Lisboa, semplice complicazione

Lisboa: copertina
Vital Lacerda, BGG

Per il concorso Gran Fava D'Aronne parliamo di Lisboa. I consueti meccanismi di gioco dell'autore, noti per essere complicati e ridondanti, riusciranno a offrire una esperienza di gioco soddisfacente?

Giochi collegati: 
Lisboa
Voto recensore:
9,0

Recensione facente parte del concorso "Gran Fava d'Aronne II - Memorial Mirko Biagi"

Introduzione

Dopo CO2 la mia mente si rifiutava di rigiocare un Lacerda. Trovarsi Lisboa tra le mani è stata una sensazione contrastante. Da una parte, il triste ricordo del gioco sopracitato; dall'altra i colori e la ricchezza dei materiali di questo, oltre all'ambientazione di una città che amo. E così si è partiti: in fondo, l’autore è cervellotico e quindi sarà una bella sfida per chi, come me, ama i giochi di un certo spessore.

L’ambientazione è storica e, come da titolo, ricorda la città natale dell’autore. Nel 1700 la nobile e ricca città di Lisbona fu colta da una serie di catastrofi, prima fra tutte un terremoto che causò incendi e rase al suolo gran parte dei suoi edifici. Il marchese di Pombal, ministro degli affari esteri, fu incaricato dal re di ricostruire la città, insieme a una squadra di architetti e ingegneri.

I giocatori, membri della nobiltà, sono chiamati a ripulire la città dalle macerie e ricostruirla in maniera ordinata, con negozi ed esercizi commerciali raggruppati per tipo, avvalendosi dell’aiuto del re, del Marchese di Pombal e del Costruttore Reale con i suoi architetti, tentando di accumulare parrucche (simbolo di nobiltà e molto preziose all'epoca) che daranno punti vittoria.

Materiali

Pronti per partire.

Il gioco si presenta ricco di materiali, con colori soffusi che ricordano la malinconia della città. Il disegnatore ha utilizzato come tema ricorrente le azulejos, famose piastrelle blu popolari a Lisbona, creando un bellissimo colpo d’occhio, ma a colori soffusi (rimanda sempre all’atmosfera così struggente che si respira là).

Già la scatola è un piccolo capolavoro. Una volta aperta, si trova una miriade di materiali che possono essere ordinati nello spazio preformato: tessere (clero, parrucche, edifici, esercizi pubblici, favore reale), segnalini e meeple di legno (da notare i cubetti macerie di diverso colore), due meravigliosi sacchetti, bianco e azzurro, da cui estrarre alcuni materiali di gioco, un tabellone solido e pieno di spazi azione con un'iconografia chiara, plance giocatore con diversi spazi azione, carte solide e graficamente intuitive. Ogni cosa è meticolosamente studiata.

Il gioco

Tutto al proprio posto.

Difficile sintetizzare. La meccanica è davvero particolare: si devono pianificare e compiere una delle quattro azioni disponibili, un giocatore dopo l’altro. Ogni azione ha conseguenze o scaturisce altre azioni (tipico dell’autore fare lavorare il cervello!) e la si esegue giocando una carta tra quelle disponibili dalla propria mano e rimescolando il mazzo al termine, scegliendo tra una carta personaggio (re, marchese, costruttore) e una carta con bonus immediato.

Giocando le carte si può:

