Classifica personale di The_Goblin_JRv2

Titolo Voto giocoordinamento crescente Commento Data commento
Robo Rally 9,0

Dopo la brutta esperienza con la nuova edizione di Cosmic Encounter fatta dalla Avalon Hill, confesso che ero un po' scettico e temevo che avrebbero maltrattato anche questo storico giocone. del resto, l'edizione Amigo limitata a quattro giocatori era un predente che non lasciava ben sperare anch'esso. Invece devo ricredermi. Non solo non è stato stravolto ed è stato mantenuto intatto il concept originale, ma anzi questa nuova versione è assai fedele all'originale, al punto che mi chiedo se non vedremo presto crollare le valutazioni dell'usato della edizione Wizards of the Coast.

Quanto a pregi e difetti, vale in tutto e per tutto ciò che scrissi a suo tempo per la versione originale, quindi spreco due parole solo sulle cose che ho trovato differenti. La grafica e la componentistica, miniature a parte, sono ovviamente di altissimo livello e forse migliori grazie soprattutto all'introduzione di alcuni componenti in plastica al posto delle "volatili" pedine di cartone. In particolare, ritengo utilissima anche se non determinante la scheda dei giocatori così come i suggerimenti e gli esempi di creazione della mappa di gioco.

Le miniature, purtroppo, non sono all'altezza di quelle in piombo della versione WotC, ma anche qui apprezzo lo sforzo di averle fatte molto simili e di aver mantenuto i nomi originali dei robot. Con un minimo di applicazione, pitturate andranno benissimo, del resto anche quelle di metallo erano fornite grezze...

Determinante invece è a mio parere l'introduzione della clessidra, poiché il limite di tempo per la programmazione era una regola ampiamente diffusa (e necessaria a mio parere) fin dall'edizione precedente. Tuttavia ritengo che il gioco sia più competitivo facendo scattare la clessidra dal momento in cui il primo giocatore termina la sua programmazione, invece che l'ultimo. Provateci e mi saprete dire.

In conclusione, tirando le somme, non posso che confermare lo stesso voto già dato a suo tempo all'edizione originale. Chi per anni ha cercato questo gioco e non è riuscito ad averlo non resterà deluso dall'edizione Avalon Hill e non si sentirà inferiore a chi ha l'originale... se non per le miniature ;-)

08/09/2005
Fische Fluppen Frikadellen 9,0

Un gioco davvero eccellente, le cui potenzialità saranno chiare solo dopo averlo provato un paio di volte. Anche se l'interazione fra giocatori non è diretta (tranne in qualche caso), c'è sempre la possibilità di ostacolarsi facendo incetta di merci, spostando i traghetti, variando i prezzi delle merci. Ed è davvero difficile che un giocatore si trovi fuori partita rispetto agli altri.

Inoltre, è sorprendente quanto una partita possa differire completamente da un'altra a causa dei diversi mercanti in gioco e delle loro posizioni, il che dà al gioco un altissimo valore di rigiocabilità. Se poi si prova a giocarlo con due o tre confezioni su più tavoli, le cose diventano ancora diverse.

Se ancora non conoscete Friedemann Friese, forse poco noto in Italia, Fische Fluppen Frikadellen è probabilmente il titolo più rappresentativo di questo game designer che a mio parere merita molta attenzione.

02/02/2004
Rolemaster Fantasy Role Playing (RMFRP, 4th Edition) 9,0

Personalmente, dei sistemi di GdR che ho provato, è senza dubbio quello che preferisco. Forse un gradino più complesso della media in questo campo, RoleMaster compensa questa maggior complessità con una profondità ed una adattabilità che a mio parere sono unici nel genere.

Il sistema, soprattutto nelle ultime versioni, risulta omogeneo e consistente in tutte le sue parti, e le difficoltà nella gestione delle numerose tabelle possono essere facilmente superate fornendo ai giocatori delle fotocopie delle stesse per le armi da loro utilizzate.

Certamente, RoleMaster richiede qualcosa in più ai master soprattuto, perché l'intera esperienza di gioco potrebbe risultare fredda e meccanica se questi non sono abbastanza esperti, proprio a causa del sistema ben dettagliato e ricco di opzioni e varianti. Con master esperti e abili, tuttavia, difficilmente il giocatore potrà sentirsi costretto entro schemi rigidi e confezionati, come accade fin troppo spesso in altri sistemi di gioco.

05/03/2004
Keyflower 9,0

E' ormai risaputo che non ami i giochi tedeschi, al punto che ero convinto che questa scuola non potesse più produrre nulla di realmente nuovo ed interessante, avendo già proposto tutte le possibili combinazioni delle meccaniche di asta, gestione risorse, abbinamento di colori o numeri e via dicendo, spesso troppo fredde ed asettiche, con il rifiuto integralista di ogni casualità spesso a discapito del divertimento. Keyflower, che ho peraltro provato con colpevole ritardo, mi ha invece dimostrato quanto sbagliassi e mi ha davvero piacevolmente sorpreso.

Ovviamente ci sono molte delle note meccaniche della scuola tedesca, e naturalmente l'ambientazione è sempre piuttosto di sfondo, tuttavia in questo gioco ho trovato non pochi pregi, fra cui la grafica delle tessere, la semplicità, la durata ed anche la rigiocabilità con quel pizzico di elemento fortuna che non risulta a mio parere sbilanciante ma solo maggiormente d'incentivo alla rigiocabilità. Ci sono peraltro diversi elementi che ho trovato assolutamente originali e degni di nota, primo fra tutti l'uso dei meeple di diversi colori e di quelli verdi in particolare. Sebbene semplice, è certamente impegnativo da giocare bene, tuttavia la principale difficoltà che si incontra all'inizio è quella di metabolizzare che non avete un vostro colore di meeple, unica cosa che potrebbe causare qualche errore iniziale e che è invece un elemento decisivo che distingue questo gioco.

Per essere poi un tedesco, arrivare a sei giocatori è decisamente innovativa come cosa, anche se in tal caso è probabile che la partita divenga un po' troppo casuale e soprattutto diventi difficile tenere sotto controllo l'evoluzione degli avversari. Del resto, anche l'interazione è sicuramente molto più presente e in forma più diretta di quanto la scuola tradizionale tedesca ci abbia abituato, e anche questo per me è degno di essere sottolineato. Alla fine, il gioco lascia certamente la sensazione di poter fare di più e di poter impostare altre strategie, ma lascia comunque anche la voglia di rigiocarlo per il solo gusto di giocare, che non è poco.

Potrebbe essere un primo passo verso un "German Style versione 2", ma anche restasse un figlio unico, resta a mio parere un titolo da provare e in grado di soddisfare una più vasta platea di giocatori del solito.

08/01/2014
Galaxy Trucker 9,0

Assegno raramente un voto così alto in un commento, tuttavia questa volta lo voglio proprio sprecare. E non perché Galaxy Trucker sia un titolo dalle meccaniche eccelse ed eleganti, il bilanciamento sopraffino e le molteplici condizioni di vittoria o altro, ma solo perché dopo anni di giochi che mi sono sembrati drammaticamente "uguali" o troppo simili fra loro, finalmente rappresenta qualcosa di diverso, e soprattutto divertente.

