Classifica personale di Master_Alex

Titolo Voto giocoordinamento crescente Commento Data commento
Caylus 9,5

Non c'è molto da dire.

Caylus, il papà di tutti i worker placement, il classicissimo del genere, a distanza di anni rimane un inossidabile punto di riferimento sia per la sua categoria, sia nel mondo dei Giochi da Tavolo moderni.

Semplice, bilanciato, relativamente ben ambientato (è pur sempre un german duro e puro...), dalla grafica elegantissima e sobria, rappresenta - secondo me - uno degli esempi più alti di gioco "alla tedesca".

Rientra in quei giochi che, per quanto mi riguarda, devono essere provati almeno una volta nella vita di un Giocatore, un po' come altri titoli super-blasonati.

Praticamente un capolavoro per questo genere di meccaniche: non è un caso che si trovi ancora in alto nelle classifiche di gradimento, anche a distanza di tempo.

Nient'altro da dire se non: eccezionale.

15/04/2017
The Republic of Rome 9,5

Republic of Rome è uno dei Giochi di Società (prima che Gioco da Tavolo) più belli che abbia mai provato.

Complesso, con un'interazione fortissima tra i giocatori (che non vengono mai esclusi dall'azione), è un falso collaborativo che mette i players nei panni di Senatori dell'Antica Roma, alle prese con il Governo dell'Urbe e con i propri scopi personali da curare parallelamente alla sopravvivenza e prosperità comune.

Accuratezza storica invidiabile, regolamento complesso che riproduce tantissime sfaccettature delle problematiche inerenti la gestione di Roma ai tempi antichi, longevità altissima, richiede almeno tre giocatori e dà il meglio di sè in cinque o sei.

Molto è affidato proprio alla capacità dei giocatori di entrare nell'ottica politico-diplomatica del gioco, comprendendo le dinamiche, affrontando le scelte, stringendo accordi di peso variabile, facendo offerte, affrontando campagne militari e gestione delle Province, convincendo i Senatori di Fazioni avversarie ad unirsi alla propria (chi non vorrebbe avere tra i propri sostenitori Cicerone o Catone il Censore piuttosto che Giulio Cesare o Marco Antonio???), facendo uso di intrighi e tradimenti che possono portare (mi è successo...) a scene memorabili quanto l'assassinio di Giulio Cesare in Senato (...sì, mi è successo anche questo... ed ero nei panni del Bruto della situazione :P ).

Il Regolamento non è semplice da imparare, occorre avere qualcuno che lo padroneggi abbastanza bene se si è alla prima partita, ma ciò è dato dal fatto che il gioco offre una serie molto variegata di possibilità.

Per chi ama il mondo latino, questo è un titolo che, seppur si possa non acquistare dato il prezzo piuttosto alto, deve essere almeno provato laddove possibile, investendoci del tempo nell'apprendere il regolamento.

Probabilmente non è un gioco "per tutti", ma coloro che si cimentano ne rimangono solitamente affascinati. Mi piace dire che è un Gioco di Società, prima che un Gioco da Tavolo, e probabilmente le critiche avanzate da alcuni circa il fatto che talvolta l'interazione tra i giocatori prende il posto del gioco stesso, provengono da questa impressione che, giocando, si potrebbe avere.

Tuttavia, il gioco - nella sua spietatezza - fa tornare ben presto coi piedi per terra quanti si perdano a cincischiare. Se non si è attenti, Roma cade in un attimo, tra guerre, bancarotta e rivolte popolari, oltre alla possibilità che qualche condottiero si ribelli e passi il Rubicone per marciare contro il Senato stesso.

Ho conosciuto questo titolo perchè cercavo un gioco di Diplomazia. Mi venne consigliato insieme al classico Diplomacy, probabilmente più cattivo di questo. Qui c'è la necessaria collaborazione tra i giocatori per evitare la caduta di Roma, e la parte più strettamente politica si sente molto.

Cuore pulsante del gioco è infatti la fase del Senato, dove i giocatori debbono discutere e votare tutte le delibere usando i voti dei propri senatori a Roma... Questo significa che 1. l'interazione è enorme, sfaccettata, con uso di carte, intrighi, accordi, offerte, bustarelle e Dio solo sa cos'altro prima che scatti la votazione... e pure dopo... 2. usando solo i Senatori a Roma, l'effetto-Leader dominante è facilmente arginabile... un esempio? Basta riuscire a far mandare quel certo Senatore influente in guerra, o a governare una Provincia lontana da Roma, ed ecco che per un po' non avremo noie...

Insomma, sebbene mi riesca di giocarci davvero poco (purtroppo...), Republic of Rome resta per me uno dei titoli più belli e meno conosciuti del panorama ludico generale.

Ha una certa età, ma l'edizione ristampata dalla Valley Games ritengo che sia ottima e valida, sebbene non in lingua nostrana (si trovano comunque tutte le regole in italiano in giro per la rete, la gran parte sul sito stesso della Tana dei Goblin).

Insomma, Republic of Rome è un gioco profondo, complesso, dall'interazione altissima, "di peso", storicamente valido, assolutamente da provare ed in definitiva davvero bello.

04/01/2017
Puerto Rico 9,5

C'è un motivo (anzi, più di uno...) se questo gioco è da sempre ai primissimi posti di qualsiasi classifica di gradimento. Molto difficilmente troverete chi lo critica. Troverete invece uno stuolo di Giocatori che, con minime differenze, la vedono tutti allo stesso modo, ovviamente in positivo.

Infatti, probabilmente Puerto Rico è IL Gioco da Tavolo, uno di quei titoli che va provato - il prima possibile - a prescindere, senza "se" e senza "ma", durante la propria attività di Giocatore. E' un po' il padre di tutti i Giochi da Tavolo moderni, presenta una linearità ed una eleganza di meccaniche unica, a cui tutti - in qualche modo - si sono successivamente ispirati.

E' un gestionale facile da spiegare e con una profondità infinita. Ogni partita è diversa dalle altre, e consente di trarre sempre grande divertimento e soddisfazione.

Unico, straordinario, sempreverde, è un vero "must" che ogni Giocatore dovrebbe possedere e giocare di continuo, dal momento che è una assolutissima Istituzione dei Giochi da Tavolo.

Con Puerto Rico siamo vicinissimi alla perfezione, la quale viene forse raggiunta con l'edizione speciale con monete in metallo e materiali ancor più belli. Lì siamo proprio al top.

E' per questo che merita un ottimo 9,5. E' una garanzia.

In una parola sola: Immortale.

31/12/2016
Food Chain Magnate 9,3

Per alcuni Giocatori di GdT della Splotter Spellen, questo Food Chain Magnate può essere considerato "Iddio" (cit.).

Per me, è stato il primo Splotter che ho provato, ed è inutile dire che anche le mie impressioni sono perfettamente in linea con quelle di altri Players che prima di me lo hanno provato.

Parliamo di un gioco che, come tutti quelli della Splotter, ha delle caratteristiche particolari (su cui non mi soffermo e per le quali vi rinvio a sedi più appropriate per approfondire), che esaltano l'esperienza ludica di un Giocatore che cerchi un certo tipo di gioco (nello specifico: un gestionale... e che gestionale!).

Siccome io sono uno di quei Giocatori, posso solo dire che Food Chain Magnate è davvero un gioco solido, con meccaniche molto belle di gestione aziendale, realistico, dove l'alea è praticamente del tutto assente, appagante sotto ogni punto di vista. Come i vini rossi invecchiati in botti di rovere, è un gioco "corposo" che può essere apprezzato solo da una certa fetta di gamers dal palato sopraffino.

Per le stesse ragioni, non essendo un titolo per tutti, può non avere un grande pubblico di Giocatori, ma per coloro che cercano davvero un gestionale con gli attributi, questo titolo è sicuramente uno dei possibili papabili, un punto di riferimento.

Meriterebbe un 9,5 (considerando che 10 è la perfezione ludica... ammesso che qualche titolo ci arrivi), ma volendo trovargli qualche difettuccio, si può parlare del "tabellone" dall'estetica non proprio accattivante (sebbene sia un difetto che gli si perdona subito, una volta entrati nel vivo del gioco, comprendendo ben presto che l'estetica è stata "sacrificata" sull'altare dell'ergonomia) e da alcune meccaniche che risultano ben comprese soltanto dopo alcune partite (io, per es., ho avuto qualche difficoltà a capire bene bene il sistema di pubblicità).

L'esperienza che restituisce il titolo, comunque, è sicuramente esaltante. E' il classico gioco dalla profondità sterminata, un titolo che - per essere davvero ben conosciuto - richiede almeno una decina di partite... e considerando che ogni partita è sempre diversissima, il livello di sfida è praticamente sconfinato.

Per questo spero di rigiocarlo quanto prima, e non escludo che questo voto venga rivisto (probabilmente al rialzo), arrivando nell'Olimpo della mia Classifica, malgrado i piccoli difetti che si possano muovere a questo gioco.

Assolutamente una perla del suo genere, per veri intenditori.

03/02/2017
Secret Hitler 9,0

Nell'eterna battaglia tra The Resistance: Avalon e Secret Hitler, io vi dico subito che non so scegliere: mi piacciono un sacco entrambi, e pertanto li metto a parimerito.

Quel che non ha l'uno, lo offre l'altro, e partendo da una base comune (le identità nascoste, il bluff ed un momento di votazione) sviluppano la stessa meccanica con alcuni twist particolari, ciascuno nella propria direzione.

Se, infatti, in The Resistance: Avalon si hanno dei ruoli con poteri diversificati (penso a Merlino, a Parsifal, ecc.), in Secret Hitler si hanno delle Carte Legge da approvare (al contrario della Squadra da inviare in missione) ed una decisione sulla buona/cattiva riuscita della tornata legislativa affidata in sostanza a due sole persone (Cancelliere e Presidente, in sostanza), con qualche potere che viene fuori andando avanti con la partita.

Per il resto, vale quanto già detto per The Resistance: Avalon. Parliamo di un party game coinvolgente, cattivo, divertentissimo, con un regolamento facile da imparare (basta persino che sappia giocare solo una persona al tavolo, giusto per effettuare il setup di partenza, con la solita fase di riconoscimento tra i "cattivi" del gioco) e proponibile a chiunque.

Da provare assolutamente almeno una volta nella vita.

29/06/2018
Tramways 9,0

Questo Tramways è davvero un gran bel gioco...

Come detto da molti, per materiali, profondità e cattiveria, il titolo ricorda molto i giochi della casa editrice Splotter Spellen, la quale ha prodotto delle perle per veri gamers: peraltro, tale somiglianza nasce - a detta dello stesso Autore - proprio dall'ispirazione che quest'ultimo ha tratto dai giochi della casa olandese.

Proprio sull'Autore, c'è da dire che parliamo di un Professore di Matematica, a conferma della solidità di un gioco che, per certi versi, si presenta davvero come un gioiellino di cattiveria per veri Giocatori.

