L'invasione degli Ultragiochi

l'invasione degli ultracorpi + uwe rosenberg

Si stanno sostituendo ai giochi che conosciamo, li imitano, sembrano identici ma non lo sono. Ci conquisteranno tutti. Forse, lo hanno già fatto. 

Editoriale
Giochi
Nel giorno in cui mi trovo a premere il tasto “cancel pledge” su Nemesis, arrivano le foto dalla fiera di Norimberga. A Norimberga non si va per giocare, è una fiera più dedicata ad autori ed editori, in cui si presentano le novità (principalmente europee) per il nuovo anno e si stringono accordi commerciali. 
Norimberga: patchwork e altri

Cosa collega le due cose, all'apparenza così antitetiche? Una molla di consapevolezza è scattata nel momento stesso in cui ho visto quelle foto, in particolare della versione per due di Patchwork, un gioco per due, come a dire la versione di dadi di un gioco di dadi. Assurdo, come se potesse mai esistere un The Castles of Burgundy: The Dice Game

O come se Lacerda facesse le versioni aggiornate dei suoi "vecchi" giochi. Vinhos 2, CO2 2, poi magari KanBan 2. Non andavano bene i vecchi? Perché i casi sono due: o c'era qualcosa che non andava in quel game design e allora vanno aggiornati e corretti, o è una presa in giro. In entrambi i casi, un ottimo pretesto per vendere altre scatole, più colorate, più plasticose, più costose, anche a chi ha comprato le prime, magari prendendo pure un applauso. 
CO2 second chance

Nei giorni in cui mi arriva Mythic Battles, devo decidere se pledgiare per Nemesis e Hate. Il secondo caso è in teoria più sofferto, perché il gioco sarà venduto solo tramite Kickstarter. In pratica ho già deciso, già quando ho scritto del Kickstarter 2.0: non finanzierò giochi distribuiti solo in questo modo. A meno che non siano dungeon crawler, naturalmente: tutti abbiamo i nostri punti deboli. 

Per Nemesis mi dà il colpo di grazia proprio Mythic Battles. E la notizia che Lords of Hellas sarà presto disponibile in italiano. La teoria è che facendo il Kickstarter prendi più roba e spendi meno, con il superbundle comprensivo di tutte le espansioni. 
La realtà è che spendi di più rispetto alla scatola base e la scatola base è – o dovrebbe essere – tutto quello che ti serve per giocare. Hai meno varietà di truppe, mostri, ecc? Certo. Cosa effettivamente utile se quel gioco lo fai per almeno sei mesi, tutte le serate di gioco. Cosa che nessuno di noi fa più.
La realtà è che hai solamente tante scatole in più da guardare, accatastate, inutili. 

Nemesis mi regala un'altra scatola di mostri, che non mi serve. Mi dà come addon un'altra scatola di altri mostri, che non mi serve. Elementi scenici, che non mi servono. Un libro esclusivo con l'artwork, che non mi serve. Un'altra espansione intera, con una seconda astronave, che non mi serve. Guardo Mythic Battles, guardo un mediocre gioco del 2012 che non si filava nessuno, fino a quando non ci hanno aggiunto miniature a vagonate e una roboante campagna di crowdfunding, guardo scatole aperte e subito richiuse, scenari appena scalfiti, tattiche abbozzate e mai approfondite, unità messe in tavola a malapena una volta e capisco che, per me personalmente, l'unica risposta a Nemesis è cancel pledge
Caverna e altri

Ha ragione Mauro Di Marco: i bei giochi emergeranno comunque retail, dal calderone di Kickstarter, magari pure in italiano. Ok, non è sempre vero. Alcuni li rivenderanno sempre e solo col crowdfunding. Pazienza, anche i miei principi non sono ferrei ed assoluti, ci sono sopra anch'io al carrozzone dell'hype: se ne varrà davvero la pena, finanzierò alla seconda occasione. 

L'utilità di queste superproduzioni la ha solo chi rivende a prezzi gonfiati, perché dentro c'è qualche esclusiva Kickstarter. Ma qui non stiamo più parlando di bontà del gioco, ma di business
Business che ci riporta a Norimberga e alle immagini di seconde edizioni pimpate, di versioni alternative, di piccole e grandi espansioni, di riedizioni con virgole cambiate, di opzioni di gioco da aggiungere a piacere per accontentare tutti. 
Azul gigante
Finché la vacca ha latte, mungila. Il libero mercato, in cui domanda e offerta si autoregolano, è un'illusione, guarda caso raccontata da chi il libero mercato lo fa e ci mangia. Pensiamo davvero di avere piena libertà di scelta? Che hype o pubblicità o impatto estetico non abbiano un peso nei nostri carrelli? La necessità è creata artificialmente. 
Kingdomino espansione giganti

Del resto non parliamo solo di editori che ci vivono, ma anche di autori ormai di mestiere, che ci campano. Possiamo davvero biasimarli? Chiaro che per mangiare, quei due o tre giochi all'anno li devi far uscire e come sono, sono. È finito il tempo in cui i giochi duravano anni sulle tavole dei giocatori, in cui bilanciamento e longevità avevano il loro bel peso, in cui approfondire un titolo partita dopo partita. La vita media di un gioco è pochi mesi, conta la prima impressione.
Sarà una bolla? Scoppierà? Finiremo tipo mercato immobiliare o - più verosimilmente - come i fumetti? Non ho la sfera di cristallo, ma dal canto mio cerco quantomeno di non soffiare più. 

