Storie di giochi da tavolo: Pochi Acri di Neve

Seconda puntata per le nostre storie: oggi dedicata a un gioco che ha fatto parecchio discutere

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“Sono solo pochi acri di neve” è la lapidaria frase usata da Voltaire per liquidare la sconfitta francese in Canada a beneficio dell'Inghilterra.

I giocatori sono chiamati a gestire le due potenze coloniali nella lotta per il predominio di questi freddi e inospitali luoghi avvenuta nel corso del 1700.

Dal 1700, ci spostiamo in avanti al 2011. Il prolifico Martin Wallace crea questo gioco per due giocatori, basato sul deck-building, che scala rapidamente le classifiche e vince anche l'IGA come miglior gioco per 2. 

Pochi Acri di Neve contrappone Inglesi e Francesi sul suolo Canadese. I giocatori partono con una mano di carte diversa tra loro ma fissa e da posizioni ugualmente fisse sulla mappa. 
Si gioca alternandosi e, ogni turno, un giocatore pesca fino ad avere 5 carte in mano ed esegue 2 azioni, poi tocca all'avversario.

Possiamo espanderci con nuovi insediamenti, svilupparli o fortificarli, oppure commerciare o vendere pelli per guadagnare denaro, effettuare razzie e imboscate o dare il via ad assedi in piena regola oppure, ancora, gestire il nostro mazzo inserendovi nuove carte, scartare quelle al momento inutili o metterne un limitato quantitativo da parte (in una riserva) in attesa di riprenderle al momento opportuno.

Le carte Luogo, una volta acquisite, sono utilizzabili solo se si mantiene il controllo sul sito stesso, per cui tendono ad ingolfare il mazzo del proprietario se questi perde il controllo del luogo: per liberarsene, anche se solo in via provvisoria, dovrà sprecare azioni.

Si vince immediatamente se si riesce ad assediare/colonizzare Quebec (per gli Inglesi) oppure Boston o New York (per i Francesi). Altrimenti la partita termina quando non ci sono assedi in corso e un giocatore ha piazzato tutti i suoi cubi o dischi sulla mappa oppure ha catturato (tramite assedi e razzie) cubi e dischi avversari per un valore di 12 punti.

Wallace riesce a dare vita, con relativamente poche regole, a un affresco storico preciso e appassionante. La difficoltà di approvvigionamenti e spostamenti in quel freddo e innevato territorio, è resa perfettamente dalle meccaniche. 
Sembra che davvero sia nato un nuovo capolavoro.

Ben presto però, le cose cambiano.
Un utente di BGG, Out4Blood, noto giocatore americano, scopre quella che non esita a definire una strategia dominante: il famigerato Halifax Hammer.

In cosa consiste? 
Uno dei modi per vincere a Pochi Acri di Neve, abbiamo detto, è quello di assediare o colonizzare, da parte francese Boston o New York, da parte inglese, la città di Quebec. 
L'inglese ha un'altissima probabilità, già al primo turno, di colonizzare pacificamente la piccola Halifax. Di qui, può far partire un assedio contro Louisburg e di qui, subito un secondo assedio contro Quebec.
Anche se il francese nel frattempo compie razzie, macinando cubi e dischi inglesi (un altro modo per vincere), la partita non può terminare finché c'è un assedio in corso. In pratica, se l'assedio contro Quebec inizia, il francese è spacciato. 

L'inglese ha infatti, nel suo mazzo personale, carte militari più potenti del francese, che invece è più spinto alla colonizzazione. Sul piano bellico, il francese non può resistere, su medio e lungo termine, alla pressione inglese.

Non c'è una sequenza fissa di mosse per applicare la strategia, non sarebbe possibile, data la pesca delle carte. Tuttavia ci sono dei principi cardine a cui l'inglese può attenersi e che rendono di fatto il francese un uomo morto. 

Molti giocatori reagiscono stizziti. Il gioco piace, anzi, è apprezzatissimo, osannato.
Out4Blood è impassibile: sfida tutti questi contestatori al gioco online e li batte, tutti, uno dopo l'altro, con l'halifax hammer. 
C'è chi dice che la strategia sia applicabile solo da un esperto e dopo molto pratica. Non è vero, basta poco per assimilarla, e l'ho provato io stesso, dopo aver messo in discussione le mie convinzioni. 

Al tempo, ho fatto tantissime partite per trovare una strategia altrettanto forte per il francese. L'idea, era di puntare sulle razzie: arrivare alla piccola finestra temporale tra l'assedio di Louisburg e quello di Quebec, con già 12 punti razzia, in modo da vincere la partita. Si comprano molte carte neutrali con gli indiani e si cerca di minare l'espansione iniziale inglese, agendo su diverse direttrici d'attacco: ci si espande sulla linea Fort St.John-Ticonderoga-Fort Henry e si razzia il più possibile sia la Halifax appena colonizzata (partendo dalla colonizzazione di Fort Beausejour), sia New York, New Haven e Boston.

