Prove da Essen: Pennuto77 - parte III

A causa di una serie di sfortunate coincidenze oggi sono riuscito a provare solo sei titoli che però vi andrò prontamente a recensire qui sotto:

Ho giocato a...
Giochi

A causa di una serie di sfortunate coincidenze oggi sono riuscito a provare solo sei titoli che però vi andrò prontamente a recensire qui sotto:

The Colonists:
Di prima mattina ci dirigiamo subito al tavolo di questo monster game di civilizzazione che non delude le nostre aspettative. Infatti si tratta di un gioco mastodontico, complesso e pieno di scelte. In un’area centrale di gioco il tabellone si va, turno dopo turno, componendo aggiungendo tre nuovi esagoni alla fine di ogni round. Ogni esagono contiene una particolare azione che verrà compiuta non appena i giocatori sposteranno il loro segnalino su di esso. Tutti i turni infatti si effettuano tre spostamenti che faranno effettuare altrettante azioni negli esagoni dove avvengono. Se tali esagoni sono occupati dai segnalini degli altri giocatori, chi vi entra per fare la medesima azione deve pagare un dazio che si fa sempre più pesante al passare delle 4 ere di gioco (nel caso si stia facendo la partita completa). Le azioni permettono di costruire nuove strutture sulle plance personali dei giocatori in modo da fare azioni e produzioni sempre più efficienti. Le plance però hanno un numero di spazi edificio limitati ed occorre quindi anche ottimizzarli e sfruttarli con una strategia che prevede anche il loro upgrade a versioni più potenti. Tutto questo è possibile producendo materie prime, raffinandole in versioni più utili (come in Le Havre), usandole per costruire case per i propri lavoratori ed edifici attivabili tramite tali braccianti. Anche i lavoratori sono di due tipi: i semplici contadini ed i più efficienti cittadini (che varranno più punti vittoria a fine gioco, ma che vanno sfamati a fine turno). Anche produrre molto non è facile poiché occorre avere lo spazio dove stoccare le materie prime che altrimenti vengono perse immediatamente. Ci sono anche carte che permettono di fare azioni speciali ed esagoni centrali che facilitano lo spostamento sulla mappa centrale e permettono di ottenere determinate materie attivandoli.
Inoltre è possibile salvare le partite per concluderle successivamente come pure fare sessioni più brevi riducendo il numero di ere o semplicemente cominciando dalla seconda o terza era. Ogni volta che comincia un nuovo turno vengono aggiunti tre esagoni che di fatto aumentano le possibili azioni fra cui scegliere (alla fine della quarta era si potranno avere circa 70 esagoni azioni fra cui spostare i propri segnali (che nel frattempo potrebbero essere aumentati di numero). C’è inoltre da dire che durante i 5-6 turni che abbiamo giocato abbiamo potuto vedere solo gli esagoni e gli edifici dell’era uno e ci sono state spiegate solo le regole della versione semplice che limita le possibili scelte a disposizione dei giocatori.
Eppure, a discapito della complessità di strategie attuabili i turni scorrono molto lisci e senza particolari intoppi. Il tutto è aiutato da un’iconografia chiara ed esauriente e da una quantità di materiali e token davvero impressionante.
Non ho il quadro completo di ciò che questo gioco è in grado di offrire agli amanti dei titoli complessi e lunghi di civilizzazione ma quello che ho visto mi è già stato più che sufficiente per farlo balzare in cima alla mia personalissima classifica di gradimento dei giochi provati a questa Essen 2016.

Voto per tipo di gioco: 8
Voto personale: 9

Mea Culpa:
Forse il titolo più originale e particolare di tutti quelli provati fino ad ora. Si tratta di un gioco basato sullo svolgimento di azioni con meccaniche di maggioranze, raccolta risorse e puntate al buio per cercare di non finire all’inferno! Proprio così, uno degli elementi originali di questo gioco è proprio l’ambientazione che ci trasporta in una birreria dove tre poveri mercanti vengono ammoniti da un indovino che profetizzerà la loro discesa all’inferno. Tranne che per il solo fortunato fra loro che riuscirà letteralmente a comprarsi il paradiso tramite le indulgenze (ottenute anche con mezzi davvero poco ortodossi). Per tutta la partita dunque i giocatori continueranno a muoversi su di una track che li farà precipitare sempre più verso l’inferno. Salvo acquistarsi la salvezza tramite indulgenze che a fine partita dovranno farli risalire lungo la track fino al paradiso che è raffigurato dalla parte opposta. Inutile dire che per farlo corromperanno, peccheranno e si recheranno persino in una casa chiusa dove raccogliere informazioni e chissà che altro fare…
Le meccaniche sono complesse da spiegare ma sono tutte molto originali e ben riuscite. Inoltre si amalgamano molto bene in un insieme che risulta davvero fresco, ironico e divertente. Raramente mi ha affascinato così tanto un gioco dalla durata contenuta e dalle meccaniche principali basate su maggioranze ed aste con puntate simultanee al buio (due meccaniche che normalmente non prediligo particolarmente).
Gioco promosso a pieni voti dopo aver fatto tre quarti di una partita intera (interrotta solo perché avevamo un altro impegno).

