Marco Polo Kills Again... in Space!

Rosengald

A distanza di quattro anni, Tascini e Luciani tornano a far squadra con Hans im Glück per provare a migliorare o quantomeno eguagliare quello che rimane uno dei più apprezzati gestionali di dadi degli ultimi anni. Ci saranno riusciti?

Voto recensore:
8,5

Modena Play 2019. Cranio Creations organizza una festa con brindisi dopo che la fiera si è chiusa, tra gli invitati c'è Asger Granerud (Flamme Rouge, 13 Giorni, Una storia di pirati), e, visto che Asger è in macchina con me, di conseguenza anche io vengo invitato a rimanere. Tra un bicchiere di spumante e un altro, un amico mi presenta Simone Luciani. Mi invita a mostrare a Luciani la mia caviglia, non perché abbia qualche strano feticismo ma perché lui sa che il tatuaggio di coppia mio e di Mrs. Rosengald sono i pezzi di Sulle tracce di Marco Polo. Lui si mette a ridere e con leggerezza mi fa “Allora se ti piace tanto il gioco sarai contento di sapere che a Essen esce il secondo capitolo”, e praticamente mi faccio raccontare tutto il possibile sul seguito del mio gioco preferito.

Seguono otto mesi di attesa fatte di crisi di pianto isteriche, incubi ricorrenti in cui Hans im Glück fallisce, e dita scorticate come un tossico in attesa della dose.

Poi arriva Essen, ma anche quest'anno ci vado l'anno prossimo. È una fresca sera di fine ottobre, il luogo è un parcheggio di quelli raccomandabili solo se hai almeno una Magnum calibro 45 nel cappotto, accosto la macchina, dopo poco un altro brutto ceffo mi si affianca; è buio, ma nonostante ciò anche Gotcha porta gli occhiali da sole e un lungo impermeabile. Io aspiro nervosamente una boccata dalla sigaretta e ci scambiamo due buste di giochi; ci guardiamo intorno per essere sicuri che nessuno abbia visto lo scambio. Come da programma risaliamo in macchina senza dirci niente; è andato tutto liscio, ma poi abbasso il finestrino e gli intimo “Torna da Essen con il mio Marco Polo o non tornare affatto...”

Più o meno (più meno che più) è così che ho avuto la mia copia di Marco Polo II - In the service of Khan, gioco per 2-4 giocatori di Daniele Tascini e Simone Luciani. Grazie a Gotcha ho qui sulla scrivania la copia in tedesco, anche se è in uscita la versione italiana a cura di Giochi Uniti. [NdR: edizione italiana ora disponibile.]

Ambientazione

"Ancora vi dico che appresso di questo palagio n'hae un altro né più né meno fatto, ove istà lo nipote del Gran Cane; e questo Temur che dee regnare tiene tutta la maniera del suo avolo, e ha già bolla d'oro e suggello d'imperio, ma non fa l'ufficio infino che l'avolo è vivo."

Marco Polo

Una volta arrivati a Pechino Marco Polo e i suoi compari si trovano al servizio del Gran Khan e ripartono verso le terre dell'ovest alla ricerca di ricchezze e meraviglie da riportare al fedele Fido. Anche per questo secondo capitolo l'ambientazione non è sicuramente il fulcro centrale del gioco né la più avvincente, ma più che accettabile per un gioco che fa della meccanica il suo cuore pulsante.

Il gioco

"Noi possiamo avere nella vita una sola grande esperienza; e il segreto della vita è quello di ripetere, più spesso che si può, quella esperienza."

Oscar Wilde

Carte città
carte città

In Marco Polo II come detto ci troveremo a dover viaggiare per le terre orientali a ovest di Pechino. Il gioco riprende molto dal primo e chi ha già familiarità con il primo titolo non faticherà a entrare in questo gioco. Ma comunque spenderò qualche parola sulla meccanica e il funzionamento del gioco.

La partita è composta da cinque round, ogni giocatore sceglierà a inizio partita un personaggio che gli conferirà un'abilità unica che solo lui potrà usare, e che è talmente forte da farti capire che quel personaggio lì è il più forte... quale? Quello scelto dal giocatore prima di voi ovviamente.

