Tyrants of the Underdark: guerra nelle profondità

Tyrants of the Underdark: copertina
Gale Force 9

Un peso medio che sfrutta meccaniche collaudate per creare un piccolo gioiello, nascosto nelle più buie e pericolose profondità della terra

Giochi collegati: 
Tyrants of the Underdark
Voto recensore:
8,4

Tyrants of the Underdark è un gioco per 2-4 giocatori, della durata di 45-75 minuti, età consigliata 14+ (ma anche no) e basato su deck-building, gestione mano, controllo territorio e maggioranze
L'ambientazione è quella dei drow dei Forgotten Realms, ovvero gli elfi oscuri di uno dei tanti mondi di Dungeons & Dragons.

Ora, si dà il caso che i drow siano la mia razza fantasy preferita* e che le meccaniche di questo gioco da tavolo mi abbiano sempre attirato. Eppure sono arrivato a comprarlo con ritardo, un po' per gli impegni del Magnifico, un po' perché si vociferava di una possibile edizione italiana che mi sono stufato di aspettare.

E quel che ho trovato è un gioiellino, un gioco in grado di soddisfare un pubblico ampio, vario, con alta rigiocabilità e meccaniche fluide e quella bella interazione che ti fa guardare in cagnesco il compagno di tavolo, dandoti sempre la possibilità di ripagare l'affronto. 
Tyrants of the Underdark: tabellone
Tyrants of the Underdark: tabellone

Il gioco in breve

Ciascun giocatore parte con un mazzo identico di dieci carte - tre per la potenza e sette per l'influenza: la prima serve per reclutare nuove truppe, la seconda per acquisire nuove carte. In ogni partita si forma un mazzo comune creato da due mazzetti base: la scatola ne ha quattro e, con l'espansione, se ne aggiungono altri due. Accoppiandone due differenti ad ogni partita si ha quindi una grande rigiocabilità. Da questo mazzo comune si lasciano scoperte sempre sei carte, rimpinguate appena qualcuna viene acquistata. 

Ogni carta riporta il nome, il tipo, uno o più effetti e due punteggi: uno calcolato a fine partita se la carta ti rimane nel mazzo, un altro più remunerativo se la carta viene archiviata. 

C'è poi un tabellone, con varie città e strade che le collegano. Sia città che strade sono costellate da cerchietti, su cui vanno messe le truppe: all'inizio della partita molti sono già occupati da quelle neutrali. 

Al proprio turno il giocatore pesca cinque carte dal suo mazzo e le utilizza al meglio, dato che non può conservarne comunque nessuna. 
In linea di massima carte permettono di:

  • piazzare nuove truppe sul tabellone, vicine a quelle già messe, pagando punti potenza;
  • uccidere unità nemiche, sempre pagando punti potenza;
  • comprare nuove carte dal display comune, spendendo punti influenza;
  • archiviare carte, che vengono così tolte dal tuo mazzo e varranno più punti a fine partita.

Ci sono poi altri effetti che permettono di pescare più carte, scartarne alcune, scartarne dal display, fare combo con carte dello stesso tipo e così via. 

Alla fine del proprio turno il giocatore scarta tutte le carte eventualmente non usate e ne ripesca cinque, rimescolando gli scarti in un nuovo mazzo personale, se necessario. 

La partita finisce quando si esaurisce il mazzo di pesca oppure un giocatore ha piazzato tutte le sue truppe. I punti vittoria finali si calcolano sommando i punti ottenuti nel corso della partita, quelli per il controllo (stabilito a maggioranza) delle città sul tabellone, quelli delle carte del proprio mazzo e archiviate e aggiungendo, alla fine, un punto per ogni truppa neutrale o nemica uccisa. 

Materiali, grafica, disegni, lingua, ergonomia

Il tabellone è solido, mentre le carte sarebbero da imbustare per via dei continui rimescolamenti, ma poi non stanno nell'inserto di plastica. Quelle dell'espansione sono di tonalità leggermente diversa e più spesse e plasticose: potevano prestare più attenzione. Le pedine sono tutte in plastica.

Graficamente molto chiaro e pulito, ma il tabellone è decisamente brutto e anonimo. I disegni sulle carte sono molto belli - e per forza: sono quelli di Dungeons & Dragons. La dipendenza dalla lingua c'è tutta, anche se le parole chiave dei vari effetti sono evidenziate e se la può cavare anche uno con una conoscenza scolastica. 

Ergonomicamente occupa poco spazio e c'è un comodo display per tenere ordinati i mazzi e le carte in vendita. Nel tentativo di fare colori per i giocatori coerenti con l'ambientazione hanno avuto la brillante pensata di accostare rosso e arancione, grigio scuro e blu scuro. Assicuratevi di far partire queste accoppiate da parti opposte del tabellone, se non volete impazzire.  
Tyrants of the Underdark: display con drow e draghi
Tyrants of the Underdark: display con drow e draghi

Regolamento 

Ben scritto, molto chiaro, nulla da dire stavolta. 