Caratterizzato da una fase di asta "particolarmente cruenta", si tratta di un pick up and delivery a salsa tramviaria, dove ciascun Giocatore è chiamato a costruire tratte di binari ove far passare i propri mezzi e trasferire così passeggeri (guadagnando denaro e PV) da un edificio all'altro.

I materiali sono spartani al pari di un Food Chain Magnate, ma la profondità è anch'essa pari a questo titolo, e restituisce un appagamento di gioco per nulla trascurabile.

La mappa sempre diversa, a seconda delle plance utilizzate per comporla, permette una grande rigiocabilità, altro punto forte (insieme alla profondità) di questo titolo altamente strategico dove, se non si ha subito ben chiaro cosa fare, si rischia di rimanere fortemente indietro rispetto a giocatori più focalizzati ed esperti, i quali rischiano facilmente di prendere il largo, con un evidente conseguenza per cui il gioco, di per sè, risulta fortemente punitivo con chi non si adegua a stargli al passo.

Sicuramente da provare, sono state già implementate - quali espansioni - alcune mappe relative a città come Parigi e New York, al posto di quella "componibile" con le plance del gioco base.

21/09/2017
Across 5 Aprils 9,0

Uno dei più bei Wargames per l'epoca relativa alla Guerra di Secessione Americana, Across 5 Aprils permette di giocare a chiunque abbia un minimo di volontà di impegnarsi nel suo regolamento non troppo difficoltoso.

Come tutti i wargames operazionali su mappa esagonale, non è semplicissimo da padroneggiare, sebbene presenti un regolamento tra i più lineari del suo genere, non troppo differente da altri titoli come Blue & Gray o similari.

I materiali sono buoni, sebbene si tratti - come è normale che sia - di solo cartoncino per mappe e counters, debitamente colorati e suddivisi a seconda dei casi in brigate, corpi d'armata, ecc..

Interessante anche la meccanica per cui si ha - nel movimento - un'alternanza di unità tra i due contendenti, in modo da far sì che il downtime sia comunque ridotto e sopportabile, diversamente da altri wargame di questo tipo.

La rigiocabilità, che comunque non è il target principale di questo tipo di giochi, è chiaramente limitata se posta al confronto con altri titoli, specie se non del genere wargames. Tra questi ultimi, invece, è uno dei pochi che presenta più di 3-4 scenari da poter intavolare, alcuni anche molto gradevoli e poco ricreati (Battaglia di Pea Ridge, Battaglia di Bentonville, ecc.), oltre ai grandi classici del genere (Battaglia di Gettysburg, Battaglia di Shiloh, ecc.).

Sono riuscito a farci giocare anche una persona al suo primo wargame in assoluto e sono anche riuscito a piegarlo per renderlo un gioco a squadre, assegnando i vari gruppi di unità ad un giocatore piuttosto che ad un altro, per creare partite 2v2.

Da provare, specie se si è amanti del periodo storico, oltre che dei wargames di questo tipo.

08/01/2017
The Resistance: Avalon 9,0

Il voto altissimo (per i miei standard) tributato a The Resistance: Avalon si giustifica con poche parole.

Questa versione, infatti, introducendo nuovi ruoli ed alcune migliorie al gioco base, porta The Resistance - che già è un party game molto divertente - al suo massimo splendore ed alla sua massima capacità di assicurare divertimento al tavolo.

Ritengo che, insieme a giochi come Nome in Codice, questo sia uno dei migliori - se non il migliore - party game sulla piazza, specie se ci si vuole orientare su giochi di bluff che sappiano coinvolgere tutti i giocatori al tavolo.

Il regolamento prevede diverse varianti di gioco, a cui è possibile anche aggiungere un'espansione (vedi Scheda del Gioco a parte) promozionale con protagonista il personaggio di Lancillotto.

Sostanzialmente è imperdibile e va giocato, laddove si abbia un bel gruppone di una decina di persone sedute allo stesso tavolo e che aspirino al divertimento che, con questo titolo, sarà sicuramente garantito.

21/01/2017
Android: Netrunner 9,0

Premessa: piuttosto che lasciare un voto a tutte le espansioni per questo titolo, darò un voto complessivo che cerca di tenere conto un po' di tutto.

 

Per quanto mi riguarda, non ho molto da dire su Android: Netrunner.

Semplicemente, per me è il gioco di carte 1v1 praticamente definitivo. Abbiamo condensati, in questo gioco, il creatore di Magic: The Gathering, un sistema di gioco 1v1 asimmetrico, una componente di bluff e di "gestione di risorse" latamente intesa (se si vuole guardare ai "click" ed ai crediti come vere e proprie risorse, così come gli altri parametri di gioco quali Unità di Memoria, Forza di Link, danni cerebrali, ecc.), il tutto condito con un'imprescindibile livello di tattica e strategia di gioco che regala, non da ultimo, una longevità ed una profondità praticamente inesauribile.

La divisione tra i due lati (Corporazioni e Runners) e la diversificazione tra le fazioni interne a ciascun lato, regala un grado di personalizzazione notevole, che raggiunge vette altissime grazie alla possibilità, comune a tutti i giochi di carte, di fare deckbuilding in maniera sfrenata e compulsiva, con combinazioni innumerevoli e strategie da pianificare con cura ed a seguito di prove su prove: d'altronde, anche questa fase rappresenta una parte del godimento che si trae da questo genere di titoli, ed Android: Netrunner, in questo senso, dà un sacco di soddisfazioni.

Ritengo che sia un gioco assolutamente da conoscere, oltre che da provare. Essendo un Living Card Game, permette - diversamente dai giochi di carte collezionabili - di essere seguito con una un graddo relativamente maggiore di facilità (malgrado l'esborso monetario, per essere competitivi, si faccia pur sempre sentire, seppur di peso minore ai collezionabili sopra citati...).

E' inoltre un gioco molto diffuso anche all'estero, sostenuto da una buona comunità internazionale di giocatori, con tornei ed eventi in tutto il mondo.

Android: Netrunner è quindi una garanzia: non è un caso che sia in vetta alla Classifica della Tana dei Goblin. L'ambientazione è particolare e non comune, capace di "sorreggere" anche altri titoli (più propriamente della categoria dei boardgames) che ruotano attorno all'universo di questo gioco di carte.

Per chi fosse interessato, va segnalata la possibilità - in rete - di giocare a questo titolo anche grazie alla piattaforma "Jinteki.net", facilmente accessibile da qualsiasi browser. Essa è interamente in lingua inglese, ma può costituire un viatico perfetto per avvicinarsi al gioco, provarlo (il regolamento è reperibile anch'esso in rete) e decidere con più consapevolezza se divenire un giocatore assiduo di questo bellissimo gioco.

21/01/2017
Savage Worlds (Revised Second Edition) 9,0

Savage Worlds è un regolamento per GDR "universale", ovvero flessibile ed utilizzabile per qualsiasi tipo di ambientazione, da quelle fantasy a quelle moderne, passando per le cyberpunk, le sword & sorcery piuttosto che le storiche pure.

Da quando l'ho provato, non riesco a trovarne altri più stimolanti. La semplicità delle regole, di facile apprendimento e che sono ridotte realmente a ciò che è davvero necessario per giocare, senza perdersi in fronzoli e calcoli numerici inutili, unita alla ricchezza di spunti ed alla malleabilità dell'intera struttura per piegarla alle esigenze del Master di turno, rendono questo comparto di regole per GDR davvero molto ma molto bello.

Gli scontri sono effettivamente "selvaggi", rapidi e furibondi, con regole che consentono al Master anche di introdurre numerose "comparse"/PNG in combattimento come nei momenti narrativi della storia, ed il sistema di iniziativa nei combattimenti (regolato dalla pesca di carte invece che dal tiro di un dado), ben si sposa con tutto il resto basato più sul lancio di dadi da quattro, sei, otto, dieci e dodici facce.

Il prezzo del Manuale Deluxe, che serve come base per poter giocare, è contenuto. La lettura porta via poco tempo, al contrario di altri sistemi di gioco, e le parti che effettivamente devono essere conosciute "a memoria" sono poche, demandando semmai le altre ad una successiva consultazione alla bisogna od affidandosi al Master il quale, padroneggiando la ratio del Regolamento e la filosofia che c'è dietro a Savage Worlds (fatta di dinamismo, di trovate brillanti, di un tipo di gioco "selvaggio" e travolgente), riuscirà tranquillamente, con pochi espedienti, a trarsi da ogni impiccio.

Il Regolamento base viene ampliato poi da regolamenti, per così dire, "tematici", che introducono le differenti ambientazioni (varie ed originali) entro cui poter giocare a questo splendido GDR, lasciando sempre e comunque la possibilità ai Master più volenterosi di mettere su una propria personale ambientazione usando detti manuali soltanto come punto di partenza o come fonte ricchissima da cui trarre utili spunti.

Savage Worlds, poi, premia anche quei giocatori che abbiano delle trovate argute, magari con un approccio meno votato all'azione e più orientato magari alla narrazione o alla deduzione usando l'ingegno. Tramite il sistema (anch'esso rapido ed intuitivo) dei benny, infatti, chi avrà la trovata migliore potrà vedersi premiato dal Master con uno di essi, molto utili quando si passa all'azione vera.

Che dire? Data la sua estrema semplicità (ma non banalità) e la maneggevolezza delle sue regole, Savage Worlds è un Regolamento perfetto per quei Master e quei giocatori che, con meno tempo a disposizione (rispetto al passato) da poter perdere in conti matematici e libri di regole da apprendere, vogliano divertirsi in maniera semplice, brillante, dinamica... in una parola sola: selvaggia.

Sempre all'insegna del divertimento.

09/01/2017
Player's Handbook (D&D 3.5e) 8,8

L'edizione 3.5 di Dungeons & Dragons, ad oggi, è spesso criticata alla luce delle successive versioni di questo che - volente o nolente - è il Gioco di Ruolo per antonomasia, quello conosciuto da tutti, giocato da tutti almeno una volta nella vita, pluricitato e noto in tutto il mondo, anche tra i non-giocatori.

Per quanto mi riguarda, è la versione che ho giocato più di tutte, ed ho passato (sia da Giocatore che da DM) ore ed ore di divertimento con questo GDR, creando mondi fantastici, storie avvincenti, PG e PNG talvolta memorabili, ricordati sempre con piacere.

Il Manuale del Giocatore è la porta di ingresso per tutto questo, il passaporto per un mondo fantasy bellissimo, la scatola degli attrezzi per prendere parte alle tante storie che è possibile creare con D&D.

Sebbene vi siano state edizioni successive, che hanno sanato alcuni problemi atavici di questo gioco, moltissimi sono ancora i giocatori che scelgono la 3.5 come Regolamento da giocare.