Ogni giocatore dispone di cinque dadi del proprio colore che verranno lanciati all'inizio del round. I dadi verranno utilizzati come lavoratori per andare a svolgere delle azioni. Ogni giocatore compie un'azione principale a turno, più quelle secondarie, come manipolare il risultato di un dado con i cammelli, o chiudere un contratto.

Le azioni principali permetteranno al giocatore di viaggiare, muovendo il proprio personaggio da Pechino verso le altre città collegate tramite fiumi e strade, raccogliere risorse, sigilli delle gilde o guadagnare contratti.

Ogni volta che un giocatore termina il movimento in una città piazza una casa del proprio colore, e ciò gli garantirà il beneficio della relativa città, come la possibilità di prendere contratti, avere un'azione nuova – utilizzabile solo da chi è arrivato alla relativa città – o avere una rendita di inizio round.

Le azioni derivanti dalle carte città sono esclusive, mentre sarà sempre possibile impilare il proprio dado sopra quello di un altro giocatore ma pagando una moneta per ogni punto di dado.

Le risorse del gioco sono monete e cammelli, necessari per il viaggio, e pepe, stoffa, oro necessari per i contratti. C'è anche una nuova risorsa, la giada, che permetterà di accedere a azioni del mercato migliori - ottenendo quindi più risorse - ma utilizzabile anche in vece di un cammello o una moneta al bisogno.

Chiudere i contratti fornirà punti vittoria ma anche bonus, come risorse, cammelli o azioni istantanee, come un passo o un dado aggiuntivo per il round, mentre i sigilli delle gilde – che di fatto funzionano come dei contratti – forniscono una rendita di inizio round oltre alla possibilità di accedere a percorsi esclusivi – le tratte via fiume – che oltre a richiedere meno passi hanno costi molto ridotti per il passaggio, alle volte addirittura permetteranno di non spendere niente.

Alla fine del quinto round ai punti guadagnati in partita il giocatore con più contratti conclusi otterrà otto punti, mentre il secondo quattro, poi ogni giocatore somma i punti derivanti dall'obbiettivo segreto ottenuto a inizio partita - che può dare punti per sigilli delle gilde guadagnati e risolti e per varietà di città raggiunte. Infatti ogni città ha uno scudo, più tipi di scudo abbiamo raggiunto più punti faremo. Si guadagnano anche quindici punti per aver messo tutte le case e poi si fa la scarpetta, ovvero punti per soldi e risorse avanzate. Chi ha più punti è il vincitore.

Considerazioni

"Il mio unico rimpianto nella vita è di non essere stato un altro."

Woody Allen

Anche gioco di destrezza all'occorrenza
Anche gioco di destrezza all'occorrenza

Recentemente sono andato a rivedere quella che probabilmente è la mia puntata preferita del Goblin Show, ovvero quella con Mauro di Marco (qui se volete recuperarla) che inevitabilmente verte sul ruolo del recensore. Inizia spiegando come la recensione nasca in ambito accademico e di come la differenza che c'è tra una recensione e un report su un gioco è la stessa che c'è tra un saggio e un romanzo.

Questo parallelo mi ha colpito molto, e sono vari giorni che ci torno sopra a pensarci, e per forza di cose sono dovuto ritornare su Marc Bloch, celebre storico francese di inizio Novecento, e in particolare a quello che è probabilmente il suo saggio più celebre, Apologia della storia. Qui nega quella che era l'antica idea dello storico come giudice del passato intento a distribuire elogi o biasimi agli eroi morti, ma anzi si deve spogliare dei preconcetti del presente che non hanno valore nel passato e analizzare solo quello che gli uomini del passato volevano.

Cosa ci incastra tutto questo con la recensione di Marco Polo II? Tutto e niente; ma quali potrebbero essere i preconcetti del presente che potrei avere nel recensire questo gioco? Sicuramente, il fatto che Sulle tracce di Marco Polo sia il mio gioco preferito e che, nell'approcciarmi a questo titolo, ci sia arrivato dopo mesi di attesa, nella speranza di ritrovare quelle che erano le emozioni che il primo capitolo mi aveva regalato. Bene: proverò a spogliarmene e vedrò di analizzare il tutto con una pia illusione di oggettività.