Ambientazione

Al di là delle immagini, non è che l'ambientazione sia così evidente. Le bastardate che si possono fare ed il continuo senso di lotta che permea il gioco si adattano bene al bellicoso mondo sotterraneo dei drow, ma potrebbero adattarsi anche a moltissimi alti temi. 

Rigiocabilità

Alta. Il tabellone è sempre lo stesso ma influisce poco, tanto a livello topologico si tratta solo di espandersi dal punto di partenza e picchiare, non c'è influenza di terreno o altro. I mazzi sono sufficientemente differenti da consentire approcci diversi ed i due dell'espansione completano il quadro, per un totale di quindici differenti combinazioni

Scalabilità

Ottima. Il tabellone scala in base ai partecipanti, i mazzi no (ma non ha molta importanza). In due è più facile finire per esaurimento truppe, in quattro si arriva vicini anche alla fine del mazzo (poi dipende: ce ne sono alcuni che bruciano le carte più velocemente). 
Tyrants of the Underdark: carte abomini e nonmorti
Tyrants of the Underdark: carte abomini e nonmorti

Originalità

Nessuna. È un ottimo mix di elementi e meccaniche già viste, combinate in modo efficace e intelligente. 

Interazione

Qui la cosa procede a due velocità. Per la prima metà della partita, ma facciamo anche i due terzi, l'interazione è bassissima - se non assente. Al massimo ti rubano una carta che avevi puntato sul display, ma vengono subito rimpinguate e non hai quasi nemmeno il tempo di rimpiangerla, tanto veloce procede il flusso di gioco. 
Poi le truppe arrivano in contatto e scatta la battaglia. In realtà già prima è possibile darsi noia per le maggioranze piazzando le spie (particolari miniature che possono andare ovunque), ma il più delle volte si cerca di sfruttarle per effetti a noi favorevoli, evitando che il nemico ce le bruci. Comunque a circa due terzi di partita scatta la guerra - e lì è davvero una lotta senza esclusione di colpi. 
C'è anche da tenere d'occhio quante carte un avversario mette in archivio, quante truppe gli rimangono, eccetera - in pratica quanto vicina sia la fine della partita. 

Profondità, strategia e tattica

Il gioco ha la giusta profondità commisurata al target. Non troverete chissà quale strategia dietro al mazzo, considerando anche che ogni carta vale dei punti e, quindi, di solito è sempre meglio comprare. C'è comunque un equilibrio da perseguire tra reclutamento ed espansione, privilegiando il primo all'inizio, la seconda poi; inoltre alcuni mazzi spingono su particolari sinergie tra le carte che è remunerativo assecondare. Il tutto filtrato dalla parte tattica, ovvero la pesca delle cinque carte di turno e da ciò che combinano gli avversari. 
Quindi non uno spaccacervello, ma nemmeno un gioco banale. 

Fluidità

Ottima. I turni si susseguono veloci, con rari e comunque mai pesanti momenti di lieve paralisi da analisi. Anche in quattro a volte ritocca a te prima che tu abbia quasi pescato le nuove carte, specie nella prima metà della partita. 

Eleganza

Tutte le regole sono semplici, amalgamate e ridotte all'essenziale, ciò a fronte di un gioco interessante e stimolante. Non si può parlare di vere e proprie soluzioni eleganti nello specifico, ma tutto il gioco è permeato da un'eleganza diffusa di fondo. 
Tyrants of the Underdark: partita
Tyrants of the Underdark: un perplesso N°12, Ethereal e Spartan

Pregi e difetti

Partiamo col dire che questo, per il target che inquadra, è un gioco quasi perfetto - laddove per target si intende il giocatore casuale. Le regole sono semplici, subito memorizzabili e facilmente ripassabili da una partita all'altra, anche lasciando passare un po' di tempo. La durata è quella giusta per una serata soddisfacente ma non troppo impegnativa. L'interazione ti permette di fare il tuo gioco, ma al contempo non ti dà la sensazione di aver giocato da solo. La gestione del mazzo e della mano di carte è interessante, ma al contempo non spaventa per impegno e difficoltà, nemmeno alla prima partita. La rigiocabilità e la scalabilità sono elevate, dando la sensazione di partite sempre diverse, ma lasciando la confidenza acquisita nelle precedenti.

Anche il giocatore abituale secondo me può trarne soddisfazione, magari non come gioco da tavolo principale della serata, ma con un'oretta ancora a disposizione può essere un ottimo diversivo. 

Probabilmente deluderà un po' chi cercava una forte ambientazione e il sistema di conquista ed espansione dato dagli effetti delle carte e dalle maggioranze lascerà un po' deluso il lato americano dei giocatori, che comunque troveranno consolazione nel deck-building e nell'interazione, almeno da metà partita in poi. 

A volte si ha un po' la sensazione che chi sia riuscito a prendere presto le carte “giuste” sia irraggiungibile, ma sta a gli altri capirlo e ostacolarlo a dovere. 