Potrei perdere ore a parlare di D&D.

A conti fatti, però, rimane solo una cosa da dire: a suo modo, malgrado ad oggi possa essere vista come "superata" da edizioni successive, la versione 3.5 di Dungeons & Dragons è un "piccolo" capolavoro del GDR Fantasy, un regolamento che - sebbene presenti qualche problema - è sicuramente una solidissima base da conoscere e da cui partire per qualsiasi viaggio nel mondo dei Giochi di Ruolo.

04/01/2017
Dungeon Master's Guide (D&D 3.5e) 8,8

L'edizione 3.5 di Dungeons & Dragons, ad oggi, è spesso criticata alla luce delle successive versioni di questo che - volente o nolente - è il Gioco di Ruolo per antonomasia, quello conosciuto da tutti, giocato da tutti almeno una volta nella vita, pluricitato e noto in tutto il mondo, anche tra i non-giocatori.

Per quanto mi riguarda, è la versione che ho giocato più di tutte, ed ho passato (sia da Giocatore che da DM) ore ed ore di divertimento con questo GDR, creando mondi fantastici, storie avvincenti, PG e PNG talvolta memorabili, ricordati sempre con piacere.

Il Manuale del Master, in questo senso, racchiude tutto il necessario per il DM, consentendogli di creare efficacemente il mondo di gioco, offrendogli un ventaglio di oggetti magici da poter introdurre nelle proprie campagne, indicazioni varie che espandono il novero di quelle offerte nel Manuale del Giocatore, oltre ad utili indicazioni su come regolarsi nella gestione delle sessioni.

Un po' farraginosa, invece, la parte sulla creazione degli oggetti magici, con tanti calcoli da fare che non sono di immediata comprensione. Per il resto, è un ottimo manuale, indispensabile per chi si accinga a fare da Master.

Sebbene vi siano state edizioni successive, che hanno sanato alcuni problemi atavici di questo gioco, moltissimi sono ancora i giocatori che scelgono la 3.5 come Regolamento da giocare.

A suo modo, malgrado ad oggi possa essere vista come "superata" da edizioni successive, la versione 3.5 di Dungeons & Dragons è un "piccolo" capolavoro del GDR Fantasy, un regolamento che - sebbene presenti qualche problema - è sicuramente una solidissima base da conoscere e da cui partire per qualsiasi viaggio nel mondo dei Giochi di Ruolo.

Ciò vale, tanto ed ancor più, per il Manuale del Master.

04/01/2017
Monster Manual (D&D 3.5e) 8,8

L'edizione 3.5 di Dungeons & Dragons, ad oggi, è spesso criticata alla luce delle successive versioni di questo che - volente o nolente - è il Gioco di Ruolo per antonomasia, quello conosciuto da tutti, giocato da tutti almeno una volta nella vita, pluricitato e noto in tutto il mondo, anche tra i non-giocatori.

Per quanto mi riguarda, è la versione che ho giocato più di tutte, ed ho passato (sia da Giocatore che da DM) ore ed ore di divertimento con questo GDR, creando mondi fantastici, storie avvincenti, PG e PNG talvolta memorabili, ricordati sempre con piacere.

Il Manuale dei Mostri è sicuramente un valido supporto al regolamento base che è possibile trovare nel Manuale del Giocatore. Quasi indispensabile per il Master, dal momento che contiene tutte le creature che è possibile opporre al party dei protagonisti.

La carrellata è vastissima, i disegni sono bellissimi ed il manuale contiene anche le regole per creare mostri personalizzati e per lavorare con gli archetipi.

Sebbene vi siano state edizioni successive, che hanno sanato alcuni problemi atavici di questo gioco, moltissimi sono ancora i giocatori che scelgono la 3.5 come Regolamento da giocare.

Alla fine della fiera, rimane solo una cosa da dire: a suo modo, malgrado ad oggi possa essere vista come "superata" da edizioni successive, la versione 3.5 di Dungeons & Dragons è un "piccolo" capolavoro del GDR Fantasy, un regolamento che - sebbene presenti qualche problema - è sicuramente una solidissima base da conoscere e da cui partire per qualsiasi viaggio nel mondo dei Giochi di Ruolo.

...e per meglio conoscere un mondo, è indispensabile conoscere le creature che lo abitano. Il Manuale dei Mostri serve proprio a questo.

04/01/2017
Weird West Player's Guide 8,8

Questo Regolamento di Ambientazione di Savage Worlds noi in Italia lo conosciamo come Deadlands, suddiviso in Deadlands: Città Fantasma; Deadlands: gli Uomini e Deadlands: le Legge, rispettivamente manuale di pura ambientazione, manuale destinato ai giocatori e manuale destinato al Master, tutti utili per definire l'ambientazione di weir west unica nel suo genere, entro cui giocare con le regole di Savage Worlds.

Ovviamente, differenze editoriali a parte, il succo è lo stesso: ci troviamo in un selvaggio western pesantemente contaminato da elementi horror, fantasiosi, di magia, steampunk e quant'altro, in un'amalgama - a suo modo - ben riuscita.

Il Regolamento, ulteriormente espanso con Deadlands: Messico e Nuvole, presenta regole aggiuntive rispetto al Regolamento base, oltre ad alcune precisazioni per rendere meglio il comparto di regole nell'ambientazione specifica del weird west.

Deadlands è una delle Ambientazioni più giocate di Savage Worlds. Personalmente, mi fa impazzire fino ad un certo punto, dal momento che sono un amante del genere western puro e, vederlo contaminato così, talvolta mi risulta un pizzico disturbante.

C'è però da dire che il divertimento comunque è assicurato, ed anche per chi - come me - è più purista verso il genere storico di riferimento che fa sfondo al tutto, questi manuali di Savage Worlds comunque consentono di trarre fuori tante idee e spunti per costruire anche una semplice cronaca western pura, storica e senza contaminazioni (l'ho fatto ed è venuto bene...).

Allacciate i cinturoni ed afferrate quindi i vostri revolver: Deadlands è qualcosa da provare, specie se avete già familiarità con il Regolamento base di Savage Worlds.

09/01/2017
Agricola 8,5

Agricola è certamente uno dei classici più apprezzati del genere "piazzamento lavoratori" e gestionale di risorse.

Edito in tante versioni, dispone di numerose espansioni (da quella "per famiglie" sino a quella che aggiunge nuovi animali, carte, ecc.) ed ormai è un punto fermo per qualsiasi Giocatore degno di questo nome.

Ben ambientato, ben bilanciato, non difficilissimo da apprendere nelle sue meccaniche, con un regolamento che via via si è affinato e perfezionato in termini di comprensibilità ed organicità, è sempre un piacere giocarlo ed invitare altri a provarlo.

Seppur non sia un vero e proprio introduttivo, è sicuramente uno di quei giochi godibile anche da chi ha solo mosso i primi passi nel mondo del GdT e voglia iniziare a confrontarsi con alcuni "mostri sacri" del genere.

Inossidabile, sempreverde, può vantare un numero di Giocatori molto consistente e competizioni/tornei in giro per il mondo.

Altamente consigliato, laddove necessario, il pimpaggio della componentistica con l'acquisto di animeeples e vegemeeples (l'ultima edizione, ad oggi [Aprile 2017], li possiede già all'interno della scatola), per poter godere effettivamente al meglio di questo gioco.

Pietra miliare, è un grande classico da provare assolutamente.

01/04/2017
Magic: The Gathering 8,5

Magic: The Gathering, volente o nolente, è un "mostro sacro" dei Giochi di Carte moderni.

 

Ha una storia di più di venti anni alle spalle, ed ha raggiunto ormai una profondità a tratti spaventosa.

 

La possibilità di creare mazzi con strategie diversissime ed il numero di carte esistenti rende virtualmente infinita la rigiocabilità di questo titolo, sebbene vi siano, indubbiamente, diversi problemi.

 

Il regolamento base è abbastanza semplice, lo si comprende con facilità e da subito rende l'idea di quanto sia sfaccettato il gioco. La meccanica è ormai divenuta leggendaria (il sistema di TAPpa-e-STAPpa è divenuto ormai qualcosa di arci-noto nel mondo ludico, anche per chi non gioca assiduamente a Magic), l'interazione è ovviamente altissima (essendo fruibile per lo più in modalità 1v1, sebbene non manchino modalità a squadre...), l'ambientazione - per chi volesse approfondire - c'è ed è molto piacevole e ben strutturata, così come il merchandising e l'espansione verso piattaforme ludiche di tipo elettronico (PC, ecc.)... insomma, c'è davvero tutto.

 

Ed allora, ci si potrebbe chiedere, dove sono i problemi?

 

I problemi scaturiscono dal fatto che un gioco semplice e lineare, profondo, bellissimo, è diventato più brutto "via via che è invecchiato".

Le regole si sono infittite, sono divenute più numerose e di meno immediata comprensione.

Parallelamente, il numero di carte è ormai divenuto esorbitante, con espansioni in continua uscita, che portano il Giocatore a spendere fiumi di denaro nel caso in cui voglia star dietro alle varie espansioni e rendersi competitivo a livello torneistico.

 

Su quest'ultimo aspetto, non vi è nulla da poter dire: di tornei ne esistono tantissimi con tantissimi diversi "formati", dal pauper a quelli più spinti, per tutta la Penisola - come è noto - questo gioco viene ampiamente supportato sotto ogni profilo.

 

Un mostro sacro, quindi, che personalmente ho dovuto però distanziare dai miei interessi, proprio perchè - come il peggiore dei mostri - è divenuto, almeno secondo me, davvero ingestibile.

 

Troppo, troppo, troppo. Troppo di tutto. E' questa la condizione che, secondo me, vive al momento questo bellissimo gioco. Ed è una condizione probabilmente, arrivati a questo punto, irreversibile dopo anni ed anni di vita.

 

Nel complesso, però, rimane uno dei Giochi di Carte collezionabili più bello in assoluto, forse IL Gioco di Carte collezionabili per eccellenza.

 

E' un po' come quelle droghe particolarissime che uno dovrebbe provare, almeno una volta... ma avendo la forza di non divenirne dipendenti... cosa praticamente impossibile.

La cura c'è, per disintossicarsi. Personalmente, pur non avendo raggiunto un livello di "dipendenza" cronico (anzi, mi sono giostrato molto bene, se rapportato a giocatori davvero accaniti, contenendo bene la spesa e divertendomi comunque tanto...), ad un certo punto ho detto "basta". Ormai lo gioco solo in amicizia ed in modalità totalmente "fun".

 

Restano però le tantissime ore di gioco, di divertimento, di vero e proprio gusto nel fare deckbuilding, di risate con amici, di discussioni su questa o quella specifica strategia, di persone conosciute in vari negozi od eventi in giro per la città, di tornei organizzati a livello amatoriale... Insomma, un bagaglio di esperienze ludiche che solo Magic sa dare.