Partiamo dai componenti: sono di ottima qualità e ben si prestano al lavoro che devono svolgere, l'iconografia è chiara e dopo la prima partita difficilmente dovrete tornare a guardare regolamento. Il tabellone è riccamente illustrato e risalta, ma se gli spazi azione risultano chiari e definiti, la mappa di gioco che rappresenta le città in cui i nostri viaggiatori si sposteranno nelle prime partite risulta anche troppo ricca di icone, appesantendo la vista e perdendo un po' di leggibilità. Infatti, all'inizio della partita ogni città avrà la sua carta azione, il bonus per il primo che arriva a costruire, i sigilli richiesti per attraversare i fiumi, i contratti in altre città, il tutto appesantito dai costi delle tratte con cammelli, monete e giade disegnate sopra le strade. Dopo qualche partita, entrati nel gioco tutto sarà di più facile lettura.

La scalabilità del gioco è più che buona, dove al variare del numero dei giocatori pressoché nulla cambia, a eccezione del favore del Khan che vedrà dei dadi neutrali bloccare uno o due spazi azione. Ovviamente, in due il gioco risulta leggermente più largo che in tre e in quattro, ma solo perché generalmente si avrà bisogno di qualche moneta in meno e avremo meno possibilità di vederci soffiate le azioni delle città.

La possibilità di impilare i dadi per svolgere l'azione al costo del valore del dado impilato permette a tutti i giocatori al tavolo di non rimanere bloccati, ma allo stesso tempo di dover ben pianificare le tempistiche delle proprie scelte, perché arrivare secondo su ogni azione porta via denaro, che richiederà ulteriori azioni per poi essere recuperato.

I soli cinque round a disposizione dei giocatori sembreranno, nelle prime partite, troppo pochi per permettere di portare a termine la propria strategia al cento per cento; ma è anche uno dei fattori che lascia alla fine della partita la voglia di rigiocare. Nelle prime partite il viaggio risulterà più semplice da portare avanti, visto che è leggermente più facile procurarsi una buona quantità di denaro piuttosto che una buona quantità – e varietà – di risorse.

La fortuna del lancio dei dadi – innegabilmente presente – è mitigata ottimamente in due modi diversi: il primo è dato dalla possibilità di manipolare il risultato dei dadi spendendo cammelli, il secondo deriva proprio dal dover pagare per il valore del dado impilato, cosa che difficilmente porta a preferire un lancio di soli valori alti, anche se un lancio di soli valori bassi non è mai preferibile; l'unico altro elemento fortuito è la pesca dei contratti, che vengono messi nelle varie città, rendendo disponibili contratti più interessanti a un giocatore piuttosto che a un altro. L'interazione tra i giocatori è buona per essere un gestionale e mai distruttiva, come già detto ci si sfida sulla tempistica nel piazzamento dei dadi e sul rubarsi le azioni e i bonus delle città, oltre che sull'aver la maggioranza dei contratti chiusi.

partita in corso
partita in corso

Veniamo ora ad uno dei punti più difficili da trattare nel gioco, il bilanciamento. Come già ho scritto a inizio partita ogni giocatore sceglie – con un draft antiorario partendo dall'ultimo giocatore – un personaggio con un'abilità unica, e rispetto ad altri giochi asimmetrici le abilità dei personaggi sono talmente importanti da dover necessariamente essere parte centrale della strategia del giocatore. Tuttavia resta da chiedersi se questi personaggi sono tutti egualmente bilanciati. Probabilmente no anche se nessuno è necessariamente più forte di un altro. Cosa voglio dire? Anzitutto ci sono dei personaggi oggettivamente di più facile gestione, con un potere personale passivo, come quella che riscuote determinate risorse sulla base dei dadi lanciati, ma, soprattutto, l'incredibile varietà di combinazioni possibili derivanti da carte azione e bonus città disposti casualmente e sempre diversi tra una partita e un'altra richiederanno ai giocatori di saper leggere la configurazione della mappa di volta in volta stabilendo quali personaggi siano preferibili rispetto ad altri. Starà poi ai singoli giocatori saper far fruttare al meglio il proprio personaggio. Inoltre aggiungo anche che pur scegliendo da ultimo si può avere un vantaggio sulla scelta del personaggio: infatti, se i primi avranno più varietà tra cui scegliere, gli ultimi potranno fare la propria scelta consapevoli dei personaggi scelti dai propri avversari, potendo così virare su strategie che tendenzialmente incontreranno meno fastidio da parte dei propri avversari. Per concludere, l'estrema varietà di situazioni possibili rende il gioco di fatto bilanciato.