Sicuro, conta la fortuna ed il caso, ciò che accade non è sempre deterministicamente prevedibile né ci sono sistemi per garantire che tutti abbiano le stesse chances di vittoria o che chi resta indietro nella prima manche possa recuperare nelle seguenti. Niente di tutto ciò, ma neanche le solite questioni di maggioranze, le aste trite e ritrite, le innumerevoli quanto astratte combinazioni di numeri, colori, forme o quant'altro. Solo astronavi da costruire per affrontare tre viaggi cercando di fare soldi, attivando gli scudi o sparando con i laser per evitare meteoriti, pirati spaziali o riconducendo a casa astronavi abbandonate e via dicendo. Più una componentistica ed una grafica che non hanno nulla da invidiare a titoli più blasonati.

Ovviamente il gioco va considerato per quello che è e farà storcere il naso ai puristi delle simulazioni, delle meccaniche bilanciate e in generale del german style. Tuttavia ha, a mio parere, le caratteristiche che più mi interessano in un gioco: è divertente, non dura molto e lo rigioco volentieri dato che difficilmente due partite saranno uguali.

19/11/2007
Monkeys on the Moon 9,0

A mio parere, un grandissimo gioco, denso di opzioni e strategia, con meccaniche anche innovative e molto interessanti. Vale davvero la pena, anche se come hanno detto gli altri, è bene giocarlo sempre in 4 perché solo in tal caso dà il massimo, sia a livello di bilanciamento che di interazione e competitività.

Chiunque sia in cerca di un gioco originale di durata medio-breve, con molta interazione e competizione, diverse modalità di fare punti e soprattutto differente da quel clichet ormai consunto che è quello dei giochi di stampo germanico, dovrebbe assolutamente provare Monkeys on the Moon.

06/07/2004
El Grande 9,0

A mio parere, uno dei migliori giochi da tavolo di sempre. Profondo e dettagliato nelle scelte, ma nonostante tutto semplice da imparare, la cosa più difficile non è giocarlo ma saperlo giocare bene. E' un capostipite della linea tedesca dei giochi da tavolo, una pietra miliare nella sua categoria il cui livello è stato poi raggiunto solo da pochi altri titoli.

Numerosissime le scelte strategiche a disposizione dei giocatori, sempre difficili da prendere valutando la situazione del momento e la posizione degli avversari. Completamente assente il fattore fortuna, per cui rientra in quella categoria di giochi (pochi) in cui se perdi la partita non puoi incolpare la sfortuna, ma vuol dire che hai fatto una scelta sbagliata in qualche momento.

Il livello di interazione e competizione è altissimo, e la sola difficoltà reale può essere nel capire cosa fanno le varie carte, ma dopo un paio di partite si impara a distinguerle dalle figure (appositamente studiate) e difficilmente si rinuncia a giocarlo nuovamete.

26/07/2004
Power Grid 9,0

Un giocone senza mezzi termini, uno di quelli che rimangono in memoria come pietre miliari per tutta una serie di motivi: assenza del fattore fortuna, qualità dei componenti, possibilità di impostare scelte diverse, strategie, originalità, etc...

Finalmente un gioco "german-style" che si discosta dai fin troppo abusati concetti di base della categoria, dando nuova linfa ad una categoria che francamente mi iniziava altrimenti a stufare, con le sue mille proposte apparentemente diverse, ma sostanzialmente sempre uguali. Invece Power Grid o Funkenschlag che dir si voglia emerge da questa massa e si guadagna un proprio spazio individuale dove può tenere testa senza problemi ai titoli più meritevoli dell'ultimo periodo.

Unico piccolo neo dal mio personalissimo punto di vista è la durata, poiché a meno di non giocarlo con avversari che lo conoscano bene, si rischia che la partita si allunghi sensibilmente, dato che le scelte sono effettivamente tante e tutte critiche. Ma a parte questo, ripeto, un giocone...

20/09/2004
Fief 9,0

Comprendo le critiche che vengono mosse da alcuni giocatori su questo titolo, ma stiamo parlando in effetti di un gioco che si discosta molto dai concetti di bilanciamento e perfezione tecnica cui siamo stati recentemente abituati dalla scuola tedesca. Personalmente, apprezzando molto più l'ambientazione ed il divertimento dell'american-style rispetto ai (per me) freddi tecnicismi del german-style, ho trovato in questo titolo il più vicino concorrente del mio titolo preferito che è Blood Royale e giocandolo con gente che la pensava allo stesso modo non è stato difficile superare le lacune o le ambiguità del regolamento accordandoci prima su come interpretare le cose.

31/01/2012
Oriente 8,0

I miei complimenti a Luca Coppola per aver creato quello che ritengo essere un piccolo gioiello nel panorama del "made in Italy", un gioco articolato, mai banale, altamente interattivo, che non mancherà di creare scompiglio, liti e risate attorno al tavolo. Premetto che finora ho avuto modo di giocarlo solo in cinque, quindi mi ripropongo magari di dare un giudizio più pesato in futuro, ma già così le caratteristiche ed i pregi di questo gioco mi hanno colpito assai favorevolmente.

Non ritengo affato che il numero di giocatori sia un difetto da segnalare per Oriente, anzi. Immersi in una pletora di titoli che difficilmente vanno al di sopra dei 5-6 giocatori, è spesso difficile trovare qualcosa da giocare quando si è in tanti che abbia le caratteristiche così interessanti, a meno che non si tratti degli stragiocati Bang, Citadels e simili, che però sono molto differenti. Infatti, è molto difficile pensare a Oriente come un filler, un fil-rouge o un party game, poiché a mio parere si tratta invece di qualcosa di più, dimostrato anche da quanto non sia semplice spiegarlo o afferrarne tutti i concetti e le meccaniche se non dopo almeno un paio di partite. Giocare bene a Oriente è una sfida avvincente ed impegnativa, che nulla ha da invidiare ad altri giochi ormai classici, grazie ad un sistema che coinvolge sempre tutti e che permette cattiverie e interazioni senza limiti.

Le carte sono davvero azzeccate, ed il solo piccolo appunto che posso fare è sulla scelta delle icone che rappresentano le diverse azioni possibili, non sempre intuitive, anche se questo è un aspetto davvero difficile da risolvere nei giochi che si propongono di essere indipendenti dalla lingua. Anche il regolamento non è sempre impeccabile, a mio parere, ma fortunatamente il tutto si risolve fin dalla prima partita, e difficilmente non resterà la voglia di giocarlo nuovamente. In conclusione, un ottimo gioco, che mi sento di suggerire a chiunque cerchi qualcosa in grado di scalare bene con molti giocatori, purché non si faccia l'errore di pensare ad un classico giochino di carte utile come riempitivo, perché così non è e si rischierebbe di sottovalutare enormemente un titolo che contiene molto più di quanto la confezione lasci immaginare.

06/06/2005
Bohnanza 8,0

A mio parere uno dei migliori giochi di carte mai usciti. Pur essendo sostanzialmente semplice al punto da poter essere facilmente imparato e giocato da chiunque, inclusi i meno esperti ed appassionati, ha il grande vantaggio di un'interazione continua che coinvolge sempre tutti i giocatori senza mai avere tempi morti.

La meccanica, basata sugli scambi ed il commercio, è assolutamente originale come del resto il tema trattato, e l'influenza della fortuna nel pescare le carte giuste è sostanzialmente moderata e tale da non disturbare chi preferisce giochi completamente determinati dalle scelte dei giocatori.

09/12/2003
British Rails 8,0

Un eccellente gioco di espansione e trasporto, reso originale dal meccanismo delle linee disegnate con i pastelli a cera. Anche se in seguito sono stati prodotti molti altri titoli dello stesso tipo, che differiscono sostanzialmente solo per l'ambientazione geografica (ne esiste anche una versione fantasy chiamata "Iron Dragon"), British Rails è quello che probabilmente risulta più bilanciato e divertente.