 

E' per questo che, nel bene e nel male, con tutti i suoi pregi e difetti, Magic è sempre Magic, e come tale va promosso comunque con un punteggio alto, ampiamente meritato.

03/01/2017
Le Havre 8,5

Le Havre mi è sembrato un ottimo titolo del genere gestionale.

Più complesso di Agricola, in questo gioco l'Autore (il buon Rosenberg) - oltre a confermare la costante pressione, in capo ai giocatori, per la questione del cibo con cui sfamare la propria "fazione" a fine turno - introduce alcuni aspetti che fanno di questo titolo un bel blocco monolitico per il suo genere.

Molto interessante, ad esempio, l'idea di avere risorse che, se lavorate in modi opportuni, diventano altre risorse (basta capovolgerne i token) talvolta necessarie per la progressione del motore produttivo e per conseguire un maggior numero di Punti Vittoria.

Questo sistema, unito alla costante "Spada di Damocle" del cibo a fine turno, richiedendo delle azioni in più per trasformare la risorsa da quella base a quella lavorata, costituisce un upgrade rispetto ad altri titoli del medesimo Autore, regalando un'esperienza di gioco di maggiore profondità.

Quel che è certo, infatti, è che Le Havre non è padroneggiabile con una sola partita all'attivo. Un po' come tutti i titoli di Rosenberg, occorrono più partite per giocarlo al meglio.

Malgrado ciò, il titolo rimane godibile anche alla prima esperienza di gioco, con l'avvertenza di approcciarlo senza sperare di fare una montagna di punti, dato che le meccaniche vanno prima ben assimilate.

In ogni caso, è un classico del genere dei gestionali che va provato e che - sicuramente - è da promuovere a pienissimi voti.

07/04/2017
Florenza 8,5

Un buon piazzamento lavoratori, dall'ambientazione ben realizzata e dal design molto elegante.

Meccaniche rodate, da vero piazzamento lavoratori senza mascheramenti di alcun tipo, dove la gestione di risorse, lavoratori e Punti Prestigio permette di avere tutto sotto controllo.

L'interazione c'è il giusto: occupare una bottega nel rione avversario dà comunque un punto Prestigio al proprietario della bottega stessa, come contropartita. Accaparrarsi un Artista lo rende non assoldabile dagli altri, ma vi è sempre la via di fuga degli Artisti anonimi. I poteri del Capitano del Popolo e del Vescovo sono fastidiosi ma non eccessivamente determinanti sull'economia del turno del giocatore preso di mira.

L'alea circa la resa degli Artisti nel realizzare le opere d'arte, quale pecca che alcuni hanno segnalato, è facilmente removibile con la variante a punti fissi, presente nella Seconda Edizione del gioco e di facile inserimento.

C'è chi ne lamenta la piattezza, ma Florenza semplicemente è un gioco del suo genere, ed ha tutto al posto giusto per essere dove sta.

Un piazzamento lavoratori di stampo german, dalle dinamiche classiche, elegante, fluido e lineare, per certi versi esemplare del suo genere.

Sicuramente da provare. Quale nota in più, non si può tralasciare il fatto che sia un gioco totalmente italiano. L'ambientazione, di conseguenza, è ben curata così come la ricerca del dato storico, presente con necessarie "licenze" per rendere giocabile il tutto, di cui non si sente assolutamente il peso negativo.

Apprezzato da tutti coloro a cui l'abbia fatto provare, sono riuscito a farci giocare anche i miei genitori (non propriamente dei gamers accaniti...), sintomo che il regolamento - diversamente da alcuni giochi con questa meccanica e dal regolamento complesso - è di facile apprendimento, grazie anche al supporto delle schede riassuntive (alcuni lamentano il dover costantemente fare ricorso a queste ultime, ma alla lunga si individuano presto gli edifici-chiave, lasciando la consultazione della scheda solo ai casi particolari...).

Nel complesso lo ritengo un bel titolo.

04/01/2017
The Lord of the Rings: Strategy Battle Game 8,5

The Lord of the Rings: Strategy Battle Game è forse uno dei "fratelli minori" di Warhammer dal regolamento molto più snello. L'ambientazione è ovviamente quella de "Il Signore degli Anelli", ed il titolo si presenta come uno skirmish teoricamente per due giocatori, anche se ho avuto modo di giocarlo anche in più giocatori suddividendo le relative forze in campo.

Come tanti altri skirmish, è giocabile a scenari (anche più d'uno collegati a formare una vera e propria campagna) oppure con scontri tra eserciti da formare usando dei punti per creare delle war list, e permette di rivivere sia le scene dei film e dei libri, sia di creare partite completamente slegate dalla storia narrata da Tolkien.

Le regole sono abbastanza semplici e permettono un divertimento più facilmente raggiungibile rispetto a giochi ben più famosi come il su citato Warhammer, di cui condivide (oltre all'editore Games Workshop) lo schema Regolamento Base + Regolamenti "tematici" a seconda delle forze usate. Le similitudini, però, salvo qualche dettaglio, terminano qui.

Io l'ho trovato molto piacevole, ho acquistato diverse miniature (che fanno comunque sempre un'ottima figura e che sono, come tante altre, spendibili in qualsiasi altro contesto fantasy) e lo gioco sempre con molto divertimento, usando un comparto di regole composte dal solo Regolamento Base che già basta ed avanza. L'ho scelto come mio skirmish 3D anche perchè ha un costo più contenuto rispetto ad altri.

Difetti? Alle volte alcuni Eroi potrebbero sembrare un po' "sgravati", specie agli occhi di chi ha meno senso tattico, anche perchè il Bene gioca sempre con un modus per forza di cose diverso rispetto al Male. Per il resto, come tutti questi tipi di gioco, l'esborso per crearsi un esercito decente è talvolta abbastanza pesante, salvo fare come ho fatto io... mettendosi in condizione di avere semplicemente dei "manipoli" da poter giocare per ambo gli schieramenti (Bene e Male), potendo così creare non tanto un esercito grande quanto bande da guerra per giocare liberamente come si vuole, con meno impegno e dispendio di denaro.

Sebbene ad un certo punto (al pari che con altri titoli "da dipendenza"), abbia detto "basta", col materiale che ho riesco sempre a giocare partite divertenti, coinvolgendo gli amici più avvezzi a questo genere di giochi senza fatica.

Chiaramente, il titolo dà il meglio di sè con dietro un giocatore che ami l'ambientazione, investa denari per la creazione di un buon esercito e che, magari, a ciò unisca anche la passione per il modellismo, l'hobby per la pittura delle miniature e quant'altro ruoti attorno al semplice gioco skirmish in sè.

Di sicuro è un'ottima alternativa - poco nota - a giochi più conosciuti dello stesso genere. A me che cercavo qualcosa di non troppo complesso e più facilmente gestibile rispetto a titoli molto più famosi dello stesso tipo, ha sempre dato soddisfazioni.

Da provare.

08/01/2017
Lorenzo il Magnifico 8,5

Piazzamento lavoratori solido, con una meccanica molto paritaria per cui ogni giocatore ha lo stesso numero e tipo di puzzilli con eguale forza, è un titolo – dagli autori italiani – per giocatori “di peso”.

La sensazione di coperta corta è costante, e talvolta la partita diventa davvero molto equilibrata, con la vittoria giocata sul filo del rasoio.

Materiali ottimi, prezzo onesto, rigiocabilità alta, interazione presente il giusto, alea ridotta ad un livello tutto sommato largamente accettabile poiché incide su tutti i giocatori in egual misura (estrazione carte, forza dei puzzilli, ecc.).

Per gli amanti del piazzamento lavoratori come me, è un titolo assolutamente da avere o quantomeno da provare.

29/12/2016
Village 8,3

Tipico piazzamento lavoratori di stampo latamente bucolico, questo Village si presenta come un gioco german davvero delizioso.

Semplice da apprendere, possiede una meccanica innovativa che reinterpreta - per certi versi - alcuni espedienti già visti in altri titoli di "piazzamento lavoratori" dove risulta necessario "sfamare" i propri meeples a fine turno (o comunque ad un certo punto del gioco), entrando nella prospettiva per cui gli stessi meeples non sono "eterni" ma umanizzati (con tutto quel che ne consegue).

In Village, questo aspetto viene esaltato al massimo grado: infatti, se da un lato non dobbiamo sfamare i nostri familiari, dall'altro essi sono più che umanizzati... anzi, direi proprio che sono "tristemente mortali", per dirla alla maniera dell'Antica Grecia.

Viene di fatti introdotta una variabile di Tempo (da gestire al pari di altre risorse all'interno del gioco) rappresentante - grosso modo - l'arco di vita dei propri familiari, a loro volta divisi (giustamente) per generazioni.

I più anziani e quelli (dopo di loro) che daranno più lustro al villaggio saranno ricordati nelle Cronache cittadine, in un sistema di conteggio dei Punti Vittoria classico (in parte immediatamente palesato sul tracciato dei PV, in parte posticipato a fine partita, con conseguente maggiore difficoltà di tenere il conto durante il gioco) che però non sfigura a fronte di questa meccanica (lo scorrere del tempo) originale ed innovativa per questo genere di giochi.

Pertanto, con questo spunto originale (di cui sentirete fortemente il peso durante la partita) dello scorrere del Tempo, Village si propone come un "piazzamento lavoratori" con un qualcosa in più rispetto al normale, un gradino sopra ad altri giochi della sua categoria. In qualche modo, può anche aspirare a "rivaleggiare" con i grandi classici del genere.

Di sicuro, se anche a voi piacciono i giochi con le meccaniche di worker placement, questo Village è da provare.

13/02/2017
The King Is Dead 8,3

"Sorprendente" è la parola giusta per descrivere The King is dead.

Un gioco dai materiali semplici e minimali, ma di una profondità che rasenta il vero brucia-cervelli. Una partita a questo titolo richiede un dispendio di energie mentali notevole, al pari di una partita complessa al gioco degli scacchi o ad altri strategici "di peso".

Dietro ai materiali "spartani", infatti, questo gioco nasconde una profondità strategica inusuale, basata su una meccanica semplicissima e quasi "ridicola" in sè considerata (è un maggioranze dove a turno "metti o togli" un cubetto rappresentante un nobile di corte), ma che conferisce un livello di sfida strategica davvero ragguardevole, che porta i 2 contendenti ad una sfida mentale di spessore.

Intrigante anche la versione a 4 giocatori, dove si gioca a coppie senza però poter comunicare, e la variante con i lealisti di Mordred.

Sconsigliato a chi detesta un impegno mentale troppo, al limite del bruciacervelli vero e proprio.

 

31/12/2016
Sherlock Holmes Consulting Detective 8,2

Un ottimo gioco collaborativo, di deduzione ed investigazione, giocabile in solitario come in grupponi numerosi, magari anche "in competizione" tra loro con la dovuta organizzazione... adatto ad animare feste, incontri di qualsiasi genere, capace di attirare  (mi è successo personalmente) anche persone che con i Giochi da Tavolo non hanno mai spartito nulla.