Questa estrema varietà di situazioni concede al gioco anche una grande longevità, visto che l'unica cosa a rimanere fissa sono le azioni principali. Tutte le strade percorribili di cui parlo sopra non devono però portare a credere che i modi per ottenere punti siano molti: infatti ci troviamo davanti all'opposto di quella che di solito viene definita insalata di punti, nel gioco i punti si faranno solo viaggiando e facendo contratti, e ogni strategia vincente non potrà prevedere solo l'uno o l'altro aspetto pur privilegiando uno dei due.

In conclusione questo secondo Marco Polo II è un ottimo gioco, che in poche regole riesce a garantire una buona profondità e un'ottima scorrevolezza di turno, pur non aggiungendo di fatto nulla di nuovo al panorama ludico – cosa che però difficilmente ci si potrebbe aspettare da un gioco che è dichiaratamente la seconda versione di un altro di quattro anni prima.

Marco Polo vs Marco Polo

"So bene ciò che non voglio essere, ma devo ancora scoprire che cosa voglio diventare."

Orhan Pamuk

un personaggio così a caso
un personaggio così a caso

Nella parte delle considerazioni ho volutamente evitato qualsiasi tipo di confronto tra il primo e il secondo capitolo per due motivi: il primo è che non tutti quelli che leggeranno la recensione, magari, hanno già giocato il primo; il secondo è perché – come quelli di voi che già conoscono Sulle tracce di Marco Polo sanno bene – i due giochi hanno tanti punti in comune e quindi uno sguardo e una mia opinione sul confronto dei due titoli merita una sezione a parte.

Aprendo la scatola il primo miglioramento essenziale che si nota è che questa volta le risorse singole e di valore tre sono davvero di dimensioni diverse, a differenza del primo. Ma bischerate a parte, veniamo a noi.

Chi già sa giocare al primo Marco Polo si troverà comodamente a suo agio in questo nuovo titolo e in una manciata di minuti sarà in grado di approcciarlo. Sicuramente, rispetto al primo i cambiamenti ci sono e potrebbero spiazzare, come i contratti da recuperare nelle varie città o i costi di viaggio in plancia anziché per compiere l'azione. Anche il fatto che il viaggio abbia adesso tre spazi azione differenti – rispettivamente da uno, due e tre dadi – di cui uno (quello da tre dadi) permetterà di piazzare un avamposto ulteriore in una delle città di transito, porterà comunque anche i giocatori più scafati a dover fare delle considerazioni diverse.

Il nuovo mercato, che a differenza del primo - sempre uguale - cambia ogni round, è ottimo per valorizzare la giada, che altrimenti sarebbe stato un inutile orpello ai fini del gioco, in grado di garantire un'entrata diversa e maggiore nell'azione mercato, anche se questo cambiamento ogni round rende impossibile poter esser sicuri – o quasi – della quantità di risorse che saremo in grado di ottenere. Come già scritto più sopra rispetto al primo, dove molto spesso la scarsità era delle monete, in questo secondo capitolo ho trovato più difficile guadagnare risorse per chiudere molti contratti.