C'era una volta un gioco da tavolo, fatto da appassionati, per il puro piacere hobbystico di creare qualcosa di bello, rifinito nei minimi particolari, testato e bilanciato, messo sul mercato solo quando davvero pronto e perfetto, contenuto in un'unica scatola, al quale potevi fare mille partite senza mai stancarti, senza bisogno di altro se non pochi pezzi  e un gioco, vero, sotto. Gli ultragiochi sembrano identici, persino migliori e più belli, a prima vista, pieni di espansioni e varianti e opzioni, rassicuranti, completi, familiari. Ma non lo sono: sono alieni senz'anima. 
Non è finita bene. 

Donald Sutherland: terrore dallo spazio profondo

Commenti

Sottoscrivo ogni singola parola.

Anzi, quasi quasi scrivo un editoriale giant uguale, ma con ogni concetto espresso due volte.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Bello. Sarebbe carino se per ogni gioco nuovo che recensite, soprattutto se si tratta di ultragiochi, citiate il gioco da cui hanno preso spunto. Questo consentirebbe una vera presa di coscienza da parte della platea dei giocatori. Esempio sul finale di recensione " il gioco pinco pallo prende spunto dal il gioco x e y".Se siete coraggiosi potete anche scrivere che prima di comprare il gioco pinco pallo sarebbe meglio avere il gioco x e y. Forse la seconda affermazione è eccessiva visto che come dicevi c'è gente che lavora e l'industria del gioco non può permettersi di fermarsi. Direi però che almeno mettere il "gioco madre" sarebbe un servizio che i goblin dovrebbero fare. Per rendere sempre più acculturati i giocatori. 

Luca Locompetitivo

Come è finito il mercato dei fumetti?!

Vendo: Indonesia (ENG); North american railways (ENG); Lignum 2 ed. (ENG)
Svendo fumetti a 5 euro. Per la lista scrivetemi in PM

Articolo bellissimo.

"Giunse come il vento, come il vento tutto tocco' e come il vento scomparve." (Da Il Drago Rinato di Loial, figlio di Arent figlio di Halan, Epoca Quarta)

My Collection

Sottoscrivo in toto.

Spero di riuscire a trovare una soluzione che mi permetta di sfuggire a questo trend così luccicante e ingannevole e romperlo, almeno nel mio insignificante piccolo!

Grazie Agzaroth!

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[color=#FF8000]Per qualsiasi cosa un MP e ci si accorda![/color] ;)[/align]

Bello.. davvero.. Un plauso!

<< Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e... ludoscienza! >> [Il sommo Poeta]"

E.C.A.S.C.O. online: www.ecasco.it

E' proprio vero. E infatti il vostro ruolo come critici e recensori è sempre più arduo, più sarete cattivi e severi, e più ci aiuterete a non ascoltare i canti delle sirene. 
E mi permetto una digressione. Una volta il mercato era talmente piccolo che editori, autori, giocatori e recensori, si poteva essere tutti una grande famiglia, accomunati da uno stesso interesse. Adesso, per motivi comprensibili (uno stipendio), questi interessi divergono sempre di più. E gli unici a dover fare una scelta difficile sono i recensori: stare dalla parte di editori e autori (spesso amici) o dalla parte dei giocatori? E quindi se un gioco è mediocre, dire "è mediocre", e non "forse non per tutti". 
Per fortuna recensori così ci sono, Agzaroth è uno di questi, anche se sono pochi, e li trovo tutti qui in tana.
E' una provocazione e un'esagerazione, ma avete capito il punto.

Ottimo articolo Agzaroth!  nell'elenco degli ultragiochi io aggiungerei 3 tipologie :

1) I giochi legacy con regolamento e componenti segreti perché "altrimenti si spoilera", quindi compra e poi vedi.

2) I giochi a rate, cioè quelli stupendi sulla carta ma ingiocabili con la prima rata. Nelle rate successive con relative modifiche, faq e integrazioni diventano interessanti.

3) I giochi 1.0 , cioè quelli che "ma dai son ragazzi! vedrai che con il 2.0 sistemamo tutto" .

Apostoli al fosforo illuminano Infedeli Blu. Saporedelferronellefauci

Bell'articolo, giuste considerazioni che condivido pienamente!

Anzi, quasi quasi scrivo un editoriale giant uguale, ma con ogni concetto espresso due volte.

Un ultraeditoriale in pratica! :D

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Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo. Il tempo passato in compagnia di amici è ancora più prezioso perché ancora più raro. Senza contare che per ottenere soldi bisogna investire tempo. Non sprecarli per provare qualsiasi cosa il mercato propone è la migliore ottimizzazione che possiamo fare, da buoni giocatori.

Basta leggere le regole, la maggior parte delle volte, per far calare l'hype. Con quelle di Nemesis ha funzionato benissimo nel mio caso. E ora sono quasi triste che un amico l'abbia comprato e che finirò per giocarlo uguale. Ma solo quasi.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

La soluzione banale è smettere di comprare ed iniziare a rigiocare ciò che già si possiede. Iniziare a farsi un po' di autoanalisi e chiedersi: perchè compro questo gioco? Purtroppo per te, Agzaroth, la risposta a questa domanda non ti risolve il problema. Tu hai anche un bisogno di "conoscenza" per mantenere sempre attuali le recensioni e fare editoriali belli e interessanti come questo. Ma molti altri di noi non sono recensori o studiosi del mondo ludico. Siamo semplicemente giocatori e quello dobbiamo fare: giocare!

