Heaven & Ale: tutti vs tutti Magnifico 2018

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Nuovo appuntamento con i tutti-contro-tutti; oggi è di scena Heaven & Ale, nominato non solo al "Goblin Magnifico", ma anche al "Kennerspiel des Jahres".

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Heaven & Ale

Dopo eoni dal Monopoly siamo tornati a far girare la nostra pedina intorno al tabellone. Stavolta però avanza esattamente di quanto vogliamo e ci permette di raccogliere, invece che pagare. La produzione della birra da parte dei monaci sembrerebbe cosa semplice, ma in realtà richiede precisi calcoli, scelte pesanti e la capacità di soffrire in monacale silenzio quando sarete privati della casella su cui volevate approdare il turno successivo.

Questo gioco era adatto ai tuoi gusti o volevi solo provarlo per curiosità?

White Winston: Fin dalla sua anteprima letta qui in Tana (prima di Essen 2017) mi aveva incuriosito non poco, perché potenzialmente proprio nelle mie corde. 

IGiullari: Prima di Essen era in cima alla lista dei giochi da provare: è pienamente nei nostri gusti. Dopo tre turni di prova allo Spiel lo abbiamo comprato.

sontuosopiero: Sono un amante dei german e sono sempre alla ricerca di nuovi giochi da provare. Appena ho letto le prime impressioni su Heaven & Ale che lo descrivono come un eccellente peso medio, al pari di quella gemma di Glen More, l'ho acquistato senza pensarci due volte.

Killa_Priest: La lettura del regolamento nel pre-Essen mi aveva lasciato freddo come un ghiacciolo: un gioco sulla birra in cui la birra non esiste. Poi in fiera il tam tam interno lo ha fatto balzare in cima alla mia personale classifica di interesse. 

Mauro12345: Nonostante io sia un giocatore prevalentemente german, avevo basse aspettative su questo gioco perché, nonostante le ottime recensioni che leggevo, a pelle non mi ispirava. Quindi l’ho provato giusto per essere sicuro che non mi stessi sbagliando - e infatti mi sbagliavo. L’ho giocato alla GobCon ed è stato amore a prima vista.

michy01: In realtà l’avevo adocchiato tra le anteprime di Essen in Tana, ma non era tra le mie priorità. La prova sul campo invece mi ha fatto subito ricredere e la sua interazione (cattiva) va perfettamente incontro ai miei gusti.

Massi 1971: Entrambe le cose, supponevo fosse nelle mie corde ed ero curioso di provarlo; acquistato dopo averlo finalmente provato alla GobCon Deluxe.

Ale Friend: Dai report e dalle meccaniche sembrava avere i numeri per piacermi, specie per la sua brevità e compattezza.

kopalecor: La meccanica di cui non conosco il nome "vai avanti fino alla casella che ti pare, ma ricorda che è sempre di turno chi è ultimo sul tracciato" mi aveva entusiasmato in Glen More, mentre mi aveva convinto poco sia in Tokaido che in Lancillotto; ho approcciato Heaven & Ale con interesse misto a titubanza.

Mod XXII: Essendo un giocatore che apprezza molto i german direi che ero molto attratto dal gioco.

Signor_Darcy: l'avevo scampata fino ai primi commenti entusiasti, e forse anche un po' dopo. Poi un caporedattore a caso ha osato accostarlo a Glen More e a The king is dead.

Quali sono secondo te i pregi di questo gioco?

White Winston: Visto il target a cui si rivolge principalmente ed il suo genere, è facile da apprendere e veloce da giocare. Inoltre, il fatto di essere molto punitivo e stretto lo rende estremamente stimolante ed accattivante.

IGiullari: La rapidità del gioco unita ad una grande profondità e ristrettezza di risorse e monete.

sontuosopiero: Questo gioco è elegante, punto. Semplice, lineare, meccaniche solide e pulitissime, con un'interazione indiretta molto "infame" e stretto, molto stretto. A questo si unisce una gran varietà, data dall'uscita casuale delle tessere e dall'originale score dei punteggi.

Killa_Priest: Che è estremamente facile da spiegare e intavolare e con un rapporto tra linearità e profondità ottimo. Un german direi vecchia scuola, stretto e tiratissimo.

Mauro12345: Ciò che mi piace maggiormente è il momento in cui devi studiare dove piazzare una certa tessera, in modo che possa essere riattivita il maggior numero di volte possibile. Questo accade ad ogni singolo turno; il gioco ti obbliga a prendere decisioni importanti che avranno forte ripercussione su tutto il resto della partita.

michy01: È molto stretto e la gestione dei (pochi) soldi è fondamentale per non ritrovarsi a poter prendere solo le briciole. Inoltre il percorso per prendere le risorse mette davanti a un bivio strategico: andare lentamente, prendere quanto più possibile rischiando di vedersi soffiare le risorse più appetibili dagli avversari o correre puntando solo a quelle (e ai bonus) per riuscire ad accaparrarsele? Solo il bilanciamento di questi due aspetti può portare a un successo.