I sigilli delle gilde sono una novità accessoria ma interessante, soprattutto se si riescono a risolvere nei primi round garantendoci una rendita, cosa sempre gradita, ma soprattutto il passaggio per i fiumi, condizione quasi necessaria se si vuole viaggiare in lungo e in largo. Ho trovato il nuovo sistema di obbiettivi personali l'aspetto più marcatamente migliorato rispetto a Sulle tracce di Marco Polo: infatti, anziché due carte obbiettivo ne terremo solo una che darà bandiere extra per il calcolo dei punti vittoria di fine partita al raggiungimento di determinate città. Nel primo titolo invece si guadagnavano dei punti secchi al raggiungimento di alcune città (due per obbiettivo), più un bonus per quante delle quattro città avevamo raggiunto. Nella versione originale un giocatore poteva riuscire a tenere una combinazione di obbiettivi nettamente più facile rispetto ad altri, magari unendo due obbiettivi che creavano un unico percorso su quattro città molto vicine, cosa impossibile con il nuovo sistema che richiederà comunque di viaggiare molto.

La strettezza estrema e la sensazione di non riuscire a fare tutto quello che volevamo è una caratteristica che ho trovato maggiormente calcata nel primo, piuttosto che nel secondo. Nel mio caso personale preferisco il primo su questo aspetto, nel suo richiedere attenzione a ogni dettaglio mentre il secondo permette ai giocatori sempre una soluzione in più per raggiungere l'obbiettivo prefissato; ma un aspetto non è necessariamente migliore dell'altro, sono solo caratteristiche diverse che mi limito a sottolineare.

I personaggi sono incisivi quanto i primi (anche se trovo una mancanza intollerabile il non aver messo i nomi sulla tessera ma solo nel manuale) anche se alcuni di questi nuovi mi hanno dato la sensazione di essere più soggetti alla configurazione del tabellone, specialmente il personaggio che non paga i cammelli e le monete delle tratte ma può usare solo l'azione di fare un passo alla volta: se in mappa molte città garantiscono movimenti aggiuntivi viaggia più veloce di un treno impazzito, altrimenti è un personaggio poco preferibile, anche se c'è da dire che le carte città che conferiscono passi come bonus sono proporzionalmente più che nel primo.

Per concludere Marco Polo II è sicuramente un gioco più da giocatori, con più regole del primo e più elementi da ricordare e valutare (e non lo dico io ma Daniele Tascini che qualcosa sul gioco sa) che però sarà immediato per gli amanti del primo, e chi – come me e Mrs. Rosengald – ha amato il primo titolo non potrà non trovare piacere nel giocare questo secondo titolo, che rappresenta un'ottima variante a Sulle tracce di Marco Polo, cambiando degli aspetti senza snaturare il cuore pulsante del gioco.

Due ottimi giochi di due autori che apprezzo molto, ma se per concludere questo breve e parziale confronto mi chiedeste pistola alla tempia di sceglierne uno dei due continuo a preferire il primo, anche se trovo che per gli amanti del gioco i due possano coesistere pacificamente sulle nostre librerie.

I pareri di Mrs. Rosengald

"Se la testa vi dice una cosa e il cuore ve ne dice un’altra, prima di agire dovreste decidere se intendete avere più cervello o più cuore."

Marilyn vos Savant

Va da sé che questa recensione non è facile per me e Rosengald. Come per lui, Sulle tracce di Marco Polo è il mio gioco preferito.

Quando venimmo a sapere che usciva il seguito spensi subito gli entusiasmi e mi aspettavo un gioco che ci avrebbe delusi. Invece Marco Polo II mi è piaciuto: è un gran bel gioco e non può non piacermi visto che sfrutta la stessa meccanica del primo capitolo. Sicuramente il secondo titolo è più complesso del primo e leggermente più largo, e forse con qualche soluzione in più da tentare.

Se Sulle tracce di Marco Polo lo consiglierei a chiunque volesse cimentarsi in un gioco leggermente più complesso rispetto ai soliti introduttivi; questo Marco Polo II lo vedo più adatto ai giocatori abituali. Chi ha amato il primo non può non provare questo secondo capitolo, che si presenta così uguale eppure così diverso dal gioco originale.

Nel confronto tra i due il cuore mi dice che il primo vince, ma onestamente perché è venuto prima, ed è stato uno dei primi gestione dadi provati dopo Kingsburg, e in questi quattro anni di giochi ne ho provati tanti e forse ho perso un po' la capacità di stupirmi. Però se devo dare un parere più ragionato mi trovo a dover dire che la sfida viene vinta dall'ultimo arrivato, perché a fronte di un tabellone più confusionario e meno leggibile allarga leggermente il gioco dando libertà al giocatore di approcciare varie strategie con più facilità, oltre ad avere più elementi da combinare e una conseguente maggiore profondità.