I giocatori hanno molte possibilità a disposizione, potendo costruire ed eventualmente smantellare le proprie linee a seconda dei casi, ma soprattutto la disponibilità di numerose regole opzionali e varianti rende questo gioco sempre godibile e diverso. Va considerato solo che una partita, soprattutto oltre i quattro giocatori, tende a diventare piuttosto lunga...

09/12/2003
Mansions of Madness 8,0

Provato finalmente dopo tanta insistenza degli amici con i quali sostenevo di averlo già giocato, confondendomi clamorosamente e inopportunamente con Betrayal at the House on the Hill... Alla fine sono felice che abbiano insistito, perché il gioco mi è piaciuto e non poco, al punto che non comprendo le critiche di chi lo ha commentato negativamente lamentando il difetto di innumerevoli tiri di dado ed il girovagare a caso per la mappa in balia delle bizze del Keeper.

L'ambientazione è a mio parere ben ricreata dando la giusta sensazione di mistero, incertezza e precarietà che giustamente deve far parte in un gioco di ambientazione Lovecraftiana, inoltre gli indizi sono ben studiati in modo da consentire agli investigatori di muoversi in modo ragionato e non alla cieca, a meno che proprio non si riesca a comprenderli. I mostri ci sono e fanno male, indubbiamente costituiscono un ostacolo fastidioso e non sono semplici bersagli cui tirare per far punti in stile shoot'em up, mentre il keeper ha numerose opzioni per creare fastidi da non poco agli investigatori, ma non sono poi così svaccate considerato che deve pagare le sue carte e questo lo costringe a fare scelte talvolta difficili.

In sostanza non credo sia particolarmente sbilanciato a favore del Keeper, anche se naturalmente il fatto stesso di conoscere l'obiettivo sin dall'inizio è un discreto vantaggio, d'altra parte il keeper è uno e anche se ha molte opzioni da usare ha pur sempre una testa sola, mentre gli investigatori collaborando possono riuscire a intuire come vanno le cose organizzandosi e giocando di conseguenza in modo da neutralizzare, o quantomeno suddividere o deviare, i tentativi dei cattivi ai loro danni. Ovviamente, poi, essendo un gioco basato sugli scenari, di volta in volta le cose possono cambiare e proprio la varietà e la qualità degli scenari disponibili, assieme alle diverse combinazioni degli stessi investigatori, possono garantire longevità e durata nel tempo di questo titolo.

In estrema sintesi non posso dare del tutto ragione a chi mi diceva che questo gioco mi sarebbe piaciuto più di Arkham Horror, principalmente perché sono due titoli profondamente diversi, che condividono solo l'ambientazione per svolgersi poi in modi del tutto differenti. Per quanto mi riguarda, rigioco volentieri sia l'uno che l'altro, anche se in questo momento, conoscendolo meno, rigiocherei più volentieri Mansions of Madness... che fra l'altro dura anche meno.

30/07/2012
Carcassonne 8,0

Un gran bel gioco, semplice da imparare e rapido da giocare, che tuttavia offre numerosi spunti strategici che i giocatori devono saper bilanciare e dosare a secondo delle situazioni. La meccanica di costruzione della mappa porta inevitabilmente ad un elevato valore di rigiocabilità, dal momento che difficilmente si ripresentano situazioni già viste.

La disponibilità di numerose espansioni, inoltre, fa capire le potenzialità del gioco, che ben si presta ad introdurre varianti ed ulteriori spunti strategici, fino ad aumentarne anche la complessità in modo da soddisfare anche i giocatori più esigenti.

09/12/2003
Legends of Andor 8,0

Difficile aggiungere qualcosa alla recensione che descrive ottimamente tutto ciò che c'è da dire su questo gioco. In estrema sintesi, funziona, diverte, fa sentire l'ambientazione e non richiede particolari sforzi mnemonici per il regolamento, lasciando che i giocatori si concentrino su un'esperienza di gioco che risulta effettivamente innovativa. Nel genere fantasy e nello stile collaborativo è un titolo che si caratterizza per un'effettvia originalità di cui si sentiva da tempo il bisogno, e che forse anche per questo si lascia rigiocare senza alcuno sforzo.

La mia sola perplessità è sulle leggende disponibili al momento, di fatto 4 se si esclude la prima che è di fatto solo un tutorial, nonostante sia possibile rigiocare le stesse con qualche elemento di variabilità. Il sistema si presta bene a espansioni da questo punto di vista, quindi mi aspetto che a breve si possa arricchire di nuove leggende, ma se questo non dovesse accadere si potrebbe rivelare una buona occasione sprecata.

31/10/2012
Corintho 8,0

Pur non essendo un amante di questo genere, ho avuto occasione di provare il gioco direttamente con l'autore e posso dire che si tratta davvero di un ottimo prodotto. Rapido ed immediato, adatto a tutti senza problemi, solo giocandolo Corintho rivela tutta la sua profondità e le innumerevoli combinazioni che si possono realizzare. Pur potendo apparire ad una prima lettura come qualcosa di già visto (come correttamente detto dal recensore), ci si rende subito conto che non è così e le sue originali caratteristiche non potranno non appassionare gli amanti del genere. Inoltre, si presta a innumerevoli varianti in grado di garantire una buona longevità.

30/09/2005
Seasons 8,0

Non concordo con chi giudichi questo titolo come filler a motivazione di alcune critiche che non comprendo, dato che non vedo come il costo e la ricchezza dei materiali possa inquadrare Seasons nella categoria dei presunti filler. Concordo invece con chi evidenza come, nei singoli aspetti, non vi siano tante novità quanto cose già viste, che tuttavia vengono mescolate in modo da produrre in sostanza un effetto originale e intrigante. Gestione dei dadi/risorse, deck building, elementi di ovvio richiamo a Magic, il fattore del passaggio del tempo, un fattore casuale assai meno rilevante di quanto possa sembrare sulle prime, tutto contribuisce a fare di questo titolo qualcosa che a mio parere merita davvero attenzione.

MI rendo conto che sia un gioco che può piacere o meno proprio per la sua particolarità, tuttavia da un punto di vista oggettivo ed asettico funziona, e funziona bene. Non dura molto (considerato che NON è un filler), appaga allo sguardo e diverte, garantendo un'interazione che non è ai massimi livelli ma neanche del tutto assente come certe scuole ludiche recenti ci hanno tristemente e noiosamente abituati. Si fa rigiocare senza sforzo e, a mio modesto parere, è uno dei giochi che merita decisamente attenzione negli ultimi tempi.

31/10/2012
Clans 8,0

Decisamente un bel gioco, affatto banale a dispetto delle semplici regole che consentono di giocarlo in pochi minuti. Una volta iniziata la partita, ci si rende subito conto che c'è molto di più "dietro" di quanto non si possa immaginare ad una prima occhiata. In particolare, i giocatori dovranno imparare a bluffare adeguatamente facendo di tanto in tanto anche delle mosse studiate ad arte per depistare gli avversari, altrimenti diventerà fin troppo facile ostacolarsi!

09/12/2003
Catacombs 8,0

Essendo uno che ama il fantasy e a cui piace da sempre Pitch Car, non potevo esimermi dal provare questo titolo, che mi incuriosiva anche se lasciandomi assai perplesso sulla carta. In effetti, se ci si aspetta un titolo fantasy tradizionale che possa rievocare la parte epica di questa ambientazione, allora possiamo anche scordarci Catacombs, perché non è e non ha pretesa di essere questo (al di là delle varianti sconsigliate dal recensore, che non guarderei neppure pagato). Se lo vogliamo invece inquadrare veramente come un titolo seplice, di facile appeal un po' per tutti, che si gioca sostanzialmente in poco tempo e senza tanti traumi o lauree, allora direi che va benissimo e merita di essere provato almeno una volta.