Massi 1971: Scorrevolezza e fluidità; semplicità della meccanica di gioco; durata contenuta. Ogni partita riesce a darti un senso di sfida: portare su tutti quei cavoli di puzzilli, a partire dal mastro birraio. Più che in altri giochi ho avvertito la voglia di veder migliorare la mia prestazione personale di partita in partita, a prescindere dal risultato della partita in sé, del perdere o del vincere il confronto con gli altri.

Ale Friend: Offrire un gestionale breve, semplice e dal downtime irrisorio che, però, richiede una marcatissima costruzione di sequenze. Il turno è: “prendo questo, fatto”; eppure dovrete fare molta attenzione a massimizzare, scegliendo ogni elemento in modo da sfruttarlo al massimo nelle (poche) occasioni future che vi separano dal fine partita. Pregevolissima la strettezza: ognuno gioca per sé, impegnato a risalire la china del punteggio, eppure ci si disturba e maledice nel rubarsi le tessere e le posizioni. Piacevole anche la sensazione di arrancare: non è il classico gestionale dolce che ti instrada a costruire un motore e ti fa produrre in ogni caso: ho giocato una discreta prima partita per chiudere a sei punti. Qui o finalizzi a incastrare ogni cosa, oppure hai perso tempo - cosa su cui il gestionale più insalataro e mainstream ci ha un po’ viziato.

kopalecor: Gioco strettissimo, estremamente punitivo. Per me sono pregi. Poi vabbe', vincono gli altri. Tutto deve essere sincronizzato: se a fine partita hai fatto bene, ti lascia davvero soddisfatto; [continua]

Mod XXII: È un gioco che, pur proponibile a tutti, riesce ad appagare anche i gamer più incalliti, visto che il gameplay è davvero punitivo. Ci sono scelte difficili da fare ogni turno e non è banale portarsi a casa la vittoria. Titolo molto elegante.

Signor_Darcy: a differenza di molti, trovo estremamente elegante il calcolo del punteggio finale, senza fronzoli (a parte quel punticino del primo di turno, che vabbe'), essenziale ed estremamente punitivo. Si sente molto il penso delle scelte, soprattutto quante tappe concedersi lungo i giri del tabellone (solo tre, in due giocatori: sono meravigliosamente pochissimi). Il gioco scorre veloce, non è facile portare avanti capre e cavoli; ma riuscire a farcela dà soddisfazione.

Quali sono secondo te i difetti di questo gioco?

White Winston: Probabilmente la longevità: a parte il setup variabile (ma poi neanche tanto) e le scelte degli altri giocatori, non ci sono grandi elementi che ne garantiscano variabilità nel tempo. Ma in un mondo dei giochi da tavolo dove ogni titolo non viene mediamente giocato più di dieci volte (a esagerare!), probabilmente questo aspetto ha perso molto del suo peso nella valutazione di un gioco. Un altro difetto potrebbe essere la scarsa ambientazione; ma, sarà perchè in un german l'ambientazione conta il giusto [parere suo, NdR], sarà perché comunque si parla di birre, luppoli e monaci, per me è quasi un pregio.

IGiullari: La scarsa eleganza della conversione dei punti a fine turno, l'astrattezza totale del titolo.

sontuosopiero: A mio avviso, i difetti di questo gioco sono due (ma chiamarli difetti è comunque abbastanza azzardato e, forse, ingiusto): il primo è che all'eleganza del titolo fa contrasto la totale ineleganza del conteggio finale dei punti; ma probabilmente è il metodo migliore per premiare chi ha bilanciato meglio gli ingredienti. Il secondo difetto è un mio limite: non capisco bene il criterio dei bonus che si ottengono quando un capanno viene circondato, le differenze tra alcuni di loro mi sfuggono. Ambientazione non pervenuta, ma essendo un german non è un problema.

Killa_Priest: Astenersi amanti dell'ambientazione.

Mauro12345: Forse la poca variabilità, dopo un po di partite le tattiche che si usano per massimizzare le rendite delle tessere sono sempre le stesse. Bisogna fare i conti però con quello ti sottraggono da sotto il naso gli altri giocatori.

michy01: Sottrarre risorse agli avversari è spesso una cosa involontaria, cioè si prende la tessera per necessità propria più che per toglierla ad un altro (e, magari, per lui era fondamentale). Mentre invece la corsa ai bonus è feroce e può essere eccessivamente punitiva per chi si vede togliere la possibilità di far fruttare il proprio lavoro. Il sistema di punteggio è parecchio punitivo e potrebbe far storcere il naso a chi preferisce i giochi più premianti. Ambientazione nulla.