Il voto di Mrs. Rosengald: 9

 

Pro:
  • Ottimo gestione dadi
  • Ottima variante a Marco Polo
  • Più profondo e complesso
Contro:
  • Leggermente meno stretto
  • Tabellone un po' caotico
  • Fortuna comunque presente
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Commenti

Recensione perfetta. A sto punto, per completezza di informazione, manca solo la foto della tua caviglia... ;-)

Al mondo ci sono 10 tipi di persone. Quelli che conoscono i numeri binari e quelli che, invece, no

Dovrebbe arrivarmi oggi o domani. Spero di riuscire a provarlo presto

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speriamo che, se localizzato, lo venga fatto meglio del primo, dove nel regolamento potevano leggersi delle brutture non da poco: mi ricordo nell'azione viaggiare, dove si dice di piazzare IL DADO quando invece ce ne vogliono due (la versione inglese è precisa), e in fondo dove si descrive la sequenza di un round dove si parla di rilancio in caso di pareggio, e anche nella parte relativa ai 2 giocatori si ripete una frase due volte dando adito a confusione 

Devo dire che, dopo sofferta decisione, ho deciso di tenere questa seconda scatola, donando la prima all'associazione ludica. Alla fine l'ho trovato più rifinito.

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Una sola parola a Rosengald: "chapeau" ;-)

 

"L'uomo non smette di giocare quando invecchia , ma invecchia quando smette di giocare"

Agzaroth scrive:

Devo dire che, dopo sofferta decisione, ho deciso di tenere questa seconda scatola, donando la prima all'associazione ludica. Alla fine l'ho trovato più rifinito.

Legittimo,  io li terrò entrambi ma proprio perché sono un amante del titolo (e perché io e Erica non saremmo d'accordo su quale tenere) io come ho scritto continuo a preferire la ristrettezza quasi cattiva del primo anche se questo è sicuramente un titolo più adatto ai giocatori 

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi.

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Grazie della precisa recensione! Non è mai stata citata l’espansione del primo Marco Polo...il secondo ha pescato qualcosa da quella? Di solito una nuova versione (penso anche solo a TI4) si tende a fare una summa di edizioni precedenti già ampliate con espansioni...

D'accordo che i due titoli possano coesistere in libreria. Ho molto apprezzato nel regolamento la scelta di evidenziare le differenze con il primo gioco con un bollino. Questo permette, a chi conosce il primo, di leggere solo l'essenziale che è dato sapere,  e di giocarlo  in pochi minuti, sia la prima  volta che quando intavolato alternativamente al primo.

Dig scrive:

Grazie della precisa recensione! Non è mai stata citata l’espansione del primo Marco Polo...il secondo ha pescato qualcosa da quella? Di solito una nuova versione (penso anche solo a TI4) si tende a fare una summa di edizioni precedenti già ampliate con espansioni...

Grazie per l'appellativo "precisa" per la recensione, probabilmente uno degli aggettivi che preferisco ricevere per una recensione. Sarebbe stata un'analisi interessante sicuramente ma non ho preso l'espansione di Marco Polo dopo la lettura del regolamento 

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi.

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Se dopo 2400 km, ore e ore di viaggio, ore e ore* di fila, ore e ore di oreo questo è ciò che ne esce fuori, è sempre un piacere pensare alla salute del tuo conto in banca. ^_^

Recensione ottima come al solito.


*l'esperienza può variare da soggetto a soggetto.

Continuo a non amare questi sequel di giochi famosi, spesso più "larghi" degli originali, proprio per aumentare la partecipazione al titolo e per incassare maggiormente.
Chiaramente preferisco il primo di gran lunga

Dovunque si vada... l'unico posto che ci attende... è sempre... un campo di battaglia! yandash

Sempre bravi, voi due.

Io mi tengo il mio dubbio: so che preferirei il primo, mia moglie so che preferirebbe il secondo.

Comunque Vlaada sarà un successo.

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