Clash of Cultures – Monumental Edition: recensione di un 4X di civilizzazione

Mi ricordavo di aver provato il vecchio gioco una volta e di aver trovato più cose negative che positive. Questa nuova edizione è stata l'occasione per ridargli una possibilità. E, purtroppo, non cambiare idea.

Voto recensore:
6,5

Esce nel 2012, Clash of Cultures, un annus mirabilis nel mondo del gioco da tavolo. 
Lui, sei anni dopo Through the Ages, aspira a essere un gioco di civilizzazione quasi definitivo, con un po' di rimandi ad Advanced Civilization, un po' a Sid Meier's Civilization, un po' ancora a Through the Ages. Raccoglie consensi, ma non così tanti come forse ci si aspettava.
Nel 2014 viene in suo soccorso un'espansione (Clash of Cultures: Civilizations) che aumenta l'asimmetria tra le fazioni, introducendo i popoli dell'antichità e le carte leader. Prodotta in poche copie, va a ruba, diviene introvabile e arriva a costare un occhio della testa.
Ora, nel 2021, ecco finalmente arrivare una big box, anche in italiano, che comprende anche l'espansione in un'unica monumentale scatola.

La domanda però è: val la pena, a oggi, spendere 150 euro o giù di lì per recuperare questo mastodonte? E soprattutto: ci sono alternative migliori?

Clash of Cultures è un gioco competitivo, di genere american, della tipologia 4X e a tema civilizzazione, per 2-4 partecipanti, della durata di circa 60 minuti a persona, destinato a un pubblico esperto, basato su meccaniche di scelte multiple, tiro dadi, albero tecnologico, mazzo eventi.

Come si gioca a Clash of Cultures, in breve

Si forma la mappa, che scala in base ai giocatori, piazzando le tessere di partenza delle civiltà, più le altre, coperte, con diversi tipi di terreno in ciascuna.

In ciascuno dei diciotto round di gioco, ogni giocatore fa tre azioni, poi si passa al successivo.
Ogni tre round i giocatori verificano se hanno conseguito obiettivi (per due punti vittoria ciascuno), hanno diritto a uno sviluppo gratuito, pescano una nuova carta Azione, una nuova carta Obiettivo e altre cose minori.
La partita può anche avere, opzionalmente, una durata variabile, ovvero concludersi con un certo risultato sul tiro di dado negli ultimi cinque round, o quando, sempre in questi round finali, qualcuno edifica una Meraviglia.

Lo scopo è quello di fare più punti degli altri, ottenuti principalmente in quattro modi: con le città costruite; con gli sviluppi tecnologici; con le carte obiettivo realizzate; con le Meraviglie costruite.

Tre azioni per turno, dicevamo, a scelta tra le seguenti.

  • Pagare per ottenere uno sviluppo tecnologico. Ce ne sono ben 48, raggruppati in 12 tipologie (es: agricoltura, guerra, economia, tradizioni, democrazia, ecc). Alcuni danno dei piccoli bonus istantanei, altri hanno vincoli di costruzione, altri ancora permettono di costruire particolari edifici o arruolare truppe, altri sbloccano istantaneamente gli sviluppi propri del popolo utilizzato (altri quattro, su una scheda a parte), diversificando l'evoluzione di ogni fazione, ecc. Ogni tre sviluppi acquisiti, il giocatore deve però pescare una carta dal mazzo Eventi: di solito un mix di sfighe e cose buone che ti arrivano addosso inaspettate, come miniere d'oro, barbari, pirati, pestilenze, carestie e altre attività ricreative dell'epoca antica.
  • Attivare una città, per:
    1. reclutare unità, pagandole, pari alla dimensione della città;
    2. raccogliere risorse, dal territorio circostante, pari alla dimensione della città;
    3. costruire un Edificio, che ha una sua funzione specifica, vale punti vittoria e soprattutto incrementa l'efficienza cittadina, aumentandone la dimensione. È possibile anche costruire una Meraviglia, qualora se ne possieda la carta specifica.
  • Muovere fino a tre diverse unità o gruppi di unità (ovvero unità che partono e arrivano dallo/allo stesso esagono). Entrando in territorio nemico si innesca una battaglia che viene risolta a furia di tiri di dado e bonus innescati dal tiro stesso, se si ha in battaglia l'unità corrispondente. Esiste un limite di quattro unità militari per esagono ed esistono quattro tipi di unità militare: fanteria, cavalleria, elefanti e leader. Se si conquista una città nemica o dei barbari (sono truppe e insediamenti neutrali), la si fa propria.
  • Migliorare la felicità. Se si “stressa” una città, attivandola più volte nello stesso round, o in seguito a carte Evento, questa può diventare infelice. Una città infelice produce e arruola di meno. Per trasformarne l'umore in neutrale e magari in felice (produce e arruola di più), occorre spendere segnalini Morale, accumulati grazie a carte Azione o Sviluppi tecnologici, o altri effetti.
  • Influenzare la cultura. È un sistema per tentare la conquista pacifica di pezzi di città altrui. Si fa con un tiro di dado, potenziabile spendendo segnalini Cultura. L'edificio influenzato continua a funzionare per il giocatore bersaglio, ma a fine partita dà i punti vittoria al nuovo possessore.

Si va avanti così fino alla fine della partita.

Materiali ed estetica

Molto belle le plance dual layer, così come le componenti in cartone e le carte. Comodo anche l'inserto in plastica, con lo spazio necessario per alloggiare comodamente tutto.
Sul tavolo occupa meno spazio di quanto previsto. C'è un bel po' di testo da leggere, per cui è consigliata l'edizione italiana, se non altro per velocizzare la partita.
Le miniature non sono invece all'altezza, in plastica morbida e generalmente poco definite.

Per capire di cosa parliamo: Civilizzazione e 4X

Quando si parla di giochi di civilizzazione, si parla di un tema. Dalla Goblinpedia: “gioco che simula lo sviluppo e l'evoluzione di una o più civiltà attraverso epoche diverse, coinvolgendone quanti più aspetti possibile (economico, culturale, militare, politico, tecnologico, ecc) e facendoli evolvere e mutare il più possibile dall'inizio alla fine della partita.

Quando invece si parla di 4X, parliamo di una tipologia di “giochi che comprendono al loro interno i seguenti quattro elementi dinamici in relazione al gioco e agli altri giocatori:
esplorazione (eXplore);
espansione (eXpand);
sfruttamento delle risorse (eXploit);
sterminio (eXterminate).
Ci sarà una mappa su cui espandersi; ci saranno elementi incogniti da esplorare ed eventualmente affrontare; risorse da raccogliere, sfruttare e consumare; ci si dovrà scontrare con gli avversari
."

Il secondo punto è perfettamente rispettato, dal nostro Clash of Cultures.

  • Abbiamo un territorio inesplorato da scoprire, con diverse morfologie e risorse fornite, con mari in grado di garantire rapidi spostamenti, con terreni più o meno ostici o ricchi.
  • Abbiamo la possibilità di migrare, costruire nuovi insediamenti, espandere le città, i nostri domini.
  • Si sfrutta il territorio, raccogliendone le risorse, impiegandole in miglioramenti tecnologici, in nuove truppe per difendere i confini da popoli ostili, in edifici con scopi diversi e specifici ed infine preziose Meraviglie, destinate a trasmettere la nostra gloria ai posteri.
  • Infine, si formano eserciti, si combatte, si annette, si distrugge. Oppure si influenza subdolamente il modo di pensare del vicino di casa, in modo tale che, sul lungo termine, la cultura vincente sia la nostra e non la sua.

