Senato (...sì, mi è successo anche questo... ed ero nei panni del Bruto della situazione :P ).

Il Regolamento non è semplice da imparare, occorre avere qualcuno che lo padroneggi abbastanza bene se si è alla prima partita, ma ciò è dato dal fatto che il gioco offre una serie molto variegata di possibilità.

Per chi ama il mondo latino, questo è un titolo che, seppur si possa non acquistare dato il prezzo piuttosto alto, deve essere almeno provato laddove possibile, investendoci del tempo nell'apprendere il regolamento.

Probabilmente non è un gioco "per tutti", ma coloro che si cimentano ne rimangono solitamente affascinati. Mi piace dire che è un Gioco di Società, prima che un Gioco da Tavolo, e probabilmente le critiche avanzate da alcuni circa il fatto che talvolta l'interazione tra i giocatori prende il posto del gioco stesso, provengono da questa impressione che, giocando, si potrebbe avere.

Tuttavia, il gioco - nella sua spietatezza - fa tornare ben presto coi piedi per terra quanti si perdano a cincischiare. Se non si è attenti, Roma cade in un attimo, tra guerre, bancarotta e rivolte popolari, oltre alla possibilità che qualche condottiero si ribelli e passi il Rubicone per marciare contro il Senato stesso.

Ho conosciuto questo titolo perchè cercavo un gioco di Diplomazia. Mi venne consigliato insieme al classico Diplomacy, probabilmente più cattivo di questo. Qui c'è la necessaria collaborazione tra i giocatori per evitare la caduta di Roma, e la parte più strettamente politica si sente molto.

Cuore pulsante del gioco è infatti la fase del Senato, dove i giocatori debbono discutere e votare tutte le delibere usando i voti dei propri senatori a Roma... Questo significa che 1. l'interazione è enorme, sfaccettata, con uso di carte, intrighi, accordi, offerte, bustarelle e Dio solo sa cos'altro prima che scatti la votazione... e pure dopo... 2. usando solo i Senatori a Roma, l'effetto-Leader dominante è facilmente arginabile... un esempio? Basta riuscire a far mandare quel certo Senatore influente in guerra, o a governare una Provincia lontana da Roma, ed ecco che per un po' non avremo noie...

Insomma, sebbene mi riesca di giocarci davvero poco (purtroppo...), Republic of Rome resta per me uno dei titoli più belli e meno conosciuti del panorama ludico generale.

Ha una certa età, ma l'edizione ristampata dalla Valley Games ritengo che sia ottima e valida, sebbene non in lingua nostrana (si trovano comunque tutte le regole in italiano in giro per la rete, la gran parte sul sito stesso della Tana dei Goblin).

Insomma, Republic of Rome è un gioco profondo, complesso, dall'interazione altissima, "di peso", storicamente valido, assolutamente da provare ed in definitiva davvero bello.

4

Vecchio nella concezione, cavilloso, completamente in mano alle capacità diplomatiche dei giocatori, alla capacità di convincersi a vicenda.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

5

onestamente, al di là del pessimo regolamento, l'ho trovato un gioco molto vecchio, sia come impostazione che come meccaniche. Ci sono cose che non premiano per nulla il giocatore, neanche se bravo. Moltissimo è lasciato al tavolo, all'interpretazione, alla diplomazia: il gioco è solo un substrato.

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7

Giocato 1 volta; voto:9
Davvero un gran bel gioco dove il divertimento sta nell esperienza di gioco. Il fattore fortuna é presente e può notevolmente influenzare le tue sorti. I permalosi devono evitarlo come la peste perché le bastardate sono alla ordine del giorno.

ciò che il bruco chiama fine del mondo, gli altri la chiamano farfalla.

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