Nemesis: un gioco da film

Nemesis_-_copertina

La Awaken Realms si sta affermando come una delle realtà più prolifiche e visionarie dell'universo Kickstarter: vediamone la nuova creatura spuntata direttamente dalle sue viscere

Giochi collegati: 
Nemesis
Voto recensore:
9,0

Nemesis: un incubo della durata di 90-180 minuti, per 1-5 giocatori, dedicato ad un pubblico abituale (12+), basato su meccaniche di gestione mano, poteri variabili, tiro dadi.
Può essere giocato come un collaborativo puro, ma il meglio di sé lo dà decisamente come semi-collaborativo, in cui può vincere più di un giocatore - ma possono pure perdere tutti.

Andiamo a scoprire perché Nemesis è così speciale, e perché si merita quel voto in alto.

Come si gioca a Nemesis, in breve

L'astronave viene allestita con una serie di stanze piazzate casualmente e coperte, collegate da corridoi. Ogni giocatore ha un mazzo di carte azione e due missioni casuali prese a inizio partita: ne sceglierà una al “primo contatto”, ovvero quando apparirà sulla plancia il primo alieno.

Nemesis: partita
Nemesis: partita
Al proprio turno il giocatore fa due azioni, usando le carte o scartandole per fare azioni standard (come muoversi o interagire con le stanze o cercare oggetti). Se passa, dovrà aspettare la fine del round. Passare conservando qualche carta in mano è importante, perché gli alieni che spuntano all'improvviso possono coglierti di sorpresa, se il gettone a loro associato riporta un numero maggiore di tali carte.

Importante, nei propri spostamenti e azioni, tenere conto di quattro cose: 

  • il rumore: non è il rumore “generato”, alla Zombicide, bensì quello “percepito”: state ascoltando i rumori dell'astronave e questi vi suggeriscono se sta per arrivare un ospite indesiderato;
  • malfunzionamenti: alcune stanze andranno in avaria e questo comporta non solo che non possiate utilizzarle, ma anche che vadano riparate in fretta, perché se non ci sono più gettoni “avaria” da piazzare quando richiesto, la nave esplode;
  • il fuoco: stesso principio delle avarie, ma il fuoco può anche propagarsi molto in fretta e inaspettatamente. In compenso sbruciacchia gli alieni;
  • gli alieni: picchiano e parecchio e i più piccoli – le larve – sono ugualmente pericolosi perché vi si incistano dentro, uccidendovi poi all'improvviso. Questo non è un gioco in cui sterminare gli alieni in massa: generalmente conviene evitarli.

C'è un quinto elemento di pericolo: i compagni. Se normalmente la missione comune e conosciuta è verificare che la destinazione della nave sia la Terra, mettere in sicurezza i motori e ibernarsi prima del salto nell'iperspazio, qualcuno di loro potrebbe avere altri piani, come andare su Marte, voler far saltare tutta la baracca o uccidere direttamente voi. 

Nemesis: a spasso...
Nemesis: a spasso...
Vincete la partita se fate il vostro obiettivo personale e siete vivi alla fine del gioco (normalmente significa ibernati, con l'astronave integra, o nello spazio, su una capsula di salvataggio). Perdete se non fate l'obiettivo personale o se morite, che sia durante la partita o alla fine, magari perché infettati da una larva o perché la nave salta o perché la destinazione non è la vostra.

Alien, pochi discorsi

Quando si dice che l'ambientazione non la fa il nome. Ma non la fa nemmeno il flavour text che leggete sulle carte. E neanche un eventuale papiro di libro che vi occupa mezz'ora tra una partita e l'altra.

L'ambientazione, in un gioco fatto bene, la fanno le meccaniche stesse. Perché il giocare è fatto principalmente di meccaniche, poi viene tutto il resto. Un resto che spesso, invece di esaltare il tema, rischia di affossarlo, perché in fondo, se io mi siedo per giocare, voglio giocare, non leggere o fare altro.

