Nagaraja: Una sfida per dimostrare chi sia il vero Indiana Jones

Copertina
Zakkettone

Questa sfida per due giocatori super interattiva a suon di carte e dadi riuscirà a soddisfarvi? 

Giochi collegati: 
Nagaraja
Voto recensore:
7,5

Era già da un’ora che si era avventurato all’interno del tempio di Ananta in cerca delle reliquie sacre a forma di uova di serpente, ma quei cunicoli continuavano a riportarlo sempre nello stesso punto, non era importante che direzione prendesse perché l’esito era sempre lo stesso, ritrovarsi al punto di partenza. Spazientito da quei corridoi che cambiavano ogni momento perse la lucidità per un istante, solo un istante, ma il “click” proveniente dalla mattonella appena calpestata lo riportò alla realtà con la stessa brutalità di un pugno nello stomaco, e a nulla valse il tentativo di aggrapparsi ad un appiglio. Il vuoto si era aperto sotto i suoi piedi e mentre precipitava sapeva che ad attenderlo non vi era altro che oscurità, definitiva ed eterna.

Nagaraja (di Bruno Cathala) è un gioco di piazzamento tessere e gestione mano dalla durata indicata sulla scatola di trenta minuti anche se, per esperienza, alcune partite sono durate anche il doppio. È pensato per un duello tra due giocatori, giocabile anche in famiglia vista l’età consigliata dai nove anni in su che mi sento di condividere.

Cosa trovo nella scatola?

All’interno della scatola troviamo due plance tempio, nove reliquie per ogni giocatore, diciassette tessere più una tessera trappola, dodici amuleti da piazzare su di esse, trentasei dadi a bastoncino divisi in tre colori e cinquanta carte (due delle quali sono carte aiuto).

Componenti
Il tutto disposto in un comodissimo organizer con un foglietto che ci mostra come risistemare i materiali e ci dà anche indicazioni sulla misura delle bustine per le carte.

Il regolamento multilingua è scritto bene e con esempi che rendono chiaro sin da subito come si svolge una partita. Il gioco è del tutto indipendente dalla lingua quindi potrete giocarci anche con il vostro amico indiano che questi templi li ha esplorati in prima persona.

La veste grafica l’ho trovata ben curata ed è piacevole alla vista, le immagini delle carte ben rappresentano l’effetto speciale delle stesse come ad esempio l’avventuriero che sta scambiando un sacchetto con una reliquia sulla carta che ha come effetto quello di spostare una reliquia (qualcuno ha detto Indiana Jones?) e contribuiscono sicuramente a creare un pochino di atmosfera che non guasta.

La simbologia utilizzata risulta tutto sommato comprensibile e dopo un paio di partite non sarà più necessario controllarne il significato sul manuale.

Come ci gioco?

Lo scopo del gioco è quello di avere più punti dell’avversario sommando reliquie e amuleti non appena uno dei due ha completato il proprio tempio piazzando la nona tessera su di esso, condizione che non si è mai verificata in nessuna partita fatta perché il gioco è finito prima per uno dei due motivi seguenti:

  • un giocatore ha raggiunto venticinque punti conquistando la vittoria immediata;
  • un giocatore ha rivelato tutte e tre le reliquie maledette perdendo immediatamente.
Tabellone
Per scoprire le reliquie, che sono posizionate coperte sui bordi della nostra plancia tempio, bisognerà raggiungerle tramite un percorso costruito piazzando le tessere, infatti all’inizio di ogni turno una tessera verrà messa in gioco e i giocatori dovranno provare a ottenerla vincendo uno scontro fatto di carte e bastoncini fato (dadi da quattro a forma di parallelepipedo rettangolo).

Le carte hanno una duplice funzione, possono cioè essere utilizzate per tirare un certo numero di dadi riportati sulla parte alta della carta stessa, oppure per il loro effetto speciale riportato in basso. Quest’ultimo può però essere attivato esclusivamente se con i dadi si è ottenuto un “naga”, cioè un serpente. I dadi a bastoncino, infatti, hanno delle facce dove sono presenti dei valori (da uno a cinque indicati da punti dorati) oppure dei naga che sono presenti in tre diversi colori (marrone, bianco e verde) con probabilità crescente di ottenere i naga (marrone 0%, bianco 25% e verde 50%).

Per aggiudicarsi la tessera i giocatori devono quindi simultaneamente scegliere quante carte giocare (minimo una) con lo scopo di ottenere un certo numero di dadi da lanciare; una volta tirati ogni giocatore sceglie se utilizzare un naga tra quelli ottenuti per utilizzare il potere di una carta nella propria mano. Quando entrambi hanno concluso (e tutte le carte utilizzate sono state scartate) si confrontano i risultati e il punteggio più alto vince la tessera e la piazza nella propria plancia mentre l’altro giocatore pesca tre carte tenendone due per sé e lasciandone una all’avversario. A questo punto inizia un nuovo round scoprendo una tessera (sulla quale può anche essere presente un amuleto segreto che fornisce bonus aggiuntivi in termini di punti o azioni “usa e getta”) da contendersi.

