Kingdoms

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Voto recensore:
6,7
Il gioco, qui recensito nella recente edizione della Fantasy Flight Games, era fino ad un paio d’anni fa nel catalogo Hans-im-Glück con il nome di Auf Heller und Pfennig. Ora l’ambientazione (non molto influente come succede sempre nei giochi di Reiner Knizia) da una piazza del mercato di una città medievale si è trasferita in una verde regione di una terra fantasy, i banchi di vendita sono diventati castelli e l’esattore delle tasse addirittura un drago!

Il tabellone (in quattro parti da montare a mo’ di puzzle) è diviso in 30 caselle quadrate disposte su una griglia di 6x5. Diciotto delle tessere risorsa riportano immagini tipiche della mitologia fantasy-medievale e un numero da 1 a 6 (due tessere per ogni numero) o da –1 a –6 (una tessera ciascuno). Le altre quattro sono: due tessere Montagna, una tessera Miniera ed un Drago e sono le uniche a non avere un valore scritto.

Ogni giocatore riceve 50 monete e delle tessere castello del colore scelto che hanno valori variabili da 1 a 4. Vicino al tabellone vanno messi il resto dei soldi e tutte le tessere risorsa mescolate a faccia in basso. I giocatori ne pescano una a caso, la guardano e la tengono coperta davanti a sé. La partita si svolge su tre manche e alla fine risulterà vincitore colui che avrà accumulato le maggiori ricchezze.

Al proprio turno i giocatori piazzeranno su una qualsiasi casella libera del tabellone uno dei propri castelli oppure una tessera pescata a caso oppure la tessera che hanno preso all’inizio della manche. Lo scopo è di “costruire” i propri castelli in modo che sulla stessa file e colonna del tabellone vi siano in maggioranza tessere risorsa di valore positivo, giocando invece quelle negative in corrispondenza dei castelli avversari. La manche termina nel momento in cui viene riempita la 30ma casella. Per ogni fila ed ogni colonna si sommando i valori delle tessere risorsa, ottenendo un certo numero (positivo o negativo) che ogni giocatore moltiplicherà per il totale dei valori dei propri castelli presenti nella fila o colonna stessa. I giocatori ricevono o pagano un corrispettivo in monete equivalente al punteggio ottenuto. Poi si libera il tabellone, i giocatori riprendono i castelli di valore 1 per riutilizzarli, mentre quelli di valore 2-4 vanno scartati. Le tessere risorsa vengono rimescolate e si inizia una seconda manche, con le stesse modalità della prima, a cui farà seguito la terza.

Le risorse non numerate sono il Drago che ha l’effetto di annullare tutte le risorse positive presenti nella fila e nella colonna ove si trova, la Miniera che raddoppia (sia in positivo che in negativo) il valore delle risorse, e le Montagne che “spaccano” in due la fila e la colonna, facendo sì che al momento del conteggio dei punti ogni parte venga considerata separatamente.
Pro:
Kingdoms è un gioco semplice e veloce sia da spiegare che da giocare. Rispetto ad altri titoli della stessa collana (Drakon o Delta V per esempio) è più “serioso” nello svolgimento. Il regolamento non lascia adito a dubbi e prevede un paio di varianti da provare. Si tratta di un gioco essenzialmente tattico ove bisogna di volta in volta cercare il piazzamento migliore per la tessera pescata o per il proprio castello e in cui pianificazioni a lungo termine non sono possibili, soprattutto se si sta giocando in tre o in quattro. Ciononostante verso la fine della manche si può fare qualche scelta tattica in base alle tessere ancora da scoprire tenendo conto, però, che qualche risorsa rimarrà comunque inutilizzata. Bella l’idea di poter impiegare i castelli di valore 2, 3 o 4 una sola volta, per cui meglio non sprecarli!

In sostanza, un gioco di piazzamento, in classico stile kniziano, consigliabile anche ai non giocatori. Buono il funzionamento a due poiché permette un miglior controllo sulle mosse future. Grafica piacevole, materiali robusti anche se rimane consigliato l’uso di un coltellino ben affilato per staccare le tessere dalla cornice.
Contro:
Per contro, è un gioco di Knizia e quindi si ha già la certezza che si tratta di un meccanismo freddo coperto da un’ambientazione fittizia che serve a vendere il prodotto. A chi non ama questo autore o questo genere il gioco probabilmente non piacerà.

Il fattore fortuna è presente e mitigato solo in parte dalla pesca iniziale della tessera “segreta”: Il giocatore che dovesse trovarsi con il Drago può essere piuttosto avvantaggiato. La qualità dei materiali è buona, ma quelli dei giochi tedeschi rimangono comunque superiori: dimenticatevi cioè le tessere che quasi “cadono da sole” dalle cornici di supporto. Il calcolo dei punteggi a fine manche è la parte più noiosa del gioco e i soldi che fanno da segnapunti sono essenzialmente inutili: carta e penna potrebbero svolgere egregiamente la stessa funzione.