Giocati di recente:
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"La teoria è che facendo il Kickstarter prendi più roba e spendi meno, con il superbundle comprensivo di tutte le espansioni.  La realtà è che spendi di più rispetto alla scatola base e la scatola base è – o dovrebbe essere – tutto quello che ti serve per giocare. Hai meno varietà di truppe, mostri, ecc? Certo. Cosa effettivamente utile se quel gioco lo fai per almeno sei mesi, tutte le serate di gioco. Cosa che nessuno di noi fa più."
 

Ho fatto lo stesso ragionamento e sono arrivato alle stesse conclusioni.
Kickstarter resta un canale interessante per vedere a quali novità va incontro il mercato, non certo per pensare di risparmiarci.

Super articolo!!!Un Ultrarticolo!!!Davvero bello!

Beh, basta darsi un budget annuale. Spremere bene un gioco prima di passare al successivo, vendere quello che non ha convinto (con segnalazione per autore e casa editrice) o che non si gioca più. Lasciare negli scaffali solo i titoli che vengono effettivamente intavolati prima o dopo. 

Se un gioco è BELLISSIMO ma sono cinque anni che non lo intavoli forse è il caso che prenda la strada del mercatino. 

Complici i bambini piccoli negli ultimi due anni ho acquistato diversi giochi con miniature, ci vedo nessun vantaggio (a parte l'estetica) rispetto ad una più banale pedina e molti svantaggi (meno info, difficoltà di stoccaggio, necessità di dipingerle perché siano carine laddove un bel disegno sulla pedina è più gradevole), ed ovviamente ai bambini piacciono di più i giochi con le minia che non quelli con le pedine. Ma da adulti e giovani adulti mi aspetto un po' più di attenzione al contenuto del gioco.

Temo che questi giochi saturi di miniature stiano ai vecchi classici come il wargame tridimensionale sta al boardwargame. Ovvero tavoli spettacolari e bellissimi da vedere ma giochi spesso poveri di contenuto e sempre semplici se non semplicistici. Con giocatori più impegnati a dipingere, stoccare e trasportare i propri eserciti ed elementi scenici che non ad affinare le proprie abilità di giocatori. 

D'accordo con tutto e orgoglioso di non aver finanziato quasi mai espansioni e varianti (con qualche piccola eccezione come Dixit, 7w duel e Munchkin).

Ho sempre pensato che gli ultragiochi siano per chi a casa ha 3-4 gdt ed è abituato a giocare sempre quelli, chi come noi ha collezioni che vanno dalle decine alle centinaia di gdt non dovrebbe proprio aver bisogno di espansioni, se si vuol giocare qualcosa di diverso c'è di certo un gioco davvero diverso che vale la pena.

E da qui la mia domanda è: se il mercato ora è così significa che gli ultratitoli vendono e bene, dunque chi è che li compra?

Per cambiare questa situazione in teoria basterebbe che queste persone smettessero di comprare ultragiochi...

Il modo in cui la gente gioca mostra qualcosa del loro carattere. Il modo in cui perde lo mostra per intero. (Harvey B. Mackay)

E da qui la mia domanda è: se il mercato ora è così significa che gli ultratitoli vendono e bene, dunque chi è che li compra?

Tutti, me compreso. L'articolo è anche una presa di coscienza personale, un'ammissione di colpa: non sono un bacchettone, sono il primo a cascarci. 

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Complimenti per l'editoriale. Sottoscrivo al 100%.

Secondo me Mythic Battles è stata la goccia che ha fatto traboccare molti vasi...ho visto in rete spedizioni di scatoloni grandi come armadi (senza esagerare) che contengono decine di espansioni e orpelli vari. Ho giocato per circa 10 anni a Warhammer (la settima edizione...che gran gioco che era...) e quindi so benissimo cosa vuol dire investire tempo, soldi e energia per centinaia di miniature. Però per 10 anni non ho giocato ad altro ed è stato il mio unico grande hobby! Centinaia di partite, tornei, metagame, letture di regolamenti, pittura, composizione delle armate,...alla fine guardo indietro e penso: ne è valsa la pena!!! Ecco...in un unico pledge di KS molta gente ha comprato in un attimo quello che io ho comprato in 10 anni. E lo consumerà (quando va bene) in pochi mesi, forse settimane. Tutto ciò mi intristisce molto perché trasforma quello che dovrebbe essere un hobby ludico in puro collezionismo e basta (e forse neanche quello). E siamo solo all'inizio dell'era KS...

p.s.

Per la cronaca io il pledge a Nemesis l'ho fatto perché non ho altri giochi su quello stile e perché mi sembra (a naso, dopo aver letto il regolamento) davvero un prodotto curato e sviluppato bene. Sicuramente però mi fermerò al Core Box perché ho la piena consapevolezza che tutto ciò che viene dopo sarebbero arredi per le mensole di casa.

Un tempo si giocava. Ora si colleziona (e qualche volta si gioca).

Bisogna essere severissimi su questo, perché è questo che ha cambiato il mercato.

No al collezionismo, sì al gioco. Sveglia!!!!!

Yanez77

Bell'articolo Agzaroth, condivido in pieno!

Basta leggere le regole, la maggior parte delle volte, per far calare l'hype. Con quelle di Nemesis ha funzionato benissimo nel mio caso.

Ha funzionato anche con me ^_^

Tuuuu... non puoi...... PLEDGEAREEEEEEEHHH!!!