Massi 1971: Forse la longevità; ma è solo un sospetto, per ora.

Ale Friend: È freddo, arido, con una ambientazione pretestuosissima. Componenti da scuola german anni Novanta – se ne frega bellamente di compiacere anche l’occhio o il tatto. Altro difetto può essere questa sua severità: essendo un gioco in cui salire lungo una track di moltiplicatori, non è adatto a partite occasionali o con giocatori non avvezzi a calcolare le mosse. Va giocato per farsi strada con le unghie e coi denti – se cercate un gestionale più social e da comitiva potrebbe creare frustrazione.

kopalecor:  [continua] mentre se fai male, a fine partita rischi di fare una figuraccia. Non ricordo se alla prima partita sono riuscito a fare qualcosa come nove o undici punti (non che cambi molto). È un gioco che richiede pianificazione, nel senso che devi avere bene in mente cosa fare: con quattro giocatori che girano nel circuito però spesso toccherà avere un piano di riserva, altrimenti sono guai. Ho fatto poche partite, ma mi viene da pensare che forse, avversari permettendo, individuata una strategia che funziona, si tenda poi a giocare in maniera simile. Per ovviare a questo (ipotetico) problema non mi sarebbe dispiaciuta una variabilità degli obiettivi (le botti), che invece sono sempre quelli.

Mod XXII: Difetti di design, nessuno.

Signor_Darcy: l'ambientazione poco sentita, per quanto si possa parlare di difetto in un tedesco; poco altro, onestamente: I materiali, a dir la verità, li trovo molto buoni (ma dico, le avete viste le carte?).

A chi lo consiglieresti?

White Winston: A tutti gli amanti dei giochi stretti, deterministici e punitivi sulle scelte sbagliate. Seppur giochi molto diversi per meccaniche, Heaven & Ale mi ha resituito delle sensazioni molto simili a Lorenzo il Magnifico; quindi, se siete amanti di quest'ultimo, provatelo quanto prima.

IGiullari: A chi ama soffrire per le poche risorse, a chi adora rubare la tessera giusta agli avversari, a chi apprezza le piccole combo.

sontuosopiero: Lo consiglio a tutti coloro che amano i german e cercano un peso medio a là Glen More.

Killa_Priest: A chi ama vivere in ristrettezze, a chi ha amato i primi giochi di Feld, a chi vuole un ottimo peso medio.

Mauro12345: A tutti i giocatori german e a chi ama i giochi con alta interazione indiretta.

michy01: Ai giocatori german che amano faticare per ottenere ogni punto vittoria.

Massi 1971: A tutti.

Ale Friend: A quei giocatori assidui che, tra tanti gestionali, iniziano a veder ripetuti dei meccanismi, e cercano qualcosa che li sorprenda e spiazzi. A chi ha voglia di una sfida concentrata, breve sì, ma anche densa e stimolante.

kopalecor: A chi cerca un "tedesco" punitivo, che si gioca in meno di un'ora e mezza e che lasci grande soddisfazione (o frustrazione). A chi ha amato Glen More.

Mod XXII: Davvero a chiunque (fan dei giochi con ambientazione sentita esclusi), soprattutto a chi cerca una sfida molto appagante senza scomodare giochi con molte più regole.

Signor_Darcy: a chi apprezza giochi punitivi e con poche scelte molto pesanti: non solo Glen More e The king is dead; ma anche Hansa Teutonica. Ma anche agli americanofili incalliti: paradossalmente, credo possano apprezzare un gioco del genere, forse più di un'insalata di punti.

C'è un gioco che avresti visto bene negli otto del Magnifico e uno che avresti invece levato? E qual è il tuo magnifico tra gli otto candidati?

White Winston: Facile: Wendake dentro (produzione italiana, grafica e materiali al top, gameplay innovativo, profondo e davvero ben studiato) e Gaia Project fuori (un premio a un upgrade di un gioco esistente secondo me stona un po'). Avendone giocati solo due su otto, posso dire che, tra Vast: the Crystal Caverns e Heaven & Ale, il mio magnifico è Heaven & Ale! Ma sugli altri non posso esprimermi.

IGiullari: La lista di quest'anno ci piace molto e ha centrato bene i nostri gusti. Avremmo però escluso Progetto Gaia: un bellissimo gioco, ma che non offre nulla di nuovo. Per lo stesso motivo, la grande originalità, il nostro magnifico poteva essere Vast: the Crystal Caverns.

sontuosopiero: Purtroppo molti candidati alla vittoria del magnifico non li ho giocati, quindi non posso dire cosa avrei tolto; ma sicuramente mi lascia quantomeno basito l'assenza di Lisboa.