Per il primo punto dobbiamo essere un po' più analitici, proprio perché il tema civilizzazione è un po' più sfumato (ad esempio anche 7 Wonders o The Flow of History sono giochi di civilizzazione, pur essendo di sole carte).

1) Arco storico.

Qui Clash of Cultures è abbastanza limitato, circoscrivendo la sue azioni all'epoca antica. Ci sono ottimi giochi che si limitano a un solo periodo, ma deve comunque essere chiaro a chi cercasse una civilizzazione più espansa nel tempo e nella storia.

2) Esplorazione/espansione territoriale

Uno dei punti resi meglio dal gioco, almeno nella prima metà, quella passata ad esplorare la mappa e a consolidare i propri insediamenti in posizioni favorevoli.
Nota di merito, in questo caso, al movimento navale che, con una bella intuizione meccanica, consente di spostarsi da un mare “esterno” alla mappa a un altro immediatamente successivo.

3) Militare

Diverse tecnologie e costruzioni sono preposte a creazione e sviluppo di forze belliche. Nella prima metà della partita i nemici più frequenti sono i barbari e i pirati, che hanno una fastidiosissima funzione di disturbo (e pure conquista, se lasciati pascolare troppo a lungo) e vanno contrastati al più presto. Nella seconda sono più frequenti gli scontri tra giocatori... ma meno di quanto si pensi.
Si va in genere ad attaccare una città di chi sta vincendo, ma sempre consci di non poter lasciare troppo sguarnite le proprie. I movimenti, poi, sono decisamente lenti e prevedibili, per cui gli attacchi sono abbastanza telefonati e ci si può preparare in tempo.
Il sistema dei dadi è molto elementare e assolutamente legato al caso. È possibile giocare una carta Tattica (la parte inferiore delle carte Azione), prima dello scontro, ma questo lo possono fare sia l'attaccante che il difensore. Ogni cinque punti ottenuti coi dadi, si infligge una ferita, più bonus vari, sempre ottenuti con i simboli lanciati.
Insomma, da questo punto di vista, è anche possibile passare un'intera partita in pace con gli avversari (se non avete al tavolo il classico giocatore che guerreggia solo per il gusto di farlo) e in ogni caso la fortuna ha una parte bella pesante.

4) Politica/diplomazia

Tre delle dodici categorie di sviluppo sono dedicate ad altrettante forme di governo alternative. È quanto basta e, da questo punto di vista, il gioco è molto ben sviluppato. L'aspetto diplomatico è invece libero e non regolamentato, lasciato ai giocatori.

5) Religione

Aspetto sempre un po' trascurato nei giochi di civilizzazione, in questo caso abbiamo un settore di sviluppo dedicato alla Spiritualità e anche uno degli edifici costruibili (il Tempio).
Di solito, nei giochi, a questo aspetto si lega quello della morale, quindi le facce felici/tristi che poi vanno a influenzare l'efficienza delle città. In Clash of Cultures, invece, questa cosa delle facce arriva un po' da tutte le parti, diluendone un po' il significato specifico.

6) Tecnologia/scienza

Altre categorie di sviluppo riguardano aspetti tecnologici e scientifici, sebbene relegati al periodo storico antico. Ci sono i quattro sviluppi della categoria Costruzione, quelli della Scienza, quelli dell'Agricoltura, ma anche altri sparsi in altre categorie concorrono a questo aspetto (ad esempio Cartografia, o Armi d'Acciaio).

7) Cultura

In questo caso abbiamo qualche progresso specificatamente culturale, come quelli legati alle Tradizioni e all'Istruzione, poi un tipo di risorsa, la Cultura, appunto. Questa può essere richiesta come moneta per alcune carte Azione o addirittura Eventi, ma soprattutto serve per quella che è forse l'azione più caratteristica di Clash of Cultures, ovvero l'attacco culturale.
Devo dire che, a livello concettuale, questa cosa mi è sempre piaciuta molto e l'ho trovata una felice intuizione del game designer. A livello pratico, però, non comporta altrettanta soddisfazione.
Mi spiego meglio: meccanicamente parlando, è più conveniente e sicura di una guerra. Costa una sola azione, contro quelle richieste per assemblare e spostare l'esercito, inoltre è quasi a colpo sicuro, se si hanno segnalini da spendere. Certo, l'attacco armato fa guadagnare potenzialmente di più (un'intera città invece di un edificio), ma è molto più incerto ed è quindi più saggio usarlo alla fine della partita in una sorta di all-in contro chi sta vincendo. Oltretutto, un edificio assoggettato alla propria cultura non è facilmente riconvertibile dal proprietario originale, che deve spendere un'azione e tentare la sorte col dado, senza, stavolta, poter spendere segnalini per aumentare il risultato e raggiungere quello utile.

8) Economia/commercio

C'è la categoria di sviluppo Economia che migliora questo aspetto. La maggior parte del motore economico è comunque legato all'attivazione di una singola città e alla sua raccolta di risorse dal territorio circostante. Il commercio vero e proprio, inteso come patti e scambi tra singoli giocatori, è consentito dal gioco ma lasciato libero, senza regole a definirlo.

Altre considerazioni

C'è ancora qualche aspetto di cui voglio parlare.
Il primo è quello dell'albero tecnologico, che è sicuramente uno dei punti di forza del gioco.
Ci sono però a mio parere delle criticità in come è gestito. Rispetto ad alberi di altri giochi, qui si è deciso di standardizzarlo molto, sia come costi (tutti identici), che come numero di sviluppi per singola categoria (sempre quattro). Questo ha inevitabilmente portato a qualche tecnologia meno riuscita e meno importante di altre, presa a volta solo perché ne sblocca qualcuna di fazione o per fare un obiettivo che la richiede specificatamente. A parte l'utilità, qualcuna di queste tecnologie (una minoranza, per fortuna), rimane anche un po' astratta, abbastanza slegata, nel suo effetto, dalla sua semantica.
Quindi in sostanza, c'è tanta quantità, meno qualità. Va considerato anche il fatto che tutta questa mole di informazioni porta a una discreta paralisi da analisi (o di contro a scelte prese un po' a naso), nelle prime partite, in un gioco già di per sé lungo.

Ribadisco un attimo il ruolo importante che la fortuna riveste nel gioco, non legata solo al tiro dei dadi in battaglia, ma anche alla pesca di Eventi e soprattutto Obiettivi e carte Azione. Ce ne sono alcune veramente utili, specie in fase di sviluppo, mentre altre lo sono molto meno. Allo stesso modo gli Obiettivi, che danno una bella fetta di punti vittoria, possono essere più o meno favorevoli al giocatore. È vero che questi, per fortuna, non “scadono” e quindi è possibile, in linea teorica, pure realizzarli tutti assieme all'ultimo round, ma è anche vero che indirizzano necessariamente le scelte, potenzialmente in una direzione poco comoda, dispendiosa o antitetica a quella seguita fino a quel momento.
Hanno il pregio di indirizzare le strategie e permettere al giocatore di districarsi un po' tra le innumerevoli possibilità iniziali, limitando la paralisi da analisi.