Aggiungerei che ci vorrebbe un po' di cattiveria in più nelle recensioni. Premerei l'acceleratore su quanto un gioco è originale piuttosto che sui pregi generici. 

Non dico che sia facile fare un bel gioco, tutt'altro, ma è molto più difficile fare un gioco originale.

Anche io condivido in toto l'articolo. Da giocatore con badget piuttosto limitato, cerco di informarmi leggendo questo e altri siti con recensioni e, quando possibile, cerco di provare prima il gioco nelle varie fiere ed eventi. Non nego che a volte la tentazione di seguire l'hype, o la possibilità di accapararsi la novità prima degli altri è forte. D'altro canto anche negli ipermercati le strategie di collocazione degli articoli, seguono regole commerciali e di opportunità volte a influenzarne le scelte, inducendo anche ad effettuare acquisti di prodotti non necessari. Il mercato cavalca l'onda finchè ce n'è, ma l'utente finale ha il potere di far cambiare le cose. visto che il portafolgi è il suo. Io, nel mio piccolo, cerco di farmi guidare dal divertimento.

Il favoleggiato tempo in cui i giochi duravano anni ed erano più belli è la favoletta da raccontare ai nipotini intorno al fuoco ed è come dire “Qui una volta era tutta campagna”: i giochi duravano di più perché erano di meno, poco diffusi e difficili da acquistare. Il numero di giochi solidi, belli, che invecchiano bene è invariato da questa mitica età dell’oro, oggi c’è più diffusione, ci sono più soldi in ballo per cui l’offerta sta diventando enorme: che piaccia o meno l’obiettivo di ogni azienda è il profitto. 

L’unica costante resta la legge di Sturgeon: in ogni caso la maggior parte dei prodotti vale molto poco

La teoria è che facendo il Kickstarter prendi più roba e spendi meno, con il superbundle comprensivo di tutte le espansioni.  La realtà è che spendi di più rispetto alla scatola base e la scatola base è – o dovrebbe essere – tutto quello che ti serve per giocare. Hai meno varietà di truppe, mostri, ecc? Certo. Cosa effettivamente utile se quel gioco lo fai per almeno sei mesi, tutte le serate di gioco. Cosa che nessuno di noi fa più. La realtà è che hai solamente tante scatole in più da guardare, accatastate, inutili. 

Sono arrivato alla stessa conclusione ma alle volte l'hype non fa prigionieri.

Ho appena droppato il pledge a Nemesis e a Uboot ma sono subito inciampato in Tiny Epic Zombies dopo aver letto l'anteprima su queste pagine ('tacci vostra).

 

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In risposta a DIESEL...

 

Siamo d'accordo con te al 100% quando pero si parla di ciò: esempi recenti, scythe, clans of caldonia, progetto gaia... Saltano su gli acquirenti del gioco poco originale e si offendono perche hai parlato male del loro gioco preferito.

 

Ma alcune volte i remake sono migliori dell'originale!

E lo sa bene Agz, che cita L'invasione degli Ultracorpi del 1956 ma chiude l'articolo con un'immagine del suo remake Terrore dallo Spazio profondo del 1978!

Bravo, bell'articolo!

Io vengo bloccato (o salvato) dai "paletti organizzativi" del gruppo di gioco abituale (e il portafoglio gioisce):

-siamo in 5 (non 4, non 3) e quindi solo giochi da 5 o più....

-siamo ultraquarantenni e quindi alcuni giochi non fanno presa su di noi...

-ci fermiamo ad analizzare i primi cento giochi della classifica di BGG e compriamo solo ciò che sta in quel range (e si screma un bel pò) ...

Qualsiasi cosa compri fuori da quei paletti va a finire a prendere polvere....

Ogni tanto ci vuole un approccio zen, e come ha detto già qualcuno di voi, se un gioco è valido prima o poi finisce in retail, prima o poi arriva tra i primi cento di BGG, prima o poi arriva in Italiano... 

Cristiano

In risposta a DIESEL...

Siamo d'accordo con te al 100% quando pero si parla di ciò: esempi recenti, scythe, clans of caldonia, progetto gaia... Saltano su gli acquirenti del gioco poco originale e si offendono perche hai parlato male del loro gioco preferito.

Vero... epperò il recensore deve avere le spalle larghe e tirare dritto. Tanto è impossibile far contenti tutti (e se uno ha speso 80 euro per un kickstarter e aspettato, agognando, ognuno dei millemila giorni di attesa per averlo... ovvio che poi ci rode a leggere che è una vaccata!)

Dice bene Yanez: potendo, più gioco e meno collezionismo!

Ma alcune volte i remake sono migliori dell'originale!

E lo sa bene Agz, che cita L'invasione degli Ultracorpi del 1956 ma chiude l'articolo con un'immagine del suo remake Terrore dallo Spazio profondo del 1978!

 

Un conto è un remake, come il già citato Gaia project, di cui noi non sentivamo la necessita, ma che è un terra mystica 2.0, fatto dagli stessi autori. Su di noi non ha fatto presa, perché cerchiamo appunto originalità. Ci viene piu difficile apprezzare un Clans of Caledonia perche è proprio un richiamo troppo marcato a altri titoli senza avervi messo nulla, o quasi, di proprio.

Splendido articolo!