  • scartare una carta per ottenere un oro;
  • inserire una carta nobile nella parte superiore della propria plancia giocatore o inserire nella parte inferiore una carta tesoro, ma attenzione perché il numero di carte consentite è pari al numero di mucchi di macerie che, nel frattempo, si sono eliminate; in entrambi i casi si ottiene un bonus immediato e uno permanente, inoltre si ha accesso a un'azione principale come vendere merci spostandole sulle navi guadagnando monete oppure dialogare/commerciare con i nobili i quali, se debitamente pagati con le merci, ci permetteranno di svolgere due azioni aggiuntive ciascuno;
  • giocare una carta alla corte reale, ovvero visitare un nobile giocando la sua carta oppure una carta tesoro (in questo caso si ottiene un bonus immediato); essi vanno vanno pagati con punti influenza o parrucche e ognuno consente un'aazione principale e due secondarie: il Re (rosa) permette di costruire negozi ottenendo bonus e punti parrucca, tessere bonus dal clero o favori per incontrare gli altri nobili; il Marchese di Pombal (azzurro) permette di prelevare una o più tessere bonus finali, cioè i decreti, commerciare oppure produrre merci con i nostri negozi; il Capo Costruttore (verde) permette di edificare un negozio, acquistare un progetto o piazzare funzionari statali (entrambe le cose necessarie per aprire edifici pubblici);
  • copiare la visita di un altro giocatore usando una tessera favore reale (fornita dal Re); azione da non sottovalutare dal momento che il numero di turni per round varia di partita in partita.

Ognuno dei due round di gioco termina infatti quando terminano almeno due mazzi dei quattro delle carte di gioco oppure quando si accumulano un certo numero di macerie nella propria plancia.

Il conteggio dei punti, abbastanza arzigogolato, ma ben descritto nel regolamento, decreterà il vincitore.

Conclusioni

Plancetta del giocatore.

Il gioco è molto profondo ed elegante, a partire dai materiali. I colpi di genio del maestro Lacerda sono ben visibili, come la rimozione delle macerie dalla città per diminuire i costi di costruzione dei propri negozi, le combinazioni di azioni per ottimizzare le mosse, oppure il copiare le azioni altrui. È un gioco in cui è facile perdersi nel regolamento e dimenticare cosa bisogna o si può fare. Ogni elemento si incastra con un altro: per poter fare un'azione devi averne fatta o pianificata già un’altra; ad esempio, per costruire servono monete, quindi magari prima si devono produrre e vendere merci.

Non è un gioco che consiglierei a chi approccia da poco questo mondo; abbiamo davanti una sorta di puzzle game abbastanza cervellotico in cui è necessario ragionare, pianificare e ricordare.

Forse, tra i giochi di Lacerda, è uno dei più complessi proprio per questa miriade di azioni possibili. Ogni giocatore deve pianificare le proprie mosse ed essere rapido nel cambiare strategia, perché soggetto alla concorrenza degli altri giocatori. È proprio la strategia il punto forte del gioco, la fortuna è un elemento minimo. Ed è un punto di forza dell’autore. Niente dadi, solo strategia.

Ci vorrà più di una partita per padroneggiarlo e capirlo fino in fondo, ma non si può non amare un gioco così! Ogni singola azione porterà ad accumulare punti finali. Ogni singola area del tabellone farà parte del conteggio finale.

L’interazione tra giocatori è limitata alle interferenze di gioco o alla vendita merci sulle navi altrui, ma la rigiocabilità è alta. Infatti, il meccanismo di setup con le carte permette di avere sempre un mazzo di carte iniziali diverso sia in plancia che in mano.

Pro:

- descrizione di alcuni avvenimenti storici nel regolamento;

- incidenza aleatoria scarsa;

- meccanismo cervellotico e non banale;

- qualità dei materiali ottima;

- scalabilità e giocabilità ottime.

Contro:

- prezzo;

- regolamento e intavolamento lunghi che possono risultare pesanti.

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Commenti

Uno dei miei giochi preferiti all time!

Una piccola correzione: puoi scartare una carta per ottenere 1 oro, non una moneta 😊

Ehi biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima puttaaahahahahahahaaaaaaaaa....

sontuosopiero scrive:

Uno dei miei giochi preferiti all time!

Una piccola correzione: puoi scartare una carta per ottenere 1 oro, non una moneta 😊

Corretto, grazie.

"Il gioco è molto profondo ed elegante"

"È un gioco in cui è facile perdersi nel regolamento e dimenticare cosa bisogna o si può fare"

E che è successo? una recensione positiva su un Lacerda qui, sul sito della tana dei goblin? Ma Agzaroth l'ha letta? :)

Non vedo l'ora che mi arrivi a fine anno! Così avrò completato la collezione di uno dei pochi autori che ancora fa giochi per giocatori, e non Fillerotti per famiglie. Grazie per la recensione!