Diciamo che, in linea generale, le meccaniche di Clash of Cultures sono molto classiche e, in parte, un po' vecchie come impostazione. Questo consente probabilmente di assimilare meglio il gioco, a differenza di altri più geniali, ma anche più complessi; però devo dire che rigiocandolo adesso, nel 2021, questa cosa mi ha pesato più che in altri titoli che si sono mantenuti più freschi.

Infine, un plauso all'espansione, senza la quale davvero il gioco sarebbe troppo uguale a sé stesso e gli sviluppi finirebbero per assomigliarsi tutti troppo, specie verso fine partita. Davvero un'aggiunta indispensabile che, con la combinazione di tecnologie proprie e poteri del leader, riesce a dare una doverosa identità ai popoli in campo. Senza, il gioco perde almeno mezzo punto, nella valutazione.
Anche in questo caso ci sono ovviamente elementi che stridono, dato che l'albero tecnologico è poi identico per popoli molto diversi, ma questa è una licenza accettabile: in fondo i giochi di civilizzazione sono dei grandi “what if”.

Conclusione

Penso che Clash of Cultures sia il tentativo, tutto sommato riuscito, di trasporre in un gioco da tavolo i giochi per PC alla Age of Empires II, con le dovute modifiche e limiti.
L'importante è, a mio parere, comprendere che il suo pubblico è più limitato di quanto si pensi e include solo quei giocatori, esperti e disposti a stare ore al tavolo, che cercano specificatamente un 4X a tema civilizzazione antica e necessariamente questi due aspetti assieme e non uno solo.
Perché, sul singolo aspetto, ci sono giochi migliori.

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Commenti

[proseguendo la Conclusione]

...allo stesso modo potremmo dire che se volete tutte le cose che Clash of Cultures tratta in un tempo di gioco "finibile" non c'è concorrenza alcuna.

Concordo sul fatto che, purtroppo, è un gioco proponibile solo ad una piccola porzione di giocatori perché le scelte alle quali venite messi davanti nello sviluppo tecnologico della vostra civiltà sono così abbondanti e significative che un giocatore normale ne rimane stordito e vanifica questa libertà scegliendo a caso nelle prime partite... che al giorno d'oggi, dove un gioco non torna ripetutamente a lungo su un tavolo, possono anche essere le ultime... o le ultime in attesa di nuove "prime volte" dopo mesi. Quindi CoC non è un gioco per QUESTI tempi. A meno che decidiate di sfruttarlo e arrivare veramente ad esplorarne varietà e potenzialità.

Ma, per quanto mi riguarda, questo è IL gioco di civilizzazione.

(ma non ho ancora provato le parti espanse, che potrebbero confermare o ribaltare - ah ah ah - il risultato)

linx scrive:

Ma, per quanto mi riguarda, questo è IL gioco di civilizzazione.

Mah, come 4X, sicuramente lo proporrei con qualche riserva, ma come gioco di civilizzazione, sicuramente no.

In alto si fa "la domanda" che termina "e soprattutto ci sono alternative migliori?" 
Mi aspettavo che si nominasse qualche titolo. Me lo sono perso tra le righe?

Prossimamente ero in procinto di recuperare uno Star Trek: Ascendancy, me lo "vendono" le recensioni lette come un ottimo 4x e un ottimo Civ, qualcuno testimonia? So che la platea sarà sparuta, siccome in inglese, ma chiedo lostesso.

Per Clash of Cultures, possiedo la copia precedente alla monumental, quella con l'elefantone, per me è un buon gioco, ma darei grossomodo il voto espresso dalla recensione anche io, magari 7, è bello ma ha i suoi difetti.

 

Le civiltà sono importanti per dare varietà, non essendo un gioco asimmetrico senza di esse i giocatori rischierebbero di replicare le stesse mosse, mentre le civiltà invogliano a esplorare anche altri percorsi.

carte azione e obiettivi è vero che sono un po' a fortuna ma non ho mai sentito essere un fattore determinante. Avendo sempre la doppia possibilità (civile/militare) alla fine sono abbastanza flessibili.

Ogni partita è una goduria, imho da il meglio in 4. Rimane comunque un gioco molto opportunistico nell'aspetto militare, dove gli attacchi vanno ben ponderati perché molto dispendiosi in termini di risorse e azioni.

l'abilità scontro delle unità tende a premiare chi si sviluppa maggiormente nelle unità, l'esercito composto da 1 ciascuna (incluso il leader) è probabilmente il più forte in assoluto potendo attivare tutte le abilità scontro, limitando così il fattore fortuna (entro certi limiti ovviamente, è pur sempre un dado). Di contro chi rimane sulla sola fanteria si affida un po' di più al caso.

 

per me un 9 pieno tenendo conto di tutto i fattori, tempo di gioco compreso


ps potrei dare 10 solo per il nome, monumental coc :D

A me per esempio, piace alla follia! :-)

Rigiocato poche settimane fa in 4, mi è piaciuto molto, mi diverte, regala la sensazione di espansione e sviluppo e crea una storia al tavolo con momenti da ricordare. Ha una durata importante e un'altea che si sente, a mio avviso entrambi elementi necessari per un gioco di civilizzazione. Ma devo dire che io amo civilization di Tresham quindi forse sono ormai troppo vecchio e fuori moda. 

6,5 mi sembra proprio un voto decisamente troppo basso. 

Ci ho giocato 3 volte, e ci siamo sempre divertiti. In una partita addirittura ci sono stati soltanto un paio di combattimenti.

Per me un 8 pieno! 

Io confermo quanto detto da Marco lo abbiamo giocato insieme più volte e siamo un gruppo che riesce a divertirsi anche con giochi brutti!! Questo Clash proprio pessimo per me !! È più un Disastro Culturale !! 

Sono d'accordo pienamente con il voto dato a questo gioco. Comunque  dire che è un capolavoro, mi sembra altamente esagerato, almeno per me. Giochino carino niente di più.

boskoz scrive:

Prossimamente ero in procinto di recuperare uno Star Trek: Ascendancy, me lo "vendono" le recensioni lette come un ottimo 4x e un ottimo Civ, qualcuno testimonia? So che la platea sarà sparuta, siccome in inglese, ma chiedo lostesso.

Star Trek Ascendancy è sì un 4X ma l'asse del bilanciamento è spostato completamente verso la GUERRA. L'esplorazione, l'espansione e lo sfruttamento risorse sono tutte finalizzate a quello (anche da manuale: dipomazia e commercio sono rese abbastanza male). In linea teorica si può giocare un'intera partita senza guerra, ma non succederà mai in quanto è l'unico strumento che si ha per ostacolare gli avversari e il gioco finisce (quasi) sempre in un enorme "bash the leader" salvo forte presenza dei Borg (se si ha l'espansione).

Non è assolutamente mia intenzione bastonare il gioco, a me in realtà piace molto, ma è bene sapere a cosa si va incontro: è un 4x discreto ma un ottimo gioco di guerra ad ambientazione Star Trek. Non è un gioco di civilizzazione giocabile per "esplorare e coltivare il proprio orticello"

Volente o Nolente è quello che restituisce il maggior senso di crescita e sviluppo, sia a livello meccanico che sensoriale.
Nonostante delle meccaniche datate, ha delle semplici trovate tematicamente molto azzeccate (una citta "più grande" arruola più persone e raccoglie più risorse, si può influenzare con il proprio prestigio un'altra città). 

In tema antico non vedo molti competitor che ci si possono avvicinare (salvo i monster game della famiglia Civilization)

s83m scrive:

Volente o Nolente è quello che restituisce il maggior senso di crescita e sviluppo, sia a livello meccanico che sensoriale.