Ormai il mercato dei Giochi da Tavolo sta diventando sempre più mainstream e come tutte le cose dove entrano in gioco gli interessi economici entre in atto anche questo meccanismo degli orpelli commerciali.
Articolo spettacolare come sempre.
 P.s. certo che negli ultimi tempi da quando c'è stata la virata verso il potenziamento della home gli articoli hanno raggiunto un livello sublime. Complimenti a tutta la redazione!

 

Sottoscrivo ogni singola parola.

Anzi, quasi quasi scrivo un editoriale giant uguale, ma con ogni concetto espresso due volte.

Però se commenti il 2/2 quando l'articolo esce il 5/2 è facile essere il FIRST!

 

Stiamo ancora cavalcando l'onda lunga dell'entusiasmo per i kickstarter, ma s'incominciano a vedere le prime increspature e non si vedono ancora i grossi scogli affiorare prima della riva...

Le prime volte è fantastico, sembra Natale tutto l'anno,  l'idea di ricevere scatoloni giganti ripieni di ogni ben di dio (giochinscatolamente parlando), ti scombussola irremidiabilmente i neuroni ...

Poi comincia l'attesa, mesi ma anche anni, e può anche capitare di dimenticarsi di quel gioco ... già nel frattempo ne sono usciti altri, tanti altri, tutti bellissimi pieni di streach goal, upgrades, full co-op qualcosa, superbundle,  ed exclusive limitate edition, naturalmente, not availabe in reatail, insomma una vera sagra della porchetta, dove però la fine del maiale la facciamo noi...

Dopo le carte,  ora abbiamo anche i giochi collezionabili, quelli usa e getta, quelli il regolamento te lo fai tu, quelli compra il gioco che dopo due mesi esce la ristampa riveduta e corretta più bella e sopratutto con quattro carte cambiate, che però se non le hai puoi buttare la tua copia nel cesso ... per cui vai di upgrade kit, ma attento che non fai in tempo a comprarlo, che programmano la ristampa della ristampa con l'upgrade kit upgradato (non sto scherzando succede veramente) ...

Anche fuori dai kickstarter non si scherza, alcuni giochi vengono tranquillamente venduti a rate,  il base, le espansioncine per aumentare la dotazione di ogni singola fazione, le espansioni delle nuove fazioni, le espansioncine delle espansioni delle nuove fazioni, per arrivare ad una marea di altre espansioncine di puro esclusivo abbellimento, il tappeto in poliuretano per giocarci sopra, i dadi customizzati ecc. ecc. all'infinito. Se fai due conti ti accorgi che se vuoi avere tutto di un gioco devi vendere più o meno un rene...

Ora per l'acquisto di un gioco ti fanno anche le rate su Paypal ...

 

 

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Il punto fondamentale è che un bel gioco per essere apprezzato richiede di essere giocato diverse volte e per farlo ci vuole tempo. Limitarsi a comprare giochi e sperare di intavolarli un giorno è nel migliore dei casi una forma di collezionismo. Il che non è necessariamente un male, basta rendersene conto. Sono scelte: meglio provare 15 giochi diversi una partita e basta oppure farne 10 ad un giocone di quelli che crescono col tempo? Vale la pena abbandonare un giocone sullo scaffale per provarne altri 10? Il tempo è limitato per tutti e crescendo tende a essere sempre meno. Su BGG le persone si organizzano a fare le sfide 10x10, dove ci si impegna a giocare 10 giochi almeno 10 volte in un anno. Non è casuale.

Clear eyes, full heart, can't lose

Ottimo articolo che conferma le mie impressioni!

Vi parlo da semi-babbano essendomi affacciato, insieme al mio gruppo, al mondo dei Gdt e dei "nuovi" giochi da pochi mesi con un pool di classici alle spalle (si, Risiko e Cluedo la hanno fatta da padrone fino a ieri). Ho deciso di mettere su una piccola collezione con un budget limitato. Dopo ore di Youtube e Tana sono giunto alla conclusione che, come già detto, i giochi "miliari" in un modo o nell'altro si distinguono dagli innumerevoli titoli in circolazione.

Credo che siano veramente pochi quelli che introducano delle novità nel gioco in sè.

Come me, completo ignorante in materia, un qualsiasi consumatore disposto a spendere un po' del suo tempo si potrebbe accorgere della differenza tra novità reali e evoluzioni "pompate" di giochi già esistenti. Il problema è che il consumatore medio segue il branco e non ha voglia di informarsi, nei giochi da tavolo come in altri campi. L'esempio più palese di questa mentalità secondo me è il gioco di carte di Wizard.

Nonostante i mega kickstarters mi facciano brillare gli occhi, cercherò sempre di acquistare titoli che non "scadranno" dopo un anno o sei mesi.

Che poi sui kickstarter uno si dovrebbe chiedere: ho voglia di darti 100 euro per comprare un gioco che se va mi bene mi consegnerai tra 400 giorni? La mia risposta è semplice: 99,99 volte su 100 è NO! Oppure un'altra domanda da farsi è: mi va di prendere un gioco con 200 miniature bellissime che non avrò mai voglia e tempo di dipingere e mi dovrò tenere per sempre color topo?

Clear eyes, full heart, can't lose

Mentre leggevo dicevo "tutto giusto" e guardavo le foto pensando "questa espansione la voglio!" "azul gigante è mio!" Oh noooooooo sono un ultracorpo

Aggiungerei che ci vorrebbe un po' di cattiveria in più nelle recensioni. Premerei l'acceleratore su quanto un gioco è originale piuttosto che sui pregi generici. 
Non dico che sia facile fare un bel gioco, tutt'altro, ma è molto più difficile fare un gioco originale.

