Blue Moon City

Giochi collegati:
Blue Moon City
Voto recensore:
6,9
Blue Moon City utilizza scenari e personaggi presi dall’universo di "Blue Moon" (il gioco di carte) ma a parte questo i due prodotti sono completamente differenti e non occorre conoscere quest’ultimo per giocare. In breve la città di Blue Moon ridotta in macerie deve essere ricostruita dai giocatori, con l’aiuto degli abitanti (rappresentati dalle carte) e sotto la supervisione dei 3 draghi. Non esiste una plancia di gioco vera e propria ma delle tessere-edificio che formano la città piazzate a caso ad inizio partita (tranne per le tessere centrali che sono sempre le stesse).
La cosa interessante di queste tessere è che sono stampate da entrambi i lati: sul primo abbiamo uno schizzo (o il progetto) di quello che sarà il palazzo finito mentre sul secondo l'illustrazione del palazzo completato.
In basso sono disegnate delle caselle colorate e numerate. Queste caselle devono essere riempite dai giocatori con dei cubi del proprio colore per completare l’opera e poter girare la tessera. Per piazzare questi cubi ci si deve spostare sulla tessera e si devono giocare delle carte del colore corrispondente. La somma del valore numerico riportato sulle carte deve essere almeno uguale a quello riportato sulla casella.
Esempio: voglio piazzare un cubo su una casella verde di valore 3, quindi gioco 2 carte verdi di valore 1 e 2. A questo punto i giocatori che hanno partecipato all’opera ricevono la ricompensa stampata sulla tessera e chi ha contribuito maggiormente avrà una ricompensa extra. Se ci sono altri palazzi completi confinanti si prendono ulteriori bonus che possono essere di vario genere ma quello che più ci interessa per vincere sono i cristalli. Con questi cristalli infatti si potrà ricostruire l’obelisco(la parte centrale della città) e il giocatore che per primo ci piazza sopra un certo numero di cubetti vince la partita. L’obelisco è in pratica strutturato come un palazzo, ha delle caselle numerate (da 7 a 12) da riempire con i cubi dei giocatori ma stavolta il prezzo da pagare è in cristalli.

Il turno è diviso in 3 round:
1) ci si sposta di 1 o 2 tessere;
2) si giocano le carte e si piazzano i cubi (ed eventualmente si ricevono le ricompense per i palazzi completati);
3) si pescano nuove carte.

Ed i draghi cosa ci stanno a fare? I draghi sono come dei supervisori che possono ricompensare l’operato dei giocatori con delle scaglie di drago. Sono gli stessi giocatori che muovono i draghi usando i poteri di alcune carte. Se un drago si trova sulla stessa casella di un giocatore, quando questi piazza un cubetto viene ricompensato con una delle sue scaglie. Queste scaglie sono limitate e quando finiscono si procede ad un conteggio in cui chi ne ha di più riceve 6 cristalli extra, chi ne ha almeno 3 riceve 3 cristalli extra.

Altra cosa importante sono i poteri delle carte. Le carte di valore 3 (il valore più alto) vengono usate solo per piazzare i propri cubi su un edificio, ma le carte numerate da 1 a 2 hanno delle funzioni speciali che portano ad interessanti strategie in quanto si deve decidere se utilizzare il potere della carta o se utilizzare il suo valore numerico.

I disegni delle tessere e delle carte sono assolutamente fantastici e contribuiscono di molto a camuffare con un’atmosfera fantasy quello che in realtà è un tipico gioco astratto tedesco di piazzamento e gestione delle risorse. i materiali sono buoni, le tessere sono in cartone plastificato così come i segnalini per le scaglie ed i cristalli, i draghi sono in plastica piena e i pezzi in legno sono ok. Le carte sono leggerine e con i bordi neri (leggasi: si rovinano solo a guardarle) quindi vanno imbustate se non volete “segnarle” alla prima mescolata. L’ultimo consiglio è di usare un taglierino per separare le tessere in quanto tendono a rovinarsi facilmente negli angoli se staccate a mano.

Il gioco è mediamente complesso e difficile da padroneggiare alla prima partita ma le regole sono facilmente assimilabili anche da giocatori non esperti. Forse avrei preferito una lunghezza maggiore per un gioco di questo spessore. Qualcuno ha gia fatto notare che chi inizia la partita è leggermente avvantaggiato perché il primo giocatore che raggiunge il numero di “donazioni” richieste fa terminare il gioco immediatamente, quindi significa che non tutti i giocatori hanno la possibilità di giocare lo stesso numero di turni e questo potrebbe fare la differenza nella fase finale. E’ presente una certa dose di fortuna dovuta alla pesca delle carte ma che a mio parere non sbilancia troppo il gioco anche perché le carte come gia detto possono essere usate in molti modi differenti.
Pro:
Fcile da imparare e con una plancia modulare che assicura un’alta rigiocabilità.
Ottime illustrazioni.
Contro:
L'ennesimo gioco in cui si piazzano cubetti e si ricevono punti per piazzare poi altri cubetti.