Ma proprio no. Ti espandi molto e costruisci molto, questo sì, ma come civilità? No.

Agzaroth scrive:

 

s83m scrive:

 

Volente o Nolente è quello che restituisce il maggior senso di crescita e sviluppo, sia a livello meccanico che sensoriale.

 

 

Ma proprio no. Ti espandi molto e costruisci molto, questo sì, ma come civilità? No.

Attendo allora le alternative valide

Poi per carità, meglio per voi che lo apprezzate. Io aspettavo di riprovarlo da tanto ed ero molto contento di questa edizione. Non è che sono felice di averci lasciato 150 euro (o quant'era) e averlo poi dovuto rivendere a meno. Cos' come non sono felice quando porto un gioco nel mio gruppo american, sperando che piaccia e invece fa un buco nell'acqua. 

Per rispondere a Boskoz: no, alla fine non ho fatto nomi, ma sono sempre i soliti. 
Se quello che cerchi è un 4X da finire in tre ore, molto meglio Eclipse. 
Se quello che cerchi è un gioco di civilizzazione, allora Through the Ages o The Golden Ages a seconda di quante ore hai (4 vs 2).
Se cerchi esattamente un 4X di civilizzazione antica, allora va benissimo Clash of Cultures... ma solo perché non c'è nessuna alternativa valida.

Che stroncatura! 

Questo è uno di quei titoli vecchi che mi mancano da giocare. 

Quello che vorrei veramente capire però è se a livello esperienziale il gioco provoca quelle dinamiche al tavolo che sono fondamentali per titoli del genere. Ad esempio l'epicita della partita, la sorpresa di un attacco, la creazione e successivamente rottura delle alleanze.

Se il gioco riesce a veicolare queste dinamiche al tavolo è poco importante (almeno per me) se il combattimento va a culo oppure è assolutamente deterministico. E tanto vale anche per gli altri aspetti critici che puntualmente evidenzi.

P.s. probabilmente il miglior civgame che ho mai giocato è 7ages. L'unico problema è che ti servono veramente 7 ere per giocarlo tutto (aka 7/8 ore minimo)

 

 

Clash of Cultures non è un 4x e non è nemmeno un gioco di civilizzazione. Se lo si analizza da questo punto di vista ovviamente si rimane delusi.

Per quanto mi riguarda questo è un ibrido euro-american fortemente incentrato sulla gestione e conversione di risorse, tech-tree e ottimizzazione delle azioni. Il conflitto c'è ma non è necessario, si può vincere senza combattere. La fortuna è relativamente poca e può essere mitigata. Secondo me è più vicino a uno dei titoli Matagot con meno focus sul combattimento.

Nell'articolo citi altri giochi migliori come 4x e come giochi di civilizzazione partendo da Eclipse per i 4x e Through the Ages per i giochi di civilizzazione...occhei...Se Eclipse è un 4x allora Space Empires cos'é? Entrambi titoli da te citati sono ibridi allo stesso modo di Clash of Cultures, specialmente Eclipse che è in pratica un eurogame. La verità è che di 4x e civilizzazione "puri" ce ne sono pochi una volta tolti Space Empires, i vecchi american della Avalon Hill e l'originale gioco di Francis Tresham e relative implementazioni.

La realtà è che di giochi di civilizzazione e di 4x "veri" ce ne sono abbastanza pochi. Dall'articolo mi sembra che il voto sia più dettato dal tuo disappunto che dalle qualità intrinseche del gioco.

anche per me se lo si prende come gioco di civilizzazione e, ina parte, 4x si rimane certamente delusi (vogliamo parlare della piattezza dei combattimenti?). Se, invece, lo si valuta come altro genere, molto più vicino agli eurogame che al resto, i lgioco risulta piacevole e fluido. Sicuramente meriterebbe un voto più alto

Killa_Priest scrive:
Quello che vorrei veramente capire però è se a livello esperienziale il gioco provoca quelle dinamiche al tavolo che sono fondamentali per titoli del genere. Ad esempio l'epicita della partita, la sorpresa di un attacco, la creazione e successivamente rottura delle alleanze.

E' un gioco dove l'occupazione del tabellone è importante, così come il modo col quale ti espandi e cresci. Se tu con epicità intendi la storia narrata dagli "scontri" fra civiltà (nonostante il titolo del gioco) non avrai tantissimo da narrare, benché ci possano indubbiamente essere alleanze anche tradite e ben pianificati attacchi devastanti a sorpresa se non si sta attenti alle possibilità offerte dagli avanzamenti logistici avversari. Però mi ha sempre dato più la sensazione di un gioco tipo Agricola, dove ti sviluppi il meglio che puoi e alla fine conti i punti che quantificano quanto bella è la tua civiltà più che di un gioco di conquiste dove a contare è come finisce il bash the leader finale... che comunque può accadere come in TTA se non si sta attenti a pararsi il culo dal lato militare.

Alla luce di quanto scrivi Linx resto sulla mia posizione di quando lessi il regolamento anni fa: non è roba per me.

Da un gioco del genere cerco principalmente la narrazione di una storia che viene formata dai giocatori al tavolo attraverso le dinamiche di gioco.

Se è all'80% un esercizio di ottimizzazione nello sviluppo allora passo

Killa_Priest scrive:

Alla luce di quanto scrivi Linx resto sulla mia posizione di quando lessi il regolamento anni fa: non è roba per me.

Da un gioco del genere cerco principalmente la narrazione di una storia che viene formata dai giocatori al tavolo attraverso le dinamiche di gioco.

Se è all'80% un esercizio di ottimizzazione nello sviluppo allora passo

Dalle mie esperienze di gioco, mi trovo mooolto lontano dal feeling di linx, siamo molto più vicini all'epicità di un american

arcadebox scrive:

Clash of Cultures non è un 4x e non è nemmeno un gioco di civilizzazione. Se lo si analizza da questo punto di vista ovviamente si rimane delusi.

Per quanto mi riguarda questo è un ibrido euro-american fortemente incentrato sulla gestione e conversione di risorse, tech-tree e ottimizzazione delle azioni. Il conflitto c'è ma non è necessario, si può vincere senza combattere. La fortuna è relativamente poca e può essere mitigata. Secondo me è più vicino a uno dei titoli Matagot con meno focus sul combattimento.

Nell'articolo citi altri giochi migliori come 4x e come giochi di civilizzazione partendo da Eclipse per i 4x e Through the Ages per i giochi di civilizzazione...occhei...Se Eclipse è un 4x allora Space Empires cos'é? Entrambi titoli da te citati sono ibridi allo stesso modo di Clash of Cultures, specialmente Eclipse che è in pratica un eurogame. La verità è che di 4x e civilizzazione "puri" ce ne sono pochi una volta tolti Space Empires, i vecchi american della Avalon Hill e l'originale gioco di Francis Tresham e relative implementazioni.

La realtà è che di giochi di civilizzazione e di 4x "veri" ce ne sono abbastanza pochi. Dall'articolo mi sembra che il voto sia più dettato dal tuo disappunto che dalle qualità intrinseche del gioco.

uhm, mi sa che c'è un po' di confusione sulle definizioni qui. 

german, american e ibrido sono generi. Clash of Cultures può essere definito un ibrido, ma per me siamo più sull'american.
4X è un tipo di gioco. Il fatto di essere un 4X non esclude essere un german/american/ibrido (es: Voidfall, che è un 4X german)
Civilizzazione è un tema (come Ferroviario, che ad esempio spazia da TTR ai 18XX). Che a sua volta non esclude poter essere del tipo 4X e, ancora, non esclude neanche il genere. 