Killa_Priest: Be', la selezione di quest'anno è praticamente perfetta; forse l'annata in toto è stata leggermente scevra di giochi da ricordare. Probabilmente avrei tolto Progetto Gaia, principalmente in quanto versione 2.0 di un gioco già edito, e ne avrei fatto prendere il posto a La leggenda dei cinque anelli LCG, gioco di carte veramente tosto e molto appagante, anche se sono conscio sia leggermente esterno ai criteri del premio. Il mio Magnifico? Keyper è la scelta giusta.

Mauro12345: Tra gli otto del Magnifico avrei voluto vedere Kepler 3042, che non ho trovato neanche nella rosa dei candidati, eppure mi pare che sia stato pubblicato nel 2017. Non ho giocato a nessun altro gioco del magnifico, quindi non posso esprimermi molto; comunque, così a sensazione, avrei tolto Aeon’s End (solo perché non è il mio genere) e il mio magnifico ovviamente è Heaven & Ale.

michy01: Tra gli otto candidati avrei votato per Vast: the Crystal Caverns come Magnifico, ché secondo me spicca per originalità, pur non essendo esente da difetti. Sul gioco in sostituzione invece rimango un po’ più dubbiosa: ammetto che ci sono giochi che non mi sarei aspettata di trovare nella rosa, ma non posso dire di aver provato (fino ad ora) dei giochi con cui li avrei sicuramente sostituiti.

Massi 1971: Alla prima parte della domanda non so rispondere. Avrei forse incluso Altiplano, che non mi dispiace affatto, ma non al posto di Progetto Gaia, Heaven & Ale o Pulsar 2849; forse al posto di uno degli altri, ma non li conosco sufficientemente per poterli paragonare: alcuni li ho solo provati, altri nemmeno quello. Il mio Magnifico? Progetto Gaia.

Ale Friend: Per 7th Continent ripasso il prossimo anno, giusto? A parte gli scherzi, per me è meno importante chi vince: “il migliore” dipende dal contesto. Conta invece che la rosa di candidati dia titoli validi per rispondere a vari gusti e contesti. Una pacca sulla spalla particolare però la merita a mio avviso Gloomhaven: la dedizione e l’ambizione con cui è stato progettato e sviluppato il gioco non possono che essere degne di lode, per un appassionato di giochi da tavolo moderni. Pur essendo dunque il meno fruibile della rosa, merita un riconoscimento simbolico: che, per sua fortuna, non gli sta mancando.

kopalecor: Personalmente non ritengo il 2017 un'annata indimenticabile, e penso che la selezione del Magnifico sia corretta. A me è piaciuto moltissimo Spirit Island: poteva essere un candidato, ma credo cha abbia pagato la scarsa diffusione (e disponibilità). Degli otto in lizza ne ho provati ad oggi solo cinque (Pulsar 2849, Time of Crisis, Progetto Gaia, Heaven & Ale e Keyper): dovessi sceglierne adesso uno secco, voterei Pulsar 2849.

Mod XXII: Non avrei messo forse Gaia Project, che sì è un bel gioco, ma troppo derivato. Il mio preferito tra gli otto è Aeon's End.

Signor_Darcy: il mio Magnifico, dopo averne provati tre su otto, diventa forse proprio Heaven & Ale (Keyper è bellissimo; ma per me rimane un passo indietro rispetto a Keyflower). Resto sempre in forse in attesa di provare Vast: the Crystal Caverns, se avete qualche decennio di pazienza.

Commenti

che dire, ho letto praticamente solo commenti positivi, sia nel "tutti contro tutti" (dove normalmente c'è sempre qualcuno o più di uno fuori dal coro) che alla recensione del nero spezzino, peraltro particolarmente generoso nel voto. 

a me non ha fatto sobbalzare nell'unica partita giocata e se me lo riproponessero cercherei un'alternativa se possibile. non saperei dire il motivo, il gioco mi è parso ben fatto, ma non mi ha entusiasmato, nè soprattuto, divertito. Certamente materiali e conteggio finale astruso sono dei (lievi) difettucci, ma il gioco c'è.

tuttavia la mia personale sensazione è che anche per molto tra coloro che oggi lo trovano un titolo tra i best of del periodo (nel suo ambito), non passerà la "soglia della memoria storica ludica", ovvero esaurito l'entusiasmo iniziale non resterà non dico tra i dieci, ma almeno tra i venti titoli da salvare dal "rogo" del tempo.  

Penso che il commento di "Toscano" sia in realtà mio... (non ritrovo la mail ma i vari commenti mi sembrano esattamente quelli che avevo scritto a suo tempo)

Nonostante sia un amante del gioco, nel mio gruppo per il momento non ha attecchito. Forse perché è troppo freddo, forse perché è troppo punitivo... in ogni caso continuo a considerarlo una delle migliori uscite del 2017.

Si sa qualcosa di un'eventuale localizzazione?

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