Con questo gioco ti senti proprio come un vero detective della Londra del tempo, chiuso in un ufficio fumoso, a fare i conti col tuo fascicolo pieno di carte, appunti, la mappa cittadina, l’annuario, il giornale, i resoconti del medico legale sulla scrivania, davanti a te, attorno alla quale hai magari radunato (tu che hai portato il gioco...) la tua squadra di scalcinati investigatori (leggi: i tuoi compagni di gioco) con cui collabori… è proprio più da pool investigativo “stile Procura della Repubblica nostrana”.

Gli appassionati di crimine, ad ogni livello, dovrebbero provarlo.

Oltre ad un allenamento mentale ragguardevole, consente di sviluppare anche il teamworking tipico ovviamente dei cooperativi.

La meccanica è semplicissima, si impara in un attimo (in fondo, uno scenario di questo gioco è qualcosa di vagamente simile ad un Librogame...) ed è perfettamente godibile... oltre che facilmente replicabile. Ciò significa che i più virtuosi (e ce ne sono già in giro) potranno anche creare casi da soli, sfruttando il materiale presente nella scatola o creando tutto ex novo, facendo riferimento all'Annuario di Londra ed alla Mappa cittadina che troveranno nella scatola.

Qualche noticina sul prezzo. Se non sbaglio, lo trovate ad un prezzo che si aggira sulla quarantina di euro, per una scatola contenete 10 casi da giocare (quindi, sostanzialmente 4 euro a caso). Considerando che ogni caso vi terrà occupati almeno tre ore, salvo casi strani, il gioco sembra valere comunque la candela.

L'esperienza che se ne trae, a fine sessione di gioco, è sempre appagante.

L'unico problema vero è, ovviamente, il fatto che si tratta di un gioco Legacy puro. Come segnalato già da altri, chi ha già giocato un caso, potrà solo fungere da "Master" in senso lato, o al massimo da "Lettore", per un successivo gruppo di gioco, senza potersi più realmente godere la partita.

Il gioco, ora edito da Asterion - Asmodee, sembra essere supportato a dovere, con espansioni già proposte ed in corso di produzione, oltre agli scenari fan-made che si possono trovare in rete.

 

Voto finale: 8 pieno, volendo anche 8,3-8,5 se si imbrocca il gruppo giusto. Metto l'8 come voto finale solo per essere stringente.

31/12/2016
Dead of Winter: A Crossroads Game 8,2

Falso cooperativo con presenza del traditore, a tema zombie ma dalle meccaniche molto interessanti.

Coniuga gli aspetti classici del cooperativo con una fortissima ambientazione, proponendo un livello di sfida ragguardevole già nella sua versione base.

Vincere non è facile, le crisi e gli obiettivi sono difficili da completare, spesso per il traditore è ancor più difficile portare a casa la vittoria, ma la difficoltà (talvolta forse percepita come eccessiva) degli obiettivi di ciascuno viene comunque ripagata, anche in caso di sconfitta, da un'esperienza di gioco che fa calare i singoli Player in maniera profonda nell'ambientazione che fa da sfondo al gioco.

Le regole non sono complesse, ed essendo un American si fa largo uso di dadi per le azioni. Nulla comunque di frustrante, dal momento che comunque - con i dadi a disposizione - si è sempre utili alla sopravvivenza della comunità di Sopravvissuti di cui i Giocatori fanno parte.

Gioco abbastanza di peso, forse non adatto per tutti, ma assolutamente da provare... specie se amanti del genere zombie.

31/12/2016
Star Wars: Imperial Assault 8,2

Forte di un'ambientazione praticamente eccezionale (parliamo di Star Wars...), questo Assalto Imperiale è un gioco skirmish su griglia che, riprese le meccaniche che furono del predecessore Descent, permette di calarsi nei panni di uno dei due storici schieramento della saga di Guerre Stellari.

Ribelli contro Impero, un'eterna sfida che rivive nella modalità "Campagna" a scenari di questo gioco, la quale permette ai Giocatori di controllare uno degli eroi le cui storie corrono parallele ai protagonisti più noti (anch'essi controllabili, nel corso della storia e degli scenari giocati) della saga.

L'ambientazione si fa sentire, i materiali sono di ottima qualità, con miniature che escono da tutte le parti e che ingolosiscono qualsiasi giocatore di giochi skirmish.

Supportato dall'Editore in maniera ottima, il gioco ha poi una modalità "Scontro" puramente skirmish, nella quale il titolo dà probabilmente il meglio di sè, consento ai due Giocatori di affrontarsi in battaglie all'ultimo colpo di spada laser.

Sfruttando meccaniche ormai rodate, rivisitate per l'occasione, e facendo uso di carte nella giusta misura, Assalto Imperiale può essere giocato sostanzialmente da chiunque abbia sognato, almeno una volta, di trovarsi in quel fantastico mondo di Star Wars.

Un gioco American per veri giocatori American, quindi: in Assalto Imperiale, questi players troveranno tutto ciò che gli occorre per partite dal respiro autenticamente epico.

Da provare, se ce n'è l'occasione, imprescindibile se si è fan della serie.

Preparate dadi e miniature... e che la Forza sia con voi!

30/06/2017
Zombicide: Black Plague 8,2

Zombicide: Black Plague è sostanzialmente la rivisitazione - in chiave fantasy - del titolo Zombicide così come lo conosciamo.

Ovviamente, sposando una simile ambientazione, strizza l'occhio agli amanti del fantasy, proponendo un party di eroi più assortito rispetto a quello della versione "moderna".

Apprezzabili alcuni cambiamenti al regolamento che risolvono alcuni errori presenti nelle versioni precedenti.

Anche questa linea, come quella classica, beneficia di diverse espansioni e sopravvissuti "extra" il cui design viene curato da autori di primissimo livello.

Dopo averla provata, considerando anche il lavoro di perfezionamento e di limatura - laddove necessario - direi che è da promuovere a pieni voti.

31/12/2016
The Voyages of Marco Polo 8,2

Un buon gestionale dadi, Sulle tracce di Marco Polo è uno di quei titoli che impegnano il giusto.

I meccanismi di gioco sono ben oliati, la rigiocabilità è garantita, è godibilissimo ed offre una sfida di tutto rispetto.

Sicuramente da provare, è promosso a pieni voti.

31/12/2016
Unusual Suspects 8,1

Insoliti sospetti è un party game ben riuscito.

Rivisitando un po' le dinamiche alla Indovina chi?, con domande - pescate da un mazzetto di carte - a cui il giocatore-testimone deve rispondere solo con un "sì" od un "no", i giocatori dovranno via via escludere dei sospettati ed arrivare al "colpevole", scegliendolo tra una serie di "ritratti" di foto segnaletiche disegnate e posizionate in una griglia.

Giocarci diverte molto, soprattutto perchè Insoliti sospetti permette di operare anche un piccolo "esperimento sociale" al tavolo. Lavorando infatti con una meccanica "per stereotipi", permette di conoscere meglio le persone al tavolo, imparandone le modalità di pensiero, i "pregiudizi", oppure semplicemente testarne la capacità di giudizio della persona ad un semplice colpo d'occhio.

Inoltre, dovendo giudicare da una semplice "foto segnaletica", possono nascere tante risate nel cercare di capire perchè un giocatore possa ritrovare, in uno dei personaggi-sospetti ritratti, lo stereotipo del buon padre di famiglia, piuttosto che del pluri-criminale recidivo.

In sè non sarà un gioco dei più raffinati (può infatti essere giocato anche prescindendo da quanto strettamente offerto come materiali...), ma come party game fa egregiamente il proprio dovere. Con la compagnia giusta, può essere estramemente divertente.

Una provocazione: e se lo si giocasse ricorrendo ad immagini effettive, magari prese da riviste e giornali? Oppure con domande libere e non preordinate dalle carte estratte?

Ecco qui che abbiamo un gioco sostanzialmente uguale ad Insoliti sospetti (giustamente...), ma non per questo credo non si debba premiare l'idea di un gioco che è a metà strada tra board game ed esperimento sociale/antropologico.

Da provare, specie se in giusta compagnia.

06/07/2017
New Angeles 8,1

Prendi l'ambientazione di Android: Netrunner, aggiungici la negoziazione libera e diversi elementi alla Battlestar Galactica, sommaci delle belle miniature (forse un po' inutili ma che fanno scena), shakera tutto, dai la spruzzata di bella grafica, e alla fine ti esce fuori New Angeles, un gioco che - almeno a me - ha divertito e non poco.

Premetto che a me i giochi dove c'è da interagire e negoziare piacciono molto, anche se - indubbiamente - sono di quei titoli dove il gioco lo fanno le persone che siedono al tavolo (per citare qualcuno: "Il gioco si fa tutto intorno al tavolino...", citando liberamente...): se si gioca con persone poco reattive, chiuse, poco inclini alla negoziazione o iper-competitive, magari è meno godibile.

Il fatto che tutti - ciascuno a capo di megacorp - si debba cooperare per fare in modo che New Angeles non sprofondi nel baratro e nel caos comporta che ci si debba confrontare per forza di cose, avendo al contempo un obiettivo segreto personale da perseguire, che si traduce in un obbligo (per vincere) di sopravanzare un'altra corporazione nel conteggio dei crediti a fine partita...

La durata può essere importante, in quanto proporzionata alla quantità di tempo spesa dai giocatori nelle contrattazioni, ma ogni minuto speso nel discutere le scelte, penso sia ben ripagato dal divertimento che se ne trae alla fine della partita.

Devo rilevare che, in alcuni casi, si sente molto il "peso" che alcune corp possono avere in relazione al potere speciale di ciascuna (per es. la Jinteki, potendo contrastare le malattie, mi è capitata di sentirla un po' più forte rispetto ad altre, ma non è una costante... come tutto il resto, dipende da chi la controlla...).

In definitiva, se (come me) vi piace l'ambientazione di Android Netrunner, se vi piace Battlestar Galactica e se non temete di passare 20 minuti a contrattare su una carta e a negoziare il da farsi per cercare di non perdere tutti, direi che questo titolo fa per voi.

...e se lo intavolate, fate un fischio, grazie. :P

22/10/2017
Zombicide Season 3: Rue Morgue 8,1

L'espansione (ma anche stand-alone) Rue Morgue per Zombicide è sinora l'unica che ho deciso di comprare, dato il prezzo pari a quello del gioco base.
Anche qui, il denaro speso viene ripagato da una vasta gamma di contenuti e possibilità di utilizzo di questo titolo.