In pratica hai detto "se prendi questo frutto per una banana o per un frutto giallo ne rimani deluso, invece dovresti considerarlo un frutto dolce, allora ti piacerebbe". Senza sapere che banana, giallo e dolce possono coesistere nello stesso frutto (gioco). 

 

arcadebox scrive:

Clash of Cultures non è un 4x e non è nemmeno un gioco di civilizzazione.

😂😂😂😂😂😂

Agzaroth scrive:

uhm, mi sa che c'è un po' di confusione sulle definizioni qui. 

german, american e ibrido sono generi. Clash of Cultures può essere definito un ibrido, ma per me siamo più sull'american.
4X è un tipo di gioco. Il fatto di essere un 4X non esclude essere un german/american/ibrido (es: Voidfall, che è un 4X german)
Civilizzazione è un tema (come Ferroviario, che ad esempio spazia da TTR ai 18XX). Che a sua volta non esclude poter essere del tipo 4X e, ancora, non esclude neanche il genere. 

In pratica hai detto "se prendi questo frutto per una banana o per un frutto giallo ne rimani deluso, invece dovresti considerarlo un frutto dolce, allora ti piacerebbe". Senza sapere che banana, giallo e dolce possono coesistere nello stesso frutto (gioco). 

Grazie per la lezioncina.

Che ci possano essere 4X che sono euro / american / ibrido lo so benissimo, il mio punto è che Eclipse non è un top 4X punto e basta (anche se ci si avvicina), eurogame o no. Non intendevo dire che non si tratta di un 4X in quanto è un eurogame.

Clash of Cultures non è venduto come un gioco di civilizzazione ma come un gioco a tema empire-building ed è esattamente quello che si propone. Vinci fondando città, migliorando le tecnologie, avendo influenza politica e militare. Non è un 4X, non è a tema civilizzazione e sta nella sua nicchia. Non ha niente a che fare con Through the Ages, Eclipse, Space Empires, Civ e compagnia bella.

Io non saprò descrivere una banana, ma non mi sembra che i paragoni che tu abbia fatto nell'articolo siano centratissimi.

Infine trovo la recensione ben scritta, ma il voto mi sembra più un bashing che altro.

s83m scrive:

Killa_Priest scrive:

 

Alla luce di quanto scrivi Linx resto sulla mia posizione di quando lessi il regolamento anni fa: non è roba per me.

Da un gioco del genere cerco principalmente la narrazione di una storia che viene formata dai giocatori al tavolo attraverso le dinamiche di gioco.

Se è all'80% un esercizio di ottimizzazione nello sviluppo allora passo

 

Dalle mie esperienze di gioco, mi trovo mooolto lontano dal feeling di linx, siamo molto più vicini all'epicità di un american

Avrò gruppi di gioco poco guerrafondai... però lo vivo molto da german

Bè se non ti era piaciuto al tempo, sapendo che le modifiche al gioco sarebbero state minime, cosa ti aspettavi?

Penso che ai tuoi amici american non sia piaciuto perchè, come già detto in precedenza, non regala grandi scontri tra eserciti e/o comunque momenti super-epici: il tutto è più gretto e tirato all'osso. Credo che la definizione più azzeccata sia che è un gioco di "ottimizzazione delle azioni". Questa caratteristica lo rende chiaramente inviso ad alcuni ed apprezzato dai germanisti. Io personalmente, che sono un fan di quest'ultimo genere, lo trovo eccezionale e lo considero "l'Eclipse con ambientazione storica" con tutti i caveat del caso (prima che mi venga riferito di qualche strano meme al mio riguardo).

C'è da dire che la fortuna, a mio avviso, non la fa certo da padrona: una battaglia persa per un tiro sfortunato non compromette il gioco e gli eventi, per quanto casuali, non sono mai risultati determinanti nel decidere l'esito della partita. Il mio amico ha perso per mezzo punto senza aver mai vinto una guerra e dopo averne perse 4, sfruttando le feature della sua civiltà e finendo con due città scarse.

Vorrei spendere una parola sulla fruibilità: per quanto tirato e reso lineare sotto determinati aspetti Coc si riesce ad intavolare grazie alla sua durata (coi miei amici siamo sulle 2,5 ore) più frequentemente di quanto si pensi. Altri giochi ben più lunghi (e naturalmente più appaganti - ma anche no) purtroppo sono a prendere polvere sullo scaffale per la ragione opposta.

Ancora sul fatto che si possa considerare "semplice" e non, come fa il recensore, "semplicistico": esempio lampante gli avanzamenti che (incredibilmente!) costano tutti alla stessa maniera. A mio parere è una feature eccezionale che snellisce il gioco in maniera eccelsa!

Sulla "complessità" del tech tree e sulla palisi da analisi in un gioco "lungo": sono sobbalzato alla lettura di questa frase, figlia evidentemente di un numero di partite non adeguato per apprezzare un gioco di questo genere: Normale che vi sia paralisi da analisi, ma dopo qualche partita il percorso è abbastanza chiaro ed alcune tecnologie si fanno solo per correggere il tiro o per adeguarsi al gioco avversario. Il gioco non è affatto lungo - per il gioco che è. 

Concordo sulla necessità dell'espansione per renderlo più vario e non scriptato e sul fatto che alcuni obiettivi sono impossibili per alcune civiltà in entrambe le loro accezioni: avrei aggiunto una piccola abilità sbloccabile per ciclarli (ma forse c'è qualche carta azione che ha questa funzione, non ricordo di preciso).

Ok non ti è piaciuto, però non sei neppure costretto a recensire ogni gioco che provi. 

Buon gioco!

Inzvro 

arcadebox scrive:

Grazie per la lezioncina.
(...)Clash of Cultures non è venduto come un gioco di civilizzazione ma come un gioco a tema empire-building ed è esattamente quello che si propone(...)

prego, qui nella scheda puoi trovare categorie, meccaniche e tipologie citate:
https://www.boardgamegeek.com/boardgame/40765/clash-cultures/credits
Tra cui, ovviamente, non c'è il tuo "empire building"*, ma ci sono "civilization" e "4X"

Qui invece altre delucidazioni:
https://www.goblins.net/goblinpedia

*c'è ovviamente "city building", che si riferisce al fatto di comporre le città con diversi pezzi.

inzivro scrive:

Ok non ti è piaciuto, però non sei neppure costretto a recensire ogni gioco che provi. 

nessuno mi costringe a fare niente. Recensisco i giochi che mi colpiscono, in bene o in male. Non recensisco quelli che mi lasciano indifferente.

Visto che ci sono molte persone, anche preparate, che ritengono il voto e la recensione di Marco non coerente con quanto "vale" il gioco, potrebbero scrivere una recensione loro stessi per evidenziarne i pregi e dargli un voto più alto. Questo potrebbe aiutare molti utenti che solitamente nn leggono tutti i commenti e si fermano solo al voto e alle conclusioni.

Agzaroth scrive:

arcadebox scrive:

 

Grazie per la lezioncina.
(...)Clash of Cultures non è venduto come un gioco di civilizzazione ma come un gioco a tema empire-building ed è esattamente quello che si propone(...)