MoMarONE scrive:

E che è successo? una recensione positiva su un Lacerda qui, sul sito della tana dei goblin? Ma Agzaroth l'ha letta? :)

Non vedo l'ora che mi arrivi a fine anno! Così avrò completato la collezione di uno dei pochi autori che ancora fa giochi per giocatori, e non Fillerotti per famiglie. Grazie per la recensione!

Agzaroth è democratico e amico del popolo. Anche di quello a cui piace complicarsi la vita.

Dai, Kenparker, sappiamo che ti celi tu dietro l'ossimorico nick "Spettinik". Complimenti per l'autoironia, ma la prossima volta firmati in chiaro!!! :-D

Lacerda elegante è un ossimoro, specie in Lisboa. Uno dei suoi giochi peggiori assieme a KanBan :p

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MoMarONE scrive:

E che è successo? una recensione positiva su un Lacerda qui, sul sito della tana dei goblin? Ma Agzaroth l'ha letta? :)

Non vedo l'ora che mi arrivi a fine anno! Così avrò completato la collezione di uno dei pochi autori che ancora fa giochi per giocatori, e non Fillerotti per famiglie. Grazie per la recensione!

Basta che la scriva qualcuno e si pubblica. Se prima non ci sono state recensioni positive per Lacerda, si vede che gli estimatori di Lacerda non hanno avuto la voglia di scriverne. Nessuna censura.

"For Them, the only honorable death is one that leaves a crater"

Pro: meccanismo cervellotico. 

Beh, difficile veramente considerarlo un pro... 

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Agzaroth, viva la libertà di pensiero. Amo questo gioco, é una sfida 

spettinik scrive:

Agzaroth, viva la libertà di pensiero. Amo questo gioco, é una sfida 

Che va benissimo, ma allora non andrebbe pubblicata come "recensione". Questo pezzo sarebbe stato ottimo come "Lisboa, un gioco che amo", o qualcosa di simile, ma come rece non va bene; non c'è molto che aiuti un giocatore che conosce alcuni giochi da tavolo a capire se Lisboa fa per lei/lui o meno, non c'è una analisi critica e ponderata, né una contestualizzatione dei pro e dei contro. "Niente dadi, solo strategia": va bene, ma è un po' poco come punto di forza, si applica al 99% dei giochi di stampo Euro...

Subito dopo aver scritto "non si può non amare un gioco così" (beh sì, si può eccome) enunci che "Ogni singola azione porterà ad accumulare punti finali"; ma su questo stesso sito l'"insalata di punti" eccessiva viene (correttamente) identificata come un difetto nei giochi da tavolo.

Ripeto, io ho letto un bel resoconto di un'entusiasta del gioco; ma una recensione che, specie nella cornice in cui si pone, non mi ha convinto per niente.

9 a Lisboa con un 8,7 e un 9,5 a Caylus? Oooook... :)

(E comunque a me CO2: Second Chance piace :D )

 

EDIT: rileggendo la mia replica, il risultato sembra duro o, peggio, distruttivo; al contrario, voglio solo dare un feedback costruttivo da lettore assiduo soprattutto perché in questo primo articolo vedo tanto entusiasmo. Non è che preferisci parlare di giochi che ami, piuttosto che recensire? :)

Per me é una recensione, scritta bene o male non saprei. Spiego il gioco ed esprimo un parere. Come fanno tutti. 

Poi ovvio, non sono una scrittrice quindi migliorabile, ma almeno é onesta. 

Sono pochi i giochi a cui darei 9, questo é uno di quelli. 

Ps: CO2 resterà la a guardarmi....🤗

 

IlProfessorRushina scrive:

(...)

Io sono uno scarso intenditore di giochi e questa recensione, nonostante sia molto positiva, non m'ha fatto venire voglia di comprarlo. Anzi.