Quindi Nemesis non si chiama Alien, ma è lui: in un'astronave l'equipaggio si sveglia all'improvviso dal sonno criogenico e trova uno dei membri morto in circostanze misteriose. C'è qualcosa che non va, soprattutto c'è una qualche altra presenza sconosciuta a bordo e all'improvviso iniziano i malfunzionamenti, gli incendi e quant'altro. Ognuno ora deve pensare per se stesso: ognuno ha il proprio scopo segreto, la propria missione che solo apparentemente è quelle di tutti gli altri: tornare vivi sulla Terra. 

Due carte missione a testa: una che riguarda la compagnia a cui appartiene la nave, l'altra più personale. Appena un alien compare sulla mappa, facendo precipitare le cose, giunge il momento di prendere una decisione. Non lo si fa a caso: nel frattempo tu e i tuoi compagni avrete cercato di esplorare più stanze possibili e con una ragione: vanno trovate quelle per spegnere gli incendi, quelle per salire sulle capsule e altre che contengono oggetti per le varie missioni, come il nido con le sue uova. Se, ad esempio, una delle due carte propone di uccidere un compagno, la cosa potrebbe essere più propizia se è presente la stanza per espellere nel vuoto e freddo spazio qualche malcapitato. Insomma, anche la scelta di cosa fare per vincere ha le sue basi logiche e non è fatta a caso.

Nemesis: la mia amata scout
Nemesis: la mia amata scout
Poi c'è il rumore: quando ti sposti, lanci il dado per sentire se da qualche corridoio proviene un rumore (quando ti muovi cauto, usando due carte, sei infatti tu a piazzare il segnalino, perché individui con precisione la provenienza del rumore). Una meccanica semplice e ansiogena che fa precipitare molto rapidamente gli eventi. 

Poi naturalmente ci sono gli eventi: guasti, incendi, mostri, larve che ti esplodono in petto. Può succedere di tutto e avrai sempre il dubbio tra il perseguire il più rapidamente possibile la tua missione e il tutelarti da tutto ciò che ti può arrivare addosso, perdendo però tempo.

Anche i mostri non sono banali bestioline da massacrare a colpo di laser; anzi: qui ci sono pochi colpi, armi poco efficaci e il pericolo di essere massacrato è veramente alto. Dal sacchetto da cui si estraggono nuovi alieni può uscire di tutto, persino la temuta regina, che spesso e volentieri significa game over.

Ambientazione ma anche meccaniche

Un po' di meccaniche le abbiamo già illustrate sopra, ma quello che più ho apprezzato è il sistema di gestione del personaggio. Ognuno ha un mazzo di carte individuale e anche due oggetti peculiari che può sbloccare facendo determinate azioni e che naturalmente entrano in sinergia con le doti del personaggio. Dato che le azioni più efficaci costringono sempre a scartare carte aggiuntive senza attivarle, le scelte non sono mai facili, senza contare la necessità di tenere qualche carta per evitare brutte sorprese. 

Il senso di estrema urgenza – è questa le sensazione principale in partita – è veicolato da una quantità di meccaniche che vanno dalla disposizione casuale e ignota delle stanze (vi siete inaspettatamente svegliati dal sonno criogenico), al comportamento degli alieni, agli eventi casuali e purtroppo mai positivi, all'autodistruzione della nave che può essere innescata da qualche compagno o da una carta, eccetera.

Nemesis: in gioco
Nemesis: in gioco
Tutte quello che accade, che sia attivo o passivo, contribuisce a ricreare una storia, un film, qualcosa che si ricorda e che si racconta, indipendentemente dal finale, che abbiate vinto o perso. Penso che la vittoria e il più grande merito di Nemesis stia proprio qui: non usa artifici come app o testi chilometrici per narrare una storia, ma te la fa vivere giocando, che è poi quello che banalmente si chiede a questi giochi da tavolo.

Uno per tutti e tutti per sé: la differenza con Dead of Winter

Il gioco che più gli si avvicina, come impostazione concettuale, è Dead of Winter. Lì si ha tutti un obiettivo comune, poi ciascuno il suo personale (che certamente può rallentare il conseguimento di quello comune). Infine ci può essere un traditore, che deve fare il personale, come gli altri, ma far fallire quello comune. 