 

 

prego, qui nella scheda puoi trovare categorie, meccaniche e tipologie citate:
https://www.boardgamegeek.com/boardgame/40765/clash-cultures/credits
Tra cui, ovviamente, non c'è il tuo "empire building"*, ma ci sono "civilization" e "4X"

Qui invece altre delucidazioni:
https://www.goblins.net/goblinpedia

*c'è ovviamente "city building", che si riferisce al fatto di comporre le città con diversi pezzi.

Ok vedo che preferisci giocare sulle definizioni che commentare il fatto che hai cannato alla grande nel trattare CoC come un gioco a tema civilizzazione, citando addirittura Through the Ages come gioco che sviluppa il tema in maniera migliore. L'hai addirittura definito più ameritrash che euro, quando tutti quelli che ci hanno giocato più di una volta ne riconoscono la natura prevalentemente euro (come anche altri ti hanno fatto notare).

Mi frega poco che su BGG non ci sia il tema di empire building, la scatola di CoC recita "an empire building game" e quello ho riportato. Che se poi leggi tutte le categorie ti rendi conto che, a meno che non si faccia gli "gnorri" come tu stai facendo di proposito, la somma si traduce nella costruzione di un impero.

 

Allora, ora torno serio,  perché mi pare tu non voglia capire. Non gioco con le definizioni perchè le definizioni sono chiare se pensi che Clash of Cultures non sia un gioco di Civilizzazione e sia un eurogame, mi dispiace per te. Immagino sia pieno di eurogame con pesca delle carte,  interazione diretta, combattimenti col dado, mappa nascosta e fazioni asimmetriche, specie nel 2012. Sarà dunque un eurogame anche Twilight Imperium,  a questo punto. Qui c'è il grosso equivoco (e la crassa ignoranza) di pensare che se un gioco richiede ragionamento strategico,  sia per forza un eurogame.  Spoiler: non è così. 

Poi per il fatto, come hai affermato, che non sia un 4X, puoi scrivere a BGG e portare le tue ragioni sul perché un gioco in cui si esplora, ci si espande,  si sfrutta il territorio e si combatte, non sia un 4X.

Per la civilizzazione, invece,  puoi sempre scrivere all'editore e chiedergli di cambiare la descrizione del gioco, che recita: "(...) comes Clash of Cultures, a civilization game in which each player leads a civilization from a single settlement to a mighty empire." Sono sicuro che alla Wizkids ascolteranno le tue ragioni.

Quando sarai riuscito a far cambiare ufficialmente tutte queste cose, ti ascolterò. Fino ad allora, rimani un terrapiattista del gioco da tavolo.

boskoz scrive:

In alto si fa "la domanda" che termina "e soprattutto ci sono alternative migliori?" 

Mi aspettavo che si nominasse qualche titolo. Me lo sono perso tra le righe?

Prossimamente ero in procinto di recuperare uno Star Trek: Ascendancy, me lo "vendono" le recensioni lette come un ottimo 4x e un ottimo Civ, qualcuno testimonia? So che la platea sarà sparuta, siccome in inglese, ma chiedo lostesso.

Per Clash of Cultures, possiedo la copia precedente alla monumental, quella con l'elefantone, per me è un buon gioco, ma darei grossomodo il voto espresso dalla recensione anche io, magari 7, è bello ma ha i suoi difetti.

 

A me Star Trek: Ascendancy piace molto, pero' non e' un 4x standard (anzi lo e' piu' di nome che di fatto), il che non e' necessariamente un difetto, basta esserne consapevoli prima dell'acquisto. Il vero problema e' pero' forse il player count, il base e' solo per 3 giocatori (Federazione, Klingon, Romulani).

 

Dico la mia senza polemica ma per il piacere di dare il mo parere su questo controverso dibattito.
Per me CoC è sicuramente un gioco di Civilizzazione e altrettanto sicuramente un gioco 4X.
Io personalmente lo trovo anche abbastanza vicino alla definizione di Ibrido poiché, pur avendo molte caratteristiche "American", mi restituisce anche un approccio ed un feeling fortemente "German" nel giocarlo. Tuttavia, dovessi definirlo necessariamente come uno dei due direi che è un American ma per pochi punti...
Detto questo secondo me è un buon titolo che non manca di divertire e proporre un livello di sfida e di strategia al tavolo piuttosto appagante, dura un pochino troppo per quello che rende e per me subisce il fatto che a parità di durata gli preferirò molto spesso altri titoli simili (TTA e TI4 su tutti anche se forse durano un pochino di più). Il voto del nostro capo-redattore è un tantino ingeneroso forse ma basta tararlo sul fatto che sia sempre basso con i suoi giudizi. E poi il voto è soggettivo, quello che conta è l'analisi che, come sempre, è impeccabile da parte di Marco.

Vorrei capire perchè alcuni affermano che le miniature sono brutte. Non sembrano così brutte, è una questione di materiali? Certo un gioco da 150 euro con questi problemi sarebbe grave.

Sono incerto sul prendere Clash of Culture dal 2011 da quando tra i due preferii prendere Sid maier's Civilization the boardgame (che rimane ancora oggi un mattonazzo che gioco sempre volentieri). 

 

 

pennuto77 scrive:

dura un pochino troppo per quello che rende e per me subisce il fatto che a parità di durata gli preferirò molto spesso altri titoli simili (TTA e TI4 su tutti anche se forse durano un pochino di più).

porca miseria spero fortemente che non sia come dici, io l ho preso con l'aspettativa di stare entro le 3 ore massimo. TI4 l ho provato solo una volta, ma in 3 ore eravamo forse a un terzo della partita.

pennuto77 scrive:

Il voto del nostro capo-redattore è un tantino ingeneroso forse ma basta tararlo sul fatto che sia sempre basso con i suoi giudizi. E poi il voto è soggettivo, quello che conta è l'analisi che, come sempre, è impeccabile da parte di Marco.

il voto è sicuramente soggettivo e conta relativamente ma non mi sembra che sia mai stato particolarmente basso coi voti. Sono visibili i voti che da eh nelle ultime rece ha dato 8 e 9. Pensa se non si tenesse basso.... Personalmente il voto numerico è una roba che andrebbe tolta dalle recensioni anche se fa comodo per una sorta di classifica

Thegoodson scrive:

 

pennuto77 scrive:
dura un pochino troppo per quello che rende e per me subisce il fatto che a parità di durata gli preferirò molto spesso altri titoli simili (TTA e TI4 su tutti anche se forse durano un pochino di più).

 

 

 

porca miseria spero fortemente che non sia come dici, io l ho preso con l'aspettasti va di stare entro le 3 ore massimo. TI4 l ho provato solo una volta, ma in 3 ore eravamo forse a un terzo della partita.