Funziona bene, si presta a varianti e espansion, diverte e permette di interagire con gli altri, in uno stile cooperativo non deterministico perché sempre soggetto alla reale abilità manuale di chi poi deve "schiccherare" nel modo giusto perché il piano funzioni. A mio modesto parere è un gioco perfetto per quelle serate in cui hai la testa troppo devastata per un gioco più complesso e cerebrale, ma magari non te la senti di puntare solo sui tradizionali fillerini...

02/11/2012
Bad Babiez 8,0

Un gioco a mio parere fantastico, per coinvolgimento, caos e divertimento. Impossibile non fare un po' di gioco di ruolo in una partita a Bad Babiez, calandosi davvero nei panni del monello di turno che ne combina di tutti i colori, ai danni della casa e le suppellettili, degli altri bimbi o della sfortunata babysitter di turno. Giocarlo dà un gusto che non si puà descrivere, il divertimento e le risate regnano sovrane e non vi sono mai momenti di stallo o di noia.

Data la categoria del gioco, è impossibile non fare un paragone con i vari Lunch Money o Mag Blast. A parte il secondo, che comunque giudico di livello inferiore agli altri, a mio parere questo è il più divertente, laddove tuttavia non posso non riconoscere che Lunch Money sia più strategico per via delle combo e di alcune altre sottigliezze. Bad Babiez è invece più immediato, più adatto anche ai neofiti che non devono imparare nulla su combinazioni di carte particolari, e probabilmente alla fine risulta anche più divertente. Questo grazie alle situazioni paradossali che si vengono a creare, ben descritte dalle carte, ma soprattutto per le stupende illustrazioni che corredano il tutto.

In conclusione, per quanto mi riguarda ho trovato un'alternativa più che valida a Lunch Money. Unico difetto reale è il prezzo, un po' alto a mio parere per un gioco in cui mi devo ritagliare i bimbi e per il quale mi devo procurare a parte dadi e puzzilli necessari...

04/11/2005
Suburbia 8,0

Dopo averlo finalmente provato, mi trovo personalmente in disaccordo con alcune delle critiche fatte a questo gioco, che mi è piaciuto senza mezzi termini e che rientra attualmente fra quelli che rigioco volentieri nell'ultimo periodo.

Anche se la maggior parte delle meccaniche non sono certo innovative, trovo interessante il meccanismo del profitto e della reputazione, la quale permette di aumentare la popolazione che, a suoa volta, superando certe soglie, causa una riduzione dei primi due. All'apparenza un meccanismo perverso che tuttavia funziona bene, ha la sua logica e permette di fare ragionamenti importanti in corso di partita, programmando opportunamente come crescere e in quale degli elementi di volta in volta. Sicuramente l'interazione è bassa e quella che c'è è di tipo indiretto, tuttavia non la reputo totalmente aseente, poiché è possibile agire sulle tessere del mercato in modo da ostacolare anche pesantemente gli obiettivi avversari, quando si intuiscano i loro interessi. Così come sugli obiettivi comuni si può sviluppare una feroce competizione, che vale la pena affrontare dato il peso in punti che questi obiettivi comportano.

Unico neo che forse non è stato abbastanza sottolineato preferendo evidenziare la scarsa interazione, è a parer mio la modesta possibilità di pianificare le mosse. Il mercato, specie se si gioca in quattro, cambia parecchio dal proprio turno a quello successivo, rendendo difficile programmare qualcosa e richiedendo il più delle volte di scegliere solo all'ultimo momento, in funzione degli acquisti (o degli scarti) degli avversari. Ciò non impedisce comunque, a volte, di potersi fare due conti per riuscire a farsi arrivare qualche tessera a prezzi più bassi, se gli avversari hanno chiaramente altri obiettivi che rendono poco probabile che sprechino una mossa per scartare ciò che ci interessa.

In estrema sintesi pur non avendo elementi di forte originalità nelle meccaniche l'ho trovato abbastanza originale nel complesso, non richiede tempo o impegno particolarmente esagerati e dunque a mio parere un titolo assai godibile che ben si presta ad avere una buona longevità senza particolari sforzi.

01/07/2013
Samurai 8,0

Davvero un bel gioco, dalle meccaniche raffinate e molto strategico, con una piacevole dotazione di componenti. Rientra tuttavia nella categoria di quei giochi che si rivelano tanto astratti da impedirmi, per una mia opinione personale, di metterli fra le votazioni più alte della gamma.

11/12/2003
Zombicide 8,0

Dopo aver finalmente provato questo titolo, devo complimentarmi con Simone per la sua recensione, che effettivamente sottolinea la maggior parte degli elementi chiave senza trascurare confronti nel genere che sono sostanzialmente condivisibili per quanto mi riguarda. Personalmente non riesco a preferirlo a Last Night on Earth la cui impostazione è sufficientemente differente da indurmi a giocare l'uno o l'altro a secondo della serata e del gruppo, mentre lo trovo sicuramente superiore a City of Horror e Xombies!! dove in favore di quest'ultimo però devo sottolineare l'estrema semplicità ed immediatezza, sia pure se a discapito di una lunghezza eccessiva per il tipo di gioco.

Non me la sento tuttavia di condividere una votazione particolarmente alta, perché alcune cose in questo gioco per me stridono e mi danno l'impressione di interventi piuttosto grezzi di correzione che riducono l'effetto positivo delle belle novità introdotte come il rumore e l'esperienza. Prima fra tutte la regola sull'obbligo di colpire o investire i propri compagni prima dei nemici in caso siano entrambi presenti in uno spazio, come anche l'impossibilità di scegliiere il bersaglio su cui sparare o lo sdoppiamento degli zombie in caso di parità di percorso durante il movimento. Se da un lato comprendo l'esigenza "tecnica" o "meccanica" da cui derivano queste scelte, in un gioco che viene elogiato per l'atmosfera ed il feeling di ambientazione mi sarei aspettato scelte meno "improvvisate", che sembrano quasi attaccate di fretta dopo l'ultima seduta di playtesting.

E' comunque sicuramente un ottimo titolo, che merita considerazione e che nel genere si pone come unica possibile alternativa, in base ai gusti ed al gruppo di gioco, rispetto a Last Night on Earth.

21/08/2013
High Bohn 8,0

Sicuramente un'espansione interessante e ben fatta, che aggiunge non poco al gioco base, anche se di fatto lo trasforma quasi radicalmente. Infatti, Bohnanza diventa assai più strategico e meno lineare di prima, con opzioni tutte nuove che vanno ben oltre il semplice commercio di fagioli che lo caratterizzava, rendendolo di fatto meno adatto ai giocatori non esperti.

Poiché il gioco diventa necessariamente anche più lungo, resta da chiedersi se valga la pena trasformare Bohnanza in questo modo piuttosto che dedicarsi direttamente ad altro, ma resta il fatto che con la modica spesa dell'espansione High Bohn consente praticamente di avere due giochi diversi...