E in quell'articolo sull'insalata di punti che citi, viene anche specificato che ci sono dei lati positivi a quel (non sempre) difetto.

IlProfessorRushina scrive:

Subito dopo aver scritto "non si può non amare un gioco così" (beh sì, si può eccome) enunci che "Ogni singola azione porterà ad accumulare punti finali"; ma su questo stesso sito l'"insalata di punti" eccessiva viene (correttamente) identificata come un difetto nei giochi da tavolo.

su questo stesso sito è stato chiarito che l'insalata di punti di per sé non è un difetto.

spettinik scrive:

Poi ovvio, non sono una scrittrice quindi migliorabile, ma almeno é onesta. 

onesta non lo metto in dubbio, ma tecnicamente scorretta; quando si fa una recensione, occorre padroneggiare il linguaggio tecnico.

Nel linguaggio tecnico del gioco da tavolo, per elegante si intende (a grandi linee) qualcosa che, per ragiungere un certo risultato, è il meno arzigogolato possibile.

Un gioco non elegante non è un gioco difettoso; ma non si può definire elegante un gioco di cui quattro righe più sotto si scrive che il regolamento è un casino (vedi mio primo commento in alto, che riporta passaggi della recensione).

niconiglio scrive:

 

IlProfessorRushina scrive:

 

Subito dopo aver scritto "non si può non amare un gioco così" (beh sì, si può eccome) enunci che "Ogni singola azione porterà ad accumulare punti finali"; ma su questo stesso sito l'"insalata di punti" eccessiva viene (correttamente) identificata come un difetto nei giochi da tavolo.

 

 

su questo stesso sito è stato chiarito che l'insalata di punti di per sé non è un difetto.

 

Lo so perfettamente, infatti nel passaggio che citi (tu come Volmay) ho specificato eccessiva.

IlProfessorRushina scrive:

Lo so perfettamente, infatti nel passaggio che citi (tu come Volmay) ho specificato eccessiva.

è sbagliato comunque, perchè è un difetto quando sotto non c'è (tendenzialmente) alcuna strategia.

L'eccessività non c'entra: quando è "eccessiva"? in castle of burgundy è eccessiva? si fanno circa 200 punti. In russian railroads è eccessiva? si fanno circa 300/400 punti

 

spettinik scrive:
Per me é una recensione, scritta bene o male non saprei. Spiego il gioco ed esprimo un parere. Come fanno tutti. 

Poi ovvio, non sono una scrittrice quindi migliorabile, ma almeno é onesta. 

Non ti preoccupare, ci siamo passati in parecchi per la prima recensione. Non mollare e continua.

Fai tesoro dei consigli che ti stanno dando, chi più chi meno bene dal punto di vista della forma.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Ragazzi, la recensione fa parte di un concorso. In questo caso la cosa è aperta a tutti i partecipanti, che magari non sono "recensori professionisti", ma va bene lo stesso: c'è tempo per migliorare.

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niconiglio scrive:

è sbagliato comunque, perchè è un difetto quando sotto non c'è (tendenzialmente) alcuna strategia.

L'eccessività non c'entra: quando è "eccessiva"? in castle of burgundy è eccessiva? si fanno circa 200 punti. In russian railroads è eccessiva? si fanno circa 300/400 punti

 

Ho scritto "eccessiva" che è un termine vago e impreciso, ok, ma cerca di comprendere anche che chi decide di dedicare un po' del proprio tempo a dare un feedback decide di fare un compromesso fra resa ed impegno :)