Il tempo di coc è circa 45 minuti a giocatore, dipende anche da quanti pensatori avete

Ho una posizione molto simile a quella di Pennuto. CoC è chiaramente un gioco 4x (tutti gli elementi sono rispettati) ed un gioco di Civilizzazione (manca solo l'aspetto di obsolescenza delle tecnologie che ritroviamo in altri). Se non lo consideriamo all'interno di queste categorie e queste sono detenute solo da due o tre campioni (di complessità) del genere allora non stiamo più facendo una classificazione, ma marketing. "Empire Building" dipinge ottimamente se non meglio il tipo di gioco, però non è una classificazione nota e quindi fino a che non diviene standard resta promozione commerciale come miniature-building,  dice-building, "bag-draft con elementi di trick-tacking-bluff ad identità nascoste".
I 4X sono tutti ibridi, perchè 2-X sono hanno una connotazione classicamente American (eXplore e soprattutto eXterminate), 2-X riecheggiano con forza nell'animo dei German (eXpand e sopratttutto eXploit).
Dove cade CoC? Il mio personale pendolino di Mosca punta nell'area American, perchè la meccanica delle azioni e la gestione delle risorse è talmente semplificata, che non vuole creare un "gioco nel gioco" per appagare il nostro desiderio di accumulare cubetti, ma sostenere le nostre ambizioni di predominio culturale e/o militare e questo per me ha il sapore di un American
Bisogna essere migliori nel far evolvere la propria civiltà ottimizzando il progresso tecnologico, per poter essere più veloci, più invasivi, più furbi, più temuti. E se non è American questo...
Ci sono momenti epici? L'epicità è negli occhi di chi guarda (e quindi di chi gioca). Non ho moltissima esperienza con il gioco (anzi poca), ma mi guardo bene dall'assimilarlo a titoli come quelli della Matagot o di Lang, in cui tutto è preparato per portarti a tanti scontri, la cui memorabilità è inversamente proporzionale alla quantità. In CoC potrebbe esserci uno scontro epico, tante battaglie dichiarate oppure a tradimento, nessuna battaglia e solo guerra di posizione. La geografia della mappa fa tanto. Un mare che tocca i bordi con l'avanzamento Navigazione ti consente in un turno di allestire una o più eserciti (azione 1), muoverle su dormienti navi ancorate in prossimità delle città, muovere queste navi direttamente sulle coste di una città semi-indifesa dall'altra parte della mappa nel cuore della civiltà avversaria (azione 2), scaricare le truppe sulla città e conquistarla (azione 3). Tutto in 1 turno di gioco. Non c'è il mare? Le campagne militari diventano effettivamente più lente e condotte ai bordi delle civiltà. E questo è tanto in termini di varietà di gioco.
In una partita a 2 giocatori di "studio" del gioco in cui con mia moglie ci siamo imposti di non attaccare l'avversario mi è rimasto in mente l'attacco epico via mare che NON ho fatto. Avrei conquistato 4 punti di città + 2 di meraviglia + 4 punti di obiettivi militari. 10 punti sono tantissimi per un solo maledetto attacco. Anche gli obiettivi fanno tanto in termini di ritmo del gioco. E le caratteristiche delle civiltà fanno tanto.
Quindi sì, può essere tanto epico, perchè tutto è disegnato per farti concentrare su progresso appagante(molto), analisi posizionale, obiettivi civili o militari senza dover gestire i token azione e opportunità di scegliere un'azione. E perchè non sei costretto ad essere guerrafondaio ma a sceglierti la battaglia giusta.
Le caratteristiche indicate da Agzaroth sono sostanzialmente corrette, le semplificazioni reali (il costo degli avanzamenti, le battaglie, il movimento, una tabellosità degli avanzamenti contro un modello al albero, ma io godo su quel tabellone) ma le vedo come una scelta che consente di poter spingere su altri elementi e di non passare le intere feste natalizie su un singolo tavolo di CoC. E quindi di porsi come alternativa ad altri giochi, diversi/migliori/peggiori. Non è proprio un titolo da 6.5, che è un voto quasi infamante.

Senza alimentare polemiche sterili o controbattere su quelle che sono sensazioni personali, impressioni personali e valutazioni soggettive..

Ho sentito gruppi lamentarsi della troppa. Interazione militari, altri lamentarsi della mancanza della stessa, per qualcuno è troppo complicato, per altri troppo "semplificato", e c'è troppa alea, ed è troppo deterministico ecc..

Rimangono i fatti e cioè che siamo di fronte ad un titolo American, 4X e di Civilizzazione e dire il contrario, francamente dimostra poca dimestichezza con quelle che sono le varie sfaccettature di questo fantastico hobby. 

Chiariti questi punti esprimo in maniera concisa le mie, spero utili per qualcuno, opinioni:

L'alea c'è ma non la trovo così pesante, se ci scontriamo con eserciti identici vincerà chi ha le carte migliori e più fortuna col dado, ma solitamente gli scontri sono piuttosto "onesti". Se io. Entro in uno spazio dove tu hai 2 fanti ed io ho 1 fante un cavallo 1 elefante ed un leader (la combo migliore OVVIAMENTE) e magari vengo anche con le armi in metallo ecc... La fortuna li c'entra poco. 

Per quanto riguarda gli obiettivi hai sempre 2 modi per portarli a termine e in 4 ore di partita (in 4) hai più e più occasioni di portarli a termine senza nemmeno penare troppo e alla peggio puoi barattarli. 

L'alea c'è, badate bene, ma è comunque un gioco dove non vinci e non perdi assolutamente per fortuna. 

Per quanto riguarda le carte azione, ce ne sono alcune migliori di altre si, ma sono tutte molto buone. 

Noi abbiamo giocato sempre con la exp, non spendo nemmeno parole per la modalità base diciamo ed in parole povere:

L'ho preso, l'ho giocato (tra l'altro con amici MOLTO German) e ci è piaciuto. Molto. 

Per noi è sicuramente una delle migliori uscite dell'anno e sarò di manica larga ma da noi un 9 se lo becca tutto ed ha margini di miglioramento anche 😂.

Se poi ci si fa intimidire dalla mole di informazioni e si fanno solo 1 o 2 partite l'esperienza ed il voto calano drasticamente!

Un saluto a tutti e buon gioco! 

Oh, comunque rimane sempre molto meglio di Nations 😝

... e pure ho amici che gli preferiscono Nations (che pure a me non dispiace affatto). I gusti son strani.

Caro Agzy, 

Come ti hanno fatto notare anche altri, questo tuo atteggiamento di "rigirare la frittata" cercando sempre di fare lo gnorry o di metterti nei panni del "buono" rivoltando le colpe sul tuo interlocutore (cosa in cui riconosco sei maestro) è abbastanza fastidiosa.

è chiaro - e lo sai bene perchè non sei stupido - che non intendevo con la frase "non sei costretto a recensire tutti i giochi che provi" di decidere al posto tuo cosa puoi recensire o no: la tua risposta dunque è inconferente.

Cio che intendo  è piuttosto che questa tua recensione fatta dopo un paio di partite porta inevitabilmente a delle mere "impressioni" sul gioco. Ti suggerirei di aprire una nuova rubrica e di non chiamare tutto ció che scrivi "recensione". 
p.s il tempo di gioco di T14 non è nemmeno paragonabile a quello di CoC che si assesta dopo qualche partita sulle 3 ore.

ciao

Non ho paragonato il tempo di TI4 a quello di CoC. La tua affermazione è dunque inconferente.
E non ho fatto 2 partite a CoC, la tua affermazione è dunque falsa.
Inoltre, se mi dici che passo da buono, la tua affermazione diventa offensiva :P

Agzaroth scrive:

Se quello che cerchi è un 4X da finire in tre ore, molto meglio Eclipse. 

mmm per carità i gusti sono gusti, ma siamo proprio sicuro che Eclipse sia meglio?

lato esplorazione Eclipse ha più alea sia in termini di utilità dell'esagono che nelle connessioni per muoversi. Eclipse ti lascia libero di costruire la galassia come vuoi, ma non è per forza un pregio (turtling coi planta...)