Voto per tipo di gioco: 8
Voto personale: 8

ULM:
Ho già descritto le meccaniche di questo german medio nella preview prima della fiera. Alla prova su strada le aspettative non sono state deluse ed abbiamo potuto giocare metà partita a questo godibilissimo e solidissimo titolo. I materiali sono belli e la grafica spettacolare oltre che molto funzionale. Le strategie sono abbastanza variegate così come le carte che danno punti o permettono azioni diverse e potenti rispetto alle cinque di base sempre a disposizione sulla griglia, vero twist specifico del titolo. Di rado ho visto una grafica tanto bella che riesce ad essere leggibile e funzionale alla partita senza sacrificare nulla all’immagine generale della città omonima. Non posso sbilanciarmi più di tanto sulla solidità strategica e sul bilanciamento del gioco ma da questa prima prova sul campo sono uscito molto soddisfatto e con la voglia di riprovare quanto prima il gioco.

Voto per tipo di gioco: 8
Voto personale: 8

Die baumeister des Colosseum:
Giochino molto family in cui in meno di un’ora i giocatori competeranno per chi maggiormente contribuirà alla costruzione del Colosseo. Durante un numero non precisato di turni (la partita termina con la fine della opera architettonica) una biga si sposterà lungo un cerchio fisso permettendo ai vari giocatori di collezionare carte risorsa oppure spenderle per costruire un pezzo dell’anfiteatro. Le scelte tuttavia sono poche e abbastanza banali e questo titolo non mi ha colpito affatto portando a zero la voglia di rigiocarlo. Sebbene abbiamo finito la partita (data la sua brevità), già a metà della stessa, per quanto mi riguarda, è sopraggiunta la noia per lo scarso interesse nelle poche possibilità tattiche che il titolo offre.

Voto per tipo di gioco: 6
Voto personale: 5

World's Fair 1893:
Gioco breve e abbastanza snello nel regolamento ma che si è rivelato profondo e molto divertente. Muovendosi intorno ad una ruota panoramica i giocatori prenderanno carte e metteranno cubetti sulle varie zone per collezionare punti con le maggioranze e fare set di oggetti che daranno ulteriori punti a fine partita. Il meccanismo di collezione delle carte e di maggioranze è molto carino così come quello di refill delle carte che fa sempre aprire scenari interessanti e ponderare con la giusta attenzione le mosse da fare. Anche il modo per ottenere i diversi oggetti con cui fare i set più diversificati possibile è carino ed intrigante. Quello che dal regolamento era sembrato un giochino banale e non particolarmente interessante si è invece dimostrato un ottimo gioco da 45 minuti che ci ha molto favorevolmente impressionato. Non so se finirà nella mia personale collezione per le sue caratteristiche che lo renderebbero poco intavolabile ma per quanti stanno cercando un titolo breve e non troppo complesso, divertente e per nulla banale è un candidato da tenere in seria considerazione.

Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 7

Capital Lux:
Trattasi di un giochino di carte con una meccanica di scoring molto particolare ed un andamento delle fasi di gioco che permette bastardate e colpi di scena. In poche parole dopo un draft si hanno a disposizione 5 carte di quattro possibili colori diversi e di valori variabili da 2 a 6.
A giro tutti i giocatori calano una carta alla volta fino alla fase di conteggio delle maggioranze. Le carte si possono calare davanti a sé o nelle quattro pile al centro del tabellone (una per ciascuno dei quattro colori). Tali pile, quando incrementate, permettono di fare 4 diverse azioni speciali ed obbligatorie che permettono di stravolgere i valori in campo. La cosa è molto carina e permette molti approcci poiché al termine della fase azione avviene il conteggio di chi ha più carte per ogni colore davanti a sé rispetto a tutti i giocatori. Tuttavia qualora si abbia un valore su un colore maggiore a quello della pila al centro del medesimo colore si dovranno scartare tutte le carte di quel tipo e non si potranno dunque fare i punti.
Si tratta di un filler breve, che si spiega in 2 minuti e si gioca in 15. È divertente e nelle sue meccaniche l’ho trovato anche molto originale.
Voto per tipo di gioco: 7
Voto personale: 7

Anche per oggi è tutto.
A domani dal vostro Pennuto77

Commenti

e arriva anche il primo 9 delle prove su strada...

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Vedo comunque voti opposti nelle prove su strada!
I Giullari Colony sufficienza scarsa, IL Pennuto invece un 9 pieno...Capitan Lux Giullari manco sufficienza mentre Pennuto un bel 7...Giullari per Touria un 2 mentre ai Gioconauti ha entusiasmato!
Bello il mondo xké vario!!

Occhio che il Colony a cui si riferiscono i Giullari non è il The Colonists di cui parla Pennuto ;)

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