05/01/2004
Steam Park 8,0

Un gioco leggero, divertente, rapido e nello nelle meccaniche e nel funzionamento. Il tema è piuttosto originale ed i componenti anche se migliorabli sono certamente funzionali allo scopo, anche gradevoli a mio parere. Si impara in pochi minuti e la partita dura un'ora al massimo, consentendo di fare scelte diverse e impostare la partita in funzione delle risorse da gestire con i dadi, della disponibilità di attrazioni e baracchini che si contendono fra i giocatorie delle relative caratteristiche, della necessità di contenere il livello di spazzatura e del numero di visitatori da gestire con considerazioni probabilistiche alterando il contenuto della sacchetta secondo necessità.

Adatto davvero a tutti e senza richieste esose di tempo a disposizione, è a mio parere un ottimo titolo per chi cerca qualcosa di non troppo impegnativo.

03/12/2013
Carnival Zombie 8,0

Gli zombie vanno di moda, non c'è che dire, e ultimamente anche il collaborativo, quindi non stupisce trovarsi a provare un altro collaborativo in tema di zombie avendo sulle prime il timore che si tratti dell'ennesimo tentativo di "cavalcare l'onda". Non è così con Carnival Zombie, che invece stupisce per consistenza, ambientazione, orginalità e grafica, ponendosi come uno dei titoli che personalmente considero meritevoli di entrare nell'elenco di quelil da provare in questo genere.

Abbastanza semplice anche se non immediato, molto impegnativo nel giocarlo e decisamente vario nel modo di portarlo a termine (se ci si riesce), Carnival Zombie non si pone come antagonista rispetto a pietre angolari del momento, come il citato Zombicide, con cui praticamente condivide solo il fatto che vi siano degli zombi. Sono giochi molto diversi e in grado dunque di soddisfare esigenze differenti dei giocatori interessati all'ambientazione horror di questo genere, ponendo comunque una sfida impegnativa nella risoluzione della partita. E' dunque perfettamente lecito preferire l'uno o l'altro, in funzione dei propri gusti e della prorie aspettative in termini di meccaniche e svolgimento di gioco, tuttavia va riconosciuto a questo titolo un notevole sforzo per uno stile collaborativo diverso dal solito, che nell'esempio più banale che viene in mente lascerebbe prediligere Zombicide per l'immediatezza e l'adattabilità a qualsiasi tipo di giocatori, e Carnival Zombie per una modalità di gioco molto alternativa (sicuramente più in stile "Tower Defence" come qualcuno ha accennato) che richiede a mio parere giocatori più "di mestiere".

Non mi ha dato l'impressione di poter essere ripetitivo e noioso anche se la partita non dura effettivamente pochissimo, ci sono infatti una serie di elementi in parte casuali ed in parte decisi dai giocatori che richiedono di giocare diversamente da una partita all'altra. Le abilità dei diversi personaggi sono tutte determinanti e vanno utilizzate a dovere, pianificando correttamente come e quando farne uso, perché il tempo a disposizione per la fuga non consente né ripensamenti né cambi di strategia sostanziali, e mi pare interessante la possibilità di pianificare la fuga in tre o quattro modi diversi che costituiscono le condizioni di fine gioco.

Per il mio gusto e la mia esperienza di gioco ci sono tuttavia un paio di critiche che mi sento di poter fare e che ho considerato necessario valutare nel dare un voto a questo gioco. Se infatti da un lato è molto interessante poter scegliere di fuggire in diversi modi, il tempo a disposizione è talmente poco che non è possibile praticamente cambiare strategia di fuga durante il gioco, quindi la scelta fatta all'inizio diventa quasi sempre vincolante per il resto della partita. Inoltre a me personalmente non fa impazzire il concetto dei "sottogiochi" che pure costituiscono un elemento di innovazione probabilmente voluto dagli autori: ad esempio, nel finale di fuga con la nave tutto si risolve in modo completamente staccato dal resto del gioco, al punto che nulla di ciò che si è acquisito durante la partita ha più valore, facendo perdere a mio parere parte di quello sforzo d'ambientazione che si percepisce in tutto il resto del gioco.

In estrema sintesi, per gli amanti del genere è secondo me un gioco da provare comunque: può piacere o meno, ma sicuramente è un'alternativa da valutare che difficilmente darà un'impressione di già visto.

23/12/2013
Smash Up 8,0

Personalmente mi è piaciuto molto, semplice, rapido (a meno che non giochiate con i "pensatori"), vario, divertente e non particolarmente impegnativo, direi adatto in molte occasioni anche con giocatori non assidui. Le carte sono graficamente molto belle, il testo non è mai così lungo da richiedere chissà che sforzo per comprendere l'effetto delle carte e la combinazione di due mazzi crea di volta in volta combinazioni e strategie diverse da attuare, che vanno a favore della rigiocabilità, cui contribuiscono le espansioni già disponibili e annunciate a breve. Ha anche un moderato sapore di "deck-building" che tanto va di moda, anche se qui la costruzione del mazzo è assolutamente embrionale e limitata al solo abbinamento di due mazzi che vanno presi per intero senza poter effettuare scelte più di dettaglio (che è tuttavia un punto di forza per la giocabilità e la durata).

Naturalmente è un gioco di carte, del tipo "pesca e gioca", quindi l'elemento fortuna nella pescata è presente, come anche nelle combo e nelle strategie da adottare in funzione dei due mazzi che si combinano, ma non credo questi possano essere considerati difetti in questo tipo di giochi, chi non gradisce queste cose ovviamente non può amare la categoria intera e non ha senso discuterne titolo per titolo. Anche se il testo sulle carte è sempre modesto, innegabilmente giocarlo in italiano velocizza le cose, e la traduzione mi è sembrata decisamente ben fatta e priva di particolari problemi che normalmente creano diffidenza verso le conversioni di questo tipo di giochi.

In sintesi, un buon gioco da provare secondo me, valutandolo per ciò che è senza attendersi chissà quale profondità e bilanciamento, per occasioni in cui si sceglie un gioco non particolarmente impegnativo o lungo.

09/01/2014
Smash Up: Awesome Level 9000 8,0

Espansione che si integra perfettamente con il gioco base, di cui lascia immutate la qualità grafica delle carte, la durata e tutto il resto, aumentando al contempo la varietà e rigiocabilità grazie ai quattro nuovi mazzi con le relative combinazioni. Le critiche al bilanciamento ed al fattore fortuna le considero, come già nel gioco base, un elemento fisiologico per questa categoria, quindi non le posso considerare difetti. A mio parere un'espansione da avere, per chi è interessato a questo tipo di giochi, andrebbe presa direttamente con il gioco base.

09/01/2014
Race! Formula 90 8,0

Valida alternativa ai numerosi titoli già presenti che affrontano il tema della Formula Uno, nel difficile compito di abbinare una simulazione sensata ad una giocabilità soddisfacente. Laddove la maggior parte dei giochi precedenti di questo tipo ha spesso sacrificato le complessità della simulazione per una maggior giocabilità, in questo caso ci troviamo ad avere a mio parere un aspetto più curato proprio sul primo punto, che premierà decisamente gli appassionati di questo sport cui ritengo sia principalmente rivolto il gioco.

L'impressione di far parte di un vero team di F1 con tutte le decisioni del caso, che comprendono dalla scelta dei pneumatici ed il relativo cambio in relazione alle condizioni e previsioni meteo di gara, alle diverse abilità dei piloti, le strategie di corsa e di rifornimento e molti altri aspetti davvero interessanti. Di particolare originalità il concetto che un giro sul tabellone non rappresenti effettivamente un giro di pista, ma solo la posizione dopo un tot di giri, che permette di strutturare il gioco su un numero di turni prefissato, una semplificazione che nulla toglie alla simulazione e anzi permette finalmente di mettere in gioco elementi di difficle realizzazione altrimenti, come la strategia dei pit stop.

