La mia meccanica preferita: Through the Ages e l'utilizzo dei cubetti

Through the Ages panoramica
Signor_Darcy

S'è mai visto un gioco di civilizzazione con due soli tipi di cubetti per rappresentare qualsiasi cosa, dal legname alle formazioni di aerei militari?

Approfondimenti
Giochi

Si è detto e scritto molto sulla nuova edizione del capolavoro di Vlaada Chvátil: molto, certo; ma mai abbastanza.

Ecco dunque che anche questa bella rubrica affronta Through the Ages - e ricorderete che non è la prima volta. Il titolo, caposaldo e vertice dei giochi di civilizzazione, viene spesso inserito tra i cosiddetti teseschi, in verità a sproposito; va detto che, tolte le carte, l’unico vero elemento maneggiabile sono i cubetti, e questo non può che favorire l’associazione di cui sopra. 

In verità i cubetti di Through the Ages sono ben lungi dallo svolgere la mera funzione di merce. Tralasciando in questa sede i più convenzionali cubetti azione - civili e militari -, c’è un bel po’ da dire su quelli gialli e blu, vero cuore pulsante del gioco.

Il giallo va su tutto

I cubetti gialli sono probabilmente l’elemento concettualmente più articolato del titolo ceco; partiamo dunque dal basso. Senza entrare troppo nel dettaglio, la riserva posta in fondo alla plancia giocatore rappresenta una sorta di popolazione potenziale della civiltà: essa è suddivisa in blocchi, ciascuno dei quali caratterizzato dal costo in cibo - via via crescente - necessario per disporre di un’unità di popolazione effettiva, che va quindi posta nell’area lavoro.

Through the Ages riserve di cubetti
Materiali : corruzione = popolazione : consumo di cibo
Peraltro, man mano che la riserva si svuota, si scoprono le icone di sostentamento - sempre in cibo - e, parallelamente, si creano pericolosi vuoti tra i cubetti rimasti e il segnalino felicità, che dovrebbe seguire di pari passo lo svuotamento della riserva. Sembra complicato, ma è estremamente logico: più la popolazione aumenta, più è necessario investire per mantenerla felice ed evitare pericolosissime sommosse.

Dall’area di lavoro, pagando le necessarie risorse di costruzione (ci torno a breve), è poi possibile fare dell’unità disponibile un corpo militare, un edificio urbano oppure uno di sostentamento (fattorie e miniere).

Come ben sa chi lo conosce, le carte tecnologia del gioco sono effettivamente tali: rappresentano solo le conoscenze sviluppate dalla civiltà; sono i cubetti che, piazzandosi sopra, ne diventano le effettive applicazioni; per esempio, un cubetto giallo sulla carta Alchimia rappresenta un laboratorio in grado di produrre scienza.

Insomma, ogni diavolo di cubetto giallo sulla plancia, in qualunque posizione esso sia, ha la sua fondamentale ragion d’essere; ci si trova spesso a rincorrere le rare carte che permettono di incrementarne il numero, così come ad aspettare gli eventi che permettono di aumentare la popolazione. Non vanno inoltre mai sottovalutati gli effetti sulla riserva dei cambi di era, che costringono a rimettere due cubetti nella scatola, con quel che ne segue in termini di fame e di felicità.

Sassi e sacchetti

Altrettanto importanti e pregni di significato sono i cubetti blu, a loro volta contati e conservati in una riserva a blocchi. Rappresentano il cibo e i materiali da costruzione - tutti. (A contribuire alla bellezza del gioco c’è la forte tematizzazione conferita a elementi di per sé astratti e, al tempo stesso, l’astrazione che riesce a rendere la complessità dei fenomeni meglio che in giochi ben più complicati a livello regolistico.)

Durante la fase di produzione a fine turno, ogni fattoria e miniera producono cibo e risorse, nella semplicissima proporzione di un cubetto blu per ogni cubetto giallo - è la carta tecnologia a conferire valori diversi al primo, ma questo non ha impatti sulla meccanica in sé. I cubi prodotti vengono ovviamente sottratti dalla riserva e, ogni qualvolta si scopre l’ultima casella di un blocco, compare un’icona corruzione (come per il consumo di cibo, conta solo la più alta tra quelle visibili). Dovesse rimanere visibile a fine turno, questa imporrebbe di consumare a vuoto le risorse indicate - o il cibo, non fossero disponibili queste.

Va da sé che, a parità di risorse prodotte o guadagnate, fattorie (o miniere) più evolute permettono di utilizzare meno cubetti. Sembra banale; ma consumare le risorse prodotte, specialmente quando – nei primi turni o anche per mezza partita – le azioni disponibili a turno sono solo quattro, non è sempre immediato e, a volte, per il bene della causa è necessario un piccolo sacrificio.

Legato a questo discorso, un ulteriore aspetto geniale e che può dare molto fastidio è il fatto che una pedina blu della riserva indica anche ogni lotto terminato di una meraviglia in costruzione: fino al completamento di questa, in pratica, le risorse movimentate aumenteranno anch’esse il rischio di corruzione.

(L'espansione, peraltro, introduce nuovi, ingegnosi utilizzi dei cubetti blu sulla falsariga, come nel caso del museo del Louvre; ma non è questo il luogo per parlarne.)

Il mondo è giallo, il mondo è blu

Crescita della popolazione, cibo, fame, carestia, materiali da costruzione, corruzione, fattorie, miniere, edifici, soldati: mezza impalcatura di un gioco di civilizzazione resa con due manciate di cubetti, pochissime regole da capire ed enormi implicazioni pratiche.

A costo di ripetermi, un capolavoro.

Commenti

Sottoscrivo tutto, a cominciare dall'ultima parola: "capolavoro"! :) E sfrutto l'occasione per ricordare che fino al 10/9 sono aperte le iscrizioni per il Campionato Goblin di TTA. Tutte le informazioni in questo topic

Anche The golden ages - che è veramente un gioiellino - fa lo stesso.
Anzi, di più: l'unica risorsa è l'oro. Tutto diventa ora, immediatamente.

Abbassa il grado di difficoltà (e il tempo) rispetto a TTA - che è e rimane un ottimo gioco -, ma aggiunge anche l'aspetto topologico con un paio di ottimi twist.

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