Io sono il primo sostenitore della cattiveria nelle recensioni, ma tieni anche conto che ogni gioco preso singolarmente e rapportato al target per cui è costruito, al giorno d'oggi, difficilmente è così mal fatto da tirar fuori un voto negativo; soprattutto se è stato comunque comprato da qualcuno che normalmente i giochi li recensisce, che avrà già applicato i suoi filtri pre-acquisto.

 Non è poi tanto giusto giudicare un gioco per la sua originalità, perché quella ha senso solo per chi ha comprato precedentemente i giochi a cui si è ispirato. Più che altro bisogna livellare gli acquisti solo sui giochi eccellenti, che sono veramente pochi, o su quelli che sono realmente utili per coprire particolari assortimenti di giocatori al tavolo.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

Quello che personalmente mi salva è una cosa molto concreta, è lo spazio fisico disponibile dove riporre tutti i giochi,  anche se  uno li vorrebbe comprare tutti è fortunatamente limitato.

Per quanto mi riguarda sono già arrivato al pieno, se entra un gioco nuovo ne deve necessariamente uscirene uno vecchio...

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Ma alcune volte i remake sono migliori dell'originale!

E lo sa bene Agz, che cita L'invasione degli Ultracorpi del 1956 ma chiude l'articolo con un'immagine del suo remake Terrore dallo Spazio profondo del 1978!

 

Un conto è un remake, come il già citato Gaia project, di cui noi non sentivamo la necessita, ma che è un terra mystica 2.0, fatto dagli stessi autori. Su di noi non ha fatto presa, perché cerchiamo appunto originalità. Ci viene piu difficile apprezzare un Clans of Caledonia perche è proprio un richiamo troppo marcato a altri titoli senza avervi messo nulla, o quasi, di proprio.

Non è poi tanto giusto giudicare un gioco per la sua originalità, perché quella ha senso solo per chi ha comprato precedentemente i giochi a cui si è ispirato. Ho una sensazione di deja vu ;-P

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

Articolo memorabile, un ultraapplauso

Siate scrittori della vostra vita, non semplici lettori

 Non è poi tanto giusto giudicare un gioco per la sua originalità, perché quella ha senso solo per chi ha comprato precedentemente i giochi a cui si è ispirato.

Non mi trovi molto d'accordo, ma sono opinioni (e non essendo depositario di verità assolute, sono pronto a cambiarle ;-) ). Continuo a pensare che il recensore di giochi, così come di musica, libri, film e persino arte, direi, DEVE tener conto delle opere passate. Anzi, i più bravi non abboccano alla moda del remake, del sequel eccetera, salvo rari casi. Siamo noi acquirenti a determinare il mercato... se il nuovo "Patchwork per DUE di DUE" vende un casino, Rosenberg & C sforneranno altri 10 mediocrità... se sarà un flop, magari il designer tedesco si decide a ritirarsi sui monti e a farsi venire una nuova idea, dopo anni di stanchezza creativa.

Valutare con un po' di indulgenza giochi innovativi, seppur magari acerbi, penso sia meglio che farsi condizionare da una forzata ricerca di obiettività nel giudicare la solita variante sul tema...

 

Articolo perfetto, aggiungo che ormai per il numero di uscite e la percentuale di titoli inutili che riempiono le case degli appassionati la svolta digitale non mi pare neanche cosí nefasta anzi, un bel tavolo digitale in salotto e i GDT che costano da 1 a 10€ ma conservando il feeling del gioco live con gli amici e tanti saluti a tonnellate di cubetti miniature e scatolame che ormai soffre di obsolescenza dopo poche settimane.

La soluzione è semplice .. smettere di comprare inutili kickstarter solo basandosi su immagini e regolamenti in versione beta .. 

Io aborro i kickstarter da sempre e compro solo giochi dopo aver letto qualche recensione e visionato diversi video .. e già così sono arrivato a 400 giochi .. 

non è difficile ragazzi ,basta pensare cinque minuti prima di schiacciare sul tasto pledge !! 

 

 

Io vado contro tendenza dicendo che non condivido minimamente quanto è stato scritto, e questo lo affermo premettendo che usualmente prendo le recensioni di Agzaroth quasi come oro colato perchè abbiamo gusti molto simili. 
Quanto scritto sembra valido solo per persone che non hanno la maturità necessaria per capire se vogliono davvero comprare un gioco perchè li ispira, se per collezionismo o altro, e che si lasciano abbindolare dallo stesso per poi dare la colpa al gioco o a chi lo vende.


Per rapidità commenterò solo due passaggi che mi paiono i più condivisi ma alquanto stupidi nella logica che sta dietro a ciò.

"Nei giorni in cui mi arriva Mythic Battles, devo decidere se pledgiare per Nemesis e Hate. Il secondo caso è in teoria più sofferto, perché il gioco sarà venduto solo tramite Kickstarter. "

Da quando insieme alla connessione internet o all'inserto di un gdt c'è una guardia che, puntando il fucile alla tempia dello sventurato di turno, lo obbliga a fare un pledge su kickstarter?