In Nemesis è un po' come se tutti fossero i traditori. L'obiettivo di portare la nave integra sulla Terra è solo apparentemente comune: anche facendola saltare e fuggendo con le capsule è possibile vincere. Ma le capsule sono limitate e, inoltre, chi ti dice di seguirlo alle capsule potrebbe improvvisamente chiuderti le porte in faccia lasciandoti a morire - l'ho visto succedere.

Insomma, al di là di avere obiettivi a volte in netto contrasto (leggi: uccidere il giocatore X o sterminare tutti), anche i modi per arrivare a quello comune possono essere differenti. Perciò il senso di diffidenza e rivalità che si respira in Nemesis è unico e forte, più che in altri giochi del genere (che potete anche trovare analizzati in questo vecchio articolo).

L'eliminazione giocatore

Veniamo alla magagna del gioco.
La morte, in Nemesis, arriva all'improvviso: si può pescare una regina dal sacchetto, può uscire la carta evento che uccide chiunque abbia una larva in corpo prima che riusciate a togliervela; un compagno può chiudervi in una stanza ed espellerla dalla nave, e così via.

Il senso di precarietà è fortissimo e gli imprevisti tanti e nefasti. Il primo a uscire si mette a manovrare gli alieni, pescando tre carte alla volta e applicandone una, di solito con effetti più mirati e distruttivi rispetto all'intelligenza artificiale. Non può vincere, il morto; ma può impedire a tutti gli altri di farlo. Gli altri eventuali morti stanno a guardare o iniziano una briscola.

Nemesis: scontro mortale
Nemesis: scontro mortale
D'altro canto l'eliminazione conferisce al gioco un pathos unico e l'ambientazione ne guadagna molto: il gioco non sarebbe lo stesso senza il fiato del tristo mietitore sul collo.

Siamo insomma di fronte a un problema senza soluzione: quando giochi apprezzi che si possa morire in un attimo, ma speri sempre che non capiti mai a te.

L'orrore... l'orrore

Da segnalare diversi errori di traduzione nella versione italiana a cura di Cranio Creations, la maggior parte nel regolamento, altri nelle carte, alcuni dei quali effettivamente gravi per la risoluzione degli effetti in gioco.
Gli errori del regolamento sono disponibili da scaricare su un foglio di errata, mentre le carte – in teoria – dovrebbero ristamparle.

Dovrebbero.
Nemesis: la regina
Nemesis: la regina

German advisory

Nemesis è un american, in tutto e per tutto: dall'ambientazione che prevale sulle meccaniche, alla fortuna che può escluderti dalla partita già ai primi round, ai materiali che fanno la loro parte principale, alle regole a volte non subito intuitive e lineari. 

Potreste rimanere ben scottati dall'esperienza, delusi, anche fortemente. D'altro canto, se vi calate nel genere e date al gioco quel che lui offre a voi, potreste anche ritrovarvi a fare scelte non ottimali solo perché sono più "cinematografiche", azioni suicide per la gloria, selezionare obiettivi difficili solo per il gusto di essere l'unico a poter sopravvivere, godere di estrarre la regina dal sacchetto quando si è a un passo dalla salvezza. 

Insomma, se vi approcciate a un party game con le lacrime agli occhi perché la fidanzata vi ha lasciato il giorno stesso, non è colpa del gioco se non vi divertite. E qui è uguale: se avete la pretesa di calcolare ogni cosa e maledire ogni singolo evento imprevedibile che vi capita, temo vi meritiate solo di esplodere con una larva in pancia.

Conclusione

Nemesis veleggia sulle tre ore in cinque giocatori, ma non si avverte mai il senso di trascinamento presente in altri giochi. Come un colossal di Hollywood, dipana la sua trama sempre diversa in cui i protagonisti siete voi: attenti solo a non fare la parte del nero nei film horror.

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Commenti

Diciamo che, al netto dei limiti di prezzo, tra gli articoli di ieri e oggi abbiamo capito quale sarà il Magnifico 2020 per Agzaroth :P

Non avevo fatto il kickstarter, ma quando ho comprato il gioco nel negozio di fiducia (dopo aver guardato diversi video sul flusso di gioco e letto decine e decine di commenti ed il regolamento)...e tornata a casa l'ho aperto ho potuto solo dire uaooooooooooooooo..... e di solito compro solo euro games. Io poi mi diverto quando perdo contro il gioco (basta che sia una lotta ben combattuta).Meno male che ho la versione in inglese...