lato ricerca: CoC è decisamente meglio dandoti la possibilità di svilupparti come vuoi, mentre in Eclipse ad occhio il 95% delle tecnologia è solo lato militare e pure con alea perchè alcune potrebbero non uscire mai o solo 1 volta, rendendo l'ordine di turno molto importante.

lato militare: eclipse indubbiamente è meglio potendo costruirti le navi su misura. Il movimento è meno castrante in CoC che Eclipse. Le strade per ignorare terreno e muoversi di 2, le navi per circumnavigare la mappa. L'unica limitazione è che le unità non possono più muovere nel turno se hanno già combattuto, limitando l'efficacia militare. In eclipse di contro hai motori che aumentano il numero di esagoni per movimento e una ricerca (se esce), col pinning a fare da limite (limite abbastanza blando)

la differenziazione delle razze è forse un pelo più sviluppata in CoC avendo 3 leader diversi e 4 abilità specifiche. Mentre in Eclipse tutto sommato le differenzazione non è così marcata, ma per alcune si fa sentire di più nel gameplay rispetto a CoC (Planta e Ancients su tutti)

il sistema di azioni/controllo territori è più sviluppato in Eclipse visto che i cittini sono gli stessi, è un sistema però semplicemente diverso. Dal momento che ogni esavono vale PV più ne controlli e meno potrai fare bilanciandolo, mentre su COC non esiste il controllo territori (btw, a sto punto Eclipse sarebbe più "empire building" di Coc)

Coc ha carte azioni, eventi e obiettivi in più di Eclipse

Eclipse verte mooooolto di più sul militare, non solo per le tecnologia, ma proprio per i PV. Ogni esagono tuo vale punti, i PV nascosti degli scudi li fai solo con le battaglie. L'unica cosa che fai senza combattere sono i monoliti (e auguri a difenderli :D)

il tema di sfondo spaziale/civilizzazione ovviamente poi è a gusto personale, chi preferisce uno o l'altro.

in tema 4x per me CoC è più completo di Eclipse, poi per carità Eclipse può anche piacere di più ma non credo proprio che sia migliore come 4x, al più si pareggiano

edit: perchè non fare un articolo dedicato Coc vs Eclipse Vs altro4x? così da metterli un po' a confronto

Scrivo il mio modesto parere. Premetto che ne aspettavo con trepidazione l'uscita per provarlo e che non conoscevo la vecchia edizione. Dopo averlo intavolato posso dire che mi "gasa" molto l'idea di scegliere la mia civiltà con le sue peculiari caratteristiche e leader, di avere scelta nello sviluppo tecnologico e di esplorare la mappa per svelarne e sfruttarne la conformazione avendo una partita sempre diversa da scoprire. Quello che non mi è piaciuto è la pesca degli eventi che possono davvero rendere molto difficile la partita ad un giocatore favorendone un altro. Non sono compromettenti ed ad alcuni c'è prevenzione ma può infastidire molto se capitano ogni sorta di malegrazie mentre una persona al tavolo è baciato dagli dei e gli regalano al massimo del cibo mentre gli altri devono districarsi tra epidemie, razzie, terromoti . Questo non gli assicurerà la vittoria ma può infastidire.

Altra cosa che davvero non mi è piaciuta sono i combattimenti. Non la meccanica in sè, che per carità non è niente di originale ma funzionale e abbastanza scorrevole. Tiro del dado con simboli da attivare. C'è di peggio (Hellenica? Che forse è un titolo più gradevole in tutti gli altri aspetti però). La cosa proprio che non mi è piaciuta come riporta Agzaroth sono gli attacchi telefonati. E' come se ti arrivasse un pugno al rallentatore che vedi partire distante un chilometro. Mai un colpo di scena. 

Vorrei aggiungere che mentre le tecnologie riservate dell'espansione danno una buona identità alle civiltà assieme ai leader, il resto delle tecnologie base mi sembra una selezione molto piatta e non restituiscono particolare soddisfazione quando si sviluppano. Questo ovviamente non è un vero difetto quanto una necessità di game design ma rende l'espansione assolutamente essenziale. 

Tutto sommato mi ritrovo con il parere di Agzaroth. Nella recensione le regole ed eventuali situazioni sono descritte tutte chiaramente. Per quanto in questo gioco ci siano aspetti che mi attizzano moltissimo, sono rimasto in parte deluso vedendolo anche io non molto fresco. Mi ritrovo quindi anche con il voto finale. 6,5 è comunque un voto più che sufficiente , non è una bocciatura. E' comunque un titolo che colpisce e non passa inosservato anche per quello è importante essere più severi con la valutazione rispetto ad altri "giochini".

La recensione è in larga parte ben fatta, ma giunge a conclusioni un po' affrettate sotto alcuni punti vista: a mio avviso andava giocato più volte provando approcci differenti. Io l'ho giocato in diversi modi: espandendo, oppure puntando agli aspetti militari, o quelli culturali oppure a un'ottimizzazione generale e ognuna di queste modalità può consentire la vittoria. Il gioco mette sul piatto diversi elementi e riesce a rimanere bilanciato (considerate che per ben 10 partite su 15 ho ottenuto esattamente 41,5 punti seguendo però strategie completamente differenti). Sulla scheda c'è scritto American, io direi ibrido anzi questo gioco è l'ibrido per antonomasia e lo è anche tra 4x e civilizzazione. Poi, c'è un aspetto che nella recensione non emerge: il gioco diverte e il tempo(assolutamente ragionevole nella durata) vola. Per me vale 8 1/2 e sarebbe anche di più se ne gradissi lo stile della grafica e delle miniature che trovo troppo serioso per i miei gusti. 

Iconoclasta, piuttosto.

Pilota scrive:

arcadebox scrive:

 

Clash of Cultures non è un 4x e non è nemmeno un gioco di civilizzazione.

 

 

😂😂😂😂😂😂

 

Ecco un altro che non capisce le argomentazioni iperboliche.

Riassumendo credo che CoC soffra del classico problema di voler essere un videogioco da tavolo. Il che risulta in un videogioco castrato o in un gioco da tavolo derivativo.
Io che videogioco molto, soffro particolarmente in questo tipo di esperienze, preferendo giochi che cercano di sfruttare al massimo il media in cui vengono creati, per cui adoro TTA e non ho apprezzato CoC.

Ma in generale faccio fatica a trovare obiezioni alla recensione di Agzaroth. Oggettivamente anche guardando i commenti la lode maggiore che si fa a questo gioco è essere relativamente breve, che è lo stesso complimento che faresti ad un esame alla prostata.
Per carità come esercizio di stile lo apprezzo, ma non lo rende particolarmente divertente.

Aggiungo inoltre che il tech tree lo trovo particolarmente non riuscito: la maggior parte delle tecnologie serve per eliminare restrizione date dal regolamento, il che oltre a essere poco elegante, porta a metà partita alla spiacevole sensazione di controllare continuamente la plancia non per vedere quali figate potrai realizzare ora che hai speso tonnellate di risorse nello sviluppo della tua civiltà, ma per controllare se puoi o meno fare un azione standard senza tutte le restrizioni del caso. In secondo luogo essendo i costi sempre li stessi porta i giocatori a ricercare sempre le stesse cose di partita in partita con semplicemnte una piccola differenza data dalle fazioni.

Ps del voto è inutile discutere, dovrebbe essere visto come un mero divertissement del recensore. Senza offesa per il redattore del testo che immagino l'abbia ponderato, ma lascia il tempo che trova e non dice granchè.

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