L'aspetto della giocabilità risulta un po' sacrificato e anche se forse era nelle intenzioni degli autori, ci troviamo di fronte a un titolo che solo giocatori assidui ed appassionati al genere potranno godersi appieno, risultando ostico per giocatori occasionali, quasi proibitivo con le regole avanzate. Il regolamento è impegnativo e di non semplice assimilazione, con diverse eccezioni e qualche caso particolare che richiede accordi fra i giocatori o il ricorso al regolamento durante la partita: nonostante si giochi su un numero prefissato di turni grazie al modo di gestire i giri di pista, ne risulta un gioco decisamente lungo, la cui durata aumenta consistentemente al crescere del numero di giocatori.

In estrema sintesi, è a mio parere un eccellente gioco di Formula Uno che non può mancare nella collezione degli appassionati di questo sport, che non potranno restarne delusi. Se poi si dovesse trovare un modo per ridurre la necessità di ricorso al regolamento e quindi almeno in parte la durata di gioco, sicuramente potrebbe suscitare l'interesse anche di giocatori meno esperti che al momento difficilmente potranno godersi tutte le chicche che solo la versione avanzata assicura.

09/01/2014
Super Fantasy: Ugly Snouts Assault 8,0

A mio parere un gioco decisamente interessante che si caratterizza principalmente per due aspetti: la semplicità da un lato, rispetto all'impegno necessario per giocare bene la partita dall'altro. Un dungeon crawler innovativo per alcuni aspetti, come l'attivazione dei mostri in funzione del rumore, ma primo fra tutti lo stile "scanzonato" e "fumettoso" della grafica, che pur essendo questione di gusti non mi ha affatto deluso. Troppo spesso siamo stati abituati nei giochi di questo tipo a vedere guerrieri iperpalestrati, avventuriere scosciate simil-Lara Croft o nani ipercorazzati come un tank tedesco. In questo caso trovo invece che lo stile grafico si adatti benissimo ad uno stile di gioco che resta leggero per quanto impegnativo possa essere poi lo scenario, su cui effettivamente ci si può concentrare al netto di complessità accessorie non necessarie.

Lo consiglierei sicuramente a chiunque voglia provare un titolo alternativo in questo genere, con durata contenuta e di semplice apprendimento, che si propone anche per giocatori occasionali, a patto di essere disposti a tollerare che i personaggi fantasy non siano necessariamente quelli della Compagnia dell'Anello...

09/01/2014
Bus 8,0

Mi scuso innanzitutto con i lettori perché questo mio commento sostiutuisce il precedente, che dava un voto superiore. Purtroppo, Avevo valutato il gioco sulla base di come mi era stato spiegato a Lucca, ma rileggendo il regolamento e facendo una partita "corretta" mi sono reso conto che vi sono delle cose differenti, che a mio parere necessitavano di una rettifica.

Concordo in linea generale con il giudizio di Sargon, e non posso che sottolineare la grafica, a mio giudizio non brutta ma vomitevole, che rischia di rendere poco appetibile un titolo altrimenti di ottima profondità, in cui i giocatori hanno sempre numerose scelte a disposizione e conseguenti strategie.

Tuttavia, ad una attenta rilettura del regolamento, quella parte di interazione forte e "bastarda" che avevamo notato con piacere a Lucca non c'è, del resto in linea con la maggior parte dei titoli di stampo tedesco o tedeschizzante; sia chiaro, la possibilità di darsi fastidio e ostacolarsi a vicenda c'è e come, solo che non è in modo così competitivo e diretto come ci è sembrato la prima volta. Così come non è vero che l'economizzazione dei segnalini azione sia determinante per impedire che un giocatore solo resti in gioco alla fine, facendo quel che vuole: infatti, in tal caso, la partita terminerebbe a fine turno, e il giocatore che abbia troppo economizzato le azioni rischia di non riuscire a sfruttarle a pieno nell'ultimo turno; di conseguenza, spendere anche unnumero maggiore di azioni nella partita può costringere anche gli altri a farlo, per non rischiare sprechi finali.

Resta comunque un giudizio molto positivo del gioco, che è per molti versi più che valido: se così non fosse, data l'orrida grafica, mai mi sognerei di dargli un voto ben oltre la semplice sufficienza. Per chiunque sia interessato a valutare un gioco oltre il suo aspetto, Bus è a mio parere uno dei titoli da avere, divertente, avvincente, meccanicamente ben bilanciato e perfino originale nel suo genere, cosa non comune di questi tempi.

11/11/2004
Bootleggers 8,0

Finalmente un gioco della Eagle che risulti giocabile, sia per un regolamento non bucato, sia per un tempo di gioco decisamente più contenuto del solito. Balza subito all'occhio la ricchezza della componentistica (fortunatamente non corrisposta da un prezzo altrettanto esagerato), ma già nel corso del primo turno si capisce che c'è anche parecchia sostanza.

Bootleggers è un sapiente mix di gioco con meccaniche alla tedesca, con notevoli influenze dei giochi di stampo classico americano (o inglese se preferite), che può quindi avvantaggiarsi di una buona solidità del sistema ed una consistente attinenza al tema trattato al tempo stesso. Risulta semplice da imparare anche se il turno di gioco è piuttosto articolato, e soprattutto diverte, cosa importante, senza eccedere con l'influenza del fattore fortuna che, comunque, è presente per via dei lanci di dado necessari per la produzione delle distillerie e la determinazione della domanda dei negozi. Ve detto a questo proposito, che tale componente fortuna è mitigato dalla possibilità di espandere sia le distillerie che i negozi nel corso del gioco, ottenendo più dadi o bonus ai risultati (rispettivamente), il che porta comunque ad aspetti e considerazioni più deterministici pur mantenendo un minimo di alea.

Il bilanciamento è più che buono, dal momento che le carte che determinano l'iniziativa sono distribuite ai giocatori con lo stesso assortimento di fasce di valori: se anche i numeri saranno diversi, si può essere sicuri che tutti abbiano lo stesso numero di carte "alte", "medie", "basse" e "scamuffe", rendendo quindi cruciale la loro scelta ed economizzazione turno dopo turno. Il meccanismo di influenza nei negozi, l'uso degli scagnozzi, le priorità nelle vendite, aggiungono componenti strategiche non indifferenti che pongono ai giocatori scelte difficili e non sempre ovvie, con un forte accento sull'interazione che può essere a tratti molto diretta e cattiva.

In sostanza, un ottimo gioco che consiglio caldamente a tutti. Non concordo sul fatto che sia definito "semplice" nella recensione, ma comunque non va oltre il livello medio di complessità. L'interazione diretta, i componenti e la grafica sono di ottimo livello, così come le meccaniche che risultano a mio parere solide e supportate da un regolamento che non lascia spazi a malintesi o situazioni ambigue.

11/11/2004
Feudo 8,0

Anche nel mio caso, come per alcuni che hanno commentato prima di me, Feudo non rientra nella categoria di giochi che maggiormente mi appassiona, ma il fatto di conoscere l'autore (peraltro italiano) e di aver giocato con lui mi ha permesso di farmi un'idea davvero buona di questo titolo.

Iniziando dalla componentistica, devo dire che è di livello eccellente, soprattutto per la robustezza dei pezzi e della scatola, ma anche per quanto riguarda la grafica con la sola eccezione dello sfondo del terreno che a me non piace moltissimo, ma ha il pregio di non confondere il giocatore con inutili quanto fuorvianti vezzi di altro tipo. Il regolamento è chiaro e conciso, non lascia spazio a dubbi e soprattutto è assai semplice, laddove giocare bene Feudo è invece tutt'altra cosa. Un indiscutibile segnale di qualità.