Allora prima di intervenire sull'articolo inizio facendo i complimenti per il coraggio di esordire con una recensione su Lacerda che nel bene o nel male ha i suoi estimatori e i suoi detrattori. Detto questo si alla lettura di un "elegante" quando tutto il resto della recensione dice il contrario( non solo dove evidenziato da altri ma in diversi punti dici che il gioco offre miriadi di azioni) mi ha fatto pensare alla classica recensione di ogni gioco che ci è piaciuto...alla fine sono impostate tutte allo stesso modo e vengono infilate spesso le solite parole all'interno. Mi è sembrato più un "tirare l'acqua al tuo mulino" mettendo tutto ciò che piace sentire a un giocatore german quando si parla di giochi german. Io ti posso dire che da non conoscitore del gioco l'impressione che mi hai dato è prendi un insalata di punti (tipo quelle di Feld) mischiala con un altra insalata di punti e condisci a piacere con una pioggia di punti e voilà il piatto dello chef è pronto. Non riesco a vedere correlazioni ad esempio tra il voto e la recensione. Non hai mai parlato di motivazioni realmente analitiche per cui il voto debba essere così alto anzi nelle tue descrizioni noto solo difetti più o meno gravi di design...poi lo provo e me ne innamoro e diventa il mio gioco preferito e lo voto 10 da tutte le parti ma se dovessi scrivere una recensione analitica non potrei ignorare che presenta di diversi difetti come l'essere prono da paralisi di analisi (questo l'ho dedotto dal fatto che dici che ci sono moltissime azioni e tutte danno punti alla fine di conseguenza il difetto scaturisce naturalmente). 

In definitiva per tirare le somme del mio commento secondo me sei riuscita a farmi passare il concetto generale di come funzioni il gioco e di cosa mi sto trovando di fronte ma ho dovuto estrapolarlo io da una pregressa conoscenza. Non citi mai tutti i difetti sottointesi che hai scritto e questo perché elencarli non avrebbe potuto tenere il voto in linea con la recensione. 

Agzaroth scrive:

Lacerda elegante è un ossimoro, specie in Lisboa. Uno dei suoi giochi peggiori assieme a KanBan :p

Eleganza barocca :D, quindi perfettamente a tema con il gioco. XD

Concordo con quanto già detto da tanti altri.

Lisboa mi è parso ancora più complicato solo per il gusto di infilarci dentro chili di roba, ma l'impressione a fine partita non è quella di una complessità emergente dalle meccaniche e dalle scelte dei giocatori. Rimane solo quello spaesamento dovuto alle miriadi di piccole cose di cui tenere conto.

Mi verrebbe anche da contestare l'aspetto strategico, citato come punto di forza del gioco. Mi è parso che ci siano sì diversi percorsi strategici, ma poco interconnessi l'uno con l'altro in maniera organica: solo diverse maniere di ottenere punti con abbastanza spazio per dare l'impressione ai giocatori di non passare la partita a calpestarsi i piedi. La dimensione tattica invece credo funzioni, alcune azioni in determinati momenti sono chiaramente più ottimali di altre. Non c'è però quel piacevole trade-off tra tattica e strategia che trovo forte in altri titoli, da Barrage a Terra Mystica. Quella che io chiamo la tentazione tattica: farsi ingolosire da qualcosa pur al di fuori del proprio schema strategico perchè "troppo buona" da un punto di vista tattico.

In generale trovo che tutti questi "difetti" siano presenti nella maggior parte dei titoli di Lacerda, senza escludere il recente On Mars. Solo in Lisboa mi paiono ancora più esacerbati.

E so che mi si ripete spesso che tutti i piccoli dettagli e le interazioni tra un'azione e l'altra sono finemente inseriti dal designer per riprodurre situazioni di vita reale (o storica, come in questo caso). Ma non importa quanto l'autore sia stato ricercato, se poi questa ricerca non genera una "risonanza" nel giocatore, non lo conquista anche ad un livello più spontaneo e viscerale oltre a quello intellettuale.

A me Lisboa è parso un german funzionante, ma pure un'accozzaglia di roba legata insieme da un tema poco sentito. Non è emerso niente durante la partita, nè a livello emotivo nè a livello di "wow, ma questa roba qui è multistrato e profonda", anzi. Un mucchio di complicazione non necessaria.

Lacerda non è tra gli autori più eleganti che conosco, io direi che nei suoi giochi c'è sempre molto barocco, comunque tra i suoi migliori giochi c'è proprio Lisboa, anche se The Gallerist  per me rimane il migliore, devo ancora provare il suo ultimo gioco ON Mars

Luigi La Guardia

stavo pensando che sarebbe un'efficace sigla di apertura per The Goblin Show un video al rallenty di Agzaroth che fa volare in aria scatole e componenti dei giochi di Lacerda, come accade nelle aperture di Tom Vasel o Tantrum...