L'unica mia preoccupazione è la rigiocabilità,anche considerando il prezzo non proprio irrisorio..... 

Una volta che si è trovato se stessi, bisogna essere in grado, di tanto in tanto, di perdersi... e poi di ritrovarsi.
-- Friedrich Wilhelm Nietzsche

Preso kickstarter, per ora una partita ma devo dire bello bello bello, concordo con recensione!

Recensioni così entusiastiche (con raziocinio aggiungo... e fatte da Agzaroth) non possono che creare un mostro di scimmia immensa per il gioco. E, quindi, ora non vedo l'ora mi arrivi, regalatomi dai miei amici ludici per il compleanno!!!!

Da un po' è già nel radar...

Fuori dal coro come in altri commenti: meccaniche poco lineari e logiche, aleatorietà ai massimi livelli, senso di gioco vecchio, american al cubo...temo che esploderò con una larva in pancia....ma del resto mi è già capitato tante altre volte :-)

E' sempre un piacere leggere recensioni di perle american e devo dire che i report, le recensioni, le impressioni (qui sul forum e altrove) parlano chiaro: Nemesis è un capolavoro nel suo genere.

Quello che mi chiedo, però, è: vale il prezzo? Mi rendo conto che qui, come è giusto che sia, leggiamo più che altro la recensione dell'esperienza di gioco più che del prodotto fisico che troviamo sugli scaffali, ma francamente il tarlo del dubbio che mi rode dal di dentro manco fosse una larva di alien è: non è che a furia di calarci nell'ambientazione e nell'esperienza, perdiamo la lucidità necessaria per giudicare anche il prodotto nel suo contesto reale, insomma come un bene di consumo con un certo costo?

La mia non è una polemica ma una domanda onesta: l'esperienza di gioco in sé giustifica il prezzo? I componenti sono inarrivabili? Insomma com'è la qualità dei componenti (errori di traduzione a parte)?

Riprendendo il paragone con un film riportato nella recensione, io sono il primo a voler andare a vedere al cinema un capolavoro di fantascienza, ma se alla cassa mi dicessero: "il biglietto costa 30€" - incomincerei a pormi un bel po' di dubbi. E mi consolerebbe ben poco sapere che chi tra gli spettatori aveva dato una mano durante le riprese può vederlo a 20€.

Ricapitolando, quindi, chi tra quelli che l'hanno provato, mi sa dire onestamente: sì, vale il prezzo di 140€? Perché ho letto in giro spessissimo che Gloomhaven vale i 150€/200€ richiesti, a fronte delle ore di gioco che offre, ma non ho ancora sentito nessuno sbilanciarsi in tal senso per Nemesis

Giusta osservazione. Nelle recensioni raramente parlo del prezzo perché spesso varia nel tempo, poi anche perché quel che è troppo per me potrebbe essere poco per un altro.

Inizio col dire che Nemesis vale sicuramente il prezzo del KS, ovvero 70 sterline (meno di 80 euro), tramite il quale arrivavano pure parecchi stretch goals, per gli interessati.

La scatola base varrebbe a mio parere tranquillamente da sola 80 euro, sia come gioco (inteso come gameplay) che come materiali.

Dopo averlo provato, io l'ho pagato 110 da un amico che ne aveva prese due dal KS, quindi per me questo prezzo è ancora sostenibile... ma solo perché ritenevo il gioco valido. Certo per tale cifra avrei preferito non avere errori di traduzione. Come materiali siamo al limite, ma è ancora onesto.

139,90, ovvero 140 boh... A quella cifra uno sicuramente pretenderebbe una traduzione perfetta o con errori non importanti e forse qualcosa di più dal contenuto.

Per il gameplay ognuno fa le sue valutazioni. All'epoca spesi 200 euro per un esaurito Antiquity che come materiali è osceno ma come gioco c'è da inchinarsi... però magari un altro ha parametri di valutazione opposti ai miei e del gameplay frega poco, basta sia pieno di miniature.