Il fatto è che, più diventavo bravo in quella strategia, più diventavo bravo anche nell'Halifax Hammer e l'inglese vinceva 9 volte su 10.

Dopo mesi di meditabondo silenzio, Wallace è costretto ad ammettere il problema e ci mette una pezza: toglie una carta dal mazzo francese per renderlo più snello, e soprattutto aumenta la potenza delle razzie, potenziandone il raggio d'azione.

Qui permettetemi anche un piccolo moto d'orgoglio: la strada che stavo cercando io stesso di intraprendere per il francese, è la stessa potenziata da Wallace col cambio di regole.
E qui, la nostra storia torna a Out4Blood. Il giocatore è ancora convinto che le modifiche non siano sufficienti. Dimostra, sempre online, che un buon giocatore inglese è ancora in grado di battere quasi sempre un buon francese. 

Wallace, del resto, già con la prima modifica, si era parato le spalle: aveva lasciato aperta la possibilità che, proprio per la natura stessa del gioco (asimmetrico e deterministico), un tale inconveniente (la strategia dominante) potesse comunque ripresentarsi, magari sotto altre forme. 

La soluzione, sempre secondo Wallace, è quella di fornire, oltre alle regole standard, una sorta di tabella delle varianti, in modo tale da rendere l'esperienza di gioco ogni volta diversa e imprevedibile. 

Sono 18 varianti e per Wallace ne vanno sorteggiate una o due ad ogni partita. 
Out4Blood non è d'accordo: con il sorteggio, l'inglese potrebbe essere addirittura più avvantaggiato di quanto già non sia. 

La sua proposta è quella di far scegliere a un giocatore tre varianti e all'altro, dopo, la fazione. 
Dice che lui stesso sta lavorando alla soluzione definitiva per l'halifax hammer. 

Non la sapremo mai. Out4Blood muore prematuramente di lì a poco. Tim Seitz, questo era il suo vero nome, viene stroncato da un attacco cardiaco, lasciando moglie e figli. 
E questa è la tragedia più grande di questa storia.

La seconda edizione di Pochi Acri di Neve ha già incorporate le modifiche di Wallace e la tabella delle varianti. È questa l'edizione che trovate in commercio anche in italiano, ad opera di Asmodee Italia.
Tuttavia, l'halifax hammer rimane la migliore strategia percorribile per l'inglese e le razzie la migliore per il francese. La maledizione di Pochi acri di neve continua: la fissità di queste strategie lo fa pian piano sprofondare in classifica: dal 39° posto che aveva raggiunto poco dopo la sua commercializzazione, è ora al 408°.

Ironia della sorte, pur utilizzando la stessa meccanica in molti altri giochi che non hanno strategie dominanti o fisse, Wallace non riesce più a replicare quel successo iniziale. 
Pochi Acri di neve si lascia dietro il rimpianto di un capolavoro mancato e di un successo dovuto in buona parte anche a questa appassionante lotta tra il giocatore e la strategia dominante.

Commenti

Lo presi in offerta a Lucca... lessi il regolamento e mi piacque!  Poi scoprì subito il bug... lo misi in vendita e l'ho venduto senza rimpianti senza averlo provato!

Non credo di aver fatto uno sbaglIO (visto che ricevetti una bellissima offerta).

Secondo me, nella seconda edizione il gioco non ha più un bug. È ovbio che la strategia migliore per l'inglese sia quella, ma non è più cosi sicuro della vittoria anche perchè il francese parte con una fanteria giá nel mazzo base (l'inglese no) e la chiamata alle armi è stata depotenziata. La veritá è che il povero out4blood vinceva anche col francese, era imbattibile lui più che la strategia. Chiudo dicendo che se proprio dovete apportare una variante, la migliore è quella di mettere un segnalino rinforzo (il disco nero) su Louisbourg già dal setup. Resta un grandissimo gioco. 

mitico però l'utente di bgg

Racconto davvero interessante! Mi piace molto questa rubrica e spero prosegua

mi è sempre piaciuto tantissimo questo gioco. 

uno dei german in cui l'ambientazione è resa perfettamente dalla stessa dinamica della gestione del mazzo; si avverte proprio quel senso di "impantanamento" tipico delle condizioni ambientali del contesto storico, cui poi, improvvisamente, fa seguito d'impatto un colpo di scena, un mossa che rompe l'equlibrio. Anche le razzie per come strutturate, sono ben congeniate tra meccanica e ambientazione. 

credo che, perciò, nella casella del recensore "ambientazione" meriti un 10 assoluto. 

certo dopo qualche partita può diventare ripetitivo, ma io credo che sia uno dei migliori wallace di sempre ed è un peccato che venga spesso ricordato per questo "asserito bug", poi corretto. 

la ricerca "nerdica" e spasmodica del baco, della strategia dominante per poter affermare: "ecco il gioco non è stato playtestato abbastanza, ecco l'errore di design ecc......." è una della cose che più detesto del mondo ludico. in questo gioco, poi, è come ricercare in una bellissima giornata di 24 ore i 3 secondi più brutti, quelli evitabili, la battuta infelice di qualcuno. 