Thegoodson scrive:

stavo pensando che sarebbe un'efficace sigla di apertura per The Goblin Show un video al rallenty di Agzaroth che fa volare in aria scatole e componenti dei giochi di Lacerda, come accade nelle aperture di Tom Vasel o Tantrum...

Lo voglio! È una cosa che deve essere fatta!

Ragazzi io amo i giochi eleganti e profondi con poche regole, quanto di più distante da lisboa che è l'unica lacerda mai provato; la recensione va benissimo così, meglio qualche inesattezza (che non mi provoca comunque un irresistibile pruriginio come ad altri) che il trattato da professorini. 
dicevo che al netto dei miei gusti e del mal di testa per assimilare la spiega, a me sorprendentemente lisboa è piaciuto; ho trovato che curve, arzigogolii e piroette trovassero dopo averlo giocato una specie di chiave alla Matrix per vederli tutti insieme. Mi è sembrato ben ambientato e difficile anche da giocare oltre che da impArare.

non è in assoluto la mia tazza di tè preferita, ma certamente non ho fatto bleah dopo averla assaggiata. 

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

ema77 scrive:

Ragazzi io amo i giochi eleganti e profondi con poche regole, quanto di più distante da lisboa che è l'unica lacerda mai provato; la recensione va benissimo così, meglio qualche inesattezza (che non mi provoca comunque un irresistibile pruriginio come ad altri) che il trattato da professorini. 

dicevo che al netto dei miei gusti e del mal di testa per assimilare la spiega, a me sorprendentemente lisboa è piaciuto; ho trovato che curve, arzigogolii e piroette trovassero dopo averlo giocato una specie di chiave alla Matrix per vederli tutti insieme. Mi è sembrato ben ambientato e difficile anche da giocare oltre che da impArare.

non è in assoluto la mia tazza di tè preferita, ma certamente non ho fatto bleah dopo averla assaggiata. 

i pruriti li avrai tu, e se tutti ragionassero come te allora saremmo a posto: termini inesatti a go go e via. Il che non sarebbe solo un problema di terminologia fine a se stesso: usare parole sbagliate causa confusione e quindi disinformazione.

Quindi, se tu sei per lo stile laqualunque, fai pure, ma non rompere a chi invece ci tiene a che il livello sia il più alto possibile.

Infatti, siamo nel sito più importante italiano dei giochi da tavolo, e se esce un articolo che contiene inesattezze ben venga chi le fa notare: questo denota un'attenzione che il sito stesso non può che apprezzare, dato che è merito della stessa Tana se la comunità cresce e si migliora. In più nessuno condanna nessuno: capita a tutti di fare errori; semplicemente, si nota, si impara, e la volta dopo si è più preparati.

 

In tutte le cose ci vuole misura però Niconiglio.

Non sono convinto che tu stia facendo un servizio utile alla tana dei goblin con questi ripetuti commenti. Tecnicamente avrai ragione, ma non bisogna esagerare con i "non rompere", "siamo nel sito più importante italiano e bla bla bla" e i "se tu sei per lo stile laqualunque" altrimenti ai lettori (che fai sentire inadeguati con i tuoi commenti) passa la voglia di rispondere ai post, di provare a fare una recensione, di frequentare il sito più importante d'italia.

Il voler commentare e mettere i puntini sulle i non è un difetto, come per l'insalata di punti. E' l'eccessiva insalata di punti che diventa un difetto...

:D

 

@Ciabattino

bene, accetto la critica e invito la redazione, se la condivide, a contattarmi. se fosse così, d'ora in poi mi limiterò a leggere e a non intervenire più.

perchè, per come sono fatto io, se penso una cosa, la scrivo (nel farlo, tra l'altro, non mi sembra di avere mai offeso nessun). Per cui delle due l'una, o scrivo quello che penso, o non scrivo.