Il gioco in sé ha numerosi pregi, primo fra tutti la quasi totale assenza della fortuna, limitata a cose come la peste, che in effetti trovo corretto lasciare al caso. Il meccanismo di impiego delle carte moneta, sebbene non nuovo, è determinante, ma soprattutto la necessità di intuire le mosse dell'avversario nella fase contemporanea di pianificazione rende il gioco vario e appassionante, sempre garantendo opzioni e scelte di vario tipo.

Il solo difetto che mi sento di sottolineare, se di difetto si tratta, è che pur avendo un regolamento abbordabile senza problemi, Feudo va giocato con le persone giuste. Se al tavolo siedono giocatori abituati a lunghe riflessioni o peggio a ripensamenti, le cose possono diventare davvero lunghe anche in una partita a 10 turni, e questo dal mio personale punto di vista diventa snervante... ma ovviamente non è un difetto del gioco in sé.

06/12/2004
Mag·Blast 7,0

Nonsono d'accordo sul fatto che questo gioco possa valere quanto Family Business o Lunch Money da soli. A mio parere, è molto meno bilanciato, dato che alcune razze hanno poteri decisamente meno influenti di altre.

Inoltre, in cinque o sei giocatori diventa fin troppo facile eliminare un giocatore prima che il turno tocchi nuovamente a lui. Secondo me, si può giocare in più di quattro solo se si fa a squadre, altrimenti qualcuno esce dal gioco subito e resta in attesa che gli altri finiscano.

Per questo ritengo che più di 7 non possa onestamente valere...

17/11/2003
Quarriors! 7,0

Un Deck Building senza "deck" perché invece delle carte ci sono i dadi, che riprende molto da Dominion e si propone come un'alternativa decisamente leggera, adatta a tutti e, a mio parere, piacevole. Sicuramente da considerarsi come un filler, anche se mi è capitato di avere delle combinazioni di creature e incantesimi in grado di allungare di parecchio la partita, comunque divertente se si accetta l'alea fisiologicamente innata in un gioco di dadi. Nonostante l'elevata componente fortuna che questo comporta, le combinazioni sempre diverse danno luogo alla possibilità di innescare combinazioni interessanti che rendono le partite spesso diverse anche nel modo di giocarle, con un sistema tutto sommato semplice che ben si presta a numerose espansioni che potranno svilupparne ulteriormente le potenzialità. Ovviamente, da evitare come la peste per chi ha dichiarato guerra alla componente fortuna nei giochi...

02/04/2012
Pack & Stack 7,0

Un filler divertente e rapido, sul quale non mi sento francamente di condividere le varie critiche espresse da altri ad esempio sul downtime, anche se naturalmente è tutta questione di gusti. Per quanto mi riguarda è leggero, rapido, divertente e immune da certe cervelloticità che hanno altri giochi che, pur essendo filler, vogliono poi far vedere che potevano essere altro. E' un filler ed ha le caratteristiche del filler, a parte la confezione davvero pretenziosa, tanto mi basta.

22/07/2012
Diamant 7,0

Diamant è un titolo alla portata di tutti, in grado di risolvere situazioni con un numero di giocatori superiore alla media senza degradare né in divertimento né in lunghezza, e sicuramente intrigante e divertente per la sua meccanica al limite del gioco d'azzardo. Valutato in questi termini il giudizio non può che essere positivo, ma resta comunque a mio parere un "Fil Rouge" da intermezzo fra giochi più impegnati. Un buon intermezzo comunque, decisamente valido in questa categoria.

10/10/2005
Lobo 77 7,0

UN simpatico, semplice e rapido gioco di carte che ha il pregio di essere veloce e che può essere giocato in molti. Ideale per serate poco impegnative o con poco tempo a disposizione.

11/12/2003
P.I. 7,0

Fra tante meccaniche nuove e riprese da glorie passate, mancava decisamente qualcosa che si ispirasse al Master Mind, così eccolo qua in PI dove la cosa appare perfino innovativa come concetto. Il gioco di per sè è una piacevole novità, non dà l'impressione del già visto sia per questa ispirazione al Master Mind sia per l'ambientazione non particolarmente sfruttata nel mondo del boardgame, e alla fine scorre in modo decisamente piacevole senza particolari problemi o intoppi. Non credo tuttavia possa essere considerato un giocone, dal momento che temo possa stancare dopo qualche partita, essendo la componente d'ambientazione sostanzialmente posticcia alla fine, senza produrre quelle sostanziali variazioni che potrebbero dare maggior longevità al gioco. Credo comunque sia da provare, difficilmente qualcuno avrà un titolo che possa ritenere duplicato, quindi se inquadrato nel modo giusto senza attendersi troppo, può essere un'interessante aggiunta alla collezione per qualcuno.

12/01/2013
Mag·Blast (Second Edition) 7,0

Sostanzialmente il giudizio non può essere differente da quello della prima edizione, poiché ritengo che i pregi ed i difetti siano sostanzialmente gli tessi. Buon filler in stile sparatutto un po' sbilanciato e con una confezione un po' sovradimensionata per un gioco di carte.

07/11/2005
Las Vegas 7,0

Piacevole titolo molto leggero e rapido da giocare e da spiegare, che si presta molto alle cattiverie ed alla più feroce competizione nei confronti di chi si ritiene in vantaggio, a patto di inquadrarlo correttamente nella categoria dei filler, ovviamente.

01/07/2013
Master Thieves 7,0

Pur non essendo molto originale nelle meccaniche che richiamano molto altri titoli (come Citadels), è a mio parere un gioco divertente, che mescola strategia e abilità individuale con l'aggiunta di componentistica d'eccezione. Naturalmente, il principale difetto è il prezzo abnorme, dovuto proprio alla componentistica.

07/11/2005
Turn the Tide 7,0

Il gioco è molto simpatico e divertente, con un meccanismo davvero ben studiato e che riserva non poche sorprese quando si cerca di evitare di affogare... Abbastanza inutile giocarlo se non si è almeno quattro, comunque.

11/12/2003
Nosferatu 7,0

Un filler semplice, rapido, divertente, che si gioca anche in tanti (meglio) e ben si addice anche ai neofiti del gioco più che agli hard-gamers. Funziona sicuramente senza problemi a parte qualche caso particolare che il regolamento non sembra affrontare a dovere e potrebbe richiedere interpretazione da parte dei giocatori. Non presenta tuttavia quasi nulla di veramente nuovo, rispetto a giochi da cui prende evidentemente larga parte dei concetti base e delle meccaniche, come i citati Lupus in Tabula e The Resistence, rispetto ai quali l'eventuale scelta si basa più che altro sull'ambientazione che si preferisce.

21/08/2013
Alhambra 7,0

Onestamente, trovo che insignire questo gioco del titolo di Gioco dell'Anno sia un po' eccessivo. non si tratta affatto di un brutto gioco, anzi, è sicuramente degno di interesse, ed i componenti e le meccaniche sono certamente in quello stile Queen che raramente lascia delusi, come dice giustamente il recensore.

