The Fox in the Forest, ovvero giocare a briscola senza imprecare

copertina the fox in the forest
Rosengald

E se vi dicessi che si può giocare bene a una variante della briscola in due soli giocatori - e che i tenui colori e delle illustrazioni possono togliervi la voglia di imprecare come i vecchi del circolo - cosa ne pensereste?

Giochi collegati: 
The fox in the forest
Voto recensore:
6,8

È da qualche anno ormai che, insieme alla mia dolce metà, siamo entrati in questo splendido hobby; ma non siamo certo nati con una scatola di Caylus in culla – anche perché non era ancora uscito – come credo nessuno di chi legge la Tana dei Goblin.

Ai giochi ci si arriva per vari motivi, eppure prima di conoscerli ho sempre giocato ai grandi classici da grande distribuzione – sì, quelli che oggi sono il Male, secondo alcuni – ai videogiochi, ma anche a giochi di carte. No, non parlo di KeyForge, Origami o San Juan: parlo dei giochi classici con le carte. Io sono toscano e ancora oggi le case del popolo, i circoli e i bar sono piene di persone – per lo più anziani – che giocano a carte: la briscola è sicuramente il gioco per eccellenza da queste parti. Nelle lunghe estati da bambino in cui venivo lasciato dal nonno, al tavolo della sua cucina ho tenuto le prime carte da gioco in mano, ho imparato a contare le carte uscite e, soprattutto, a dire diverse parolacce e altro - i conterranei, gli umbri e i veneti capiscono di cosa parlo.

Oggi scrivo di un titolo per due soli giocatori che prende a piene mani da quella meccanica lìtrick-taking, se “tipo briscola” non vi soddisfa – ovvero The Fox in the Forest, gioco del 2017 di Joshua Buergel edito dalla Renegade Studios, titolo al momento sprovvisto di una edizione in lingua nostrana. Mentre sto scrivendo ho sulla scrivania la versione francese del gioco.

Ambientazione

"Avete voi riso della favola della volpe e dell’uva? Io no, mai. Perché nessuna saggezza m’è apparsa più saggia di questa, che insegna a guarir d’ogni voglia disprezzandola."

Luigi Pirandello.

Nonostante le illustrazioni meravigliose, delicate e favolistiche, no: non si può certo parlare di ambientazione in un gioco del genere - cosa che sembra essere una costante delle mie ultime recensioni; ma io, come al solito per abitudine inserisco questo paragrafo. Sono un caso disperato, andiamo oltre.

Il gioco

− Hai presente cosa disse la gallina alla volpe?
− Se si trattava di una volpe seria, non disse niente: non fece in tempo.

Dal film Papillon.

Nella piccola scatola del gioco troviamo un mazzo di trentatré carte – più due riassuntive – divise in tre semi, campane, chiavi e lune. Ogni seme è composto da undici carte, dall'uno all'undici. Completano il contenuto alcuni gettoni per tener traccia dei punti vittoria. Stop.

carte con poteri
carte con poteri
Ma passiamo al gioco; per aggiudicarsi una partita a The Fox in the Forest bisogna essere i primi a raggiungere o superare i ventuno punti; questo lo faremo in una serie di manche dalla stessa struttura. Ogni giocatore riceve inizialmente tredici carte, mentre una carta viene messa scoperta al centro del tavolo: questa carta sarà la briscola, mentre le restanti nove formeranno il mazzo di pesca. Il giocatore che inizia giocherà una carta dalla propria mano, e l'avversario – se possibile – risponderà con lo stesso seme; chi ha giocato la carta più alta effettuerà la presa. Alla fine della manche, ovvero dopo che tutte e tredici le carte dei giocatori sono state giocate, si assegnerà un punteggio a ogni giocatore sulla base delle prese fatte:
  • 0-3 prese forniranno sei punti;
  • 4 prese un punto;
  • 5 prese due punti;
  • 6 prese tre punti;
  • 7-9 prese sei punti;
  • 10-13 prese zero punti.

Tutto qua.

La disparità dei numeri dispari

"Nella vita, come nel gioco delle carte, è un grande vantaggio quello di essere i primi a giocare, perché a carte uguali si vince."