Posto che è possibile giocarlo anche da solo, la scatola offre una dozzina di nuovi sopravvissuti da aggiungere ai 6 della scatola-base, oltre a nuove tiles di ambientazione latamente ospedaliera, nuove armi, nuove regole e - last but not least - un nuovo tipo di zombie capitanati dal micidiale A-Bomb Zombie, probabilmente il più pericoloso dell'intera serie.

Ritengo che Rue Morgue sia una delle espansioni più belle di Zombicide, quella che forse lo porta al suo apogeo.

Vengono inserite le regole per il gioco competitivo (Squadra1 vs Squadra2 entrambe vs Zombie), le carte Azione di Gruppo che aumentano il tatticismo, un mezzo di trasporto come l'Elicottero, con regole ad esso collegate, nuove abilità e nuove minacce da parte di un nuovo tipo di zombie, nuove tessere-tenda, oltre a nuove miniature che - come al solito - fanno la loro figura sul tavolo.
Vi sono poi nuovi scenari, parte dei quali da giocare, appunto, in modalità competitiva.

Sommato al contenuto della scatola base di Zombicide, Rue Morgue è davvero un'espansione che aggiunge un "carico da 11" al titolo, aumentandone ancor più la longevità e le molteplici possibilità di utilizzo.

31/12/2016
Legendary Encounters: An Alien Deck Building Game 8,1

Legendary Encounters: An Alien Deck Building Game è un titolo con meccanica di deck building unita a quella squisitamente cooperativa (con varianti possibili che lo rendono un falso collaborativo, e più nello specifico un collaborativo con traditore... noto sin da subito o palesato durante il gioco).

Materiali molto belli, il gioco ha fatto un'ottima impressione anche su uno, come me, che non conosce bene la saga alla base di questo gioco, che tuttavia sembra essere (da quanto dettomi da chi la conosce) rispettata piuttosto fedelmente.

Il gioco, essendo un cooperativo, fa sì che i giocatori siano sempre tutti coinvolti. Il downtime è stato azzerato grazie alla possibilità di intervenire in aiuto di un altro compagno anche fuori dal proprio turno. Allo stesso modo, difetti come quello del "Giocatore Alpha" che guida il gruppo (tipico dei collaborativi) è stato quantomeno arginato grazie all'uso di un mazzo specifico per ogni giocatore: ciò permette altresì a questo titolo di sfruttare tutti i pregi delle dinamiche di deck building, chiamando il giocatore ad una sfida alla costruzione del proprio mazzo nella maniera più performante possibile.

Di sicuro, conoscendo la trama dei film che sono alla base del gioco, esso potrà essere apprezzato davvero a pieno. Per chi, invece, non conosce i film e la storia che fa da ambientazione al gioco, l'esperienza ludica che è possibile trarne sarà comunque appagante.

Il gioco presenta infatti un livello di sfida comunque alto, e riuscire a vincere tutti insieme dà davvero soddisfazione.

Unica pecca, forse, è il costo (oltre magari alla lingua): il problema, in questo caso, è dato dal fatto che all'interno della scatola troverete sostanzialmente soltanto carte, con relativi costi di produzione.

Se però avete modo di provarlo, non tiratevi assolutamente indietro, perchè il gioco merita molto. Consigliato a chi - come il sottoscritto - apprezza i collaborativi e non disdegna i giochi di carte.
 

10/03/2017
T.I.M.E Stories 8,0

Uh, sono il primo a commentarlo? :P

Dunque...

T.I.M.E. è immersivo, molto immersivo. Stimola il cervello, ed alla fine della fiera sei appagato di aver chiuso il caso ed impedito l’apertura della falla temporale.
Il Regolamento non è difficile da imparare la nuova veste grafica edita da Asterion nel 2015-2016 è moooolto accattivante, e nel complesso il gioco pare meritare.

Con T.I.M.E. ti senti proprio un Agente temporale, quasi un “mezzo supereroe”/Agente speciale che deve combattere per evitare il casino che potrebbe scatenarsi con queste problematiche temporali… Ti sembra di essere, che so, in una sorta di “Stargate”? Una sorta di prescelto di “Matrix”? Di una storia dove sei lì e vieni spedito in un’altra “dimensione” a mettere mano su una situazione spinosa… non saprei, scegliete voi ma la sensazione che mi dava era quella.

La scatola base - almeno nella sua ultima edizione - dovrebbe consentire di giocare il primo scenario "Asylum", dando insieme a quest'ultimo tutta la dotazione necessaria a giocare anche i futuri singoli scenari che verranno proposti in commercio.

In prima battuta, la spesa potrebbe quindi non valere l'impresa (in fondo si pagano diverse decine di euro per un solo scenario iniziale che è possibile chiudere - mediamente - in due sessioni da tre ore ciascuna di gioco... avendo un buon gruppo di 4 Players...), ma se visto in prospettiva di ciò che può garantire in futuro in termini di giocabilità, potrebbe essere un investimento sensato.

Per il resto, è un cooperativo puro che può essere apprezzato sia dagli amanti del Gioco da Tavolo che del GDR puro, costituendo quindi un tentativo apprezzabilissimo di ibrido tra i due generi.

 

Voto finale: 8.

15/12/2016
Power Grid: Factory Manager 8,0

C'è poco da dire: Power Grid: Factory Manager è un gioco abbastanza semplice, con regole lineari, ben bilanciato, non troppo difficile da spiegare (anzi per certi versi intuitivo), lungo il giusto in termini di durata.

Siamo chiamati a sviluppare una fabbrica occupandoci della gestione della manodopera e dell'acquisto delle strutture produttive, avendo come target finale il profitto e la massimizzazione dell'efficienza della nostra catena produttiva.

Il gioco scala bene anche in due, l'interazione può essere anche molto forte tra i giocatori, in termini di scelte da compiere nell'ordine di turno e nella gestione delle risorse e dei costi, ha una meccanica elegante e pulita.

Nel complesso, non ha nulla da invidiare al più noto Alta tensione.
 

03/08/2017
Codenames 8,0

Codenames è il party game del momento, e lo è a ragion veduta.

Stimolante, facile da apprendere, capace di attirare praticamente chiunque al tavolo, caciarone il giusto, vi consentirà di far giocare anche i parenti per le feste comandate, così come fidanzate, amici e... perfetti sconosciuti!

Sempre adatto quando si è in tanti, è giocabile comunque anche in pochi, divenendo un Gioco da Tavolo anche solo per 2-3 giocatori, nascendo come party game ed avendo quindi altissima versatilità.

La rigiocabilità è infinita, visto che all'interno ci sono 200 carte a doppia faccia, una ventina di "chiavi" ruotabili sui 4 lati per cambiare la disposizione... insomma, questo gioco, nella sua semplicità, ha tutto quel che deve avere un party game degno di questo nome.

Assolutamente da avere, sia come privati che come ludoteca.

12/01/2017
Grand Austria Hotel 8,0

Grand Austria Hotel è un gioco german piuttosto solido, non troppo innovativo nel campo dei german gestionali ma comunque godibilissimo e divertente.

Un tantino macchinose le meccaniche, che divengono fluide dopo un paio di partite, il gioco è guidato in parte anche da carte e da una simbologia talvolta non chiarissima, oltre a soffrire di un downtime importante se giocato in configurazione completa a 4 Giocatori.

Buoni i margini di rigiocabilità, con possibilità anche di avere asimmetria delle plance dei singoli giocatori. E' presente anche un "Tracciato dell'Imperatore" molto simile a quello della fede religiosa di un titolo come Lorenzo il Magnifico, degli stessi identici Autori.

Edito in italia dalla Cranio Creations, tolti i piccoli difetti menzionati resta un gioco di tutto rispetto, capace di divertire e di offrire un buon livello di sfida ai Giocatori, i quali sono chiamati a creare spesso delle combo di carte ospiti, carte personali e dadi utili a massimizzare gli effetti ed i risultati in termini di camere occupate nel proprio albergo e, quindi, di Punti Vittoria utili per il conteggio finale.

Un gioco divertente, solido, non propriamente innovativo ma comunque godibilissimo, meglio se in una configurazione a 3 Giocatori.

21/09/2017
The Godfather: Corleone's Empire 8,0

Il Padrino: l'Impero dei Corleone è il classico gioco che cavalca il brand cinematografico, ma direi che lo fa bene. Si poteva fare meglio? Probabilmente sì, ma il risultato non dispiace comunque.

Molto più apprezzabile da chi conosce le pellicole cinematografiche rispetto a chi non le abbia mai viste, Il Padrino - alla fine della fiera - può essere definito come un gioco di gestione mano, controllo territorio condito con una spruzzatina d'aste (per accaparrarsi i favori di alcuni potenti alleati), ornato di immancabili miniature (ormai è una costante nei GdT...), nel quale vestiremo i panni di una delle famiglie del film alle prese con la lotta di potere in quel di New York City, nella specie per la zona di Manhattan e dintorni.

Semplice da spiegare, approcciabile probabilmente anche ad un neofita, è un gioco american nel quale si sente abbastanza l'ambientazione. E' un gioco che diverte, di peso medio, abbastanza distensivo e che permette le classiche "bastardate" tipiche di ogni sana guerra di clan mafiosi.

Astenersi giocatori rancorosi, è un titolo che fa il suo dovere divertendo senza essere troppo complesso. Il comparto grafico è di tutto rispetto, i materiali sono ineccepibili, l'unica pecca - giustificabile con la somma degli elementi sin qui enunciati, a cui aggiungere il brand ufficiale - è il costo abbastanza importante per un titolo che, alla fine, è un peso medio dei Giochi da Tavolo.

Sicuramente da provare, non escludo che escludo che possano uscire espansioni per questo titolo che comunque è bello da vedere e divertente da giocare.

22/10/2017
Imagine 8,0

Insieme a Nome in Codice e The Resistance: Avalon, questo Imagine entra di diritto nella Top 3 dei party games.

Adatto a tutti, praticamente quasi del tutto privo di regole vere e proprie, si spiega in 5 minuti e genera tantissime risate al tavolo.

Per i più attenti e perspicaci, vi è da dire che Imagine permette anche di "conoscere" un po' di più le persone al tavolo: il gioco infatti, alle volte, mette a nudo il modo di pensare di una persona, il percorso mentale che opera per trasmettere un messaggio costituito, a conti fatti, dalla parola che gli altri devono indovinare.

In questa dimensione, se così si può dire, il gioco in questione risulta ancor più divertente ed accattivante.

Come ho detto anche per altri titoli, è un gioco che nelle ludoteche bisognerebbe avere, mentre per i privati è da acquistare laddove si possa preventivare di intavolarlo con un gruppo di persone con cui farsi quattro risate.

22/01/2017
Tragedy Looper 8,0

Qualcuno ritiene che Tragedy Looper sia uno dei contraltari di T.I.M.E. Stories... Entrambi sono giochi "di investigazione" / deduzione (Tragedy Looper appartiene di più a questa seconda categoria che non a quelli propriamente investigativi), entrambi sono dei collaborativi (anche se Tragedy Looper contrappone i giocatori ad un master), entrambi hanno un comparto grafico di tutto rispetto.