Ovviamente non ho la Verità in tasca, ma, se questo mio modo di essere dà fastidio, non ho problemi a tacermi e a leggere e basta: è sufficiente un semplice cenno della redazione.

Ragazzi direi di finirla qui. Lisboa è un gioco che per tante ragioni ha attirato amore e odio, più o meno fondati in entrambi i casi.

Ognuno ha espresso le proprie posizioni e dubbi, sia rispetto al gioco che alla recensione.

Come Tana, teniamo sempre alle nostre recensioni, ma ci piace anche che le nostre affiliate partecipino alla vita del sito. Questa affiliata ha lanciato per il secondo anno un simpatico concorso per i suoi membri e questi hanno accettato di scrivere una recensione per partecipare. Di mia sponte, per premiarli, regalerò all'associazione un gioco da tavolo. Penso che se da una parte il recensore può fare tesoro dei consigli e delle osservazioni fatte nei commenti, noi possiamo non calcare troppo la mano, evitando faide personali e riferimenti politici, che in Tana non sono ammessi da regolamento, da sempre .

Grazie per la collaborazione.

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vedi niconiglio, non ci conosciamo mi pare, ma devo dirti che in tanti anni di sporadica ma costante militanza nelle stanze della tana, non ho mai ricevuto un commento come il tuo; sinceramente il "non rompere" potevi evitarlo. Non perchè mi offenda, ma perchè mi pare eccessivo e "poco elegante", giusto per rimanere in tema. 

Tu hai espresso le tue opinioni ed io le mie, senza eccedere mi pare,  opinioni che tra l'altro hai travisato non cogliendo forse il senso ultimo del mio messaggio; non sono certo per "laqualunque" o per un sito di basso profilo, ma tentatavo indirettamente di incoraggiare la persona che ha recensito il gioco, che aveva certamente già ricevuto sufficienti critiche.

da sempre, ma ancor di più da quando agz è entrato a far parte della redazione, c'è stato un progressivo, costante e deciso salto di qualità negli articoli e nelle recensioni oltre che nei vari approfondimenti. Questo è innegabile ed è la direzione giusta. Apprezzo molto anche gli interventi di fedellow e sdarcy (che ho capito meglio col passare del tempo) per dirne altri due, sempre brillanti e che leggo con piacere.  

ci vuole però, a mio giudizio sempre  umiltà e aplomb nell'"arrivare" a tutti e quel "non prendersi troppo sul serio" necessario all'approccio dell'argomento di cui si sta parlando (giochi....che sono si una cosa seria, ma fino ad un certo punto) che può manifestarsi in un pensiero, anche espresso tranchant in un commento, in una recensione, o addirittura in approfondimento analitico di un tema.    

Tale atteggiamento, mai mai mai (o quasi mai nessuno è perfetto) è mancato a chi "dirige la baracca" ed a questo occorre ispirarsi.

 

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

@ema77

hai perfettamente ragione, ma, ahimé, io ho questo carattere e, ti dirò, ne sono contento.

Lo so che in qualsiasi cosa si fa "ci vuole umiltà e aplomb" ma... a me non me ne frega un accidente né dell'una, né dell'altro.

Se leggo una cosa che non mi convince, lo dico: in maniera esagerata? Può essere, ma è questione di carattere. Evidentemente ho infastidito qualcuno: mi verrebbe da dire cavoli suoi, non ho offeso nessuno e sono libero di dire quello che voglio se non violo la legge, tanto per mettere ancora i puntini sulle "i" :D

Tuttavia, porgo le mie scuse, e, facendolo, tolgo il disturbo.

E non perché mi sento censurato o perché il tuo commento mi ha ferito o cose simili, ma perché non mi va di creare scompiglio, e non volendo rinunciare a essere me stesso sono sicuro che altri prima o poi si lamenteranno perché sono arrogante, saccente, e così via. E l'ultima cosa che voglio è sollevare problemi per la redazione. Pensavo di arricchire il dibattito, evidentemente ho preso un granchio.