Tuttavia, trovo che rispetto a molti altri giochi German-Style, questo vada un po' più a fortuna. Se le cose possono in qualche modo essere tenute sotto controllo fino a quattro giocatori, meritando in questo caso una buona valutazione, è innegabile che quando si gioca in più di quattro tutto viene pesantemente influenzato dal fattore casuale e ben poco resta alla possibilità di pianificazione strategica dei giocatori. L'impressione è che si tratti di un buon gioco da quattro che per motivi di mercato si sia deciso di estendere a più giocatori, senza particolare attenzione al playtesting per collaudarne il bilanciamento come di solito avviene in questo genere di giochi.

Alhambra è un titolo sicuramente valido se pensate di giocarlo in quattro o se apprezzate comunque un gioco leggero influenzato dal caso. Altrimenti, se ritenete che i giochi di tipo tedesco siano belli per il bilanciamento e le strategie e intendete giocare in più di quattro, allora ci sono numerosi giochi che meritano maggiormente la vostra attenzione.

29/12/2003
City of Horror 7,0

Il gioco funziona, non è complesso e non dura tanto, può anche divertire, quindi tutto sommato non è da voto basso e non contesto chi ha espresso giudizi più entusiastici, questione di gusti. Personalmente l'ho trovato un po' freddo e decisamente meno evocativo delle ambientazioni che mi aspetto da un gioco di zombie, soprattutto se penso al confronto con Last Night on Earth o Zombicide, entrambi superiori a mio parere. Per questo non mi sento di dargli una valutazione maggiore, indipendentemente da quanti e quali miglioramenti ci possano essere stati rispetto al precedente Mall of Horror. Di fatto, volendo fare un gioco zombesco-romeriano sceglierei con tutta probabilità uno dei due titoli citati sopra, prima di questo.

21/08/2013
Krosmaster: Arena 7,0

Come qualcuno ha sottolineato, si tratta probabilmente di un gioco che si ama o si detesta, quindi trovo giusto esprimere un giudizio intermedio, mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro che ho avuto modo di riscontrare personalmente.

Dal punto di vista dell'impatto visivo, la componentistica, la cura di realizzazione siamo su livelli di indubbia eccellenza, lo stile delle miniature può piacere o meno a secondo dei gusti più realistici o fumettosi di ciascuno, ma difficilmente finora si sono visti elementi di gioco di miglior qualità a mio parere. La possitilità poi di acquisire oltre agli 8 di base (e quello aggiuntivo dell'espansione) fino ad un totale d 32 personaggi ciascuno diverso per abilità e livello, danno vitalità al gioco, in particolare per le possibilità di assortimento della propria squadra che con il solo gioco base è piuttosto obbligata o quantomeno limitata. Per chi ama il collezionabile e un gioco che attira l'occhio solo passandoci vicino, sicuramente questo è da non perdere.

Sotto il profilo del gioco in sé, invece, siamo a mio parere dfi fronte ad un buon skirmish che ha tuttavia qualche limitazione e non molta originalità o profondità rispetto ad altri titoli di questo tipo. Se pensiamo al gioco senza farci ammaliare dal suo aspetto e dalla brama di collezionismo, infatti, come semplici e pure meccaniche di schermaglia ne esistono di certo diversi che hanno maggior profondità e flessibilità, risultando più dettagliati anche se forse a discapito della platea di riferimento che in questo caso è decisamente più ampia rispetto ai soli "amanti del genere". Questa maggior semplicità, ancorché negli obiettivi dichiarati dei designer, si paga e può far storcere il naso a chi desideri un po' più di controllo sulla propria squadra, ad esempio per scegliere l'ordine in cui i personaggi agiscono, che qui è invariabilmente sempre lo stesso. Per chi ama lo skirmish, si tratta probabilmente in larga parte di un "deja vu" di poco dettaglio che difficilmente potrà essere valutato posiivamennte solo per l'aspetto e la cura dei componenti.

In sintesi, un buon gioco che funziona, diverte e varia grazie alle diverse combinazioni dei personaggi in squadra e dei terreni di gioco (soprattutto con l'espansione che li porta a quattro), che non fa gridare al miracolo per le meccaniche ma compensa sull'aspetto.

03/12/2013
Edel, Stein & Reich 7,0

Il gioco è interessante e abbastanza originale, ha delle buone meccaniche e funziona bene scalando anche il numero dei giocatori in modo adeguato. Tuttavia non mi fa impazzire e ritengo abbia un valore di rigiocabilità piuttosto basso, che lo rende adatto a riempire i buchi di una serata piuttosto che non a fare da protagonista della stessa. Essendo fondamentalmente basato su un meccanismo di aste, per quanto interessanti siano gli aspetti strategici, il gioco è praticamente tutto lì, e alla lunga può risultare noioso o quantomeno ripetitivo.

16/02/2004
Emerald 7,0

Un buon gioco caratterizzato da una meccanica particolarmente interessante ed originale per quanto riguarda soprattutto il movimento dei propri pezzi. Interazione fra giocatori a livelli decisamente più alti della media dei giochi tedeschi, e questo non è male. Le numerose opzioni e scelte strategiche a disposizione dei giocatori, che dipendono spesso da cosa fanno gli altri, fanno in modo che nessuno si annoi in una partita a questo gioco.

A mio parere, resta comunque un gioco abbastanza "leggero", cosa che se da un lato è un pregio nel caso di giocatori inesperti o occasionali, dall'altro può comportare un po' di ripetitività per i giocatori più esperti e smaliziati.

01/04/2004
Wallenstein (first edition) 7,0

Dopo averlo provato, trovo che Wallenstein sia un titolo abbastanza controverso. Da un lato mi è piaciuto molto, è strategico, interattivo, richiede capacità di pianificazione e strategie chiare e ben definite, mettendo sempre i giocatori di fronte a scelte difficili. La torre che determina i combattimenti offre uno spunto in piùà che costringe a considerare quante unità dell'avversario vi sono rimaste dentro e potrebbero uscirne a suo vantaggio in caso di scontro.

D'altro canto, devo dispiacermi di alcune pecche che il gioco presenta, non solo per la fase di preparazione che è "lunga e noiosetta", ma che si può ben sopportare. Il problema principale a mio giudizio è l'eccessiva casualità di molti aspetti in un gioco che vorrebbe essere assai strategico. Non mi riferisco tanto alla torre che determina sì casualmente i combattimenti, perché questo è un sistema assimilabile a quello dei dadi, con la componente in più che posso prevedere le possibilità se ricordo quanti cubetti dell'avversario ci sono dentro.

Piuttosto trovo che sia un problema la determinazione casuale degli effetti dovuti alla mancanza di grano, che non vanno a colpire le regioni che un giocatore ha "spremuto" (che sarebbero prevedibili in base ad una sua strategia) bensì territori a caso. In questo modo, un'estrazione sfortunata può vanificare anche completamente una strategia anche efficace, laddove sarebbe stato auspicabile un sistema di determinazione diverso. Nel nostro caso, è capitato ad esempio che gli effetti fossero assai più gravi e determinanti per due giocatori che avevano patito una mancanza di grano anche molto inferiore ad altri che ne sono usciti in piedi.

Altro aspetto critico è la determinazione, anch'essa casuale, dell'ordine di gioco, cosa che diventa davvero cruciale nel secondo anno (ultimo round di gioco). Ottenere casualmente un'iniziativa alta o bassa in questo contesto, infatti, soprattutto alla fine del gioco, può facilmente risultare determinante, e francamente mi chiedo perché in un gioco che aveva ben altre pretese (e che certo non è stato fatto per essere accessibile a tutti) non si sia studiato un meccanismo che assegnasse l'ordine di gioco in funzione di una meccanica piuttosto che lasciarlo al caso.

Peccato, onestamente mi aspettavo molto di più...

19/04/2004

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