 

Bellissimo approfondimento. Un peccato per il giocatore, e anche per il gioco.

Che storia triste... Purtroppo un gioco buggato non vale la pena di essere giocato, neanche da un neofita. Con una strategia dominante ed invincibile viene meno tutta la bellezza di un gioco purtroppo. Certo, uno potrebbe giocarlo senza leggere altro, ma ormai la nomea del bug è più famosa del gioco stesso... Peccato che non si sia mai riusciti a modificarlo davvero

Bellissimo gioco in ogni caso. Anche a me la tabella delle varianti lascia un po' perplesso, ma l'importante è l'esperienza di gioco che riesce a comunicare questo titolo con le sue meccaniche. Più ti sforzi e più ti senti sprofondare nella neve fresca e nel fango. Più cerchi di espanderti e più le comunicazioni sono lente e difficili per il mazzo che si ingolfa. Più attacchi e più vieni attaccato. Strategia dominante o no, merita di essere giocato!

Concordo in pieno con sontuosopiero. Per quanto non sia mai riuscito a testare l'Halifax Hammer per l'edizione rivista, basta aggiungere una fortificazione a Louisburg e la strategia è vanificata (ottenendo al massimo un gioco "sbilanciato", ma secondo me non inficia al godimento del gioco stesso). Peraltro come ha già detto piero lo stesso utente di BGG vinceva anche col giocatore francese. Probabilmente i tempi sarebbero maturi per un'edizione rivista che esca avendo eliminato il problema della strategia dominante. Lessi qualche tempo fa su BGG però che è Martin a non volerlo.

Danebed scrive:

Per quanto non sia mai riuscito a testare l'Halifax Hammer per l'edizione rivista, basta aggiungere una fortificazione a Louisburg e la strategia è vanificata (ottenendo al massimo un gioco "sbilanciato", (...)

Non so Danebed, ma non mi sembrano buone premesse, quelle che fai. Inoltre quello che si obietta alla seconda edizione non è il fatto che sia rimasta bacata come la prima, ma che per non esserlo, le strategie delle due fazioni sono diventate comunque congelate e fisse.

Io il gioco l'ho comprato e rivenduto due volte, stressandolo la prima e la seconda, sempre con esito insoddisfacente, purtroppo.

iaco81ska scrive:

Racconto davvero interessante! Mi piace molto questa rubrica e spero prosegua

Sono d'accordo, bella rubrica. Articoli sempre molto interessanti quelli che parlano del mondo ludico tutto e che generalmente sono un po' in minoranza rispetto alle recensioni delle ultime novità (per carità, ci vogliono anche quelle).

Per gli amanti di Pochi Acri consiglio di andarsi a vedere Hands in the Sea, gioco sulle guerre puniche che riprende esattamente lo stesso meccanismo (citando peraltro l'originale nelle note dell'autore). Secondo me è la versione "definitiva" del mancato capolavoro di Wallace

Agzaroth scrive:

Non so Danebed, ma non mi sembrano buone premesse, quelle che fai. Inoltre quello che si obietta alla seconda edizione non è il fatto che sia rimasta bacata come la prima, ma che per non esserlo, le strategie delle due fazioni sono diventate comunque congelate e fisse.

Io il gioco l'ho comprato e rivenduto due volte, stressandolo la prima e la seconda, sempre con esito insoddisfacente, purtroppo.

Provo a esprimermi un po' più approfonditamente. Non intendo dire che va bene che un gioco sia sbilanciato, anche se ammetto che negli asimmetrici uno sbilanciamento possa esistere (posto comunque che negli 1vs1 è più semplice porvi rimedio). Il bello di Pochi Acri di Neve è l'ampia varietà strategica e la necessità di prevedere e rispondere in anticipo alla strategia avversaria. Come dice Wallace, in queste condizioni è facile che possa emergere una strategia dominante. Nella fattispecie, l'HH si basava non solo su una direttrice di attacco inglese ma anche su un mazzo inglese piccolo che ciclava in modo molto rapido. Per questo su BGG c'è anche un fix che sembra essere molto efficace (se finisce il mazzo si finisce di pescare invece di mescolare subito gli scarti) ma che Wallace non ha implementato. Al netto di fix e controfix, posso aspettarmi che il gioco testato assiduamente non abbia una percentuale di vittoria esattamente del 50% per parte. Purtroppo non ho avuto modo di stressarlo come hai fatto tu, ma ammetto che se le strategie fossero bloccate (cioè francese a disturbare con gli indiani e inglese a spingere con la forza) sarebbe un problema. Al momento, non è un problema che sento, sono ancora lontano dall'aver esaurito il gioco e penso che ci resterò. Intanto ho trovato il post di BGG in cui si parla di terza edizione. 

https://boardgamegeek.com/thread/2568335/time-3rd-edition

 

C'è Gavan Brown che riporta il diniego di Wallace, e altri che citano come Wallace abbia detto che i diritti sono in mano ad Asmodee che vuole troppo per ridarli indietro.