Ammesso e non concesso che importi a qualcuno, resterò comunque un affezionatissimo lettore! (e non mi farò un altro nick per intervenire lo stesso!) 

non lo trovo assolutamente necessario, visto che mi pare che anche tu contribuisca attivamente a questo sito. non ci sono problemi, hai detto la tua d'istinto e forse ti è uscita male, ma davvero nessun problema, tantomeno con la redazione credo. 

anche a me piace dire sempre quello che penso e tu lo hai fatto forse presumendo che fossi il classico "utente della domenica" che la butta lì a cazzo, senza approfondire e forse ci poteva stare leggendo il mio commento e non conscendoci. quindi a posto così e non creamoci problemi che non esistono.  

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

ma infatti ho deciso così non perché tu lo trovi necessario, sono IO che lo reputo tale, per i motivi sopra esposti.

tra l'altro, tengo a specificare, continuo a pensare che niente mi è uscito diversamente da come volevo che uscisse, e se per te è stato male... mi fermo :)

qualche articoletto lo scriverò ancora, e se piacerà spero venga pubblicato, ma non commenterò più nulla (salvo chiedere qualche info, ad es. per la scalabilità). 

Thegoodson scrive:

stavo pensando che sarebbe un'efficace sigla di apertura per The Goblin Show un video al rallenty di Agzaroth che fa volare in aria scatole e componenti dei giochi di Lacerda, come accade nelle aperture di Tom Vasel o Tantrum...

Quindi stacco e ragazza in bikini che defustella gli ultimi KS arrivati.

niconiglio scrive:

Ammesso e non concesso che importi a qualcuno, resterò comunque un affezionatissimo lettore! (e non mi farò un altro nick per intervenire lo stesso!) 

Che tu ci creda o no, a me importa. Un po' ti invidio il carattere, io sono zen e serafica, mi piacerebbe riuscire a perdere le staffe ogni tanto.

Mi raccomando, mi aspetto commenti al prossimo podcast, non deludermi ;))

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. D.F. Wallace, Infinite Jest

Infinitejest scrive:

Che tu ci creda o no, a me importa. Un po' ti invidio il carattere, io sono zen e serafica, mi piacerebbe riuscire a perdere le staffe ogni tanto.

Mi raccomando, mi aspetto commenti al prossimo podcast, non deludermi ;))

ti ringrazio per le tue belle parole, che ho molto apprezzato. Comunque non invidiare niente, perché non credo ci sia un meglio o un peggio: quel che conta è cercare di dare sempre il meglio senza perdere di vista quello che il tuo vero io ti suggerisce.

Ma, a parte le smancerie, devo dire che i podcast dove ci sei tu non li ascolto più perché non mi piace sentire leggere. Una scaletta ci sta, ci manca, leggere qualche appunto anche. Ma leggere tutto no..

niconiglio scrive:

 

Infinitejest scrive:

 

Che tu ci creda o no, a me importa. Un po' ti invidio il carattere, io sono zen e serafica, mi piacerebbe riuscire a perdere le staffe ogni tanto.

Mi raccomando, mi aspetto commenti al prossimo podcast, non deludermi ;))

 

 

ti ringrazio per le tue belle parole, che ho molto apprezzato. Comunque non invidiare niente, perché non credo ci sia un meglio o un peggio: quel che conta è cercare di dare sempre il meglio senza perdere di vista quello che il tuo vero io ti suggerisce.

Ma, a parte le smancerie, devo dire che i podcast dove ci sei tu non li ascolto più perché non mi piace sentire leggere. Una scaletta ci sta, ci manca, leggere qualche appunto anche. Ma leggere tutto no..

Ma è proprio per il rispetto a questo sito, che anch'io considero il più importante del Paese, che ho deciso di non improvvisare (tra l'altro cerco sempre di scrivere come parlo), perché in un articolo si può correggere un'inesattezza, in un podcast no.

Scusate l'off topic.

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura. D.F. Wallace, Infinite Jest

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