Non è colpa nè del sistema (Kickstarter) ne di come viene usato dai produttori, perchè una persona che non è capace di tenersi i soldi in tasca farebbe la stessa cosa in un negozio fisico, magari coi saldi natalizi, e nel caso in cui la questione fosse dirottata sull'aver a portata di dito h24 un sito internet, sarebbe la stessa cosa avere la fumetteria/giocheria sotto casa, se non sai trattenerti, compri.
I giochi moderni saranno di più, sicuramente, ma sono sempre esistiti (nella storia recente) in tal quantità da essere impossibile per qualsiasi umano averli tutti e giocarli tutti, quindi tra 1000 giochi o un milione non fa differenza che ne escano 4 al mese che sembrano irrinunciabili.


"La teoria è che facendo il Kickstarter prendi più roba e spendi meno, con il superbundle comprensivo di tutte le espansioni.  La realtà è che spendi di più rispetto alla scatola base e la scatola base è – o dovrebbe essere – tutto quello che ti serve per giocare. Hai meno varietà di truppe, mostri, ecc? Certo. [...] La realtà è che hai solamente tante scatole in più da guardare, accatastate, inutili.  Nemesis mi regala un'altra scatola di mostri, che non mi serve. Mi dà come addon un'altra scatola di altri mostri, che non mi serve. Elementi scenici, che non mi servono. Un libro esclusivo con l'artwork, che non mi serve. Un'altra espansione intera, con una seconda astronave, che non mi serve."

Anche questo passaggio è di una generalizzazione banalissima e senza senso.

Il superbundle fa risparmiare, ma solo nel caso si vuole prendere anche gli altri componenti perchè si pensa di utilizzarli. Se un giocatore lo acquista perchè una forma mentis distorta la fa sentire in difetto se non compra tutto il possibile, è un problema della persona, non del fatto che il bundle non conviene! e questa cosa la si nota benissimo da quanto ho sottolineato nel passaggio. 

Tralasciando gli SG che volenti o nolenti sono inclusi per tutti per una questione di economia di scala, le parole sottolineate sono estremamente indicative della fallacità del pensiero sopra riportato.

Prima di tutto se sono per te (inteso come giocatore in senso generico, non mi sto riferendo a nessuno di specifico) inutili, perchè ce le hai? già questo è un punto che non ha senso. (Esempi di situazioni che hanno lo stesso livello di sensatezza: X che ha il robot da cucina Kenwood da chef, iperprofessionale....e non cucina. Y che ha un pc con 8 core, 32 gb di ram e gpu che potrebbe far girare in 4k a 120fps qualsiasi gioco/programma di editing, e lo usa per facebook e word. Anche X e Y sono stati spinti a comprare oggetti inutili o a prendere le loro versioni più costose? )

Non dimentichiamoci del "Mi dà". Effettivamente nessuno dà niente, se te lo ritrovi nel pacco è perchè é stato comprato, non perchè è comparso magicamente nella confezione, quindi tutte quelle cose inutili che sono state comprate non indicano certo che c'è un problema di creatori, venditori ecc pazzi che sparpagliano ai 4 venti espansioni aggiuntive.

Dell'inutilità, apparentemente, intrinseca delle espansioni, inoltre, dissento totalmente anche per una banale questione di punto di vista. Meglio delle buone espansioni di un buon/ottimo gioco che si intavola volentieri che non avere giochi diversi (che poi sarebbero uguali, basta prendere la cmon che produce con lo stampino) magari non tutti dello stesso livello. Troppo spesso si associa a "novità" un pregio che in effetti non ha, perchè se una meccanica innovativa risulta buona, non diventa eccellente in quanto novità, rimarrà buona < eccellente di altri giochi più vecchi.

Prendendo ad esempio Nemesis, che ho pledgiato con all-in, come altri ho letto il manuale ed è stato ben quello, oltre ai vari gameplay visti, ad avermi convinto della bontà del progetto, ovviamente il tutto basandomi sui miei gusti. Il progetto mi piace e riesco a immaginarmi benissimo la differenza tra una razza aliena e l'altra e il loro apporto al gameplay, ad esempio le due razze aggiuntive spostano completamente agli estremi il tipo di interazione coi mostri e, di conseguenza, il tipo di approccio all'intera partita. Preferisco, pertanto, avere tutte le espansioni per avere maggior varietà che prendere un gioco mediocre allo stesso prezzo.

Il discorso art-book e elementi scenici e miniature, invece, rientrano in un altro discorso, ovvero quello dell'immedesimazione e immaginazione. Poche storie, non saranno utili al fine del gameplay, ma quanti si fermano ad ammirare uno standee e quanti una miniatura? il gioco non è forse un piacere? perchè un giocatore dovrebbe privarsi del piacere visivo mentre si diverte? Da videogiocatore mi sembra lo stesso inutile discorso di chi asserisce che la qualità grafica non serve a nulla. Sfido chiunque a preferire un gioco in 16 bit da una sua identica versione con texture di qualità elevatissima, e lo dico da retrogamer. Ovviamente la qualità del gioco non deve essere messa da parte per concentrarsi sulla resa visiva, se un gioco fa pena fa pena in qualsiasi veste infiocchettata.

Tornando ai gdt, considerando quanta pignoleria c'è da parte di molti boardgamers per quanto riguarda i materiali, cartone spesso, carte con buona grammatura e disegni ispirati ecc, parlare di inutilità delle miniature mi pare senza senso. 

L'artbook è inutile? e i contenuti aggiuntivi su BD e DVD? a chi interessa guardarsi 2 ore di documentario su come hanno girato LOTR? ecco, alle stesse persone che interessano questi retroscena potrebbe interessare l'artbook, e così come esiste l'edizione con contenuti extra per i dvd, esistono anche altre chicche vendute a parte che chi non è interessanto non dovrebbe nemmeno accorgersene della loro esistenza. 