Parlando delle carte si è accennato a degli effetti speciali, essi variano tra punti bonus da aggiungere ai dadi, a possibilità di tirarli di nuovo o eliminarli dal conteggio oltre all’opportunità di modificare la plancia dell’avversario spostando e ruotando le tessere o le reliquie, oppure pescare carte aggiuntive dal mazzo o dagli scarti fino a piazzare una bella trappola nel tempio avversario.

Quindi che faccio? Lo compro?

Eccoci arrivati al momento in cui esprimo le mie personali considerazioni sul gioco.

Nagaraja è un gioco divertente con cui sfidarsi e in cui la componentistica è molto buona, infatti plance, tessere e reliquie sono di cartone spesso, i dadi a bastoncino sono resistenti e piacevoli al tatto (anche se tirandoli si avverte meno soddisfazione rispetto a tirarne uno normale, perché rotolano poco). Di contro le carte necessitano di essere imbustate poiché vengono mescolate più volte all’interno della stessa partita e rischiano di rovinarsi sui bordi dopo alcuni utilizzi.

Partita in corso
Nonostante l’esiguo numero di carte e di tessere la rigiocabilità del titolo risulta essere abbastanza alta infatti la possibilità di giocare le carte o per prendere un certo numero di dadi o per un effetto speciale, unito all’estrazione casuale delle tessere, fanno sì che ogni partita risulti differente dalle altre.

La parte tattica del gioco la fa da padrone su quella strategica, un po’ perché non sapendo che tessera verrà estratta è difficile programmare un percorso e un po’ perché a ogni turno potrebbe cambiare la plancia a causa di qualche effetto speciale delle carte.

La gestione delle carte in mano risulta invece essere il vero motore del gioco e la scelta di come e quando utilizzarle ha un peso non indifferente durante la partita risultando essere la principale artefice dell’allungarsi dei tempi di gioco che, come ho scritto all’inizio, possono essere anche doppi rispetto a quello indicato sulla scatola.

Il fattore fortuna è presente nell’uscita casuale delle tessere che bisogna aggiudicarsi, ma soprattutto nel lancio dei dadi a bastoncino. È vero che un lancio sfortunato può essere mitigato o aiutato dagli effetti speciali delle carte, ma se lanciando sei dadi verdi non esce neanche un naga, c’è poco da fare (triste storia di vita vissuta).

L’interazione è molto alta e diretta e può risultare anche parecchio cattiva, infatti non solo potrete cambiare, letteralmente, le tessere in tavola all’avversario, ma anche fargli scartare dadi e carte o addirittura farlo perdere spostando le reliquie in modo che scopra le tre maledette (anche qui storia di vita vissuta ma in questo caso conclusasi con la vittoria), quindi attenzione a giocare con persone che se la prendono e tendono a ribaltare i tavoli. Ed è anche per questa alta dose d'interazione che, come accennavo precedentemente, una vera e propria strategia è difficile da mettere in atto, ma sarete costretti a cambiamenti tattici ogni turno; ciò permette anche di poter intraprendere varie strade per arrivare alla vittoria.

Termino questa disamina dicendo che il gioco mi è piaciuto molto e infatti è stato spesso visto sul tavolo, ma solo con gli amici poiché alla signore di casa non convince, probabilmente a causa della forte interazione, percepita come troppo distruttiva (mea culpa lo ammetto… forse ho esagerato).

Il gioco, portato in Italia dalla Oliphante, è facilmente reperibile intorno ai trentacinque euro e ve lo consiglio per sfide agguerrite con amici, moglie/fidanzata o figli/e sempre che vi piaccia la possibilità d'interferire con il gioco dell’avversario, oppure vogliate rovinare un'amicizia con qualche mossa piena di bastardaggine.

Se invece vi piace coltivare il vostro orticello senza che nessuno vi disturbi, allora guardate altrove.

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Commenti

Concordo divertentissimo, facile da apprendere e spiegare. Decisioni un po' sofferte e qualche cattiveria, ma non in modo esagerato via (ho visto di molto peggio in alcuni giochi tipo  distruzione totale delle schema di gioco dell'avversario che non mi ha divertito per niente). Mi e' piaciuto il fatto che,se anche il lancio dei dadi non ti permette di aggiudicarti la bramata tessera, puoi sempre consolarti con uno dei poteri speciali che, in genere, sono piuttosto interessanti. Componentistica e grafica veramente carine a mio gusto personale.

Peccato che di questo gioco che ingloba una serie di meccaniche divertenti in modo originale, non se ne parli quasi piu' su youtube, come di Haven o Konja. Ci sono dei giochi carinissimi ormai caduti nel dimenticatoio. Sono contenta di averli comprati e di giocarli.

Gioco molto bello, partite tirate e avvincenti. Necessita sapersi adattare all'istante alla situazione e non abbattersi per le birbonate dell'avversario: recuperare è praticamente sempre possibile. Consigliatissimo!

questo me l'ero perso! niente, vedo di recuperare pure questo, letta rece e flusso di gioco e mi ispira molto

Bellisimo gioco per 2

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