La differenza, per come l'ho percepita io, è forse nel grado di difficoltà e nell'ambientazione.

Partendo dalla seconda, mi convince di più quella di T.I.M.E.. Quanto alla complessità, Tragedy Looper è sicuramente una spanna sopra.

Molto "calcoloso" nell'opera di deduzione, manda letteralmente "in trip" il cervello, facendosi apprezzare moltissimo proprio per questo. Ho notato, giocandolo, che è un titolo che stimola i giocatori a cercare di pensare tutti armonicamente per opporsi ad un master che è sempre un passo avanti.

Alla deduzione, poi, ci si aggiunge anche una componente di bluff e di informazioni che possono variare da un ciclo all'altro di "azione" degli "investigatori", il tutto a rendere l'esperienza di gioco un vero rompicapo che tiene incollati al tavolo i partecipanti.

Validissimo, non semplicissimo da spiegare, necessita però di un bravo master, che per ovvi motivi non potrà giocare insieme ai veri e propri players.

A metà strada tra board game, gioco di ruolo e - a tratti - anche librogame, è stimolantissimo: il livello di sfida è alto, e vi verrà voglia di chiudere "il caso" a costo di provare e riprovare, in un esercizio di deduzione che, in alcuni momenti, rasenta un vero arrostimento di sinapsi. Quando poi il gruppo riesce a ragionare armonicamente e a muoversi come un solo cervello, allora lì le vette di soddisfazione ludica sono altissime.

18/06/2017
Troyes 8,0

Voto tondo per Troyes, ottimo gestionale dadi per giocatori esperti.

A capo di famiglie della cittadina medievale francese, i Giocatori sono chiamati ad utilizzare i riserva di dadi comuni, potendoli comprare ed utilizzare attingendoli da distretti altrui.

Probabilmente il miglior gestionale dadi in circolazione. Personalmente molto elegante anche a livello grafico, per essere il miglior esponente del suo genere si qualifica inevitabilmente come un titolo da provare almeno una volta e da avere - assolutamente - se si ama quel genere di meccanica di gioco.

Promosso a pieni voti!

22/11/2017
Zombicide 8,0

Spesso definito come "ameritrash", Zombicide è il classico gioco American dove si lanciano dadi a secchiate e si muovono tante miniature sul tavolo (peraltro di ottima realizzazione), a partire dagli eroi protagonisti, sino alle cariolate di zombie che affollano la plancia di gioco, facendo la loro porca figura...
Le regole sono semplici, intuitive e di facilissimo apprendimento.
Essendo un cooperativo (io adoro questo genere di giochi), permette una forte interazione al tavolo, con connesse strategie coordinate ed animi che si infervorano durante lo scontro.
L’immedesimazione è molto forte, e come ha detto qualcuno in Tana, "Sembra di essere dentro Resident Evil.", con conseguenti scene piene di pathos (personaggi che si immolano per il gruppo, cariche a testa bassa armati di doppia sega elettrica per far guadagnare tempo al gruppo, ecc.).
La scatola base presenta un buon numero di scenari da giocare, espandibile attraverso la propria fantasia (dal momento che si possono creare autonomamente nuovi scenari) o tramite l'uso della rete, dove ormai circolano almeno una cinquantina di scenari fan-made ed espansioni in questo senso.
Il gioco può essere giocato anche in solitario, ma ovviamente dà il meglio in più giocatori. La longevità e la rigiocabilità è alta, anche grazie ai tanti personaggi-extra proposti sino ad ora (una marea, basta controllare anche solo nella Classifica della stessa Tana) ed alle espansioni uscite via via nel tempo (vedi commenti a parte nelle singole schede delle espansioni...).

La durata di ogni singola partita può variare, ma il tempo - giocando a Zombicide - scorre veloce mentre ci si diverte.
L'alea è piuttosto presente (tiro di dadi, pesca di carte per la generazione degli zombie e per la ricerca degli oggetti) e le meccaniche sono semplici, talvolta al limite dell'accettabile se poste al confronto con altri titoli, ma il gioco complessivamente ne risente soltanto un tot e non di più.
Ovviamente, essendo un gioco American, aspettatevi di lanciare secchiate di dadi per ammazzare vagonate di zombie dopo esservi armati fino ai denti.
La possibilità di creare campagne, collegando più scenari tra loro, inserendo nuovi sopravvissuti, armi, abilità, ecc. consente anche di creare una "storia" che finirà per appassionarvi e legarvi a qualcuno dei sopravvissuti...

Il prezzo di listino è da gioco "di peso", ma ogni euro speso in Zombicide ripaga in divertimento assicurato, dal momento che il gioco è perfetto per farsi grandi risate al tavolo e creare spirito di squadra, dal momento che si combatte spalla contro spalla contro orde di zombie famelici.

Se non si fosse capito, Zombicide mi piace un sacco, ed ogni volta che lo intavolo - anche con neofiti - ci si diverte moltissimo...

Il regolamento presenta alcuni difetti di meccanica, corretti nella versione "Black Plague" (vedi regola del: se sparo nello spazio dove ci sono compagni e zombie, colpisco sempre prima il compagno...).
Da ultimo segnalo la flessibilità del gioco. Potendo creare gli scenari da solo, potendo giocarlo in modalità cooperativa o competitiva con le regole presenti nelle espansioni (vedi Rue Morgue), potendo creare una campagna collegando + scenari tra di loro, potendo persino creare personaggi ex-novo, se si dispone di una miniatura credibile/adattabile (vedi tutti i personaggi extra creati sulla falsariga di Chuck Norris piuttosto che del Doctor House...), il gioco presenta davvero una vasta gamma di utilizzi, che ne fanno un titolo ben riuscito, seppur con i suoi limiti.

Insomma, sarà un ameritrash, ma è davvero, davvero divertente. Se giocato con il giusto spirito e riutilizzato con intelligenza, è un piccolo investimento che premia con un ritorno di divertimento praticamente costante.

28/12/2016
Mascarade 8,0

Questo Mascarade mi ha molto divertito.

Ottimo party game che entra, di diritto, insieme a titoli come Imagine, Nome in codice e quant'altro, tra i migliori giochi da fare in gruppo e da avere per animare quelle situazioni in cui si è in tanti al tavolo da gioco.

Divertente, presuppone una buona dose di memoria ed una discreta capacità di bluffare, seppur mitigata rispetto ad altri giochi con la stessa meccanica. Divertente, con quel pizzico di imprevedibilità dato dal moltiplicarsi delle possibilità ad ogni turno, assicura tante risate tra i partecipanti.

Nel suo genere, è un gioco di tutto rispetto, che non ha nulla da invidiare ai suoi "colleghi" di categoria.

06/07/2017
Fiasco 8,0

Fiasco è un GDR mascherato un po' da Boardgame.

Il regolamento è semplice, l'idea di fondo è divertentissima, ma - personalmente - non riesco praticamente a giocarlo mai per mancanza di giocatori interessati a provarlo.

So che sembra un controsenso, perchè le regole semplici e l'idea di base dovrebbero attirare giocatori al tavolo, ma - a conti fatti - sembra che non sia facile, almeno per me, trovare giocatori disposti a cimentarsi in questo titolo.

Probabilmente sarà per l'alto tasso di "teatralità" necessario nel giocare le scene, ma tolto questo possibile fattore che può spaventare chi non è molto avvezzo ai GDR, direi che può essere esilarante e capace di sviluppare storie tragicomiche davvero deliziose.

31/12/2016
Kepler-3042 8,0

Edito in Italia dalla Placentia Games, Kepler-3042 è un gioco german classico di esplorazione spaziale, sviluppo tecnologie e gestione risorse.

Come tutte le produzioni della Placentia, anche questo titolo brilla per eleganza e sobrietà, portandolo in alto nella mia classifica, al pari di altri titoli dello stesso Editore.

I materiali sono semplici e funzionali (unico appunto: i token delle astronavi. Quelli sono obiettivamente un po' bruttini), la grafica - a livello estetico - è ben curata (nel caso specifico di Kepler, essa è un po' meno performante a livello di ergonomia e funzionalità: vedasi le plance ricche di simboletti di non immediatissima comprensione).

Il regolamento - salvo qualche punto - è abbastanza lineare, sfruttando una selezione di azione primaria più una o due azioni bonus su una griglia. Ogni azione viene eseguita con un grado di efficienza dato dallo sviluppo tecnologico di cui si tiene traccia su una diversa plancia ricca di simboli.

Apprezzabilissimo l'inserto culturale al gioco, come al solito per i titoli della Placentia, che aiuta a calarsi meglio nel contesto di gioco.

Alcuni lo hanno definito un "multisolitario", ma in realtà - giocato in 4 Giocatori - può avere alcune fasi (specie quella iniziale) che, complici anche gli obiettivi assegnati a ciascun giocatore, si caratterizzano per avere un discreto grado di interazione (anche se indiretta) tra i partecipanti al tavolo.

Nel complesso lo ritengo un gioco valido, solido, pulito e lineare nel suo essere dichiaratamente german. Probabilmente non è il miglior titolo di questo editore (io, ad esempio, preferisco Florenza), ma conferma l'alto livello di questa Casa Editrice tutta italiana che è riuscita a sfornare un bel gioco che, con tutte le sue peculiarità, riesce a stare anche in tempi contenuti, soddisfando quei giocatori un po' allergici ai "cinghialoni" germanici.

14/02/2017
A Few Acres of Snow 8,0

Premettendo che ho provato il gioco senza conoscere la storia dell'Halifax Hammer e di tutto il resto, devo dire che - apprezzando i giochi di guerra ed wargames anche di livello più alto - questo Pochi acri di neve ha il pregio di fare molto con poco.

I materiali sono quasi "spartani", specie le monete "alla Wallace", ma con cubetti, qualche dischetto e delle carte si è riusciti a confezionare un gioco profondo, teso, facile da imparare e che restituisce un'ottima soddisfazione sia dal lato del vincitore che del perdente. Ci si alza, quindi, sempre soddisfatti dal tavolo, coscienti di essersi divertiti impegnandosi in un gioco che offre un ottimo livello di sfida 1v1.

In un faccia-a-faccia che ha, talvolta, dello scacchistico, la dinamica di deck building riesce a guidare il gioco in maniera soddisfacente. L'asimmetria dei due schieramenti si sente e restituisce un discreto livello di simulazione storica, oltre a portare i giocatori a dover assumere una strategia di gioco del tutto differente l'uno rispetto all'altro.

Solitamente non adoro i giochi di guerra dove vi siano di mezzo delle carte, dal momento che (per come la vedo io) queste ultime finiscono sempre per limitare le scelte del Giocatore il quale - da comandante in capo delle forze schierate - è costretto a compiere talvolta scelte non ottimali o finanche non minimamente considerate a monte.

