One Key: una chiave per domarli...

One Key: copertina

Dal lungo filone di giochi originato da Dixit, ecco un nuovo titolo fatto di immagini, intuito e fantasia

Giochi collegati: 
One Key
Voto recensore:
6,8

Tra i “figli di Dixit” più riusciti (ma menzioniamo anche il misconosciuto nonno Kiek), ricordiamo Il Sesto Senso (aka Mysterium) e Dream On!. One Key parte dalle medesime idee, ovvero usare immagini fantastiche per stimolare l'intuito e le traspone in un sistema di gioco molto simile a quello del Sesto Senso.

Parliamo infatti di un collaborativo puro, per 2-6 giocatori (ma anche di più), della durata di 20 minuti circa, adatto anche ai bambini (8+).
One Key: setup
One Key: setup

Come si gioca a One Key

Si selezionano casualmente 11 tra le 84 “carte” presenti e si piazzano scoperte in tavola. Prima però, quello che del gruppo farà il leader ne sceglie casualmente una: sarà la carta da fare indovinare al resto del gruppo.

Ora la partita prosegue in 4 round.

  • Nel primo il leader pesca una carta dalle rimanenti e la piazza vicino a tre tessere che ne decretano l'attinenza con la carta da far indovinare: alta, media bassa. 
  • Nei tre round successivi, invece, pescherà tre carte, le disporrà su uno schermo e assegnerà a ciascuna, coperti, dei gettoni a indicare l'affinità con la carta bersaglio. Quindi le carte estratte potrebbero essere tutte molto attinenti, poco o un misto, in qualunque combinazione.

Ora gli altri giocatori scelgono una delle carte estratte e ne rivelano così il gettone, posizionando la carta vicino alla tessera corrispondente. Nel primo, secondo, terzo e quarto round, devono rispettivamente eliminare 1, 2, 3 e infine 4 carte tra le 11 sul tavolo, vincendo se rimane solo la carta giusta, quella sorteggiata segretamente dal leader a inizio partita. 

Solo una volta per partita, al round che vogliono, i giocatori possono giocarsi un jolly per svelare i gettoni di due carte del display, anziché di una sola, ricevendo così una doppia informazione.
One Key: partita con Mauro di Marco, Iago e i rispettivi figli
One Key: partita con Mauro di Marco, Iago e i rispettivi figli

I piccoli particolari

Che non sono solo quelli classici che dovrete trovare tra carta e carta, per capire l'associazione (o la non associazione) che vi propone il leader.

Ecco, la prima differenza – e più significativa – tra One Key e Il Sesto Senso è proprio questa: qui possono esserci anche indizi negativi, ovvero carte che non c'entrano nulla con quella da indovinare, per cui dovrete procedere anche ragionando in questo modo.

Poi da non sottovalutare c'è la scelta da fare, da parte del gruppo, quando si tratta di indicare il gettone da visionare tra i tre piazzati sotto le rispettive carte indizio. Va scelta la carta che, ragionando, permetterebbe di dare più informazioni, che siano negative o positive: l'importante è restringere progressivamente il cerchio. 

In questo senso va anche usato il gettone jolly, quasi sempre nell'ultimo round, a onor del vero, ma a volte, con l'occasione giusta, anche nel terzo.

Per un pugno di carte

84 sembrano tante, ma usandone 11 alla volta, più altre 10 per gli indizi, in realtà il mazzo si “brucia” in fretta. Urgono espansioni, pena una certa ripetitività e soprattutto il rischio che alcune associazioni diventino scriptate per il gruppo di gioco, falsando le partite.

Inoltre da segnalare che le carte non sono affatto carte: le immagini sono infatti ritagliate attorno al contorno della figura stessa, rendendole così completamente irregolari. Immagino già i sacramenti dei maniaci dell'imbustamento (anche perché purtroppo vanno mescolate...)

Conclusione

Una buona variazione sul tema, probabilmente più adatto ai bambini rispetto ai due più illustri e diretti concorrenti, ovvero Il Sesto Senso e Dixit, che però io continuo a preferire, perché mi sono parsi più vari e stimolanti, sia dal lato del leader, che da quello di chi deve indovinare.

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Commenti

Rispetto a Mysterium, i vantaggi sono: partite decisamente brevi e che si può far giocare a gruppi di una decina di persone tranquillamente, ognuno riesce a dire il proprio parere.

Per il resto, meglio Mysterium/Sesto Senso.

Troppo ripetitivo già dalle prime partite, spesso gli indizi sono così palesi che il tutto si "gioca da solo".

 

Ha bisogno di molte più carte.

--
Stef - Stefano Castelli

A me non e' piaciuto ne' mysterium, ne' dixit, per cui non credo mi piacerebbe neanche questo...Non so e' proprio il genere che mi interessa poco. Inoltre le mie partite a Mysterium sono tutte durate talmente poco...in 10-15 minuti avevamo gia' indovinato assassino, arma e posto...

Inoltre le mie partite a Mysterium sono tutte durate talmente poco...in 10-15 minuti avevamo gia' indovinato assassino, arma e posto...

Uhm... C'è qualcosa che non va in questa affermazione. O avete sbagliato qualche regola o avete giocato con in tavola un numero di carte pari agli investigatori.

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