Definizioni e classificazioni: servono davvero?

Sembra una domanda scontata; e invece, sempre più spesso, quando qualcuno se lo chiede, qualcun altro si domanda se siano utili. Lo sono - e vi spiego perché.

Editoriale
Giochi

Servono le definizioni e le classificazioni? Se lo chiediamo a Linneo, immagino dirà di sì e così molti di quelli dopo di lui. Definire un gioco german o american o wargame serve? Ha la sua utilità? Dà delle informazioni sul gioco? Certamente; a patto che si conoscano tali termini.

Una definizione che poi sfocia in una più ampia classificazione stabilisce una base comune di linguaggio su cui confrontarsi. Confrontarsi significa migliorarsi e crescere. 
Quindi un primo punto – evidente – a favore delle classificazioni è la possibilità di discussione e confronto. Altrimenti tutto rimane una Babele di termini in cui ognuno attribuisce ad ogni parola un signifciato diverso. Senza un linguaggio comune di base non c'è progresso.

Il secondo è conferire il dono della sintesi. Se con una parola si può esprimere un intero concetto o addirittura un insieme di concetti, la comunicazione diventa più rapida ed efficace. Poi si potrà sempre scendere nel dettaglio, se ce n'è bisogno. 

Il terzo motivo è quello di monitorare i cambiamenti e, se necessario, riformulare o riadattare le definizioni stesse. Se partiamo da una definizione molto rigida e poi il game design si evolve, dobbiamo necessariamente riadattarla o quanto meno specificarne le eccezioni. Questo ci permette di stabilire una sorta di percorso inverso, apprezzando l'evoluzione del gioco.

Ad esempio fino a qualche anno fa non si parlava mai di “gestione dadi”, ma ovunque i dadi venissero tirati si inseriva la meccanica di “tiro dadi”. Ci si è però resi conto che i due concetti sono diversi e si basano proprio su strutture di pensiero differenti (qua trovate un articolo per approfondire). 

La Goblinpedia nasce proprio con lo scopo di raccogliere, integrare e infine enunciare questi termini e classificazioni, fornire al giocatore un lessico comune su cui confrontarsi e sviluppare una coscienza critica

Trovate le sue varie sezioni qui: Goblinpedia - vocabolario ludico

tassonomia e filogenesi

Commenti

Le definizioni sono un buon punto di partenza se prese con intelligenza. Sotto l'etichetta "wargame" trovi Case Blue, Junta, Stratego, Quartermaster General, per esempio. Esperienze diametralmente opposte. Uomo ed Aspergillus sono eucarioti entrambi: "consigliami un eucariote", cosa rispondi (posto che abbia senso)?

Specie in questi tempi dove (per mancanza di idee - o creatività spinta?) si tende a confondere le acque creando ibridi (chimere?) bisognerebbe sotto-definire di cosa si parla, quando se ne parla. Altrimenti io che intavolo At Any Cost: Metz 1870, e tu che giochi a Rising Sun, rischiamo di non capirci se chiediamo "un altro wargame". E cose simili capitano quotidianamente.

Come sempre la cultura è fondamentale, ma va saputa usare.

"Do not infer or imagine more to a rule than is stated in it. When in doubt, interpret strictly."
Alan Emrich

sono d'accordissimo, quale vecchio studioso di scienze naturali non posso che sostenere l'utilizzo della tassonomia anche in questo mondo 

- m@ -
La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

Per scrivere un commento devi avere un account. Clicca qui per iscriverti o accedere al sito

Accedi al sito per commentare