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Grazie per la risposta, è in linea con quanto sentivo anch'io - pur non avendo provato il gioco - quindi in un certo senso mi tranquillizza. Perché nella mia testa un gioco del genere, capolavoro o meno, può valere attorno ai 100€, ma il prezzo richiesto in retail mi mette un po' in crisi. Si tratta comunque di una valutazione personale e quindi esula dal discorso recensione.

Grazie

Giusta osservazione. Nelle recensioni raramente parlo del prezzo perché spesso varia nel tempo, poi anche perché quel che è troppo per me potrebbe essere poco per un altro.

Inizio col dire che Nemesis vale sicuramente il prezzo del KS, ovvero 70 sterline (meno di 80 euro), tramite il quale arrivavano pure parecchi stretch goals, per gli interessati.

La scatola base varrebbe a mio parere tranquillamente da sola 80 euro, sia come gioco (inteso come gameplay) che come materiali.

Dopo averlo provato, io l'ho pagato 110 da un amico che ne aveva prese due dal KS, quindi per me questo prezzo è ancora sostenibile... ma solo perché ritenevo il gioco valido. Certo per tale cifra avrei preferito non avere errori di traduzione. Come materiali siamo al limite, ma è ancora onesto.

139,90, ovvero 140 boh... A quella cifra uno sicuramente pretenderebbe una traduzione perfetta o con errori non importanti e forse qualcosa di più dal contenuto.

Per il gameplay ognuno fa le sue valutazioni. All'epoca spesi 200 euro per un esaurito Antiquity che come materiali è osceno ma come gioco c'è da inchinarsi... però magari un altro ha parametri di valutazione opposti ai miei e del gameplay frega poco, basta sia pieno di miniature.

 

Sarebbe secondo me utile aggiungere alle recensioni uno specchietto dove si possa indicare il prezzo del gioco (prezzo pieno all'uscita ovviamente, esulando da possibili scontistiche tana o applicate dai vari siti) ed eventualmente, se prodotto kickstarter, la cifra spesa dai bakers per accapararselo.

Ce lo si può cercare da soli sui vari siti e con un pò di pazienza risalire a tutto ma sarebbe un ulteriore servizio molto apprezzato. Ancor di più se commentato come fatto in maniera davvero professionale da Agzaroth qui sopra quando si tratta di giochi in cui il prezzo sia davvero importante.

Concordo con ogni singola impressione riportata da Agzaroth. Ottima recensione!

140€ però sono tanti, soprattutto parlando in termini di longevità/ore di gioco. Gloomhaven costa 160€ ma nel mio gruppo saremo alla 40/50° partita... dubito fortemente che Nemesis arriverà a questi numeri!!! (e lo dico nonostante nella mia personale scala di preferenza Nemesis stia sopra a Gloomhaven)

Il suo prezzo "giusto" rapportato a materiali, gameplay, longevità, etc. secondo me poteva essere 80-90€ (guarda caso il prezzo del KS, dove però ti davano anche il doppio dei personaggi e un'intera razza aliena alternativa).

Per 50€ di sovrapprezzo non accetto il minimo errore.

C'è poco da stare a discutere.

Ristampare le regole?!?!,  carte sbagliate ?!?!? ma se uno ignaro di tutti questi forum se lo compra e lo regala all'amico ancora piu' ignaro per provarlo cosa diavolo ne esce?!?!?

 

Quando ho letto l'articolo mi sono venute alla mente le cappelle maestose della Giochi Uniti delle quali speravo ci fossimo finalmente liberati...invece...

Nemesis nel giocarlo mi ha ricordato molto Darklight per via della tensione che crea al tavolo, per la sua aleatorietà e per via che ogni scelta non è banale in quanto può portare all'instant death. Quello che non capisco è perché in Darklight questa casualità era un aspetto che poteva piacere o non piacere (e ad un amante del controllo come Agzaroth non piaceva), mentre in Nemesis se non ci piace meglio morire con una larva che ci esplode dalla pancia...mah.

Al di là di queste considerazioni trovo Nemesis un buon gioco e soprattutto divertente che diventa tale però con un gruppo di persone caciarone che creano metagioco, altrimenti si rischia di entrare nella noia e di tirare accidenti per il troppo tempo perso tra un turno e l'altro.

"They didn't know it was impossible, so they went ahead and did it" (Mark Twain)

@Kivan, ti spiego subito la differenza, fermo restando che anche DL aveva un buon voto.