Baltasar Graciàn

Data la semplicità del gioco e la brevità nello spiegarlo, tanto vale spendere due parole sui poteri delle carte dispari, che poi sono anche il vero cuore pulsante del gioco. I poteri sono identici per tutte le carte dello stesso valore, indipendentemente dal seme di appartenenza.

gettoni punteggio
gettoni punteggio
I numeri uno, ovvero i cigni, permettono al giocatore di essere il primo a giocare la mano successiva, anche se non ha effettuato la presa. I numeri tre sono le volpi, quelle simpatiche bastardelle che danno il nome al gioco e che permettono al giocatore che le giochi di mettere la briscola nella propria mano e sostituirla con un'altra, sempre dalla propria mano.

I cacciatori invece, oltre a valere cinque, fanno pescare una nuova carta per poi scartarne un'altra mettendola sul fondo del mazzo. I tesori, che valgono sette, conferiscono un punto vittoria immediatamente al momento della presa.

Le streghe valgono sempre come briscola se giocate da sole, ma non vi dirò quanto valgono: arrivateci da soli.

E concludiamo questa lista della spesa dei poteri della foresta con la monarca, che obbliga l'avversario o a giocare in risposta il cigno del seme corretto o, se non può, la carta di valore più alto presente nella propria mano del seme corretto.

Considerazioni

"Una volpe è un lupo che manda i fiori."

Ruth Weston

Ma quindi questa briscola per due mi ha colpito? Abbastanza. Partiamo dagli aspetti positivi: la cura per le illustrazioni è qualcosa di estremamente apprezzabile, le ho trovate davvero belle ed evocative. Ogni seme nelle carte illustrate è ben rappresentato e sicuramente è un grosso punto a favore del gioco.

Ho molto apprezzato anche l'aver saputo prendere una dinamica vista e rivista, non solo nella classica briscola, ma anche nelle numerose variazioni sul tema che troviamo nel nostro passato più o meno recente, e averle saputo dare una nuova spinta con l'idea dei poteri, che rendono il gioco perfetto proprio in quel segmento dove il trick-taking è più debole, ovvero il gioco in coppia.

componenti
componenti
I poteri sono a loro modo sempre interessanti e spendibili e, considerando che più della metà delle carte del mazzo ne sono provviste, è quasi impossibile non riceverne in numero ragionevole rispetto all'avversario - e, anche se così fosse, il sistema di punteggio permette di riuscire a ottenere il massimo del bottino anche con una mano pessima, a condizione di accorgersene subito. Infatti, collezionare tra le zero e le tre prese non può mai essere frutto del caso, bensì è possibile solo grazie ad una strategia delineata a inizio manche - strategia rischiosa, visto che basta fare una presa di troppo per consegnare un grosso margine di vantaggio al nostro avversario.

Se poi vogliamo parlare di difetti, o meglio di cose che mi hanno convinto meno, si potrebbe dire che il tema non esiste e poteva essere qualsiasi altra cosa, ma a me sinceramente non dispiace. Potrei anche arrischiarmi a dire che il gioco presta il fianco ad una certa ripetitività, soprattutto per la struttura a più turni che ammazza qualsiasi voglia di una rivincita immediata, visto che alla fine della partita avrete già fatto quattro o cinque mani totalmente identiche l'una all'altra, senza niente che le distingua.

Insomma, un gioco non da mille partite di fila, ma che in conclusione mi sento di dire svolga bene il suo lavoro, presentando un approccio diverso a una meccanica familiare a chiunque - cosa che permette di proporlo davvero a tutti.

Se cercate il riempitivo da due perfetto per scannarvi ogni sera potreste rimanere delusi; se invece cercate un gioco tranquillo e rilassante che permetta di giocare anche mentre si scambiano due parole, o magari volete far provare alla nonna o alla zia qualcosa di diverso, potreste concedere una partita di prova a The Fox in the Forest.

I pareri di Mrs. Rosengald

"Fidati di tutti, ma taglia tu il mazzo."

Arthur Bloch

Anche questa volta sono abbastanza in linea con il recensore: ci troviamo davanti a un bel giochino di coppia adatto davvero a tutti. 