Conclusione

Bellissima sorpresa: un gioco intelligente e ed equilibrato questo Tyrants of the Underdark, che si è guadagnato un posto nel mio scaffale (e non è facile, ve lo assicuro).

* No, non sono un fan dei drow perché amo Drizzt Do'Urden: sono un fan dei drow perché odio Drizzt Do'Urden. - come fanno tutti i drow rispettabili di questo mondo e soprattutto di quello sotto. Drizzt rappresenta tutto ciò che il drow odia, incarna valori e comportamenti che la società drow considera deboli e disprezzabili. Perciò, se anche voi siete veri drow, ripetete con me: “io odio Drizzt Do'Urden”.
 

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Commenti

Non potrei essere più d'accordo con la recensione.

Mi piace anche il voto!

Le due fazioni dell'espansione sono divertenti e bastarde da giocare.

Ottima recensione, come sempre. Noto che ti stai "affezionando" alla definizione di casual gamer. Io devo ancora digerirla... per adesso la sostituisco con "gioco leggero e divertente, di breve durata ma non banale". Mi chiedo anche se questo gioco sia effettivamente pensato per un casual gamer o piuttosto non sia rivolto a giocatori abituali in cerca di qualcosa di appunto "leggero", come anche per Massive Darkness. Ho anche riletto l'articolo che ne parla e mi sono fatto l'idea che un casal gamer non leggerebbe mai una tua recensione, quindi perchè indicare che il gioco è rivolto a lui(provocazione)? Che ne pensi?

Giocati di recente:
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Ottima recensione, come sempre. Noto che ti stai "affezionando" alla definizione di casual gamer. Io devo ancora digerirla... per adesso la sostituisco con "gioco leggero e divertente, di breve durata ma non banale". Mi chiedo anche se questo gioco sia effettivamente pensato per un casual gamer o piuttosto non sia rivolto a giocatori abituali in cerca di qualcosa di appunto "leggero", come anche per Massive Darkness. Ho anche riletto l'articolo che ne parla e mi sono fatto l'idea che un casal gamer non leggerebbe mai una tua recensione, quindi perchè indicare che il gioco è rivolto a lui(provocazione)? Che ne pensi?

alla fine sono d'accordo con le tue considerazioni. Vero che qusto gioco soddisfa pienamente anche un giocatore scafato (almeno, per me è stato così), vro anche che molto probabilmente un giocatore poco incline ad approfondire non legge molte recensioni scritte. 

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Ciao!

Grazie per la bella recensione..... non l'ho ancora provato ma sto facendoci un pensierino. Acquisto - quasi certo - a seguire.

Paolo (MPAC71)

"England expects that every man will do his duty" (H.Nelson)

Gran bel gioco. Per i miei gusti è decisamente in cima alla lista delle preferenze. 

Su BGG vengono anche proposte delle varianti, ma devo ancora provarle.

Da un po' sono indeciso se faccia al caso mio, e complici le voci della possibile localizzazione, sono sempre rimasto a guardarlo.

Da un po' sono indeciso se faccia al caso mio, e complici le voci della possibile localizzazione, sono sempre rimasto a guardarlo.

Io anche preferirei provarlo in italiano...aspettiamo fiduciosi. Nel frattempo, OTTIMA recensione!

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Da un po' sono indeciso se faccia al caso mio, e complici le voci della possibile localizzazione, sono sempre rimasto a guardarlo.

Ma uno che si chiama Tullaris non può non averlo ;)

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Io aspetto sempre che qualcuno della mia compagnia lo compra per provarlo ma nessuno si fa avanti purtroppo...

Da un po' sono indeciso se faccia al caso mio, e complici le voci della possibile localizzazione, sono sempre rimasto a guardarlo.

Ma uno che si chiama Tullaris non può non averlo ;)

 

Touché, entrato in lista di acquisto :-)

Sembra davvero interessante per il mio gruppo, ebbravo Agz! Vediamo se qualcuno lo porta alla Gobcon per provarlo...

In diretta dal paese delle streghe!

Quindi al momento il gioco non è stato localizzato qui da noi?

"Frutta meccaniche colaudate" nel senso che è la versione di un gioco simile, con ambientazione diversa?

Quindi al momento il gioco non è stato localizzato qui da noi?

"sfrutta meccaniche collaudate" nel senso che è la versione di un gioco simile, con ambientazione diversa?

Non è stato localizzato e nel senso che non inventa nulla di nuovo a livello di meccaniche. 

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Premesso che il gioco va assolutamente provato più volte, già solo per la presenza di 4 mazzi di carte completamente diversi fra loro, ho l'impressione che ci sia una fase iniziale di "studio" un po' troppo prolungata per essere un gioco da casual gamers. La causa credo sia la mappa con un po' troppe location, calibrata sul numero piuttosto nutrito di truppe a disposizione dei giocatori: l'effetto è un po' quello di creare molti round quasi uguali fra loro per un certo lasso di tempo. Impressione solo mia? O conoscendo bene il gioco questi tempi si riducono?

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