In ogni caso, pur rimanendo nell'area del Gioco da Tavolo (più che del wargame in senso stretto, duro e puro), Pochi acri di neve si dimostra essere un gioco per 2 di buona tenuta, con una rigiocabilità del tutto congrua.

Sicuramente consigliato a chi voglia avvicinarsi ai giochi a tema guerra, dal momento che - per certi versi - può essere classificato come una sorta di "wargame light", potendo fungere da ponte tra i Giochi da Tavolo classici ed i wargame più massicci.

Promosso con voto tondo :)

11/02/2018
Pandemic 8,0

Un must per chi apprezza i collaborativi, Pandemic è uno dei titoli - di questo genere - più giocato e più facilmente proponibile anche ai neofiti.

Lineare, avvincente, offre la possibilità di regolare la difficoltà della partita, scalando bene persino in due giocatori, a patto di scegliere intelligentemente i ruoli da giocare.

E' proprio nei ruoli che si nasconde, poi, l'anima cooperativa di Pandemic. Ogni giocatore assume un ruolo-chiave, con particolari abilità connesse, il cui contributo - unito a quello degli altri giocatori - è indispensabile per la vittoria finale.

31/12/2016
Triumph & Tragedy 8,0

Classico mattonazzo GMT, vero cinghialone per soli 3 Giocatori (nel senso che, delle configurazioni possibili, quella davvero sensata prevede un match triangolare: il resto è contorno...) dove ciascuno è chiamato a gestire uno degli schieramenti protagonisti della WW2 (West, URSS e Germania nazista) durante l'arco temporale che va dal 1936 sino al 1945, in uno scontro sul fronte industriale, diplomatico e - manco a dirlo - militare.

...il tutto senza che debba necessariamente scoppiare il conflitto mondiale, e quindi con un'ambientazione che - di fatto - rientra a pieno titolo nel genere ucronico.

Il sistema è card driven, ed implementa abbastanza efficacemente sia la componente diplomatica - con un gioco di influenze presente in tanti titoli della GMT, uno su tutti il pluri-osannato Twilight Struggle - sia quella militare, con l'uso di unità diversificate per tipologia (e per efficacia nel combattere contro lo stesso o diverso tipo di unità nemica) ed a forza variabile, il tutto condito con l'importantissimo elemento di fog of war ("nebbia di guerra") ottenuto tramite l'utilizzo dei classici blocchetti (uno per unità) orientati in modo che gli avversari non possano vederne la faccia ma solo un anonimo dorso privo delle informazioni salienti.

Quest'ultima meccanica, già vista in titoli come Sekigahara (sempre della GMT), aggiunge spessore a questo Triumph & Tragedy, che nel complesso mi sento di giudicare con una votazione tonda.

Il voto, infatti, cerca di essere una cartina di tornasole quanto più possibile obiettiva per un titolo che - per mio personale gusto - è piaciuto sì... ma sino ad un certo punto e non oltre.

Si badi bene: sono considerazioni mie personalissime, che non tolgono nulla ad un gioco che ha comunque spessore e che - come molti titoli GMT - merita tantissimo di essere provato e giocato.

Per quelle che sono le mie personalissime preferenze, infatti, questo gioco mi ha lasciato abbastanza soddisfatto per la parte diplomatica (seppur, secondo me, il più alto livello di meccanica diplomatica si raggiunga laddove possano essere i Giocatori attorno al tavolo a negoziare e stringere liberamente degli accordi, senza troppi vincoli dati da una carta che si potrebbe avere come non avere in un dato turno...), mentre ho sentito meno trasporto per la parte militare.

Vero è che (pur giocando anche wargames) non amo troppo i sistemi "a blocchetti", con la "nebbia di guerra" implementata in quel modo (ed infatti non sono un estimatore sfegatato di wargames come quelli della serie Command & Colors, sempre della GMT...), ma anche volendo tralasciare questo dettaglio ho trovato la parte militare piuttosto difficile da apprendere, con regole sì complesse ma che - alla fine dei conti - non sembrano riuscire a giustificare se stesse: lo sforzo mentale, richiesto al giocatore per apprendere le regole del combattimento, non restituisce infatti (a mio modo di vedere) un risultato che soddisfi il giocatore al punto da accettare l'investimento fatto a monte.

In più, volendo sempre esemplificare quanto appena detto, il fatto che ogni unità abbia un proprio valore di efficienza diversificata in base al proprio target (per esempio il sottomarino sarà molto efficiente contro una flotta ma quasi del tutto inefficiente contro la fanteria...) può essere da un lato apprezzabile per realisticità, ma dall'altro può costituire un "orpello" poco utile in un gioco con conflitti su grande scala e che non si qualifica per essere un wargame puro: mi aspetterei, infatti, di trovare una simile diversificazione in un wargame vero e proprio, dove non è insolito che si abbiano tabelle diverse da utilizzare nel caso in cui una propria unità di un certo tipo si scontri contro un'altra nemica di tipo diverso (esempio banale: cavalleria propria che attacca fanteria nemica piuttosto che artiglieria del nemico...), sistema quest'ultimo che pure si rinviene in altri wargames della medesima casa editrice (l'ho ritrovato, ad esempio, nella serie Musket & Pike sempre della GMT...).

Qualche altro "difetto" (nella mia ottica) l'ho poi riscontrato nel fatto che - salvo che si abbiano giocatori esperti al tavolo - non ho trovato grandi motivi logici che dovrebbero portare le nazioni dell'Ovest ad entrare in guerra con l'URSS (e viceversa), portando alla fine queste due potenze a coalizzarsi contro la Germania nazista (come avvenuto storicamente): se è vero, infatti, che alla fine vince comunque una sola fazione delle tre in gioco, non ho trovato forti stimoli che dovrebbero condurre i due giocatori Alleati ad implementare un contrasto (soprattutto militare) tra loro, che gioverebbe ad una Germania la quale - se controllata da un bravo Giocatore - ha tutti i numeri per mettere sotto scacco entrambi gli avversari.

Infine (ma questo è da mettere in conto e per qualcuno - come me - potrebbe non costituire un grande problema...) c'è la componente durata: questo è un gioco di ampio respiro, che tiene al tavolo i tre protagonisti per almeno 4-6 ore... mettetelo in conto.

Volendo quindi tirare le somme, Triumph & Tragedy mi è sembrato un titolo che merita un voto pieno, un'ottima soluzione per quando si gioca in tre anche se - per mio gusto - potrebbe non essere la prima scelta.

Pertanto ne posso consigliare tranquillamente la prova ma, personalmente, devo dire che forse non lo acquisterei, preferendo investire magari su altri e diversi titoli dello stesso editore.

27/02/2018
Power Grid 8,0

Power Grid, edito in italiano col titolo di Alta Tensione, può essere definito come uno dei "padri" del costruzione reti.

Sebbene io non ami molto questo genere di giochi, devo dire che questo classico del genere ha davvero un suo fascino che fa presa anche su chi, come il sottoscritto, non è troppo emozionato da giochi che si basano su tali meccaniche.

Alla meccanica di costruzione della rete, Alta Tensione unisce anche quella delle aste: anche qui, l'asta è una di quelle meccaniche di gioco che mi convince e mi diverte di meno, ma anch'essa è qui ben integrata, con tutti i limiti intrinseci alla stessa.

Con le numerose espansioni che offrono ulteriori mappe, il gioco presenta sempre un'alta longevità ed una profondità che può essere colta già al primo colpo d'occhio.

In definitiva, anche per chi - come me - non va matto per questo genere di titoli, Alta Tensione resta un grande classico che, anche se presta il fianco ad alcuni possibili difetti (maggiormente percepiti magari da chi non va matto per le meccaniche che esso propone), laddove ve ne sia l'occasione, è sicuramente da provare e da apprezzare.

09/03/2017
Catan 8,0

I Coloni di Catan è stato il mio "vero" Gioco da Tavolo. Vincitore del premio Spiel, per l'epoca in cui venne pubblicato era un titolo davvero rivoluzionario.

Ad oggi, resta una pietra miliare dei giochi da tavolo, sempre divertente, ottimo per introdurre i neofiti, mantiene pur sempre un suo perchè.

Può vantare una folta schiera di Giocatori che lo apprezzano ed offre numerose espansioni per allargare l'offerta di gioco.

La meccanica è semplice, è facile da spiegare e la longevità è assicurata: consideriamo solo che è un titolo che è stato pubblicato nel 1995 e che, ancora oggi, viene giocato ed è conosciuto da moltissimi giocatori in tutto il mondo.

Pertanto, è una delle "istituzioni" del Gioco da Tavolo che ogni buon Gamer deve conoscere ed aver provato almeno una volta nella vita.

31/12/2016
Great Western Trail 8,0

Great Western Trail è un gioco particolare.

Alle meccaniche di gestione integra un deckbuilding molto interessante, unito ad un'interazione comunque presente ed anche abbastanza cattiva.

Complesso (sia per regole che per curva di apprendimento), lo si padroneggia soltanto dopo diverse partite, terminate le quali si apprezza davvero molto in tutte le sue sfaccettature.

Il regolamento, in alcuni punti, non è immediatissimo. I materiali sono adeguati, sebbene il tabellone possa risultare un po' affollato, soprattutto nelle prime partite, dove il giocatore viene letteralmente bombardato di simboli che deve pian piano imparare a conoscere.

Nel complesso, però, l'integrazione di meccaniche diverse produce un risultato davvero molto pregevole: la profondità e la longevità sono assicurate. Soprattutto l'ultima, è data da un setup che cambia sempre di partita in partita, regalando un'esperienza ludica sempre differente.

Avevo puntato, dello stesso autore, Mombasa. Direi che, dopo aver provato Great Western Trail, sono sempre più convinto che sia l'uno che l'altro titolo debbano essere provati: ne varrà sicuramente la pena.

10/03/2017
Napoleon's Last Battles 7,8

Sebbene non lo ritenga il miglior wargame napoleonico operazionale del suo genere (dal momento che penso il migliore sia Napoleon at Leipzig, dai materiali sfarzosi nella sua edizione più bella, con i counters colorati allo stesso modo delle uniformi dell'epoca...), c'è da dire che Napoleon's Last Battles permette comunque di avere un'ottima panoramica su quelle che sono state le principale battaglie che hanno visto protagonista Napoleone Bonaparte e le sue armate.

Solido hex-and-counters, è stato una pietra miliare per i wargames che trattano questo periodo storico.

La meccanica è rodata, ben conosciuta dai giocatori di questo genere, per i quali rimane comunque sempre un punto di riferimento, almeno per il periodo napoleonico.

E' da annoverare, insieme ad un altro paio di titoli, tra quelli migliori se si vogliono vestire l'uniforme di Napoleone.

13/01/2017

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