Questo The Fox in the Forest ha tra i punti di forza la semplicità e l'immediatezza; inoltre sa rendere davvero interessante un gioco di prese per solo due giocatori, grazie alla semplice e funzionale trovata dei poteri delle carte, che danno un certo spessore al gioco

Effettivamente non è un gioco per partite forsennate in due una dietro l'altra: non ci è mai capitato di fare più di una partita, cosa che non si può dire per altri giochi che giochiamo insieme - Santorini, Nome in codice duetto, Patchwork o The Mind, solo per fare qualche esempio.

In conclusione non saprei davvero a chi consigliare questo gioco. O meglio: non saprei a chi non consigliarlo, in quanto lo vedo adattissimo davvero per tutti, neofiti e giocatori più esigenti che si vogliono rilassare con una giocata a due, a fine o inizio serata.

Voto di Mrs. Rosengald: 7

Pro:
  • Divertente, rapido e adatto a tutti.
  • Interessante rivisitazione del trick-taking.
  • Funziona esattamente dove il genere è più debole.
  • Illustrazioni belle e evocative.
Contro:
  • Presta il fianco a una certa ripetitività.
  • Inadatto a più partite di fila.
  • Avrei visto bene una regola per il passare dei round.
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Commenti

Bella recensione.

E complimenti per le ricercate citazioni ad inizio paragrafo.

Due domande: le carte eventualmente imbustate entrano nella sezione in plastica all'interno della scatola(dalla foto le carte sembrano imbustate ma chiedo ugualmente) ?

Più che alla briscola non potrebbe essere accostato ad un gioco tipo Hearts, visto che il punteggio positivo è inverso al numero di prese?

P.s. le illustrazioni sono talmente belle ed evocative che mi viene voglia di comprarlo solamente per guardarle ogni tanto.

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Interessante! Cmq non vedo nessuna ragione valida per non imprecare anche giocando a questo :)

* Orto Mio!!! *

Bella recensione.

E complimenti per le ricercate citazioni ad inizio paragrafo.

Due domande: le carte eventualmente imbustate entrano nella sezione in plastica all'interno della scatola(dalla foto le carte sembrano imbustate ma chiedo ugualmente) ?

Più che alla briscola non potrebbe essere accostato ad un gioco tipo Hearts, visto che il punteggio positivo è inverso al numero di prese?

P.s. le illustrazioni sono talmente belle ed evocative che mi viene voglia di comprarlo solamente per guardarle ogni tanto.

1 non ne sono certo perché io non le ho imbustate, a occhio direi si.

2 ni. Qui il punteggio non è necessariamente invertito alle prese fatte, ad esempio 4 prese a 9 i punti sarebbero 1 e 6

3 grazie mi fa piacere che hai apprezzato le citazioni 

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi.

//boardgamegeek.com/jswidget.php?username=Rosengald&numitems=10&header=1&text=title&images=small&show=recentplays&imagesonly=1&imagepos=right&inline=1&domains%5B%5D=boardgame&imagewidget=1)

Interessante! Cmq non vedo nessuna ragione valida per non imprecare anche giocando a questo :)

Quoto, ma io impreco anche giocando anche a seikatsu  e kanagawa quindi non faccio storia.

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi.

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Interessante! Cmq non vedo nessuna ragione valida per non imprecare anche giocando a questo :)

Quoto, ma io impreco anche giocando anche a seikatsu  e kanagawa quindi non faccio storia.

OT: Storicamente il mio catalizzatore di imprecazioni creative, specie nell'umida estate veneta, è CITADELS. Non si sa perchè. :)

* Orto Mio!!! *

 

OT: Storicamente il mio catalizzatore di imprecazioni creative, specie nell'umida estate veneta, è CITADELS. Non si sa perchè. :)

Prenditi 3 assassini di fila e di perché se ne spalancano come porte della percezione.😉

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Ciao rileggendo la recensione mi sono accorto di un piccolo errore: quando scrivi di carte restanti dopo le tredici date a ciascun giocatore hai scritto le 9 restanti mentre sono 7. Niente di scioccante comunque.

Io lo sto giocando con un mazzo di carte francesi riadattato perché al momento non sono riuscito a trovarlo a prezzi onesti. Ha rivitalizzato la briscola a casa mia. E, a differenza dell'esperienza dei signori Rosengald, io e signora ci sfidiamo al meglio di 2 oppure 3 partite: insomma, al momento, una tira l'altra.

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

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