Più che ultragiochi io parlerei di ultraconsumismo inconsapevole. 

 

 

 

 



 

Però non fermatevi solo ai KS. L'articolo parla di altri due fenomeni che fanno parte della medesima impostazione: le riedizioni a distanza di poco tempo con particolari cambiati e le versioni alternative dello stesso gioco, oltre che le sempre maggiori espansioni. 

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 Non è poi tanto giusto giudicare un gioco per la sua originalità, perché quella ha senso solo per chi ha comprato precedentemente i giochi a cui si è ispirato.

Continuo a pensare che il recensore di giochi, così come di musica, libri, film e persino arte, direi, DEVE tener conto delle opere passate. Anzi, i più bravi non abboccano alla moda del remake, del sequel eccetera, salvo rari casi. Siamo noi acquirenti a determinare il mercato... se il nuovo "Patchwork per DUE di DUE" vende un casino, Rosenberg & C sforneranno altri 10 mediocrità... se sarà un flop, magari il designer tedesco si decide a ritirarsi sui monti e a farsi venire una nuova idea, dopo anni di stanchezza creativa.

Valutare con un po' di indulgenza giochi innovativi, seppur magari acerbi, penso sia meglio che farsi condizionare da una forzata ricerca di obiettività nel giudicare la solita variante sul tema...

Non dico che bisogna ignorare il passato. I raffronti con ciò che già è uscito sono doverosi e bisogna essere severi con quei giochi che, condividendo target e meccaniche, sono peggio di cose già uscite consigliando il gioco più vecchio a scapito della nuova uscita. Ma se il nuovo gioco per qualche motivo è migliore del precedente, anche solo per un tipo specifico di target, io devo rilevare che tale gioco è un migliore acquisto del vecchio per chi il vecchio non ce l'ha. Poi, certo, posso anche dire eventualmente che è un acquisto inutile per il proprietario del precedente.

Io sono il primo a pescare solo titoli sperimentali piuttosto che con meccaniche solide e collaudate, ma sono cosciente di essere appartenente ad un'ultra nicchia di giocatori che... le han viste tutte. Per la maggior parte delle persone Clans of Caledonia, tacciato di essere solo (a parer mio a torto) un assemblaggio di cose già viste, è una piacevole novità.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

Però non fermatevi solo ai KS. L'articolo parla di altri due fenomeni che fanno parte della medesima impostazione: le riedizioni a distanza di poco tempo con particolari cambiati e le versioni alternative dello stesso gioco, oltre che le sempre maggiori espansioni. 

Il fenomeno è sempre più presente anche nel mondo dei videogiochi, ma bisogna ben distinguere i vari casi sia per quanto riguarda gli acquirenti sia i produttori.

Primo caso: Il gioco viene ristampato perchè andato a ruba, ed essendosi accorti di piccoli problematiche producono direttamente il gioco corretto. Lo stesso discorso è applicabile all'espansione correttiva (Starcraft?)

Secondo caso: Il gioco ha avuto un notevole successo e si fa una ristampa, anche con modifiche più o meno sostanziali, cosicchè chi non l'ha mai provato abbia l'occasione di giocare un gioco introvabile nella sua versione migliore (Space Hulk) oppure ristampano un gioco ancora disponibile una versione comunque corretta e rinnovata per attirare l'attenzione dei giocatori con una nuova campagna promozionale/pubblicitaria (Brass) che evidentemente non aveva toccato i giocatori che non l'avevano acquistato nelle edizioni precedenti.

Terzo caso: Rilascio di una versione diversa nelle meccaniche di un gioco che potrebbe non essere stato scelto dal cliente in quanto non attirato dal genere seppure il tema fosse di suo gradimento. (Star Wars X wing vs Assalto imperiale?)

Quarto caso: Rilascio di un gioco molto simile o quasi identico nelle meccaniche ad un titolo precedente ma con un tema completamente diverso. (ad esempio Lord of hellas piace a molti come meccaniche ma non come design, in tal caso una versione con ambientazione più classica sarebbe stata acquistate per certo da alcuni utenti scontenti dellambientazione futuristica. Altro esempio WH e WH40k, non sono certo il giorno e la notte come meccaniche, ma come ambientazione si!, Descent e Assalto imperiale sono quasi lo stesso gioco, ma a chi piace uno non è detto piaccia anche l'altro a causa dell' ambientazione)

Quinto caso: Di un gioco apprezzato vengono pubblicate più espansioni che permettono di aumentare la longevità del suddetto gioco senza dover fare un clone solo per dire "Guardate, abbiamo un nuovo gioco", senza dover costringere il giocatore a ricercare un nuovo gioco che abbia la stessa alchimia tra tema e meccaniche nel caso si sia stufato di giocare sulla stessa mappa e con gli stessi personaggi. (Esempio dei cugini videogame: La Blizzard è una delle compagnie più apprezzate proprio perchè fa pochi giochi, di ottimo livello, e supportati a lungo con espansioni o titoli sequel, perchè dovrebbe essere diversamente coi gdt?)

Ovviamente ci sono produttori che producono mille versioni dello stesso gioco con mille espansioni, tutte inutili, ma nessuno obbliga a comprarle, specialmente nessuno obbliga a comprarle tutte! C'è chi apprezza un'espansione piuttosto che un'altra, è una possibilità in più, nient'altro.

 

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