@agzaroth: ma è come per i wargame: le direttrici di attacco sono fisse, sta a noi giocare di anticipo/reazione in modo adeguato. Tralasciando la tabella (che lascia il tempo che trova), mettere un disco rinforzo a Louisbourg costa zero, non mi pare infici chissà cosa.

@danebed: il fix della pescata è stato fissato anche da wallace (non peschi neanche se giochi "chiamata della patria"). 

Invece io sostengo che questo gioco merita di essere giocato per l'esperienza che è in grado di offrire, nonostante la strategia dominante, che ad oggi non è nemmeno più così dominante.

A Pochi Acri di neve ho giocato più di cento partite (forse 200 chi se lo ricorda più), e nel 2012 sono entrato nella top 10 di Yucata, e ho avuto il piacere di giocare contro Tim sia come Inglese che come Francese, e anche di provare con lui alcune differnti aperture tanto per variare l'HH .  

Tim era un giocatore di livello superiore, e di FAoS aveva una consocenza approfondita ed una sensibilità che non ho riscontrato in nessun altro, difficile applicare ad un giocatore medio quello che lui diceva del gioco. Era un giocatore appassionato ed un avversario spietato, era anche uno sportivo ed è morto per un infarto mentre andava in bicicletta. 

Pochi Acri di neve è un gioco da provare,  quanto all'imbattibilità del HH sia della seconda edizione che con le modifiche random o scelte dipende molto dalla qualità del giocatore che lo applica e da quello che lo subisce.  Parlarne è facile, più difficile sedersi ad un tavolo e metterlo in pratica.

 

Scusate io ho la prima edizione inglese. Quindi il consiglio per bilanciarlo un po' sarebbe: 1) fortificazione a Louisburg sin dal setup, 2) eliminare una carta francese dal mazzo iniziale: quale?) 3) aggiungere una carta nel mazzo francese: quale?, 4) potenziare le razzie: come?

Altro?

cosarara scrive:

A Pochi Acri di neve ho giocato più di cento partite (forse 200 chi se lo ricorda più), e nel 2012 sono entrato nella top 10 di Yucata, e ho avuto il piacere di giocare contro Tim sia come Inglese che come Francese, e anche di provare con lui alcune differnti aperture tanto per variare l'HH .  

Tim era un giocatore di livello superiore, e di FAoS aveva una consocenza approfondita ed una sensibilità che non ho riscontrato in nessun altro, difficile applicare ad un giocatore medio quello che lui diceva del gioco. Era un giocatore appassionato ed un avversario spietato, era anche uno sportivo ed è morto per un infarto mentre andava in bicicletta. 

Pochi Acri di neve è un gioco da provare,  quanto all'imbattibilità del HH sia della seconda edizione che con le modifiche random o scelte dipende molto dalla qualità del giocatore che lo applica e da quello che lo subisce.  Parlarne è facile, più difficile sedersi ad un tavolo e metterlo in pratica.

 

 

 

io sto con CosaRara.
Credo di aver superato le 100 partite (molte online e risalenti a molti anni fa) a PAdN. Tutte molto soddisfacenti ed entusiasmanti. Sempre preferito i Francesi e spesso mi sono trovato a fronteggiare la HH con successo. L'idea che mi sono fatto è che probabilmente O4B era semplicemente un giocatore superiore e che conoscendo bene il gioco e gestendo bene (e con un po' di fortuna) il proprio mazzo alla fine si riusciva a vincere comunque.

Onestamente però mi sono talmente tanto divertito a giocarlo che mai mi separerei dalla mia copia e mai ho messo in dubbio il mio giudizio per qualcosa che personalmente (nonostante le 100 partite e soprattutto per la mia personalissima storia con questo gioco) non ha influenzato la mia esperienza in maniera sensibile.

boh, la mia l'ha influenzata invece. Nella prima edizione, con la HH, per il francese non c'era proprio storia. Ci ho speso veramente tanto tempo sopra a questo gioco, prima e seconda edizione, proprio perché voleveo verificare la cosa e perché mi piaceva un sacco, come gioco. 

Che bella e nel contempo brutta storia. Questo racconto mi ha appassionato. Spero che la rubrica prosegua prolifica. Bravo Agzaroth 

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