Darklight è un dungeon crawler, un genere che deriva dai gdr, in cui mettei in tavola una squadra di eroi che devono "risolvere" un'avventura in un "labirinto". La componente tattica (e in parte anche strategica a breve termine) è insita nel genere, in cui io devo avere controlo e soddisfazione nel manovrare il mio personaggio al meglio per risolvere tale avventura.
La quantità di fortuna insita in DL è, a mio parere, rapportata a genere e tipo di gioco, eccessiva e in % sovrastante la parte tattica e decisionale. Il controllo che io sento di avere sul mio pg risulta inferiore al controllo che ne ha il gioco stesso.

Nemesis è un survival sci-fi, quindi prende origine da un altro genere, che richiede un minore controllo e tollera un impatto della fortuna maggiore. Ciò nonostante, il potere decisionale che io sento di avere sul mio pg, in Nemesis, è pure maggiore rispetto a quello di DL, anche solo per la capacità di scegliere su quale obiettivo impostare la mia partita, in base alla configurazione della nave e alle azioni degli altri. Quello che è poco controllabile (tanto poco quanto in DL) è quello che accade nel gioco, fuori dal tuo pg (ed è giusto: un survival deve metterti davanti eventi imprevedibili a cui "sopravvivere", non sfide tattiche da affrontare). E infine quello che è meno controllabile rispetto a DL, è il comporamento dei compagni, essendo quello un collaborativo puro, questo un gioco con tutti potenziali traditori (e anche qui è giusto: in un survival devi sopravvivere tu, gli altri sono corollario, anzi potresti pure volerli vedere morti).

Ecco quindi che, pur trattandosi di giochi apparentemente simili (gente su mappa che esplora e combatte), i generi sono diversi e mi danno parametri ed esigenze diverse, per le quali trovo molto più centrato e in target Nemesis che non Darklight.
 

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Ristampare le regole?!?!,  carte sbagliate ?!?!? ma se uno ignaro di tutti questi forum se lo compra e lo regala all'amico ancora piu' ignaro per provarlo cosa diavolo ne esce?!?!?

Se spende 140€ per un regalo immagino che il peso dei soldi nella vita per lui sia irrilevante. E l'amico non potrà certo lamentarsi di queste piccolezze, dopo un regalo così. :-D

"Tu, ti fai troppi problemi, Alexandor tu, ti fai troppi problemi... non te ne fare più!" - Cit. Caparezza

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

Peccato per il 9! Fosse stato un 8.9, avrei acquistato volentieri la tua copia!

Scherzi a parte, se e quando il prezzo ritornerà verso i 100, ci farò un pensiero.

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I hadn't done the kickstarter, but when I bought the game in the trusted store (after watching several videos about the game flow and read dozens and dozens of comments and the rules) ... and back home I opened it I could just say uaooooooooooooooo ..... and I usually buy only euro games. I then have fun when I lose against the game (as long as it's a well-fought fight).

Mi inserisco solo ora perché, dopo 27 mesi di attesa, ho finalmente ricevuto il gioco da KS con espansione, stretch goal, ecc. Segnalo che è arrivato con regolamento già corretto e con le carte corrette per sostituire quelle sbagliate. Ho pagato 159 sterline scegliendo (ohimé) la versione italiano e la spedizione one wave. Detto questo, secondo me il gioco vale tutta la spesa in questa configurazione; dubito che l'avrei preso al prezzo italiano, a meno di trovarlo usato. Non sono (ancora) espertissimo di giochi ma amo alla follia Alien. Ho giocato per ora una sola partita in solitario per capire la meccanica e ho impiegato quasi 2 ore per finire morto per contaminazione al turno 7. Concordo riguardo l'ambientazione e la qualità dei materiali (forse un pò troppo scuro il tabellone), ad un prossimo intervento un giudizio complessivo.

Mi sbilancio a dire senza se e senza ma, che siamo difronte ad un autentico capolavoro.

L'ambientazione si sente tantissimo e nonostante le molte partite perse malamente, si ha sempre la voglia di ritentare la sfida.

Insomma un top boardgame che per me rimarrà sempre un must!

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